{"id":3940,"date":"2024-12-22T17:22:07","date_gmt":"2024-12-22T15:22:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3940"},"modified":"2024-12-22T17:22:08","modified_gmt":"2024-12-22T15:22:08","slug":"fuggiamo-non-possiamo-fuggire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/fuggiamo-non-possiamo-fuggire\/","title":{"rendered":"Fuggiamo &#8211; Non possiamo fuggire"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Fuggiamo&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella nebbia, in un dedalo di pallidi miasmi&#8230; noi fuggiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019alieno reame in cui siamo relegati non differisce troppo da quello che ci ha dato i natali. Anche se le palpebre sono dischiuse, non siamo in grado di vedere. Cos\u2019\u00e8 ci\u00f2 che i cinque sensi afferrano se non melliflua illusione? Cos\u2019\u00e8 l\u2019esperienza mortale se non un\u2019ebbrezza traditrice?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle contorte radici terrene, nelle radici del mondo&#8230; noi fuggiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo come ciechi che marciano su una scoscesa mulattiera, come funamboli che incedono sul filo d\u2019una lama. Precario \u00e8 l\u2019equilibrio che ci sostiene, eterno il vuoto che ci attende. A beneficio di chi \u00e8 offerto il miserando spettacolo delle nostre effimere esistenze? Siamo forse il diletto dei crudeli numi che stanno assisi nel circo intitolato all\u2019umano fato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00f9 nei Pozzi senza uscita. Sul fondo dell\u2019abisso che non conosce lume&#8230; noi fuggiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Del resto, la via della vita non \u00e8 un itinerario che conduce presso una meta agognata, bens\u00ec una vana fuga da colei che con algido respiro ci fiata alle spalle. A chi affideremo i baluardi che abbiamo allestito onde sottrarci all\u2019ineluttabile destino? Cosa rester\u00e0 delle astruse conoscenze e della sottile saggezza la cui trama ha ordito quello che un d\u00ec diverr\u00e0 il nostro sudario?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino all\u2019ultimo alito. Finch\u00e9 ogni speme non \u00e8 estinta&#8230; noi fuggiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non possiamo fuggire&#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre quelle parole, prive di senso, le ronzavano nella mente come api moleste, la giovane donna alz\u00f2 la fronte, staccandosi dall\u2019abbraccio della fredda roccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto tempo era trascorso? Un\u2019ora, forse di pi\u00f9. I suoi occhi si ritrovarono a fissare la scura macchia del sangue, del suo stesso sangue, che andava seccandosi al pigro sole autunnale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il volo dalla cima della rupe era durato molto pi\u00f9 di quello che credeva. L\u2019aria attorno a lei si era cristallizzata come i granelli di sabbia inghiottiti dal collo della clessidra. Il tonfo sulla pietra non era stato forte bens\u00ec sordo come la caduta d\u2019un frutto troppo maturo. Aveva sentito le ossa frantumarsi, i fluidi vitali abbandonare la carne, poi il buio&#8230; il buio che anelava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino a un anno prima era una rispettata accolita presso la rinomata Camarilla degli Esoteri. Gli eccentrici bifolchi del Vico di Nebin comparivano spesso sulla soglia, chiedendole di predire il futuro rovistando tra le budella di uno sfortunato pollastro, di bandire dal corpo una brutta infezione o, pi\u00f9 raramente, di attingere agli occulti poteri di Dagon allo scopo d\u2019evitare le pene del lutto. I doni che costoro recavano erano pi\u00f9 che sufficienti ad assicurare una vita dignitosa all\u2019amato marito e alla diletta pargola, il cui instancabile pianto riempiva le sale della dimora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi quei tre erano scomparsi nel nulla e con loro se ne era andato il mirabile portento dei Pozzi. Se prima di allora nella Borgata si erano levate molteplici voci a lodare la sua benemerita opera, ora esse tacevano e le malelingue ne avevano rapidamente preso il posto. Dapprima dissero che era una ciarlatana, poi che si era arricchita a spese degli inetti e, infine, che nascondeva sotto le assi del pavimento una giara colma d\u2019oro mentre i suoi vicini crepavano di fame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vennero al tramonto ma lei era ancora presso il colle, intenta ad acchiappare la vecchia capra che aveva deciso di fuggire nella macchia. Quando rincas\u00f2, le fondamenta di terra naturale erano completamente scoperte e tra i mucchi d\u2019assi divelte giacevano il marito e la figlia, entrambi immobili, con la faccia premuta in una pozza di viscida fanghiglia. Non avevano trovato l\u2019oro ma, in compenso, si erano presi qualsiasi cosa potesse avere un minimo valore. Si erano presi tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quanto pare, le voci che pochi giorni fa venivano da Villamasca rispondevano al vero. La morte era tornata nelle Caselle e aveva ripreso a mietere il suo raccolto, proprio l\u00ec tra quelle mura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel silenzio della Borgata, seguita solo dagli sguardi silenti che la spiavano da dietro le imposte, aveva caricato i corpi su un carretto e li aveva portati sulla rupe dove c\u2019era una vecchia carbonaia. Li aveva guardati bruciare mentre le prime foglie, rosse come il sangue, iniziavano a cadere sotto le impietose stoccate del vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando le ultime braci si erano estinte, si era voltata, aveva scrutato l\u2019orizzonte della Scacchiera dalla sommit\u00e0 dello strapiombo. Quindi, aveva compiuto il fatidico passo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Niente da fare. Non le era stato concesso di condividere l\u2019infausta sorte che era toccata ai suoi. A chi non vuole tocca di sorbire l\u2019amaro calice s\u00ec come chi ne beve avidamente \u00e8 immune al suo veleno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era forse la Novella Signora che, dopo avere vibrato i primi fendenti per provare la sua falce, aveva deciso di sostare onde dargli un passata di cote? Erano forse i poteri che l\u2019avevano abbandonata nel momento del bisogno ad averla salvata quando era rimasto ben poco da salvare? Aveva senso proseguire il cammino quando il terreno stesso le era franato sotto i piedi? Cosa c\u2019era in serbo per lei oltre le pagine del libro che credeva d\u2019avere chiuso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dolore, rabbia, vendetta, disperazione, rovina, riscatto&#8230; tutte quelle parole affollavano la sua mente mentre si rimetteva in piedi e asciugava il rivolo rosso che le sporcava il labbro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non possiamo fuggire&#8230; quindi, restiamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fuggiamo&#8230; Nella nebbia, in un dedalo di pallidi miasmi&#8230; noi fuggiamo. L\u2019alieno reame in cui siamo relegati non differisce troppo da quello che ci ha dato i natali. Anche se le palpebre sono dischiuse, non siamo in grado di vedere. 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