{"id":3943,"date":"2025-01-02T19:05:58","date_gmt":"2025-01-02T17:05:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=3943"},"modified":"2026-07-05T18:39:24","modified_gmt":"2026-07-05T16:39:24","slug":"due-come-noi-parte-2-ab-imo-pectore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/due-come-noi-parte-2-ab-imo-pectore\/","title":{"rendered":"Due come noi (parte 2). Ab imo pectore."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si guard\u00f2 allo specchio, senza quel trucco colato non si riconosceva neppure.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grandi occhi blu velati da un velo di tristezza, i capelli un tantino arruffati ma con un senso d&#8217; ordine, il vestito sempre nero, immancabile come una firma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con un guizzo azzard\u00f2 un sorriso: la bocca si torse quasi in un ghigno poi, a un tratto pensando a quanto fosse stupida, ne scatur\u00ec uno vero. Era felicit\u00e0 quella che sentiva? Forse, ma non voleva spezzare la magia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avevano affrontato un lungo viaggio, grandi cose erano successe e ora in quel luogo lontano si erano ritrovati tutti. Quanta strada da quel giorno, quante cose erano successe. Chi era diventata? Era ancora un mostro sporco, una donna morta, un guscio? Quale parola poteva descriverla? E se tutto finisse domani, cosa resterebbe? Scosse la testa, no, non stasera. Niente paranoie o turbe, voleva spensieratezza, per una volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mise una rosa nera tra i suoi capelli e si sent\u00ec quasi femminile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al fal\u00f2 vicino alla locanda c&#8217;era gente che cantava, rideva e beveva. Od la prese mentre cantava e ballava, la fece girare e rigirare a suon di musica. Era goffa e impacciata, quasi un orso ballerino. A Od non importava, le sorrideva era felice, forse perch\u00e9 ora era pi\u00f9 spensierata, forse perch\u00e9 si era tolta un peso. Mentre cercava di stare a tempo i suoi occhi incrociarono degli occhi che la fissavano e labbra sorridenti nascoste da un boccale di birra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Divenne rossa ma il fuoco le diede una scusa plausibile, fin\u00ec la sua esibizione, ringrazi\u00f2 e si diresse a prendere del vino caldo. Si scost\u00f2 da tutti, un po&#8217; al buio, per riprendersi da tutta quell&#8217;euforia in eccesso. &#8221;Complimenti! In un&#8217; altra vita eri un ballerina?&#8221; Colpita e affondata, Des abbass\u00f2 lo sguardo, paonazza, per\u00f2 non si fece scappare una risposta &#8221;E tu invece eri un giullare o una pessima bugiarda&#8230; &#8221; Rise, sollev\u00f2 lo sguardo. Cazzo&#8230;il cuore, batteva troppo forte, non andava bene. &#8221; Non parla cos\u00ec una dama!&#8221; Fece finta di prendere l&#8217;arma poi, alzando la mano sfior\u00f2 la rosa &#8221;Come siamo tutte carine? Come mai?&#8221;&#8230;Che magnifica faccia da schiaffi. Des del tutto sincera disse &#8221; Mi sei mancata furia&#8221;. Le sfior\u00f2 la mano in segreto, come nelle volte passate ma, ora, la strinse forte, in silenzio e poi un: &#8221;A dopo &#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una serata indimenticabile dove scopr\u00ec che Clelia ballava benissimo e che Arya e Sophitia reggevano l&#8217;alcool molto meglio di lei, dannazione! Come conoscere le persone se non quando sono con meno pensieri? Tutti mescolati senza le barriere delle Masnade era tutto pi\u00f9 semplice. Solo tante persone che vogliono staccare la mente, leccarsi le ferite, respirare quiete anche solo per qualche ora. La notte cambi\u00f2 aspetto, una luce all&#8217;orizzonte si pales\u00f2. Aveva gli occhi che le bruciavano dal sonno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si guard\u00f2 attorno, poca gente quasi tutta ubriaca e alcuni distesi sul prato a parlare di storie passate. Si alz\u00f2 e barcollando leggermente entr\u00f2 nella locanda. Si sedette al bancone. Senza chiedere o proferire parola alcuna, l&#8217;oste le pass\u00f2 un piccolo bigliettino, dentro solo tre parole: Anche tu strega.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si alz\u00f2 in piedi, usc\u00ec a passo svelto, guard\u00f2 ovunque, cominci\u00f2 cercare tra le tende, fregandosene delle domande e dei perch\u00e9. Nulla. Stremata si appoggi\u00f2 a una staccionata per riprendersi dalla corsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Delle braccia forti la presero e la sollevarono, tutto divenne buio. Dopo qualche attimo, di ritrov\u00f2 seduta in quello che pareva un fienile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era l\u00ec davanti a lei. &#8221;Se speri di rapirmi per avere un riscatto dal Sussurro stai fresca! E se mi vuoi violentare in mezzo alla paglia, mi spiace ho gi\u00e0 dato con altre&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basita e a bocca aperta, senza parole la rapitrice la incalz\u00f2: &#8221;Ma sei completamente cretina?!&#8221; Le diede una spinta facendola finire in mezzo alle balle di fieno. &#8221;Dovresti essere pi\u00f9 schiva, se ci vedono&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una posa fin troppo mascolina Desdemona sbuffando le rispose: &#8221;Ma hai cos\u00ec paura di quello che possono dire gli altri? Che male pu\u00f2 fare? A chi?&#8221; &#8221;Non \u00e8 per quello&#8230;\u00c8 una cosa mia, nostra. Per ora.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Des sentiva che era sincera, che non voleva rovinare tutto, con troppa foga o fretta. Corse e l&#8217;abbracci\u00f2 forte. Non era da lei. &#8221;So cosa hai passato, so cosa provi&#8221;. Anche lei ricambi\u00f2 l&#8217;abbraccio, umano e vero. Passarono ore a parlare, a raccontarsi, a scherzare. Come per rincorrere il tempo perso e afferrarlo per farlo loro, solo loro, perch\u00e9 chi l&#8217;aveva conosciuto aveva infranto sogni e promesse. Erano in un mondo alternativo senza rimpianti, fatto di spontaneit\u00e0 e spensieratezza. Si tenevano per mano a volte poi, una spostava una ciocca di capelli, l&#8217;altra avvicinava la testa alla spalla e pizzicava il costato, una faceva battute scurrili e l&#8217;altra rispondeva a tono. Come bambine stremate si addormentarono abbracciate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scossa, un grido poi, ancora un calcio furente nell&#8217;aria, mugugni. Des si svegli\u00f2 e ritrov\u00f2 la sua amata in preda agli incubi, delirante e scalciante come un destriero. Non ebbe in tempo di toccarla, come una bestia ferita in preda al sonnambulismo le si mise a cavalcioni e le strinse il collo. &#8221;Furia, svegliati! Non sono un merdosissimo flagello!&#8221; Des lottava, poi chiuse gli occhi e in un secondo paralizz\u00f2 la donna, che si ferm\u00f2 all&#8217;istante, aprendo gli occhi qualche secondo dopo. &#8221;Des cosa ho fatto, stavo per ucciderti, vedi \u00e8 per questo che non dovremmo stare cos\u00ec vicine&#8221; Desdemona si avvicin\u00f2 piano &#8221;Smettila non \u00e8 successo nulla!&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricomponendosi da un incubo reale mormorando con voce sommessa rispose affranta: &#8221;No? Ti stavo per uccidere stupida!&#8221;. &#8221;No, non l&#8217;hai fatto! Non mi spavento per cos\u00ec poco! Io non ho e non avr\u00f2 mai paura di te! Hanno tentato varie volte di uccidermi, ci sono quasi riusciti ma, vaffanculo io sono ancora qui! Puoi picchiarmi, avere fottutissimi incubi, li ho anche io sai?&#8221; Des era furente &#8221;Pensi che sia fragile? Pensi che io sia qui perch\u00e9 ho bisogno di protezione? Pensi che io voglia farti guarire? Ti sbagli di grosso&#8230;Io voglio qualcuno come me, fottutamene pieno di problemi, di orrori, di paure&#8230;perch\u00e9 non sono in grado e non voglio cambiare nessuno perch\u00e9 non posso cambiare nemmeno me stessa! Sono un&#8217; omicida, una strega, una pazza che non aveva nulla da perdere&#8230;&#8221; <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Des prese la spada appoggiata al muro, non sapendo nemmeno tenerla tra le mani, tremando &#8221;Se anche volessi&#8230;non potresti tenermi lontana da te&#8221;. Si alz\u00f2 e con una forza che mai avrebbe avuto, si conficc\u00f2 la spada nel petto crollando a terra in un lago di sangue. L&#8217;altra donna era immobile, come di pietra, senza parole, croll\u00f2 al suo capezzale &#8221; Strega! Ma che cazzo hai fatto? Strega cosa volevi dimostrarmi?&#8221; La scuoteva, non ricordava dell&#8217;assenza della Morte, non ricordava il Subisso, era in preda al terrore&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo alcuni secondi in un respiro che pareva un urlo Des si riprese d&#8217;incanto. Era viva, quella pazza. Era nelle sue braccia, tutta lercia di sangue e sorrideva &#8221;Visto? Non puoi uccidermi nemmeno se volessi!&#8221;. &#8221;Tu sei completamente fottuta nel cervello!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La lasci\u00f2 cadere&#8221; Pensavo fossi morta! Io, io pensavo&#8230;&#8221; &#8221;Pensavi di avermi persa? Io voglio stare con te e viverti. Amo cos\u00ec tanto la vita che la far\u00f2 amare anche a te.&#8221; &#8221;Tu sei folle&#8230;&#8221; &#8221;S\u00ec, lo hai sempre saputo. Forse hai paura di me ora? Siamo alla pari allora.&#8221; Un bacio, Des le diede un bacio, dopo quello che era successo, dopo aver dimostrato che erano entrambe due pazze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ritrasse, come se volesse andarsene, poi la prese e la baci\u00f2 di rimando, aggressiva, quasi come se la stesse punendo per la paura provata. Morsi che sapevano di sale e ferro. Di un sentimento dolce e amaro. Feroce e incomprensibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;Sei una maledetta!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;Non hai visto ancora niente! Devi vedere quando mi arrabbio! Dannazione! Il vestito nuovo!&#8221; Si alz\u00f2, cercando di pulire il sangue e la paglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;E&#8217; questa la tua preoccupazione? Il vestito? Davvero?! Io ne uscir\u00f2 completamente folle&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8221;Di me furia, di me!&#8221; Le mand\u00f2 un bacio nell&#8217;aria. &#8221;Vai a dormire, si parte domani, anzi tu, io devo fare una spedizione con degli altri erboristi e curatori di altre Masnade, piante e unguenti non bastano mai&#8221; Corse via, come un corvaccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non ebbe il tempo di ribattere, non succedeva mai. Si gratt\u00f2 la testa, guardando per terra. Tra il sangue, la rosa nera. La raccolse, stringendola tra le mani. &#8221;Sei tu la furia tra le due&#8230;&#8221; Si incammin\u00f2 verso l&#8217; accampamento e per una volta non le pass\u00f2 nemmeno per la mente di chi potesse vederla in quello stato. Aveva in mente lei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si guard\u00f2 allo specchio, senza quel trucco colato non si riconosceva neppure. 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