{"id":395,"date":"2011-04-13T11:07:20","date_gmt":"2011-04-13T10:07:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=395"},"modified":"2012-06-19T11:57:09","modified_gmt":"2012-06-19T10:57:09","slug":"au-bout-du-voyage-i-gente-che-viene-gente-che-va","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/au-bout-du-voyage-i-gente-che-viene-gente-che-va\/","title":{"rendered":"Au bout du voyage  I &#8211; Gente che viene, gente che va"},"content":{"rendered":"<p><em>Ce l&#8217;avevo nel cassetto ormai da mesi! Per chi (oltre al menco) avesse la pazienza di leggerlo&#8230; Lo so che \u00e8 roba vecchia, ma sapete com&#8217;\u00e8 \ud83d\ude00<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Corte Celeste, 9\u00b0 giorno del mese di Spica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; Intendi portar via tutte quelle carte, sorellina?<\/p>\n<p>&#8211; No, queste le spedisco a Mastro Galenus. Tanto io ho gi\u00e0 trascritto quel che mi interessa sapere&#8230; E comunque posso sempre tornare a consultarle, fra un annetto, non trovi?<\/p>\n<p>Hak\u00f9 scroll\u00f2 le spalle, continuando a ripulire dal sangue e dalla polvere la katana che aveva prestato alla veggente qualche giorno prima. Tutto sommato era ancora in buone condizioni: si fidava di sua sorella, ma non era riuscito a trovar pace nel sonno finch\u00e9 lei non era tornata, riconsegnandogliela sporca, s\u00ec, ma ancora in buono stato. Era solo per lo zelo fuori dalla norma che contraddistingueva la sua stirpe che continuava a lisciare la lama, certo che vi fossero microscopiche macchie di sangue che non riusciva a vedere, certo, ma che sicuramente si annidavano da qualche parte.<\/p>\n<p>I due stavano lentamente sistemando i propri ristrettissimi bagagli, cercando di far mente locale sui rispettivi itinerari da seguire e sulle cose che occorreva comprare prima della partenza per il lungo, lungo viaggio che li attendeva di l\u00ec a qualche luna. Anche se non sapevano con esattezza quando avrebbero lasciato l\u2019Occaso, per motivi diversi ormai nulla li legava a quell\u2019angolo di mondo.<\/p>\n<p>Melisenda stava riponendo dentro la sua sacca personale il libro di suo padre, sistemandolo con attenzione nella tasca pi\u00f9 interna, quando una voce interruppe la sua delicata manovra.<\/p>\n<p>&#8211; Siete voi due i figli di Kasumoto?<\/p>\n<p>Il samurai scocc\u00f2 un\u2019occhiata gelida e calma al nuovo arrivato, mentre la veggente volt\u00f2 appena la testa, seccata di esser stata disturbata. I due si trovarono davanti un ometto dai folti capelli rossi un po\u2019 radi sulla fronte, dal fisico ancora asciutto e scattante nonostante la pancetta incipiente. Osservava i due fratelli con occhi di una bizzarra tinta grigiastra, e un\u2019ombra di pizzetto conferiva alla sua espressione un tono un po\u2019 beffardo.<\/p>\n<p>&#8211; Sar\u00e0 il caso che siate prima voi a presentarvi, non trovate? \u2013 replic\u00f2 secca Melisenda, senza scomporsi troppo.<\/p>\n<p>&#8211; Ah, s\u00ec, giusto. Voi non sapete niente. Kasumoto mi aveva avvertito, accidenti a lui.<\/p>\n<p>&#8211; Non sappiamo niente di COSA? \u2013 ribatt\u00e9 lei, con tono leggermente pi\u00f9 acido.<\/p>\n<p>&#8211; E che cosa avete a che fare con nostro padre? \u2013 le fece eco il fratello, sospettoso.<\/p>\n<p>&#8211; Ahhhhh, ragazzi! \u2013 lo sconosciuto sollev\u00f2 le mani, con un sorriso comprensivo stampato in faccia. &#8211; Rilassatevi! Lo so, lo so, per voi deve essere stata dura, in questi ultimi tempi\u2026 quando ho saputo che eravate qui e avevate a che fare con niente meno Desmodar Sceleron, beh, ho cercato di precipitarmi in questa valle di lacrime, ma i vostri nomi sono giunti fino a me solo qualche luna fa, e allora\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Sentite \u2013 sbott\u00f2 la veggente, spazientita e tagliente, \u2013 non abbiamo tempo di ascoltare quest\u2019inutile fiume di parole! Se non l\u2019avete notato, stiamo per partire! Quindi, o parlate chiaramente, e dall\u2019inizio, o vi sbattiamo fuori di qui a calci nel\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Ecchellinguaggio!!!! \u2013 l\u2019uomo scoppi\u00f2 a ridere ma poi, cogliendo lo sguardo di fuoco che i due fratelli gli avevano scoccato all\u2019unisono, si affrett\u00f2 a calmare i bollenti spiriti. \u2013 No, avete ragione, abbiate la pazienza di ascoltarmi senza interrompere e io cercher\u00f2 di non perdermi in vaneggiamenti\u2026 dopotutto, sono qui per un motivo molto importante, e per una promessa fatta ad uno dei pi\u00f9 cari amici che io abbia mai avuto.<\/p>\n<p>I due fratelli si scambiarono uno sguardo d\u2019intesa, annuendo gravemente. Il samurai si limit\u00f2 a fare un cenno all\u2019uomo di sedersi, mentre la veggente si appoggi\u00f2 al tavolo, incrociando braccia e gambe, in attesa.<\/p>\n<p>Lo sconosciuto approfitt\u00f2 dell\u2019invito e si sistem\u00f2 placidamente su un comodo scranno, mettendosi a suo agio.<\/p>\n<p>&#8211; Ahhh, mi ci voleva proprio\u2026 beh, non perdiamoci in chiacchiere, eh? S\u00ec\u2026 giusto\u2026 partiamo\u2026 partiamo da\u2026 ah, s\u00ec: il mio nome \u00e8 Dorian Kazhakjan, e attualmente vivo sulle coste di Gelbha, quasi alle porte di Scentiar, ma un tempo calcavo le vie di ventura insieme a Kasumoto Sushimada e ai veri genitori di Hak\u00f9\u2026 erano bei tempi quelli, eh s\u00ec! Ma per il momento lasciamo stare i ricordi\u2026 fatto sta che intorno all\u2019anno 2990 dell\u2019Era dei Quattro io e Kasumoto ci perdemmo di vista, e non so dove and\u00f2 a rintanarsi finch\u00e9, quando ormai Sua Maest\u00e0 \u2013 sapete, io ho combattuto per lui, nel Sud! \u2013 si era stabilito alla Capitale, un bel giorno non me lo ritrovai davanti alla porta di casa, ingrigito e intristito ma fresco come una rosa\u2026 ricordo perfettamente che gli brillavano gli occhi, e io speravo che se ne volesse partire di nuovo per qualche bella avventura, come ai vecchi tempi\u2026 dopo tutto mica eravamo decrepiti, sapete! E invece no, era venuto solo perch\u00e9 doveva chiedermi un favore\u2026<\/p>\n<p>I due fratelli lo osservavano in perfetto silenzio, osando a malapena far rumore per respirare. Lo stomaco di entrambi era chiuso saldamente in una morsa.<\/p>\n<p>&#8211; E insomma, beh, s\u00ec, io ero sorpreso, ma un amico \u00e8 un amico, che diamine! \u2018Ma certo\u2019, gli faccio, \u2018per te tutto quello che vuoi, vecchio amico!\u2019\u2026 e lui mi fa, serio come mai l\u2019avevo visto in vita mia, \u2018ascolta bene le mie parole, tu che per me sei quasi un fratello: fra pi\u00f9 di venti anni in questo angolo di mondo passeranno una donna e un giovane uomo che forse sapranno, o forse no, di esser legati da uno strano vincolo di parentela\u2026 per me costoro sono insieme gioia e dolore, e io per loro rappresento la stessa cosa. Un giorno loro verranno in questi luoghi e, se potr\u00f2, sar\u00f2 io a dir loro di cercarti, altrimenti, appena avrai notizie di loro, devi promettermi che sarai tu stesso a tentar di raggiungerli, a costo della tua stessa vita. Te lo chiedo in nome della nostra antica amicizia e ti giuro sul mio onore che se mai potr\u00f2\u2026\u2019 ma a quel punto lo interruppi, perch\u00e9 non ho mai sopportato che lui tirasse in ballo il suo onore o le sue solite esagerazioni da samurai\u2026 un amico \u00e8 un amico, e fa quel che gli chiedi senza voler nulla in cambio, giusto? Bene, questo \u00e8 quel che gli dissi\u2026<\/p>\n<p>Non una mosca volava nella stanza. Non avrebbe osato.<\/p>\n<p>&#8211; E allora lui annu\u00ec, e io lo incalzai\u2026 \u2018va bene, va bene, Kasumoto, e una volta che ci saremo incontrati, che devo fare con loro?\u2019 e lui mi disse \u2018devi consegnargli due oggetti e, se ne avranno, rispondere a tutte le loro domande su di me e sul mio passato\u2026 tutto quel che sai, mi raccomando\u2026 non risparmiare nulla, nemmeno i punti in cui siamo sempre stati in disaccordo\u2026 che sappiano ogni cosa.\u2019 Ovviamente io non capivo nulla di quel che mi stava dicendo, ma un amico \u00e8 un amico e non fa domande, cos\u00ec gli dissi \u2018va bene, Kasumoto, cos\u00ec sia, fidati di me!\u2019 e lui sembr\u00f2 molto sollevato\u2026 mi consegn\u00f2 due oggetti come aveva detto, mi fece tante raccomandazioni, poi alla fine mi abbracci\u00f2 e mi disse \u2018la ragazza si chiama Mel\u2019Ishnd Mitzuko Tensh\u2019Elijh, il ragazzo Hak\u00f9 Sushimada\u2019 e io allora sgranai gli occhi\u2026 \u2018Sushimada hai detto? Ma allora\u2026\u2019 e lui sorrise e annu\u00ec dicendo \u2018sono i miei figli\u2026 i miei\u2026 amatissimi\u2026 figli\u2026\u2019, e lo disse scandendo bene le parole, sissignore! Poi si volt\u00f2 e, beh, spar\u00ec, silenzioso, senza dire nient\u2019altro. E quindi eccomi qua, ho tenuto fede alla mia promessa, come vedete.<\/p>\n<p>Per alcuni istanti il silenzio nella stanza era cos\u00ec compatto e solido che lo si sarebbe potuto affettare a fil di katana. Un lievissimo fischio proveniva dalla gola di Melisenda, barricata dietro gli occhiali scuri. Fu Hak\u00f9 stavolta a parlare per primo.<\/p>\n<p>&#8211; E\u2026 dunque?<\/p>\n<p>&#8211; E dunque ecco qua. \u2013 Dorian armeggi\u00f2 con alcuni lacci che gli tenevano assicurato un lungo pacco alla schiena, ben assicurato fra panni di seta grezza. Dopo averlo slegato, porse il rotolo di stoffa a Hak\u00f9, facendogli cenno di prenderlo.<\/p>\n<p>&#8211; Questo mi disse di darlo a te\u2026 mentre questa\u2026 &#8211; dalla borsa da cintura estrasse un cilindro anch\u2019esso avvolto in un drappo di seta grezza, legato con un nastro rosso e sigillato da cera dorata, e lo tese a Melisenda &#8211; \u2026questa invece \u00e8 per te. Si \u00e8 raccomandato che fossi tu la prima a leggerla.<\/p>\n<p>I due fratelli si scambiarono un\u2019occhiata interrogativa, carica d\u2019ansia. Hak\u00f9 inizi\u00f2 a srotolare la seta che nascondeva chiss\u00e0 quale prezioso ricordo di suo padre trattenendo a malapena il tremore delle mani. Il suo volto era una maschera di calma freddezza, ma qualcosa non poteva fare a meno di agitarsi dentro di lui.<\/p>\n<p>Quasi sobbalz\u00f2 quando dall\u2019involto estrasse una katana dalla fattura inusuale, in grado di rivaleggiare con le pi\u00f9 belle spade che avesse mai avuto modo di maneggiare: era leggerissima, ma dava l\u2019impressione di essere estremamente resistente e potente. Era impossibile non considerarla una vera e propria opera d&#8217;arte: la lama era incrostata di rune, ideogrammi e caratteri appartenenti all&#8217;antica lingua desertica, incisi con grande precisione e maestria fino ad intrecciare un grande arabesco che avvolgeva tutta la lunghezza dell&#8217;acciaio. Anche l&#8217;elsa era finemente decorata e intrecciata di nastri rossi un po\u2019 consumati. Guardandola con estrema attenzione, rapito dalla bellezza di quell\u2019oggetto, Hak\u00f9 si rese conto che ogni decorazione rimandava a un motivo specifico: un drago dell&#8217;Est, lungo e affusolato, che circondava un occhio spalancato, dalle ciglia leggermente allungate. Non aveva mai visto quell\u2019arma prima d\u2019ora\u2026 o forse\u2026<\/p>\n<p>&#8211; Ma quella \u00e8 Ryushin, Hak\u00f9\u2026 &#8211; Melisenda sobbalz\u00f2. Non aveva ancora aperto il cilindro, che comunque sembrava effettivamente contenere un lungo rotolo di pergamena.<\/p>\n<p>&#8211; Di che stai parlando, sorella?<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 la spada di pap\u00e0. Fu mia nonna a farla forgiare per lui da mio nonno\u2026 \u00e8 con quella che l\u2019ho sempre visto allenarsi e partire in viaggio. \u00c8 la spada che cingeva al fianco quando se ne and\u00f2 dal Deserto.<\/p>\n<p>I tre rimasero in silenzio. Hak\u00f9 strinse forte l\u2019impugnatura della spada, contemplandola, lo sguardo perso in un punto molto distante nello spazio e nel tempo. Dunque in quell\u2019arma era intriso il passato del suo maestro&#8230; quante battaglie\u2026 quanti ricordi\u2026 quanti segreti e lacrime racchiuse in essa\u2026<\/p>\n<p>Era talmente preso dai suoi pensieri che non si accorse che Melisenda aveva cominciato a srotolare lentamente la pergamena, scritta in finissimi ideogrammi, e a leggerla. Non si accorse neanche di quando era stato che, piano piano, sua sorella era scivolata a terra, inginocchiandosi con le labbra serrate, gli occhi scuri inondati dalle lacrime, ma senza un tremito, senza un lamento.<\/p>\n<p>Quando infine il samurai ritorn\u00f2 presente a se stesso, lei aveva gi\u00e0 richiuso il rotolo, respirando con un leggero affanno, levando gli occhi verso Dorian, che li osservava piuttosto preoccupato.<\/p>\n<p>&#8211; Vorrei che ci lasciaste soli un attimo, se possibile.<\/p>\n<p>&#8211; Ah, ma certo, certo! \u2013 si affrett\u00f2 a dire l\u2019uomo, alzandosi di scatto &#8211; Vado in corridoio, eh? Quando volete che torni, fate un fischio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La porta si richiuse senza far rumore e i due fratelli rimasero soli, gli occhi dell\u2019una ben puntati verso quelli dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Trascorsero alcuni minuti senza dirsi assolutamente nulla, come se anche solo lasciare che il sangue scorresse nelle loro vene comportasse una certa fatica.<\/p>\n<p>Poi, lei si alz\u00f2, reggendosi a malapena sulle gambe, e porse il rotolo al fratello.<\/p>\n<p>&#8211; Leggi.<\/p>\n<p>E Hak\u00f9 lesse, ad alta voce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cVillaggio di Talos, Colli di Giada.<\/em><\/p>\n<p><em>Giorno decimoterzo del mese di Sirio, Terzo Anno del Regno Eterno<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Mitzuko, Hak\u00f9, miei amati figli,<\/em><\/p>\n<p><em>spero che questa lettera non vi giunga mai, poich\u00e9 in questo caso vorr\u00e0 dire che sono vivo e ho potuto rimediare al male causato sia all\u2019uno che all\u2019altra, e che il Fato ha finalmente voluto riunirci.<\/em><\/p>\n<p><em>Tuttavia, quello di scrivervi ogni cosa \u00e8 stata volont\u00e0 diretta della mia onorevole Signora, la Venerabile Kaessandria Ashavari Tensh\u2019Elijh\u2026 la quale (forse tu, Mitzuko, l\u2019avrai gi\u00e0 intuito, poich\u00e9 ti ha allevata e cresciuta) \u00e8 stata l\u2019unica e sola artefice di ci\u00f2 che \u00e8 stato, colei che ha tirato i fili di un\u2019immensa manovra volta a permettere al suo popolo di sfuggire ad un destino di morte e distruzione\u2026 un disegno talmente grande di cui nemmeno io sono stato messo a parte, ma che ho sentito vibrare in ogni sua parola, in ogni suo gesto e in ogni suo sguardo.<\/em><\/p>\n<p><em>Lasciate che racconti a entrambi cosa \u00e8 accaduto fin dall\u2019inizio.<\/em><\/p>\n<p><em>Dopo che ebbi lasciato la compagnia di ventura di cui facevo parte e dopo che mi fu riferito della grave onta di cui il rinnegato ma-jin si era macchiato, avevo cercato di rifugiarmi a Nord, per meditare sulle pochezze dell\u2019animo umano e sul futuro che mi si prospettava. Avevo sentito parlare del Fanciullo Guerriero, ma non nutrivo molte speranze riguardo alle sue azioni, o per lo meno non ebbi modo di rifletterci a lungo perch\u00e9 venni scoperto, e in breve tempo molti degli scagnozzi imperiali iniziarono a inseguirmi per giorni e giorni, finch\u00e9 non fui costretto a varcare la soglia delle Sabbie, dove i miei inseguitori, convinti che sarei morto di stenti in un luogo cos\u00ec ostile e senza vita, decisero di non avanzare oltre, limitandosi ad assicurarsi che non potessi tornare indietro.<\/em><\/p>\n<p><em>Trascorsi molti giorni trascinandomi sotto il sole rovente\u2026 fui stupido e inutilmente orgoglioso, e non volli nemmeno togliermi l\u2019armatura: non era certo una morte onorevole, esalar l\u2019ultimo respiro mordendo polvere e sabbia, quindi tanto valeva che mi alleggerissi nella speranza di guadagnare abbastanza tempo da riuscire a trovare un\u2019oasi. Non so se sarebbe stato sufficiente, ma comunque non ha importanza, poich\u00e9 ad un certo punto persi i sensi, stremato dal caldo e dagli stenti, in preda ad una sorta di febbre delirante.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quando mi risvegliai, impiegai molto tempo a rendermi conto di dove fossi e cosa mi fosse successo, ma trovai davanti a me la donna pi\u00f9 bella che avessi mai visto, Naima Jessamine Tensh\u2019Elijh. Ella mi aveva salvato la vita, sottraendomi all\u2019abbraccio rovente delle sabbie del Deserto; appena ne distinsi le forme dal buio che ancora mi attanagliava la mente, disteso su un giaciglio di lino profumato e fresco, seppi che la sua opera di salvezza non si sarebbe esaurita a quel gesto di grande piet\u00e0. Appresi dunque ad amarla perdutamente e nel mentre feci la conoscenza di sua madre, la Venerabile Kaessandria Ashavari. Se la figlia era quanto di pi\u00f9 dolce e desiderabile esistesse al mondo, la madre era l\u2019incarnazione della saggezza e della nobilt\u00e0 d\u2019animo, e per me presto divenne il simbolo stesso dell\u2019onore. Decisi di diventare il suo devoto servitore, e lei accett\u00f2 pur facendomi promettere che non avrei rivelato a nessuno il nostro legame, nemmeno alla sua amatissima figlia. Il suo consorte, che tu Mitzuko non hai potuto conoscere, forgi\u00f2 per me Ryushin, l\u2019Occhio del Drago, che mi fu fedele compagna per molti lunghi inverni e brillanti primavere, e che adesso lascio a voi due.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019unione fra me e Naima fu benedetta dall\u2019Occhio di Shi-Ryu nonostante io fossi uno straniero, e quindi ebbi l\u2019onore di poter diventare il compagno di una donna cos\u00ec bella e piena di virt\u00f9. In seguito, circa nove lune dopo il mio arrivo presso i Laes \u2018n Dahlar, la tua nascita, Mitzuko, fu per me motivo di infinita gioia, tale come mai avevo provato prima; in quell\u2019occasione tua nonna scelse da sola il tuo primo nome, andando contro ad ogni tradizione. A nessuno, forse nemmeno a te, spieg\u00f2 mai il motivo di tanto mistero, ma sembrava che l\u2019Occhio di Shi-Ryu benedicesse e sostenesse ogni sua decisione, per quanto oscura fosse. Ella mi conosceva bene, e anche in quell\u2019occasione seppe leggere nei miei pensieri: io mi crucciavo sapendo che non avrei potuto fare di te la mia vera erede e farti apprendere le arti del bushido, poich\u00e9 tu eri stata destinata dal vostro divino protettore a qualcosa di molto particolare \u2013 mi disse la mia signora \u2013 diverso anche dal destino di Prima Veggente. Qualcosa di grande ti attendeva sulla strada, dunque, e non mi era dato di interferire in questo disegno. Ma la Venerabile Kaessandria non mi rimprover\u00f2 n\u00e9 accett\u00f2 che io mi vergognassi dei miei ingrati pensieri: anzi, mi disse che, sebbene non avrei potuto avere altri eredi dalla mia dolce compagna, un giorno avrei trovato il modo di coronare il mio sogno. Un giorno, dunque, avrei trovato qualcuno che potesse assimilare tutti i miei insegnamenti e combattere al mio fianco al servizio della giustizia e del bene.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>La vita scorreva serena e in armonia presso i Laes \u2018n Dahlar ma, in capo a qualche tempo, bench\u00e9 fra di loro avevo tutto, iniziai a sentire la nostalgia delle vie di ventura; la Venerabile mi comprendeva, e mi inviava spesso lontano dalle vostre genti a combattere per proteggervi, o per compiere ricerche di cui solo lei comprendeva il senso, e che quindi non saprei riferirvi. Un giorno, per\u00f2, mi chiese di recarmi molto, molto lontano. Dopo quasi un anno il mio cuore gi\u00e0 era impaziente di riabbracciarvi ed ero ormai a poche miglia dal confine di Erigas\u2026 ma, mentre mi lavavo il viso in una polla \u00a0limpida, ella mi contatt\u00f2 attraverso il riflesso sull\u2019acqua e mi ordin\u00f2 di ritornare sui miei passi. Mi chiese di recarmi a Telemar, dove avrei trovato \u2013 disse lei \u2013 la possibilit\u00e0 che attendevo da una vita. L\u00e0, come avrei scoperto, i miei due vecchi compagni di ventura, Jorge e Liana, attendevano il terzo figlio, che era destinato ad esser ucciso dalle autorit\u00e0 imperiali perch\u00e9 alle genti di quel villaggio non era consentito avere pi\u00f9 di due figli. A me sarebbe stata data la possibilit\u00e0 di portarlo via appena nato e adottarlo come fosse mio. L\u2019idea mi aveva elettrizzato e non stavo pi\u00f9 nella pelle: avrei portato nel Deserto il bambino, l\u2019avrei educato come un samurai grazie anche all\u2019aiuto e all\u2019amore di Naima, e la mia piccola avrebbe avuto un fratellino con cui giocare.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ma le mie fantasie durarono pochi istanti: la mia signora mi ordin\u00f2 di tornare non appena avessi preso accordi con i miei antichi amici, s\u00ec, ma solo per abbandonare te, mia dolce Mitzuko, e tua madre nel modo pi\u00f9 crudele possibile. In poche parole, dovevo fare in modo che voi mi odiaste cos\u00ec profondamente da non potervi mai pi\u00f9 riprendere. Non capivo come avrei potuto fare a continuare a vivere con il pensiero che le mie due gioie erano state ferite cos\u00ec mortalmente proprio da colui che pi\u00f9 di tutti le aveva amate, eppure avrei dovuto farlo, e non solo in nome del mio onore di samurai, ma per il bene stesso della vostra comunit\u00e0. La mia Signora non mi spieg\u00f2 mai il perch\u00e9 di quella terribile prova, ma mi disse che era l\u2019unico modo per sfuggire a una terribile catastrofe che avrebbe spazzato via le vostre genti. Parl\u00f2 di \u201csalvare le vostre anime\u201d, mi giur\u00f2 che non esisteva altro modo, e che aveva preparato tutto da ben prima che io arrivassi, da prima che nascesse la stessa Naima. Io non potevo far altro che fidarmi di lei, della mia Signora.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma le disgrazie per me non erano finite: la Venerabile mi annunci\u00f2 che il mio destino era comunque segnato. Aver sacrificato la famiglia all\u2019onore avrebbe attirato l\u2019attenzione della vergogna della nostra stirpe, e majin sarebbe venuto a cercarmi non appena il rimorso e il rimpianto si fossero fatto pi\u00f9 sottili e tremendi. \u00a0Ancor oggi ci penso, penso a quando sar\u00e0 il giorno in cui busser\u00e0 alla mia porta, quando verr\u00e0 a reclamare la mia anima lordata di una colpa cos\u00ec grave. Ma mi tranquillizzano le parole che lei mi disse quella notte, ovvero che non dovevo avere paura, che l\u2019odio che mia figlia avrebbe nutrito per me alla fine si sarebbe rivelato il nodo focale della mia salvezza e che i miei due figli sarebbero riusciti dove io avrei fallito.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>S\u00ec, mi fidavo ciecamente della mia Signora, per quanto terribili fossero i suoi ordini. Mi fidavo e giurai che avrei seguito alla lettera tutte le sue istruzioni. Con questo, sancii la disperazione di mia figlia, la salvezza di colui che sarebbe diventato il mio erede e la mia dannazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma il tempo delle parole non era finito.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mi fece giurare che a te, Hak\u00f9, non avrei mai rivelato nulla dell\u2019esistenza della mia vita nel Deserto Grigio, n\u00e9 di tutte le persone a me care. Poi, mi ordin\u00f2 di consegnare al mio antico amico Dorian una lettera che potesse raccontarvi ogni cosa, bench\u00e9 la mia Signora fosse ben consapevole che non sarei certo in grado di spiegare quale fosse il bene superiore per il quale dovevo rassegnarmi ad essere il disonore della mia famiglia e l\u2019orgoglio della mia stirpe. Mi chiese di imporre a te, figlio mio, una volta che tu fossi diventato il mio erede, il nome di Hak\u00f9 Hashim, \u201cbianco\u201d e \u201ccolui che sconfigge il male\u201d, con la promessa di non rivelarti mai il tuo secondo nome fino al momento in cui avresti letto questa mia missiva. Inoltre, grazie a una visione mi indic\u00f2 l\u2019esatta ubicazione della sacra Murasame, che cingo adesso al fianco al posto di Ryushin. La mia Signora non mi disse di cercarla, ma di rivelare a te dove si trovasse, una volta che i tempi fossero stati maturi. Non sento tuttavia di averle mancato di rispetto recuperandola prima del tempo: poich\u00e9 su di me pende una tremenda minaccia, credo forse di riuscire ad affrontarla meglio se avr\u00f2 al mio fianco un cos\u00ec potente cimelio.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Comunque, come mi era stato detto mi recai a Telemar e questa parte della storia, Hak\u00f9, la conosci molto bene. L\u2019unica cosa che non sai \u00e8 che, preso da un impeto di comprensione paterna, chiesi ai tuoi genitori se non preferivano riaverti una volta che il la guerra fosse finita (ed ero certo che il Fanciullo Guerriero avrebbe vinto). In quel modo avrei distrutto ogni cosa e spezzato il cuore alla mia compagna e a mia figlia per nulla e compresi immediatamente l\u2019errore che avrei commesso. Invece, i tuoi genitori rifiutarono, sostenendo che insieme a me avresti avuto la possibilit\u00e0 di apprendere qualcosa che loro non avrebbero mai potuto insegnarti. Furono coraggiosi, ed io non fui alla loro altezza. Ma da quel giorno cerco di espiare la mia debolezza e spero che negli anni che avremo passato insieme da padre e figlio, maestro e allievo, io sia riuscito a colmare il vuoto dato dall\u2019assenza di coloro che pi\u00f9 di tutti ti hanno amato e a non farti mancare nulla di ci\u00f2 che conta davvero.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>E tu invece, Mitzuko, conosci bene cosa \u00e8 accaduto in seguito: tornai da voi e tua nonna, come promesso, ti tenne lontana da me, altrimenti nessun giuramento d\u2019onore mi avrebbe trattenuto dall\u2019abbracciarti stretta e dal portarti via con me insieme a tua madre, e difendervi fino alla fine dei miei giorni. Sarei venuto meno alla parola data, mi sarei reso disonorevole agli occhi della mia Signora, forse tutta la tua trib\u00f9 sarebbe davvero stata distrutta, ma avrei avuto la possibilit\u00e0 di passare altri anni felici con voi e con il piccolo Hak\u00f9, e di dare la mia vita per sottrarvi al destino di morte che pendeva su di voi. A volte mi chiedo se non sarebbe stato meglio agire cos\u00ec, ma ormai il fiume del tempo \u00e8 scorso sotto i miei piedi, e non posso risalire la corrente della mia infinita amarezza e inadeguatezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Avrei voluto crescervi insieme, figli miei, vedervi giocare sullo stesso prato verde o attorno alla stessa calda polla d\u2019acqua, qui o nel Deserto, purch\u00e9 foste insieme. Avrei voluto che tu, Hak\u00f9, avessi anche una madre affettuosa ad allevarti, e Naima ti avrebbe cresciuto come se fossi stato suo, con tutto l\u2019immenso amore di cui era capace. Avrei voluto, se solo vi fosse stato questo scritto nel mio destino e nel vostro.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Se adesso state leggendo questa lettera, se adesso siete davvero insieme come la Venerabile Kaessandria aveva predetto, sappiate che vi ho amati entrambi pi\u00f9 di ogni altra cosa, anche attraverso il dolore che mi porto sempre addosso. Nessuna delle parole che ho detto a Naima in quel giorno terribile \u00e8 vera, nessuno tranne la mia Signora poteva spingermi a proferire assurdit\u00e0 e menzogne del genere. L\u2019amavo come il primo giorno, la amo tutt\u2019ora e l\u2019amer\u00f2 per sempre, oltre la vita e la morte. Eppure ho anteposto a lei il mio onore.<\/em><\/p>\n<p><em>Majin si \u00e8 perso per amore della sua compagna e per l\u2019incapacit\u00e0 di conciliare i suoi sentimenti con il suo dovere. Forse dopotutto \u00e8 destino che anche io mi perda ed \u00e8 giusto che la mia anima venga tormentata in eterno dal rimorso e torturata dalle ombre. Anche se nulla di tutto questo potr\u00e0 mai rendervi gli anni perduti in un baratro di sofferenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Non so nulla di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel Deserto Grigio e non lo sapr\u00f2 mai finch\u00e9 non rivedr\u00f2 la mia amata figlia, se mai accadr\u00e0. Mi devo rassegnare a crescere il mio erede da solo, con il peso di tutti i miei ricordi, eppure consapevole di aver fatto l\u2019unica cosa possibile. Poich\u00e9 adesso non posso consolarti in alcun modo, piccola Mitzuko, posso solo sperare che la splendida donna che sarai diventata non avr\u00e0 trovato solo dolore nella via difficile che le si \u00e8 prospettata davanti, e che la tua gente si sia presa cura di te al meglio. E a te, Hak\u00f9, posso solo dire che spero di aver mantenuto la promessa che ho fatto a me stesso, alla mia Signora e ai tuoi genitori, di averti dato tutto l\u2019amore e l\u2019affetto di cui sono capace e anche di averti insegnato tutto ci\u00f2 che sapevo. Se leggerai, vorr\u00e0 dire che sono riuscito a proteggerti. E se leggerete insieme, vorr\u00e0 dire che la storia \u00e8 giunta al termine, e che finalmente vi siete ritrovati, e forse che io sar\u00f2 libero.<\/em><\/p>\n<p><em>Spero che, qualsiasi cosa ne sia stata di me, adesso sappiate di non essere soli.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Che la luce della saggezza e della conoscenza vi accompagnino sempre, figli miei.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Tutte le risposte che vi mancano forse si trovano altrove. Ma tutto il mio amore per voi \u00e8 qui, intrappolato su questa pergamena, e spero possa accompagnarvi sempre, ovunque vi porteranno i vostri passi.<\/em><\/p>\n<p><em><br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><em>Con affetto e devozione, sperando che possiate perdonarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>Vostro Padre\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I due rimasero silenziosi molto, molto a lungo, talmente a lungo che il sole inizi\u00f2 a calare senza che se ne accorgessero. L\u2019una era rigida, lo sguardo rivolto alle assi del pavimento, il respiro appena percettibile. Sembrava tentare di dominare i suoi sentimenti, digerendo a malapena tutte quelle informazioni che in parte aveva gi\u00e0 intuito. L\u2019altro invece non riusciva a staccare gli occhi dalla splendida katana sulle sue ginocchia, quasi affaticato nello sforzo di immaginare cosa avesse visto quella lama. Nessuno dei due poteva o voleva parlare. Ma qualcuno doveva pur farlo.<\/p>\n<p>&#8211; \u2026non gliel\u2019ha fatto giurare. Non l\u2019ha fatto.<\/p>\n<p>Hak\u00f9 venne colto alla sprovvista. Di certo non avrebbe parlato lui per primo, ma comunque non si sarebbe certo aspettato quelle parole da sua sorella, che ancora teneva fisso lo sguardo fra due assi di legno a poca distanza da lei.<\/p>\n<p>&#8211; Che vuoi dire, sorella?<\/p>\n<p>Melisenda alz\u00f2 lo sguardo, in cui c\u2019era una nota di terrore e di sconcertante comprensione, e lo punt\u00f2 sul fratello da sotto gli occhiali scuri. Stava cercando di abbozzare un sorriso, ma si trattava del ghigno pi\u00f9 mesto e sconsolato che lui le avesse mai visto fare.<\/p>\n<p>&#8211; Mia nonna poteva chiedergli di giurare di non recuperare la Murasame,- spieg\u00f2 con calma Melisenda &#8211; ma non l\u2019ha fatto. Sapeva che si sarebbe convinto di potersi salvare e di poterti proteggere\u2026<\/p>\n<p>&#8211; \u2026 ma non ci \u00e8 riuscito. &#8211; Il samurai fin\u00ec la frase con un sospiro leggero, rassegnato.<\/p>\n<p>&#8211; Oh no, &#8211; comment\u00f2 la veggente. Il suo sorriso adesso aveva una nota di sorda follia. \u2013 C\u2019\u00e8 riuscito benissimo, invece. Anzi, ci \u00e8\u00a0<em>riuscita<\/em>\u00a0benissimo. Se lui non avesse avuto quella spada fra le mani, Majin avrebbe ucciso anche te, perch\u00e9 eri l\u2019allievo di un samurai. Un bocconcino tenero e facile. Lei lo sapeva. Sapeva che nostro padre, non vincolato da un giuramento, avrebbe tentato di recuperarla per riuscire a difenderti. E sapeva che Majin non si sarebbe sprecato su di te se avesse ottenuto qualcosa di molto, molto pi\u00f9 interessante.<\/p>\n<p>Un tremito scosse il samurai da capo a piedi. Quella donna, che lui non conosceva e che non avrebbe mai conosciuto, aveva sacrificato un cimelio cos\u00ec prezioso come la Murasame per esser certa che la sua vita fosse salvata? Lui che avrebbe dato la sua intera esistenza, ogni respiro per poterla recuperare? Era completamente folle, la nonna di sua sorella? Nessuna vita era pi\u00f9 preziosa di anche solo una delle nove katane! Nessuna vita! Era mostruoso!<\/p>\n<p>&#8211; Non posso crederci. Non pu\u00f2 aver fatto una cosa simile! La mia vita non vale cos\u00ec tanto\u2026 la vita di nessuno vale cos\u00ec tanto!<\/p>\n<p>&#8211; Ma stai scherzando, Hak\u00f9? \u2013 Melisenda lo apostrof\u00f2 con rabbia &#8211; Non dire queste cose davanti a me, per favore. La tua vita \u00e8 fondamentale e se non credi che lo sia, beh, allora pensa a quanto \u00e8 costato alla tua stirpe tenerti in vita e cerca di renderla speciale, e di non sprecarla inutilmente! La Murasame da sola non ha certo protetto nostro padre, ma il tuo braccio \u00e8 riuscito a dare una lezione a Majin anche senza di lei! Vuoi forse dire che questo non significa nulla? Eh?<\/p>\n<p>Hak\u00f9 non rispose. La rabbia gelida che gli ribolliva dentro stava per scaricarsi sulla sorella, ma qualcosa dentro di lui scatt\u00f2 prima, impedendogli di ribattere.<\/p>\n<p>&#8211; E poi ricorda\u2026 &#8211; incalz\u00f2 la veggente distogliendo lo sguardo \u2013 \u00e8 stata un\u2019idea di mia nonna\u2026 e la Venerabile Kaessandria non sbaglia mai. Mai.\u00a0<em>Mai, maledizione.<\/em><\/p>\n<p>Il samurai rimase in silenzio ancora una volta, con un\u2019espressione lugubre dipinta sul volto. Avrebbe voluto dire molte cose, in verit\u00e0, ma nessuna di senso compiuto. Nessuna che potesse commentare adeguatamente ci\u00f2 che avevano scoperto, o di cui avevano ricevuto al conferma. Colse solo di sfuggita le parole di Melisenda, che erano nient\u2019altro che un sussurro.<\/p>\n<p>&#8211; Lei gli ha tenuto nascoste molte cose. Moltissime cose. Per questo bene superiore ha rubato la vita pure a lui. Non gli ha detto che mia madre sarebbe morta. Non gli ha detto che la Murasame doveva essere scambiata per la tua vita. Non gli ha detto nulla di quello che al momento non so nemmeno io.\u00a0Mi chiedo davvero perch\u00e9 tutti quanti abbiamo dovuto pagare un prezzo cos\u00ec alto. Voglio saperlo.<\/p>\n<p>Per la prima volta, Hak\u00f9 sent\u00ec di volerlo sapere davvero pure lui. Non avrebbe accompagnato sua sorella nel Deserto per puro amore fraterno. Era lui che voleva andarci. E alla svelta.<\/p>\n<p>Il silenzio fu lungo, molto lungo, ancora una volta. 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