{"id":399,"date":"2011-01-24T11:13:53","date_gmt":"2011-01-24T10:13:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=399"},"modified":"2012-06-19T11:57:30","modified_gmt":"2012-06-19T10:57:30","slug":"incontri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/incontri\/","title":{"rendered":"Incontri"},"content":{"rendered":"<p>In una mattinata densa di foschia e nebbia come quella non c\u2019era modo di capire se il sole fosse sorto da qualche parte, o se il mondo si fosse ormai rassegnato a vivere in una sorta di limbo grigiastro in cui a malapena si distinguevano le sagome contorte di alberi avvizziti, le ceneri sottili che il vento trasportava dal cuore nero e malato del Deserto, le impronte distorte di creature senza et\u00e0 che si imprimevano come ferite sulla terra arida.<br \/>\nAveva oltrepassato il confine o era ancora nella sua patria? Difficile dirlo, ma che importava? Ogni giorno i suoi conterranei, brava gente con tanta forza di volont\u00e0, si battevano e si impegnavano a far s\u00ec che quel confine non avanzasse, anzi, che parte di quella terra contaminata dal vento di morte tornasse a fiorire e a fremere sotto la carezza della Natura. E lui era l\u00ec per proteggerli, per far s\u00ec che il loro viaggio potesse continuare, perch\u00e9 tutti i loro sforzi non fossero vani. Stava l\u00ec e aspettava, paziente, che quelle che per il momento erano solo lievi ombre in lontananza prendessero forma, si avvicinassero un po\u2019 di pi\u00f9. Potevano essere cinque o cinquanta, non faceva differenza per lui. Per\u00f2 voleva attendere che l\u2019ultima cenere del sottile involto di erba pipa che teneva fra le labbra si mescolasse alla polvere cinerea ai suoi piedi. In cuor suo, nonostante tutto, detestava gli sprechi.<br \/>\nUno, due, tre. Erano solo in tre. Che seccatura. Ma avrebbero rimpianto comunque la loro presenza in quel luogo, se anche le loro menti fossero state ancora capaci di rimpiangere qualcosa. Ma non aveva importanza. Decisamente era irrilevante. Il mozzicone cadde a terra senza rumore, soffocato immediatamente da una leggera folata di vento gelido. Ivan rote\u00f2 leggermente il collo, guardando avanti a s\u00e9. Era pronto a scattare in avanti, a ridurre in polvere quei tre disgustosi ammassi di ossa e carne marcia a colpi di spadone, a cancellarne perfino il ricordo\u2026 sollev\u00f2 la sua lama, che quasi sembr\u00f2 brillare in mezzo a quella foschia lattiginosa e uniforme e le sue gambe si piegarono leggermente per prepararsi al balzo\u2026<\/p>\n<p>E all\u2019improvviso qualcosa sfrecci\u00f2 al suo fianco impetuoso e leggero come il vento, un frusciar di stoffa e capelli che \u2013 incredibile a dirsi! \u2013 lo colse impreparato. Fu solo la sensazione di un attimo, perch\u00e9 subito i suoi sensi furono assorbiti da ci\u00f2 che stava accadendo alcuni passi avanti a lui: qualcosa, qualcuno stava attaccando con foga quelle che fino a un attimo prima erano le sue prede, qualche sprovveduto non solo aveva osato attraversare il suo thanpura, ma adesso gli negava pure tutto il divertimento!<br \/>\nDecisamente contrariato, Ivan caric\u00f2 in avanti, assestando un colpo poderoso alla creatura disfatta e putrida che arrancava dinanzi a lui e letteralmente dividendola a met\u00e0. Ivan si volt\u00f2 per affrontare le altre due, ma non pot\u00e9 far altro che stizzirsi ulteriormente quando si accorse che entrambe giacevano a terra spezzate e contorte. Dannazione, quello non era il modo migliore di iniziare una mattinata. No davvero. E inoltre quell\u2019importuno era ancora l\u00ec, la lama leggermente ricurva stretta in pugno, e si scostava i lunghi capelli dalla fronte, con un mezzo ghigno stampato sulle labbra sottili. Una donna. No, anzi, una ragazzina. Alemarita, senza ombra di dubbio. Ma che importava? Era a meno di tre passi da lui, fra l\u2019altro. Se Urama non la strafulminava entro un istante, ci avrebbe pensato lui.<\/p>\n<p>&#8211; Li avevo visti prima io. \u2013 sibil\u00f2 il ragazzo fra i denti, pronto a far scattare la sua rabbia. &#8211; Non ci ho visto scritto sopra \u201cIvan\u201d da nessuna parte \u2013 sentenzi\u00f2 lei, tranquilla, guardandolo dritto in faccia.<\/p>\n<p>\u201cCos\u00ec sai chi sono\u201d, pens\u00f2 lui, aggrottando leggermente le sopracciglia. Erano passati pochi anni da quando aveva lasciato la sua carovana per diventare una leggenda fra gli alfieri del vento e ancora molti suoi conterranei non erano in grado di riconoscerlo quando lo incontravano. Quella tipa, invece\u2026 come poteva starsene l\u00ec buona buona? Voleva provocarlo? Voleva prenderle di santa ragione? O era pazza?<\/p>\n<p>&#8211; Sei nel mio thanpura. \u2013 insist\u00e9 Ivan.<br \/>\n&#8211; E tu sei nel mio. \u2013 A quel punto il sopracciglio sinistro del ragazzo si inarc\u00f2 di un mezzo millimetro. Ma che stava dicendo?<br \/>\n\u201cOh, basta, sar\u00e0 anche una ragazzina, ma&#8230;\u201d &#8211; Se voglio stare qui, dove peraltro ero prima di te, non c\u2019\u00e8 nessuno che possa impedirmelo, nemmeno tu.<\/p>\n<p>L\u2019astio represso di Ivan si liber\u00f2 tutto in un colpo e la polvere e la cenere tutto intorno furono scagliate a metri di distanza, spazzate via da un\u2019immensa ondata di energia che dissolse completamente quel che rimaneva delle tre creature putrefatte ai suoi piedi. Un attimo dopo, l\u2019alfiere si pent\u00ec di quello scatto d\u2019ira: dannazione, quella tipa aveva quattordici, quindici anni al massimo! Che gli era preso di prendersela con lei?<br \/>\nIvan si stava ancora domandando come avrebbe potuto fare a rimediare alla situazione quando il polverone intorno a lui si dirad\u00f2 e ancora una volta \u2013 che mattinata! \u2013 dovette inarcare il sopracciglio quasi di un millimetro pieno: la ragazzina era ancora nello stesso punto e stava rialzandosi lentamente, impolverata e un po\u2019 ammaccata, ma in buona salute, almeno.<br \/>\n&#8211; Va bene, adesso che mi hai fatta cadere siamo pari con il discorso dei cadaveracci\u2026 ti torna?<br \/>\nCi vollero diversi lunghissimi istanti prima che Ivan si riprendesse dal mezzo imbambolamento che gli era calato in testa e prima che ricominciasse a ragionare normalmente. Per prendere tempo, comunque, nel dubbio si accese un altro involto di erba pipa, assorto nei suoi pensieri. Poi, come se quanto avvenuto prima fosse stato solo frutto della sua fantasia, si rivolse di nuovo a lei, che ne frattempo sembrava esser stata pazientemente l\u00ec ad aspettare una sua risposta.<\/p>\n<p>&#8211; Che ci fai in un posto simile?<br \/>\n&#8211; Quello che ci fai tu. Li stendo.<br \/>\n&#8211; Guarda che questo non \u00e8 un gioco.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9, tu ci giochi, con quegli aborti l\u00e0?<\/p>\n<p>\u201cMmh.\u201d Ivan stava pronunciando tutte insieme pi\u00f9 parole di quanto avesse fatto negli ultimi due mesi. Tuttavia scopr\u00ec che la cosa non lo irritava poi cos\u00ec tanto. Ormai si era incuriosito. E poi doveva finire l\u2019erba pipa.<\/p>\n<p>&#8211; Sei una ragazzina.<br \/>\n&#8211; Ma sentiti! Avrai cinque o sei anni pi\u00f9 di me al massimo.<br \/>\n&#8211; Fai come ti pare \u2013 scroll\u00f2 le spalle Ivan che iniziava a sentire il peso di tutto quell\u2019aria che attraversava le sue corde vocali \u2013 ma se rimani qui mi sei solo d\u2019impiccio.<br \/>\nLei rise forte, e poi divent\u00f2 improvvisamente seria\u2026 uno sguardo adulto, grave, che Ivan aveva visto poche volte anche nel volto dei compagni che lo seguivano pi\u00f9 spesso.<br \/>\n&#8211; Qui vicino c\u2019\u00e8 la dromeja Packo con due donne che devono avere il loro bambino di qui a pochi giorni\u2026 non voglio che nessuno le disturbi, anzi, non voglio che nessuno di quella carovana venga in qualche modo importunato proprio adesso. Non devono avere un pensiero al mondo a parte assistere le loro donne.<br \/>\nEsattamente il motivo per cui anche lui si trovava l\u00ec. Difendere Alemar, i suoi figli, la sua pace. Iniziava a piacergli, quella piccola piantagrane. Forse, anche lei sentiva l\u2019urlo possente di Urama rimbombare in fondo all\u2019anima. Forse.<\/p>\n<p>&#8211; Sei ancora nel mio thanpura.<br \/>\n&#8211; Sono libera di andare dove desidero. &#8211; Ancora una volta, la ragazza non fece una piega, ma poi prosegu\u00ec, addolcendo appena lo sguardo. \u2013 Ma visto che so che ci tieni e ti rispetto, mi sposter\u00f2 di un paio di passi.<br \/>\n&#8211; No, non importa. Stai dove vuoi. \u2013 Ivan si stup\u00ec leggermente di aver pronunciato quelle parole.<br \/>\n&#8211; Ah, va bene. \u2013 rispose, spostandosi lo stesso. Poi, un sorriso radioso le si dipinse in volto. &#8211; Andiamo a cercarne altri? Ho sentito dire che mezzo miglio pi\u00f9 a est ne sono stati visti parecchi.<br \/>\n&#8211; Perch\u00e9 no.<\/p>\n<p>Forse la mattinata non sarebbe stata cos\u00ec irritante, tutto sommato. Forse sarebbe stata un\u2019esperienza interessante combattere con a fianco una compagna cos\u00ec inusuale. Dopotutto, adesso che la guardava meglio, forse non era cos\u00ec giovane e inesperta e inoltre \u2013 da qualche parte nella sua testa emerse anche quest\u2019informazione \u2013 era anche una creatura solare e su cui lo sguardo poteva indugiare con un certo piacere.<br \/>\nI due iniziarono ad avviarsi a passo rapido, e Ivan si accorse che lei gli teneva testa senza problemi, chiacchierando di tanto in tanto. Non era abituato a udire tante parole, ma stranamente non gli dispiaceva. La nebbia, nel frattempo, si era leggermente diradata e avevano iniziato ad addentrarsi in zone meno disastrate e desolate.<br \/>\n&#8211; \u2026In realt\u00e0 spero anche di trovare presto un paio di componenti che mi hanno chiesto gli Oslobadanje per forgiare un\u2019arma come dico io\u2026 questa \u00e8 buona ma non la sento mia\u2026 e spero anche di convincere i vecchi Volokson a lasciar partire Maeve\u2026 \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 piccola di me, ma se tu potessi vedere quanto \u00e8 forte e coraggiosa&#8230; magari gli adulti fossero tutti come lei! Io e te non avremmo pi\u00f9 niente da fare e potremmo goderci tutte le cose meravigliose che ci sono in queste terre\u2026 &#8211; Chiacchierava quasi fra s\u00e9 e s\u00e9, sorridendo entusiasta. Ivan intu\u00ec che dietro a tutte quelle parole c\u2019era qualcuno abituato a viaggiare solo, ma che moriva dalla voglia di condividere quel che aveva dentro con un\u2019anima affine e approfittava di tutte le occasioni in cui poteva farlo. La lasci\u00f2 fare, non gli dispiaceva. No, anzi, da qualche parte in fondo all\u2019anima ne traeva pure un certo piacere. Come quando bivaccava con i suoi compagni alfieri, o combatteva al loro fianco difendendo il suo ideale di libert\u00e0. Seppur in modo tanto diverso da lui, la stessa spinta e lo stesso fuoco lo ritrovava nella ragazza che camminava svelta al suo fianco. Fu solo dopo circa un\u2019ora da quando l\u2019aveva incontrata che si ricord\u00f2 che non le aveva ancora chiesto qualcosa. Non era fondamentale, ma sicuramente era utile.<\/p>\n<p>&#8211; Qual \u00e8 il tuo nome?<\/p>\n<p>Lei si volt\u00f2 a guardarlo, ridendo.<br \/>\n\u2013 Katrinalea. Katrinalea Goska.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una mattinata densa di foschia e nebbia come quella non c\u2019era modo di capire se il sole fosse sorto da qualche parte, o se il mondo si fosse ormai rassegnato a vivere in una sorta di limbo grigiastro in cui a malapena si distinguevano<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35,32],"tags":[],"class_list":["post-399","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-conteeoriente","category-vitaccia-da-kohorta-baba"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/399","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=399"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/399\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":429,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/399\/revisions\/429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=399"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=399"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=399"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}