{"id":411,"date":"2010-04-20T11:33:06","date_gmt":"2010-04-20T10:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=411"},"modified":"2012-06-19T11:56:55","modified_gmt":"2012-06-19T10:56:55","slug":"coming-back-home","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/coming-back-home\/","title":{"rendered":"Coming back home"},"content":{"rendered":"<p><em>(Piccolo parto scritto di getto, che il Frank mi perdoni se ho abusato di Ullian! XD)<\/em><\/p>\n<p><em>(Ivan rulez\u00a0forevaend\u00e8va)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La notte ormai era profonda e solo una timida falce di luna rossastra ormai calante tentava inutilmente di rischiararne il buio impenetrabile. Ullian Goska sedeva nella\u00a0<em>soba<\/em>\u00a0del suo\u00a0<em>vagon<\/em>\u00a0davanti a uno scrittoio di radica intarsiato finemente e con gusto: per tutta la sera aveva pazientemente vagliato richieste, esaminato documenti, scritto missive e adesso sentiva le palpebre piuttosto pesanti.<\/p>\n<p>Aveva appena posato la piuma d\u2019oca nel calamaio, deciso a concludere cos\u00ec la sua serata di lavoro, quando un frastuono di porta scorrevole aperta con forza lo distrasse dai suoi pensieri. Si volt\u00f2 lentamente e quasi dovette alzare un sopracciglio per la sorpresa: la sua consorte, che negli ultimi mesi era diventata una presenza particolarmente cupa, intrattabile e scostante, gli rivolgeva uno sguardo gioioso e sognante dalla soglia del vagon. Certo, era quasi irriconoscibile: gli abiti erano fangosi e in disordine totale, schizzati di sangue e di strani icori verdastri; il volto era coperto da una patina di polvere e sangue (sicuramente non suo), e presentava diversi ematomi pi\u00f9 un labbro visibilmente spaccato; la sua fedele lama, Strijela, era l\u2019unica cosa abbastanza pulita su di lei, ma si intuiva benissimo che quel giorno aveva fatto gli straordinari. Eppure Katrinalea Goska sembrava beata e tranquilla come mai era stata negli ultimi anni. Non aveva nemmeno pi\u00f9 le occhiaie, che si erano misteriosamente riassorbite nel giro di poche ore.<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0Ahhh, che serata meravigliosa!<\/p>\n<p>Velik Baba rimase a guardarla per qualche istante, mentre lei veleggiava leggiadra dentro al vagon, rivolgendogli uno smagliante sorriso che rivel\u00f2 un dente che era l\u00ec l\u00ec per cadere.<br \/>\nUllian non pot\u00e9 fare a meno di sorridere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8211; Ma chi \u00e8 quella piccola selvaggia? Una Volokson in visita?<\/em><\/p>\n<p><em>Conoscere approfonditamente la sua carovana era dovere del giovane Velik Baba Ullian Goska, ancora al suo primo mandato, e perci\u00f2 quel giorno aveva fatto visita a quella parte della sua enkureja che conosceva di meno, dove i parenti erano pi\u00f9 lontani ma ugualmente importanti. La parentela, si sa, ad Alemar, entra dappertutto e spiega ogni cosa\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Ullian per\u00f2 non conosceva tutti, soprattutto i membri pi\u00f9 giovani, e soprattutto non aveva mai visto quella bambinetta di cinque-sei anni, che rideva mostrando un dente che dondolava pericolosamente, affiancata da un ragazzino pi\u00f9 grande, cupo in volto, che procedeva a testa bassa. Passando vicino ai due, Ullian le sent\u00ec dire, con voce allegra e squillante, \u201cDai, Dragan, non te la prendere! Stai diventando pi\u00f9 bravo, un giorno magari riuscirai a battermi!\u201d e poi la vide rivolgere un sorriso comprensivo al compagno, che mugugn\u00f2 qualcosa di inintelligibile.<\/em><\/p>\n<p><em><\/em><em>&#8211; Ma no, Velik Baba, \u00e8 la primogenita di quel donnone di Leljiamyra, l\u2019avrai conosciuta\u2026 meglio non litigarci mai, con quella, eh?<\/em><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<em>Ah, s\u00ec, s\u00ec\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Ullian quasi rabbrivid\u00ec, evocando la figura colossale di Leljiamyra Goska, una donna insopportabile anche per l\u2019uomo pi\u00f9 mite e meno litigioso, ottima fattucchiera e tremenda virago\u2026 Meglio non averci mai a che ridire, no davvero\u2026Poi, not\u00f2 che la bambina si era messa a correre verso un cavallo alto tre volte lei e che ci era salita sopra quasi al volo, cavalcando a pelo alla maniera degli elfi silvani, senza che l\u2019animale facesse una piega. Un attimo dopo i due si erano gi\u00e0 lanciati al galoppo verso la fitta selva di Corcovlad, mentre il ragazzino, rimasto a terra con un palmo di naso, le gridava dietro \u201cKatrinaleaaaaa!!! Aspettamiiiii!!!Uffaaaaa!!!!\u201d, cercando inutilmente di salire su un altro cavallo, decisamente poco propenso a farsi montare da un piccolo piantagrane.<\/em><\/p>\n<p><em>Velik Baba osserv\u00f2 la scena con un sopracciglio lievemente alzato e poi comment\u00f2, con un tono leggermente infastidito:<\/em><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0<em>Speriamo che crescendo si calmi un po\u2019\u2026se abbiamo bisogno dei barbari, li andiamo a chiamare dalle Valli, non abbiamo certo bisogno di allevarli qui da noi\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>I ricordi di Ullian si interruppero bruscamente quando la sua guancia ricevette uno schioccante bacio polveroso: Katrinalea si era seduta sulle sue ginocchia, ridendo, e gli teneva le braccia al collo come se lui fosse il suo miglior amico. Velik Baba rimase quasi paralizzato dallo stupore: quando mai era capitata, una cosa cos\u00ec?<\/p>\n<p>&#8211; Kohorta, ti vedo insolitamente raggiante\u2026<br \/>\n&#8211; Ci puoi contare, piccolo\u00a0<em>bab\u00f9n<\/em>, \u00e8 stata la serata pi\u00f9 bella da un sacco di mesi, che dico, ANNI a questa parte!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ahhh, che sensazione! Il vento fra i capelli! Le gambe che corrono a perdifiato! Il respiro degli alberi e della primavera! E Ivan che quasi ride, che Urama fulmini anche me se gliel\u2019avevo mai visto fare! Quanti ne abbiamo beccati che cercavano di scappare da Corcovlad, di quegli infami? Boh, a trenta abbiamo perso il conto! E poi, visto che non ne trovavamo pi\u00f9, via verso il Deserto Nero, e di non morti irrequieti ne abbiamo trovati a iosa, quelli s\u00ec che non mancano mai! Che giornata, che giornata! Quando mai ci ricapiter\u00e0, tutta questa adrenalina? Fianco a fianco, come quando eravamo ragazzi, a fare pelo e contropelo a chiunque voglia minacciare la nostra splendida Alemar! Questa \u00e8 la vita che volevo, aria aperta e libert\u00e0, zero chiacchiere inutili e la compagnia di pochi carissimi amici\u2026 e la sera, davanti al fuoco dopo una cenetta frugale\u2026 che scazzottata, ragazzi! Ivan mi ha pestato come una zampogna! Ma anche lui adesso ha qualche costola mezza andata e il naso storto\u2026 stavolta non ci siamo risparmiati, niente cortesie reciproche, niente delicatezze, solo sano e puro pestaggio amichevole! Dei, come vorrei che ogni giorno fosse cos\u00ec! Come vorrei poter calcare ancora le vie di ventura! E lo far\u00f2, che Fuzuka mi strappi anche le viscere se non sar\u00e0 cos\u00ec!<\/em><\/p>\n<p>In quel momento Ullian riusciva a leggere ogni pensiero attraversasse gli occhi scuri della sua consorte, fino ad immaginare ogni istante di quello che aveva fatto durante quel che rimaneva della giornata, lontano dalle tediose cure della diplomazia, lasciata libera di scorrazzare accanto a Ivan Tre Passi, il suo compagno di battaglia preferito. Si conoscevano da tanto, quei due, si comprendevano a vicenda e un po\u2019 si assomigliavano. Sicuramente, ognuno a modo suo, si volevano anche bene.<br \/>\nVelik Baba rispose all\u2019euforia della compagna con un sorriso abbozzato, ma lei sembrava quasi non curarsene, palesemente con la testa altrove, neanche fosse stata un\u2019adolescente alle prese col suo primo amore. Se non avesse conosciuto cos\u00ec bene la sua consorte, avrebbe potuto pensare che\u2026 ma sapeva benissimo che le cose tra quei due trascendevano completamente la sfera sentimentale. Erano solo due matti decerebrati, e i matti sono quasi sempre in profonda sintonia fra loro.<\/p>\n<p>Poi, ad un certo punto Katrinalea si rizz\u00f2 in piedi, canterellando fra s\u00e9, e scagliando tutti i capi di vestiario che indossava qua e l\u00e0 per la stanza, senza a far caso a dove finissero. Poi si infil\u00f2 sotto le coperte con un balzo, portandosi appresso anche la spada, raggomitolandosi con un gusto e una beatitudine tali che Ullian non pot\u00e9 fare a meno di pensare che fosse entrata in uno stato di estasi infantile. Velik Baba la segu\u00ec sotto le coperte, preparandosi per la notte con studiata lentezza\u2026 ma, non appena si sistem\u00f2 supino sul\u00a0<em>futon<\/em>, ancora una volta rimase quasi di sasso: la sua consorte, che di solito o lo assaltava costringendolo a una notte di fuoco o ignorava le sue attenzioni respingendo le sue avances nel modo pi\u00f9 violento o umiliante possibile, si spinse verso di lui abbracciandolo e baciandolo di sfuggita nelle vicinanze dell\u2019angolo della bocca. Poi si addorment\u00f2 di sasso, con la testa appoggiata al collo del marito e un sorriso soddisfatto e innocente.<br \/>\nUllian rimase ad occhi spalancati a guardare il soffitto del\u00a0<em>vagon<\/em>, rigido come un palo da pomodori, chiedendosi se non era meglio scappar via chiamando aiuto, perch\u00e9 quella non poteva essere la Katrinalea Goska che conosceva lui, anzi, come minimo era un doppelganger mandato l\u00ec per strappargli via l\u2019anima&#8230; Poi medit\u00f2 sul fatto che, dopotutto, lui l\u2019aveva asfissiata per mesi e mesi con la sua corte serrata proprio perch\u00e9 era la donna pi\u00f9 focosa e imprevedibile che avesse mai conosciuto. Beh, s\u00ec, senza dubbio lo era ancora.<\/p>\n<p>A Velik Baba dunque non rimase altro che sospirare leggermente e depositare un lievissimo bacio sulla fronte della sua strampalata consorte, che grugn\u00ec qualcosa nel sonno e si strinse ancora un po\u2019 a lui, spalmandogli addosso tutto il sangue e la polvere che non si era presa la briga di togliersi dal corpo. Ullian ebbe un tremito involontario di nausea e si addorment\u00f2 pensando con un certo sollievo al lunghissimo bagno caldo e profumatissimo che lui avrebbe\u00a0<em>assolutamente<\/em>\u00a0fatto non appena si fosse svegliato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Piccolo parto scritto di getto, che il Frank mi perdoni se ho abusato di Ullian! XD) (Ivan rulez\u00a0forevaend\u00e8va) &nbsp; La notte ormai era profonda e solo una timida falce di luna rossastra ormai calante tentava inutilmente di rischiararne il buio impenetrabile. 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