{"id":4242,"date":"2026-02-08T20:13:57","date_gmt":"2026-02-08T18:13:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=4242"},"modified":"2026-02-08T20:13:57","modified_gmt":"2026-02-08T18:13:57","slug":"tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/tutto\/","title":{"rendered":"Tutto"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-cover\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"952\" height=\"1024\" class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-4249\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-952x1024.jpg\" data-object-fit=\"cover\" srcset=\"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-952x1024.jpg 952w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-279x300.jpg 279w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-768x826.jpg 768w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-1427x1536.jpg 1427w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/SIMBOLO-CREPUSCOLO-2-1903x2048.jpg 1903w\" sizes=\"auto, (max-width: 952px) 100vw, 952px\" \/><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-large-font-size wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno ottavo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMa quindi\u2026 siamo di nuovo nel <em>sottobuio<\/em>?!?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aveva subito pensato a lei, non appena processata l\u2019informazione. E non perse un momento per andare a cercarla: a sera inoltrata la trov\u00f2, nel punto preciso dove le indicarono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era riversa al suolo, il volto semi affondato nel terreno: gli occhiali sudici ma intatti, le carni in avanzato stato di decomposizione.&nbsp;Rimase a fissarla per un tempo indefinito, accovacciata ad un palmo dal suo volto: nel peggiore dei suoi incubi l\u2019aveva immaginata proprio cos\u00ec, indifesa e consumata, eppure nemmeno in quel momento riusc\u00ec ad avere piet\u00e0 di lei. La piet\u00e0, semplicemente, non le si addiceva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidar l\u2019aiut\u00f2 quando da ultimo si decise a spostarla: l\u2019avvolse in un telo logoro e la caric\u00f2 con delicatezza nel suo cavallo, pronte alla volta di Querciarossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cTi porto a casa\u201d le sussurr\u00f2 vicino a dove pensava ci fosse un tempo il suo orecchio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno nono del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cFuria! Sono arrivati, corri!!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidar urlava a pieni polmoni dalla vetta della collinetta sopra di lei: Ottavia si paralizz\u00f2 quasi sentendo quelle parole e poi si volt\u00f2, titubante. Uno, due, tre, quattro, cinque\u2026 sei!&nbsp;<br \/>Sei figure corazzate si stagliavano all\u2019orizzonte: le ci volle un po&#8217; per metterle a fuoco ma, in cuor suo, gi\u00e0 sapeva a chi andava incontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A grandi falcate raggiunse il gruppetto: dopo la lunga giornata di lavoro le gambe le bruciavano come tizzoni ardenti e le braccia erano macigni difficili da portare appresso ma con loro non avrebbe mai tradito quelle difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando fu ad un paio di metri dal gruppetto, Vidar le si avvicin\u00f2 per sostenerla in modo discreto: erano semplicemente perfetti, freschi come rose nonostante il lungo viaggio che li aveva condotti da lei. Fece un passo verso Vinicio, incerta, ma poi fu lui a rompere gli indugi, colmando la distanza che li separava e abbracciandola stretta: il resto della combriccola si chiuse a capannello attorno a loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un po\u2019, non ci fu bisogno di altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno decimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cE questa?!?! Cosa cazzo sarebbe questa roba?!?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia non si rendeva conto di che ore fossero: nessuna luce filtrava dalla finestra, solo la candela che Vidar le puntava in faccia portava un po\u2019 di visibilit\u00e0 nella loro camera da letto. Quanto a capire il problema era messa ancora peggio: le sventolava davanti un foglio ingiallito dal tempo, con tutto l\u2019ardore che amava di lei.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cStrega, amore mio\u2026 ma di che cazzo parli?!? E\u2019 notte fonda, domani\u2026 cio\u00e8 in realt\u00e0 oggi, arrivano gli altri: che diamine\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAH! Non provare a rabbonirmi sai, vecchia ingrata! Cos\u2019\u00e8 sta merda eh?!? Stai morendo? Hai visto Leone alle mie spalle, eh?!?\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidar si sbracciava seminuda vicino al letto, il ricordo della notte di passione ormai alle spalle: agitava una lettera minuta, una pagina appena, che Ottavia faceva fatica a riconoscere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Strega le lanci\u00f2 alfine il foglio sul letto e cominci\u00f2 a camminare, avanti e indietro nella stanza, in preda alla rabbia pi\u00f9 cieca: solo allora Ottavia cominci\u00f2 a capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon \u00e8 come pensi\u2026\u201d prov\u00f2 ad abbozzare, peggiorando solo la situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNON E\u2019 COME PENSI?!?! E come la devo pensare questa lettera d\u2019addio, eh?!? Che ti sei presa la briga di scrivere quattro minchiate sdolcinate tanto per fare pratica, eh?!? Capra ignorante, <em>bellezza<\/em> si scrive con due <em>z<\/em>!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cE\u2019 colpa di Leone\u2026\u201d sempre peggio\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cChe cazzo c&#8217;entra Leone, eh?!? Allora \u00e8 vero, uh? Vediamo Leone di nascosto adesso?!?\u201d Vidar era livida in volto: si sentiva tradita dalle due persone delle quali pi\u00f9 si fidava.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMi ha aiutato a scriverla il 12\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCio\u00e8.. <em>ieri<\/em>!?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c&#8230;di due anni fa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo a quel punto Vidar le concesse di spiegarsi meglio, lasciandosi scappare un sospiro di sollievo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon avevo scritto solo il mio testamento: avevo scritto anche a te prima di scontrarci con l\u2019Immacolato\u2026 con Cristilde\u2026 va beh, hai capito.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuindi\u2026 non stai morendo?!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon saprei\u2026 ti sei calmata?!?\u201d prese il lenzuolo e ce l\u2019avvolse, dolcemente \u201ce copriti un po\u2019 o ti prenderai un accidenti: non vorrai dare materiale su cui fantasticare a quei vecchi malati dei nostri compari, vero?!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNo, gi\u00e0 fanno abbastanza bene da soli\u2026\u201d le rispose, finalmente sorridendo. \u201cPer\u00f2 niente pi\u00f9 lettere, ok? Quel che sar\u00e0 sar\u00e0, non voglio ricordare la grafia di Leone: voglio avere ben impressi i tuoi occhi, il tuo naso, la tua bocca\u2026\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cEcco, brava, cos\u00ec mi piaci: cio\u00e8 in realt\u00e0 mi piaci sempre ma quando sorridi cos\u00ec mi togli proprio il fiato\u2026\u201d Le prese il viso e la baci\u00f2 dolcemente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La fiss\u00f2 per qualche attimo, il volto ancora tra le sue mani: un bacio non era abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSai una cosa, invece? Mi andrebbe proprio di creare materiale per sparlare di noi\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sorriso di Vidar si fece malizioso e intrigante: annu\u00ec con la testa, sistemandosi il lenzuolo sulle spalle. <br \/>Ottavia infil\u00f2 il camicione alla bene e meglio, prese la moglie per mano e si chiuse rapidamente casa dietro: imboccarono la via della foresta, illuminata dalla pallida luna estiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno dodicesimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDISCORSO! DISCORSO! DISCORSO!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Urlavano a squarciagola come animali in calore, aspettando che Ottavia si alzasse in piedi: quando lo fece, finalmente, la folla si plac\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cEccomi, eccomi, razza di zotici chiassosi! Dunque vediamo&#8230; da dove comincio?!? Maledetti, non sono mai stata brava coi discorsi&#8230;&nbsp;<br \/>Allora, facciamola breve: quattro anni orsono abbiamo liberato la Scacchiera dall\u2019ultimo degli Immacolati. Quattro anni di fatiche, sudore, per un unico scopo: onorare la promessa che ci siamo fatti separandoci. Querciarossa non \u00e8 pi\u00f9 un villaggio fantasma, ma, anzi, con questo \u201cOstello per Orfani di Guerra\u201d riacquista nuova vita: e non avrei potuto sperare in una compagnia migliore per la sua inaugurazione! Alla salute!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cALLA SALUTE!\u201d, le risposero tutti in coro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidar era riuscita a radunare quasi tutti i suoi <em>Ragazzi<\/em>: c\u2019erano Gig e Xorba, accompagnati da quel tizio che non si capiva perch\u00e9 si facesse chiamare Biondo e biondo francamente non era&#8230;&nbsp;<br \/>C\u2019erano quasi tutte le Fiere: mancavano giusto Istrice e Grizzly, divenuti ormai delegati di spicco della nobilt\u00e0 dei Ducati. Scoccia\u2026&nbsp;<br \/>C\u2019erano ovviamente gli Smarriti: c\u2019era anche quello strano tizio da cui aveva preso l\u2019idea dell\u2019orfanotrofio.&nbsp;&nbsp;<br \/>Nonostante gli anni trascorsi lontani, li trov\u00f2 ancora pieni di vita e scanzonati: avevano bagagli straripanti di storie incredibili da posti remoti, cimeli esotici ricchi di fascino e mistero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano l\u2019unico mondo di cui Ottavia voleva sapere tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno quattordicesimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNessuno aveva certezza di ci\u00f2 che sarebbe successo: eppure nessuno, tra quei saltimbanchi colorati, avrebbe arretrato di un passo\u201d Ottavia sospir\u00f2, chiudendo il libro d\u2019un colpo. \u201cQuesta parte \u00e8 davvero eccessiva, anche per Ciri\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNo, dai, ti pregooooooooo: solo un altro capitolo, uno solo! DAIIIIIII\u201d Cris sapeva essere davvero fastidiosa quando ci si metteva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cDevi dormire, \u00e8 troppo tardi per una mezza sega della tua et\u00e0\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMamma Vidar non vuole che mi parli cos\u00ec\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMe la vedo io con mamma Vidar, Rospa! E tu non fare la spia altrimenti\u2026\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non appena la bambina vide le dita della donna muoversi velocemente verso di lei, si ritrasse nel lettino, cominciando a urlare \u201cNOOOOO, TI PREGO, IL SOLLETICO NOOOOOO!!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cBeh dovevi pensarci prima, cara la mia Rospa saputella!&#8221; E mise in atto la sua punizione: Cris rideva di gusto, dimenandosi nel lettino come fosse posseduta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOTTAVIA!\u201d Vidar si avvicin\u00f2 di gran carriera alla piccola stanzetta, gli occhi al cielo e un\u2019aria falsamente scocciata: la chiamava cos\u00ec solo quando aveva combinato qualche casino. &#8220;Possibile che ogni volta che l\u2019addormenti tu va sempre a finire ad urla e strepiti?!?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon \u00e8 colpa mia, Strega, faccio quest\u2019effetto alle donne\u2026\u201d Ottavia le fece l&#8217;occhiolino e Vidar non pot\u00e9 che sorriderle, amabilmente. Il volto della sua Strega cominciava a riempirsi di piccole rughe, tra i capelli qualche riflesso argenteo spuntava nella sua famosa chioma corvina: era semplicemente la creatura pi\u00f9 bella di tutto il Creato.<br \/>L\u2019idillio, per\u00f2, dur\u00f2 poco: \u201cMolto divertente, Furia, adesso sono proprio curiosa di vedere quanto ci metterai a farla dormire: auguri!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia si rimise a sedere accanto alla bambina, sbuffando, mentre Vidar riprendeva la via della cucina: Cris aveva gli occhi sgranati, carichi di aspettative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cE va bene, una storia corta per\u00f2, siamo intese?!? E che non parli di quel baciapile di Balthazhar che altrimenti mi cascano i cogl\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cOTTAVIAAA!!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno sedicesimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Buonasera, cercavo la signora Ottavia Bancalari, \u00e8 lei?&#8221;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia aveva notato appena il ragazzo entrato, troppo intenta a lucidare il boccale che teneva tra le mani: a quelle parole per\u00f2 fece fatica a trattenere una risata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSignora no di certo\u2026 Ottavia, beh, dipende da chi vuole saperlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrut\u00f2 il ragazzo da capo a piedi: ben vestito, faccia pulita, capelli colore del fuoco. O un ciarlatano o un chierichetto, magari entrambi, pens\u00f2: un\u2019aria, tuttavia, stranamente familiare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLascia perdere, si, sono io Ottavia e non so come hai fatto a finire qui ma non voglio noie: Querciarossa \u00e8 un villaggio tranquillo, questa \u00e8 l\u2019unica taverna nella quale t\u2019imbatterai ma io sono la classica ostessa alla quale non vuoi far girare le palle. Non so se mi spiego&#8221;. Disse, appoggiando il boccale sul banco e facendo quanto pi\u00f9 rumore possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa signo\u2026 volevo dire, Vidar, beh, aveva detto che avresti risposto pi\u00f9 o meno cos\u00ec\u201d il ragazzo sorrise imbarazzato e Ottavia non si preoccup\u00f2 del fatto che avesse nominato sua moglie con tanta leggerezza: sapeva ancora il fatto suo e un bocconcino cos\u00ec poteva abbatterlo con una mano mentre con l\u2019altra faceva le trecce a Cris.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Come conosci Vidar?!?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;L\u2019ho conosciuta qualche giorno fa, \u00e8 lei che mi ha detto che stasera ti avrei trovata di turno qui&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Beh, non sembri proprio il <em>nostro<\/em> tipo\u2026 ma sembri uno che non se ne andr\u00e0 senza aver raccontato la sua storia: quindi siediti e vuota il sacco. Cosa ti preparo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il giovane accett\u00f2 di buon grado l\u2019invito, sedendosi in un sgabello vicino al bancone: si guard\u00f2 intorno, con aria curiosa, come se volesse carpire ogni dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cUna birra, per favore. C\u2019\u00e8 stata una festa qui?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;E birra sia\u201d Ottavia cominci\u00f2 a spillare la bevanda, rispondendo riluttante all&#8217;avventore &#8220;Si, c\u2019\u00e8 stata una festa: vecchi amici, nuove famiglie, un fiume di ricordi e risate. Festeggiamo quasi tutti gli anni, in questa giornata precisa: una sorta di tradizione\u201d gli porse la birra, guardandolo fisso negli occhi. Tutto le faceva pensare che fosse un ragazzo per bene, lo sentiva inspiegabilmente dentro, ma era ben nota la sua incapacit\u00e0 nell&#8217;inquadrare il prossimo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMmm, capisco. Sembra una bellissima cosa\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcosa nel suo sguardo la metteva a disagio: occhi grandi e scuri come due pozze che la fissavano curiosi, familiari, dove poteva averlo gi\u00e0 visto?!?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSenti bello, io sono stanca e, davvero, non so cosa ti abbia portato qui nel cuore della notte ma francamente\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSei tu che mi hai detto di venire a cercarti\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia pass\u00f2 di l\u00e0 dal bancone per avvicinarglisi un poco: doveva sembrare alquanto spaesata perch\u00e9 il forestiero si mise subito a spiegare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSi \u00e8 presentata a casa mia una donna dall\u2019aria esotica, non pi\u00f9 di sei o sette anni fa: ha parlato coi miei genitori, ha detto che dovevano dirimere una certa questione ma con me non hanno condiviso altro. Dopo quella sera non l\u2019ho pi\u00f9 vista.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il ragazzo tir\u00f2 fuori dalla tasca un foglio stropicciato: Ottavia lo riconobbe senza sforzo, tanto aveva impiegato a scrivere quelle parole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cQuest\u2019anno ho ricevuto dai miei questa missiva\u201d cerc\u00f2 la riga giusta col dito \u201chai scritto \u201c<em>cercami, ragazzo<\/em>\u201d. Eccomi qui\u201d. Sorrise, come se fosse stata la scelta pi\u00f9 naturale del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia ci mise un po\u2019 a sbattere di nuovo le palpebre, ancora di pi\u00f9 a respirare: quando si riprese fu come se il macigno che le pesava sul cuore fosse alla fine caduto nel placido stagno della sua anima, inghiottito e cancellato per sempre.&nbsp;Senza darlo a vedere, si aggrapp\u00f2 con forza al bancone: si sentiva troppo leggera, aveva paura di volare via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vidar li osservava dalla finestra: intorno a quel ragazzo fortunato riusciva a vedere tutte e tre le sue madri finalmente insieme. Quell\u2019immagine, che forse solo lei poteva contemplare, le rimase impressa fino al giorno della sua morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno diciannovesimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSinceramente, grandissimo bastardo, pensavo schiattassi prima\u2026\u201d risero tutti, amaramente, soprattutto quelli della vecchia guardia, i <em>Ragazzi Originali<\/em>, come amavano farsi chiamare per darsi un tono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNo, davvero Aldo, non avrei scommesso un soldo bucato che saresti campato tanto, riuscendo perfino a metter su famiglia: pensavo che tua madre, pace all\u2019anima sua, fosse l\u2019unica donna che potesse starti accanto senza compenso\u2026\u201d altre risate, altri lunghi sospiri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPensavo\u201d disse Ottavia improvvisamente seria \u201cche saresti stato tu a seppellirmi e che sarebbe toccato a te l\u2019ingrato compito di onorare il mio ricordo e, al contempo, tenere alto il morale\u201d. Vidar le strinse la mano, con discrezione, e sent\u00ec nuovo coraggio scaldarle il petto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMio caro amico, fratello\u2026 abbiamo vissuto momenti incredibili, avventure alle quali nemmeno il bardo pi\u00f9 dotato di questo mondo potrebbe rendere giustizia: ci siamo sbronzati fino all\u2019indecenza, abbiamo litigato furiosamente, per ogni sorta di minchiata, abbiamo combattuto fianco a fianco battaglie sulla carta impossibili, talvolta, forse, solo immaginarie. Una sera, tu sia maledetto, mi hai fatto esplodere un ordigno a un metro dall\u2019orecchio: per tre giorni e tre notti un fischio sordo mi ha bucato il cervello. Mi dicesti \u201ctranquilla, poi passa\u201d: anni dopo ho scoperto di aver perso parte dell\u2019udito per quello scherzetto\u2026\u201d Solo in pochi risero, solo in pochi potevano rammentare quell\u2019evento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa sto tirando per le lunghe e tu non ami questo genere di piagnistei: e quindi addio, vecchio mio. Ti accolga questo panorama senza eguali, in questa stessa collina dove ormai quasi vent\u2019anni fa mi hai salvato da me stessa: riposa in pace fratello mio, adesso non devi pi\u00f9 guardarmi le spalle\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno ventesimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cHey <em>Ragazzacci<\/em>! Che cazzo ci fate lass\u00f9 immobili?!? Forza scendete, razza di babbei! E\u2019 gi\u00e0 la nona luna?!? Cazzo come passa il tempo!\u201d Ottavia urlava dal fondo della collinetta come una vecchia sorda: non ci vedeva nemmeno pi\u00f9 gran che bene ma quei bastardi li avrebbe riconosciuti anche a miglia di distanza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I due, da par loro, le fecero un cenno di saluto ma tentennarono un attimo: Gas scalciava con veemenza, forse aveva pestato una merda, pens\u00f2. Ottavia da basso non riusciva a vedere con chiarezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cArriviamo!\u201d Url\u00f2 Etzi al suo fianco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ottavia s\u2019incammin\u00f2 verso l\u2019ostello, urlando a gran voce verso il casale pieno di vita \u201cBambini! Correte! Sono arrivati lo zio Gas e lo zio Etzi! Vidar, amore mio, aiutami a mettere sul fuoco qualcosa di buono: quei due bastardi mangiano sempre come se fossero digiuni dalla fondazione del Regno Eterno!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMaledetto cazzone! Per poco non ti vedeva!\u201d Disse Gas non appena Ottavia entr\u00f2 nel casolare, afferrando per il bavero uno dei quattro balordi distesi a terra e mugolanti.&nbsp;<br \/>\u201cPossibile che ancora non l\u2019abbiate capito?!\u201d Etzi puliva con attenzione la sua lama, lo sguardo fisso sugli imperiali a terra \u201cSe quell\u2019idiota del vostro capo, come si chiama?!? Ah si, il <em>Nuovo Immacolato<\/em>, che razza di coglione, mancare cos\u00ec di fantasia \u00e8 un insulto anche per una nullit\u00e0 come lui\u2026 ebbene se quel coglione organizza un manipolo per provare a fare la festa ad Ottavia, noi lo veniamo a sapere. Se viaggiate camuffati per le Piane per provare a fare la festa ad Ottavia, noi lo veniamo a sapere. Se vi attardate a bere in qualche locanda sperduta, se vi rifocillare per poi venire qui e provare a fare la festa ad Ottavia, noi lo veniamo a sapere. In tutta onest\u00e0, anche se le scoreggiate a un miglio di distanza noi lo veniamo a sapere: e per voi non va mai a finire bene\u2026\u201d Inclin\u00f2 la testa, un ghigno folle gli si dipinse in volto: uno dei quattro cominci\u00f2 a farsela sotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cAspettate!\u201d implor\u00f2 da terra uno di quelli messi meno peggio \u201cC\u2019\u00e8 una taglia su quella vecchia, e anche molto generosa: aiutateci, faremo a met\u00e0!\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gas si finse interessato, gli si avvicin\u00f2 ad un palmo dal naso, snudando solo alla fine il piccolo coltello: la lama scomparve come un fulmine nel collo dell\u2019imperiale. \u201cInteressante\u2026\u201d Disse l\u2019uomo mentre l\u2019altro soffocava nel suo stesso sangue \u201cAbbiamo trovato nuovi fondi per l\u2019orfanotrofio! Avanti, muoviamoci Etzi, ho una fame che non ci vedo, torniamo dopo a sistemare ogni cosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Giorno decimo quarto, nona luna, anno ventesimo settimo del R.E.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era il solito raduno: l\u2019aria che si respirava era pesante, tra gli adulti in molti facevano fatica a sembrare genuinamente felici di trovarsi l\u00ec. Perfino il cielo di fine estate sembrava rispecchiare la malinconia generale che si respirava tra i presenti: nonostante ci\u00f2, dopo molti anni e a dispetto dei numerosi impegni, buona parte di coloro che erano sopravvissuti alla liberazione della Scacchiera avevano trovato il modo di trovarsi l\u00ec. <br \/>Alcuni erano giunti per la prima volta all&#8217;orfanotrofio, altri erano stati l\u00ec ogni anno, quel giorno, senza perdersi nemmeno un brindisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di dare inizio alle libagioni, la donna si alz\u00f2 in piedi a fatica, per il tradizionale discorso d\u2019inizio festeggiamenti: sembrava molto stanca, invecchiata, come se quell\u2019ultimo anno trascorso le avesse strappato via ogni stilla di spensieratezza.&nbsp;<br \/>Si prese del tempo prima di parlare, soppesando con attenzione le parole da pronunciare: Cristilde le prese la mano per farle forza e la madre prov\u00f2 a scrollarsi via il peso che sentiva sul cuore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stava per parlare quando Iena si alz\u00f2 in piedi di colpo: anche lui era ben lontano dai fasti di un tempo. Aveva preso qualche chilo e i capelli, ormai completamente bianchi, erano raccolti come solo gli anziani usavano portare.&nbsp;<br \/>Senza ulteriori indugi prese parola e la padrona di casa, sollevata dall&#8217;impiccio, si accomod\u00f2 accanto alla figlia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cMia signora, perdona questo vecchio maleducato che ti interrompe nell\u2019esercizio del sacro dovere dell\u2019ospitalit\u00e0: ho pensato che dovremmo rispettare le tradizioni e lasciare che sia la nostra Ottavia ad inaugurare le danze.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I presenti sgranarono tutti gli occhi all&#8217;indirizzo del vecchio cerusico: Ottavia era spirata ormai da diverse lune, seppellita accanto alle donne della sua vita che l\u2019avevano preceduta.&nbsp;<br \/>Ma quello che sembrava uno scherzo di pessimo gusto, e che da Iena molti si sarebbero perfino aspettati, prese invece una piega inattesa: l\u2019uomo tir\u00f2 fuori un pacco di missive da uno scrigno vetusto e, schiaritosi la gola, prese a leggere quella che si trovava pi\u00f9 in alto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Mia amata Vidar, Cristilde, figlia mia, che strano rivolgermi a voi tramite missiva! Ma il tempo corre e io non riesco pi\u00f9 a stare al passo: sono consapevole che forse in buona parte \u00e8 colpa mia ma al momento non ritengo utile piangere sulla capra versata.<\/strong>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli occhi della Strega s\u2019illuminarono di colpo: inspir\u00f2 profondamente per cercare di contenere l&#8217;emozione ma il suo viso tradiva una gioia impossibile da trattenere.&nbsp;<br \/>Dal pi\u00f9 sacro anfratto della sua mente, sent\u00ec riemergere il vivido ricordo di un\u2019indimenticabile notte estiva: risate, promesse, calore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Ebbene, lasciate che vi spieghi meglio: in questo momento mi trovo da Leone, in quella che vi ho fatto credere essere una rimpatriata tra Alfieri. Preferirei non dilungarmi su quello che ho trovato venendo qui, ne tantomeno parlarvi del maledetto Balthazar: i pelati, invecchiando, sono sempre un po\u2019 pi\u00f9 avvantaggiati.&nbsp;O forse \u00e8 la fede, non saprei: non non ho dimestichezza con nessuna delle due cose.<\/strong>\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vecchio Spiantato si lasci\u00f2 andare ad un tiepido sorriso: divenuto ormai cieco, come l\u2019amato nume sua guida, era circondato dai pi\u00f9 fedeli della storica elite che componeva la sua Masnada ai tempi della caduta dell\u2019Immacolato. Provati dai lunghi anni trascorsi, alcuni erano quasi irriconoscibili: solo Cyra aveva ancora dipinta in volto la spensieratezza della giovent\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Dicevamo, Leone: mi sta sottoponendo a dei salassi per lavare il mio sangue, o almeno cos\u00ec me l\u2019ha spiegata in poche parole. Iena sembra approvare questo trattamento e anche Greg, pace all\u2019anima sua, una volta mi consigli\u00f2 di ricorrervi: secondo lui era come cercare di benedire un oceano con un bicchiere di acqua santa ma le possibilit\u00e0 scarseggiano e farei di tutto pur di passare anche solo mezza giornata in pi\u00f9 con voi.<\/strong><br \/><strong>Per questo dovr\u00f2 tornare qui ogni due-tre lune e, durante i viaggi, ho cominciato a pensare cosa lasciarvi: l\u2019idea di abbandonarvi mi distrugge e allora ho pensato di accompagnarvi quanto pi\u00f9 possibile, nell&#8217;unico modo che mi \u00e8 venuto in mente. So che siete due donne forti e non ne avrete bisogno, so che avevamo detto niente pi\u00f9 lettere: ma le ho scritte io e lo faccio per me, per zittire quella vocina che mi tormenta, che mi rinfaccia tutti gli anni passati a cercare la serenit\u00e0 nei fondi dei barili<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancavano le persone che pi\u00f9 di tutti l\u2019avevano portata vicina alla sobriet\u00e0: Vinicio e Greg erano morti qualche anno prima, a poche lune di distanza l\u2019uno dall\u2019altro. Avevano lasciato una voragine negli Smarriti ma Ciri, Gas ed Etzi, seduti accanto a Vidar, li avrebbero resi orgogliosi per molti anni ancora a venire. Vicino a loro Alexa, inseparabile dalla moglie, e due vecchi membri dello Spiantato, evidentemente non paghi della spirale di violenza e sangue che il loro vecchio Alfiere aveva deciso di accantonare, sciogliendo la Masnada e ritirandosi nei Ducati. Quel matto di Rambaldo, invece, un giorno spar\u00ec senza dare spiegazioni: partorirono le possibilit\u00e0 pi\u00f9 bizzarre ma nessuno ebbe mai modo di acclarare la verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Considerando che sar\u00e0 Leone ad aiutarmi a scrivere queste missive, e che lui sostiene di poter assolvere a tale compito solo spogliandosi completamente, capirete come mi sia praticamente impossibile ogni slancio sentimentale: ha detto di aver bisogno di mettere la sua anima completamente a nudo per potermi aiutare, o una cazzata cos\u00ec. In ogni caso mi viene il vomito ogni volta che cominciamo.<\/strong>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Risero tutti, qualcuno fino alle lacrime: Iena sapeva interpretare bene quelle parole, lette e rilette con ossessione per paura di non render loro giustizia. Volpe era al suo fianco: seppur completamente canuta, conservava quell\u2019aria fiera e caparbia nonostante fosse ancora pi\u00f9 minuta rispetto agli anni di maggior splendore. Innanzi a lei la piccola Riccio che piccola ormai non era pi\u00f9 da qualche anno: era divenuta il Cadetto che tutti, Ottavia in primis, guardavano con ammirazione.<br \/>Accanto a lei, da un lato, Anastasia e Katrina, l\u2019una seria ed algida, l\u2019altra bonaria e solare: erano sempre state agli antipodi, eppure tra loro non si era mai posto nemmeno un miglio di distanza. Erano invecchiate insieme, in simbiosi, come le gemelle che ormai erano diventate per tutti. Dall\u2019altro, Cervo chiudeva la fila delle Fiere: teneva per mano la sua adorata Riccio, sfoggiando gli anelli degli altri suoi compagni defunti, Grizzly ed Istrice. Era stato loro vicino fino all\u2019ultimo loro respiro: aveva imparato tutto da loro, compreso l&#8217;intramontabile \u201cscoccia\u2026\u201d.<br \/>Gig e Xorba chiudevano invece il cerchio del <em>vecchio Crepuscolo<\/em>: pilastri invisibili, compagni silenziosi, il vero punto fermo che teneva unita ogni fazione all\u2019interno della Masnada.<br \/>Leone e buona parte dei membri del Sussurro erano invece emigrati al Sud, per stare vicino alla \u201cgiovane\u201d Novella Signora del posto: il vecchio Alfiere declin\u00f2 l\u2019invito a quel raduno, adducendo i numerosi impegni a scusante. Lui stesso, in verit\u00e0, nonostante l\u2019aspetto ancora incredibilmente giovanile, si sentiva in procinto di abbandonare le lande dei vivi e non voleva farlo lontano dalla sorella: senza contare che il ricordo dell\u2019ultimo incontro con Ottavia ancora gli procurava un groppo alla gola\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cBeh, allora alla prossima, Leone: finalmente riprendiamo a viaggiare con la bella stagione, odio quando mi si ghiacciano le chiappe a cavallo\u2026\u201d Ciri rabbrividiva al pensiero di quelle cavalcate nel pieno dell\u2019inverno e cerc\u00f2 nella moglie un po\u2019 di conforto ma Alexa abbass\u00f2 leggermente lo sguardo, perplessa.<\/em><br \/><em>\u201cNon sono sicura che ci sar\u00e0 una prossima volta, vero vecchio mio?!?\u201d Ottavia guard\u00f2 Leone dal basso della strana sedia con le ruote sulla quale ormai passava buona parte delle sue giornate: questi, da par suo, prefer\u00ec distogliere lo sguardo, fingendo di prendere qualcosa dalla scarsella ma a nessuna delle tre sfugg\u00ec l\u2019occhio lucido che prov\u00f2 a nascondere abbassando la testa.<\/em><br \/><em>\u201cLa solita rompicazzo, tieni prendi questi per il viaggio\u201d le allung\u00f2 un po\u2019 di boccette, stringendole fugacemente la mano prima di fare qualche passo indietro \u201cE fate poco casino per strada: vedete che questa non le regge le solite zozzate di voi acconciapassere\u2026\u201d<\/em><br \/><em>\u201cFai schifo\u2026\u201d \u201cCazzo ma invecchiando sei diventato anche pi\u00f9 pervertito?!?\u201d Ciri ed Alexa pensavano di essere abituate ad ogni genere di schifezza potesse uscire dalla bocca di quel vecchio deviato ma ogni volta rimanevano orrendamente stupite. Mentre a fatica saliva sul carro, aiutata dalle vecchie amiche, Ottavia invece si limit\u00f2 a ridacchiare sotto i baffi: le sessioni private con Leone non potevano essere battute da nessun tipo di sconcezza.<\/em><br \/><em>\u201cSi si, brava, ridi ridi, vecchia ciabatta rugosa, te una cosa mi devi dire: com&#8217;\u00e8 che non siamo mai riusciti a fare una cosa a tre io e te? Eh?\u201d il velo di tristezza era sparito, lasciando spazio al suo pi\u00f9 celebre ghigno spavaldo: il solito Leone.<\/em><br \/><em>Ottavia si sporse dal carro, reggendosi a fatica per farsi vedere meglio \u201cPerch\u00e9 non me lo hai mai chiesto!\u201d, gli url\u00f2, facendogli occhiolino e mandandogli un bacio con la mano.<\/em><br \/><em>Si sorrisero a vicenda, fin quando il carro non imbocc\u00f2 una stretta curva: non si sarebbero pi\u00f9 visti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Iena riprese a leggere dopo le risate generali: si sentiva nell\u2019aria aleggiare un solenne addio eppure la malinconia aveva lasciato il posto alla serenit\u00e0, al dolce ricordo di tutto ci\u00f2 che avevano condiviso, ad una memorabile mattina di fine estate, quando un fiume di lacrime leggere aveva seppellito anni di sofferenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<strong>Se tanto mi da tanto, non sarete sole quando leggerete questa lettera e mi vorrete scusare se ne approfitto per salutare anche i miei vecchi compagni: il resto delle missive per\u00f2, sappiatelo, \u00e8 solo per voi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dunque, amici miei, che dire? Come salutarvi in modo degno? Cosa riportare alla mente delle innumerevoli avventure vissute insieme? I momenti epici, quando siamo riusciti ad avere la meglio su nemici all\u2019apparenza insuperabili? O quelli pi\u00f9 intimi, scanzonati o grevi, che hanno reso autentici e saldi i nostri legami?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non saprei scegliere, non voglio scegliere: quando sar\u00e0 il momento cercher\u00f2 di richiamare alla mente il mio <\/strong><strong><em>tutto<\/em><\/strong><strong>, tutti ma proprio tutti voi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quelli che ci sono stati per poco, quelli che sono finiti con me per caso e non mi hanno pi\u00f9 abbandonata: quelli che, andandosene, mi hanno costretta a riflettere, quelli che mi hanno scelta senza indugio, dall\u2019inizio, e non mi hanno mai voltato le spalle.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale che sia stato il tortuoso percorso che ci ha portato a condividere questo cammino valeva la pena di essere vissuto, <\/strong><strong><em>tutto<\/em><\/strong><strong>, fino in fondo: solo ora me ne rendo veramente conto.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Con affetto, dedizione e gratitudine,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\"><strong>Ottavia<\/strong>\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno decimo quarto, nona luna, anno ottavo del R.E. \u201cMa quindi\u2026 siamo di nuovo nel sottobuio?!?\u201d Aveva subito pensato a lei, non appena processata l\u2019informazione. 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