{"id":46,"date":"2007-03-05T12:56:00","date_gmt":"2007-03-05T12:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=38"},"modified":"2007-03-05T12:56:00","modified_gmt":"2007-03-05T12:56:00","slug":"viii-dintorni-delliscuto-il-giorno-dopo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/viii-dintorni-delliscuto-il-giorno-dopo\/","title":{"rendered":"VIII &#8211; Dintorni dell\u2019Iscuto. Il giorno dopo."},"content":{"rendered":"<p>Si preannunciava una notte davvero buia, nonostante tutto. <br \/>\nLa luna era sorta rossa e sanguigna proprio dinanzi ai loro occhi, nemmeno un&rsquo;ora prima. E Alehandro aveva acceso il fuoco presso il suo carrozzone, appena fuori dal castello, accogliendo con la migliore ospitalit&agrave; alemarita chiunque avesse voluto scaldarsi a quel tepore insieme a lui.<br \/>\nAl momento (poich&eacute; Dahal era corso di gran carriera verso Falsim, forte della nuova, tangibile speranza di ritrovare la sua Esmeralda ancora <em>viva<\/em>) davanti a lui c&rsquo;era un bizzarro sciamano appartenente della stirpe orchesca, con il quale si era invischiato in una divertente conversazione. Grishi, questo era il nome del suo ospite, aveva qualche difficolt&agrave; con la lingua, ma lo ascoltava con attenzione e ogni tanto gli regalava delle perle di autentica saggezza barbarica, che una mente aperta e anarchica come quella di Alehandro non poteva non apprezzare, o quanto meno trovar interessante. <\/p>\n<p>In cuor suo, per&ograve;, il bardo si chiedeva come facesse la sua amica Melisenda a conquistare l&rsquo;affetto e il rispetto di persone cos&igrave; eterogenee fra loro. Soprattutto adesso che l&rsquo;amabile, dolce e gentile creatura sempre svagata che aveva conosciuto era quasi completamente scomparsa. <br \/>\nIn ogni caso, lo sciamano aveva asserito che la donna gli aveva salvato la vita, qualche luna addietro, e per questo la rispettava e intendeva proteggerla. Alehandro non sapeva se preoccuparsi o meno. Per lo sciamano, ovviamente.<\/p>\n<p>\nComunque sia lei ancora non si era fatta rivedere. <br \/>\nDopo aver rimesso a posto le sue cose, se n&rsquo;era andata dall&rsquo;Iscuto regalando un ultimo, lungo e silenzioso abbraccio a Marek, ancora scosso per gli eventi di poche ore prima, e aveva seguito Alehandro fino al suo accampamento. Aveva dato una mano a preparare il bivacco, aveva detto qualcosa a proposito dell&rsquo;euforia di Dahal e poi si era allontanata in silenzio, con l&rsquo;evidente proposito di starsene un po&rsquo; da sola.<br \/>\nAlehandro non si era sentito di trattenerla, ma adesso era un po&rsquo; in ansia. Perch&eacute; lui, ed era inevitabile, si era sempre preoccupato per lei, e non avrebbe mai smesso di farlo. <br \/>\nCos&igrave; si alz&ograve;, scusandosi con il suo interlocutore, per andare a cercarla. <\/p>\n<p>Non ci volle molto: la trov&ograve; poco pi&ugrave; in l&agrave; del carrozzone, seduta con le ginocchia strette al petto in un punto dove si vedeva bene la luna, ancora rossastra e scura. <br \/>\nIl bardo si avvicin&ograve; all&rsquo;amica senza preoccuparsi di essere silenzioso. Le si sedette accanto e attese. Qualsiasi domanda sarebbe stata inutile, in quel momento. <\/p>\n<p>Sapeva cosa stava pensando. <br \/>\nNon era rimasta all&rsquo;Iscuto a pregare sulla tomba di William perch&eacute; lei la sua tomba personale se la portava sempre dentro. Ce l&rsquo;aveva talmente tanto in fondo al cuore che quelle quattro pietre poste a protezione delle spoglie mortali di William T&rsquo;Sarran Rilynt&rsquo;tar non le servivano a nulla. E oggi, dopo tutto ci&ograve; che era accaduto, il ricordo di ci&ograve; che era stato le stava sicuramente lacerando l&rsquo;anima, tanto da non riuscir nemmeno ad esser felice perch&eacute; ci&ograve; per il quale si era adoperata per tutti quei mesi fino a quasi rovinarsi al salute e perdere il sonno finalmente stava iniziando a funzionare. <br \/>\nMa Alehandro non le stava accanto da troppo tempo. C&rsquo;erano molte cose che sentiva di non riuscire ad afferrare. Per esempio, adesso&hellip;<\/p>\n<p>&#8211; &Egrave; l&rsquo;assenza. Finalmente l&rsquo;ho capito.<br \/>\nIl bardo rimase interdetto per qualche attimo. &ndash; L&rsquo;assenza di cosa, Mela?<br \/>\nLa veggente prese un lungo respiro prima di rispondere. Non era facile far prendere corpo a un&rsquo;intuizione che le era costata cos&igrave; tante ore di tormentati pensieri.<br \/>\n&#8211; Ieri notte odiavo William. Sentivo di odiarlo con tutte le mie forze. Perch&eacute; non c&rsquo;era pi&ugrave;. Perch&eacute; mi aveva lasciata sola. Perch&eacute; si era reso colpevole anche lui di quello che &egrave; stato il leit-motiv di tutta la mia esistenza&hellip; l&rsquo;addio. O meglio, il non potersi dire addio. <br \/>\nAlehandro comprese immediatamente a cosa si riferisse. Kasumoto Sushimada, il padre di Melisenda, se n&rsquo;era andato senza guardarsi indietro, lasciandola sola. Naima Tensh&rsquo;Elijh aveva trovato la morte nel seguirlo, e anche lei non si era interessata agli occhi sbarrati della figlioletta che la guardavano correr via. Tutta la sua gente forse era stata sterminata, e per quel che ne sapeva lei era l&rsquo;unica, inconsapevole sopravvissuta, chiss&agrave; per quale strano scherzo del Destino. E, infine, William. William era morto e aveva deciso di rimanere fra le braccia del suo dio. Lasciando Melisenda sola ancora una volta.<br \/>\n&#8211; &Egrave; l&rsquo;assenza&hellip; &egrave; il vuoto che le persone che hai amato lasciano dietro di s&eacute;&hellip; &egrave; questo vuoto che va riempito, altrimenti non si pu&ograve; pi&ugrave; vivere&hellip; ma io, fin dall&rsquo;inizio, non ho fatto altro che riversarvi dentro rancore e rabbia&hellip; e mi &egrave; rimasto solo questo, in fondo all&rsquo;anima&hellip; ogni cosa che vivo o che penso passa attraverso il filtro di quest&rsquo;odio, e tutto ci&ograve; mi sta avvelenando tutti i miei ricordi, tutto l&rsquo;amore che provavo per le persone che hanno lasciato una voragine incolmabile dietro di s&eacute;&hellip; <br \/>\nMelisenda sorrise con amarezza, voltandosi verso Alehandro. &ndash; Stavo per riservare a William lo stesso trattamento che ho riservato a mio padre, sai? Al <em>mio <\/em>William&hellip; Riesci ad immaginare fino a che punto si pu&ograve; perdere la ragione?<\/p>\n<p>Alehandro rimase a fissarla per qualche istante. Non sapeva decidersi se quello fosse il momento giusto per parlare a sua volta, oppure se il libro che si dischiudeva innanzi a lui gli avrebbe concesso di leggere qualche altra pagina. Nello sguardo della sua amica colse una disperazione nuova. Si decise.<\/p>\n<p>&#8211; Non hai perso la ragione, Mela. Non ancora, per lo meno&hellip;<br \/>\nMelisenda chin&ograve; la testa, socchiudendo gli occhi. Alehandro si spinse pi&ugrave; in l&agrave;. <\/p>\n<p>&#8211; Tu vuoi ancora bene a Kasumoto, non &egrave; cos&igrave;?<\/p>\n<p>Fu come se lei avesse atteso questa domanda da sempre. &ndash; Pi&ugrave; di ogni altra cosa.<br \/>\nTrattenne il fiato per un attimo &#8211; &Egrave; solo per questo &ndash; soggiunse &#8211; che lo odio cos&igrave; tanto, e che non riesco, non potr&ograve; <em>mai <\/em>perdonarlo.<br \/>\n&#8211; E vorresti poterlo fare?<\/p>\n<p>La risposta risuon&ograve; secca e lugubre come un rintocco di campana. <\/p>\n<p>&#8211; S&igrave;.<\/p>\n<p>Silenzio.<\/p>\n<p>&#8211; Non chiedo altro. Da pi&ugrave; di vent&#8217;anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si preannunciava una notte davvero buia, nonostante tutto. La luna era sorta rossa e sanguigna proprio dinanzi ai loro occhi, nemmeno un&rsquo;ora prima. 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