{"id":469,"date":"2012-06-28T22:51:28","date_gmt":"2012-06-28T21:51:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=469"},"modified":"2012-07-09T16:37:29","modified_gmt":"2012-07-09T15:37:29","slug":"ognuno-sceglie-le-proprie-battaglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/ognuno-sceglie-le-proprie-battaglie\/","title":{"rendered":"Ognuno sceglie le proprie battaglie"},"content":{"rendered":"<p>Il vento ululava rabbioso tra gli alberi di Corcovlad, carico di neve ghiacciata e tagliente. La bianca coltre si alzava nell\u2019aria in ampie volute, sospinta dalla tormenta, schiaffeggiando il viso gi\u00e0 pallido del viandante, avvolto in un pesante mantello di lana scura. I suoi occhi scuri leggevano le correnti d\u2019aria come un libro aperto, ogni foglia cadente gli narrava una storia diversa, ogni fiocco di neve gli raccontava del mondo visto dal cielo. L\u2019uomo avanzava lentamente, eppure sembrava scivolare in mezzo alla bufera come un\u2019ombra silenziosa nella notte. Sapeva che avrebbe trovato la sua preda. Bastava solo saper aspettare e <em>lui<\/em> si sarebbe mostrato da solo.<br \/>\n&#8211; Mi stavi cercando, Ivan Tre Passi?- gli sussurr\u00f2 una voce all\u2019orecchio, fredda e letale come la tempesta stessa. L\u2019alfiere trattenne leggermente il fiato; abituato a non lasciar avvicinare nessuno a s\u00e9, l\u2019esperienza di trovarsi qualcuno all\u2019improvviso addosso gli dava sui nervi, ma dopotutto colui che stava cercando non aveva pi\u00f9 un corpo, o forse non l\u2019aveva mai avuto. E nonostante ci\u00f2, lo avrebbe dovuto uccidere.<br \/>\n&#8211; Sono anni che ti cerchiamo, bellezza \u2013 mugugn\u00f2 Ivan. \u2013 Sapevamo che stavi solo aspettando un\u2019altra occasione per ritornare a dar noia a qualcuno da quando hai perso il tuo ultimo corpo, e di questa stagione quelli come te si fanno pi\u00f9 perniciosi e pronti ad agire.<br \/>\nCome una ruvida carezza, un refolo di vento fece scivolare via la sciarpa che copriva parte del volto del guerriero. Stava giocando, pens\u00f2 Ivan. Tutto per lui \u00e8 un gioco, e divertimento malsano; il suo unico scopo era vedere i mortali strisciare attorno a lui, e Ivan sapeva che ci avrebbe provato anche con lui.<br \/>\n&#8211; Sono lusingato dal sapere che la Mano del Fato mi pensa cos\u00ec tanto\u2026 Quale onore essere nei vostri pensieri! E dimmi, il mio fratellino Aleksandar come sta?<br \/>\nIvan si frug\u00f2 nella tasca ed estrasse un rotolo di tabacco, cacciandoselo tra le labbra con gesto stizzito e mormorando quasi tra s\u00e9 e s\u00e9.<br \/>\n&#8211; Primo, si chiama Zadnja, non Aleksandar. Secondo, suo fratello era Iliador Jagoda Kolovoz, e non tu, figlio di puttana. Terzo, se continui a girellarmi cos\u00ec vicino non riuscir\u00f2 ad accendermi il tabacco, quindi scansati.<br \/>\nCon calma Ivan estrasse Luna Spezzata, la sua arma, poi rovistando nella scarsella estrasse l\u2019acciarino; conficc\u00f2 la lama a terra e poi cerc\u00f2 di accendersi la sigaretta riparandosi dal vento.<br \/>\n&#8211; Non girarci intorno, Sajal \u2013 bofonchi\u00f2 Ivan, il viso illuminato a tratti dalle scintille dell\u2019acciarino. \u2013 Qual \u00e8 la tua offerta?<br \/>\nLa presenza dello spirito vorticava intorno a lui come la tempesta stessa, avvolgendolo, strattonandolo, abbracciandolo, cullandolo, sussurrandogli parole incomprensibili all\u2019orecchio. Era la danza di Sajal, il suo rituale di corteggiamento prima che ti facesse suo.<br \/>\n&#8211; Sei un eterno secondo, Ivan\u2026- bisbigli\u00f2 la voce sottile di Sajal al suo orecchio. Nella neve cadente iniziarono a stagliarsi i tratti di un viso deforme, dagli occhi troppo grandi e troppo malevoli, come pozzi incandescenti, e con un sorriso simile ad un ghigno colmo di denti affilati; lunghe dita grifagne accarezzavano le spalle del crepuscolare aggrappandosi alle sue vesti, come le zampe di un ragno.<br \/>\n&#8211; Pensaci, Ivan\u2026 Quando mai hai primeggiato? La tua fama di combattente \u00e8 diffusa in tutto il Meridione, \u00e8 vero, ed il tuo soprannome di precede, ma quanti pensi che siano coloro che a questo mondo ti possano battere? Ancora troppi, Ivan\u2026 Non sei mai riuscito neanche ad affermare la tua supremazia su quella smorfiosa di Estrella Longini, considerata da tutti la tua rivale\u2026 E in confronto a quelli che erano i tuoi discepoli? Coloro che sono cresciuti guardando la tua schiena adesso camminano innanzi a te\u2026 E di questo ti accontenti, Ivan?<br \/>\nL\u2019espressione dell\u2019alfiere era seria e pensierosa, e la sua pelle pallida sembrava mescolarsi con la neve, tanto che il suo volto sembrava sfumare nell\u2019aria. I suoi discepoli\u2026 La gente di Alemar parlava ancor oggi di quello che quei due fecero tre anni prima \u2026 Quell\u2019episodio che i cantastorie chiamavano la Fuga dall\u2019Isola\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>&#8211; Odio quando dice cos\u00ec\u2026 LO ODIO LO ODIO LO ODIO!<br \/>\n&#8211; Katrinalea, neanche tu lo conoscessi\u2026 Quando si mette in testa una cosa lo sai che niente gli fa cambiare idea\u2026<br \/>\n&#8211; Beh, quest\u2019idea \u00e8 particolarmente STUPIDA, Shillark! \u201cSuvvia, entro dentro la magione, consegno il sigillo ed esco subito\u201d\u2026 Ma perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec cretino? Non mi son fatta tre giorni di nave per aspettarlo fuori dalla porta!<br \/>\n&#8211; Forse Velik ha ragione, stavolta\u2026 Magari se fossimo entrati assieme avremmo potuto trovare qualche brutta sorpresa all\u2019uscita, mentre cos\u00ec almeno la via per andarcene la teniamo libera!<br \/>\n&#8211; Zadnja non ti ci mettere pure te, eh! Sono gi\u00e0 abbastanza girata per conto mio!<br \/>\n&#8211; Certo che sei poco furbo a metterti contro Kohorta, eh!<br \/>\n&#8211; Non ti ci mettere anche te, Izzie\u2026<br \/>\nI quattro se ne stavano a discutere fuori dalla porta della Magione della Fenice sull\u2019isola misteriosa quando ci fu la prima scossa. Fu leggera, appena percettibile, ma la terra trem\u00f2 vagamente e un rombo sordo fece alzare in volo alcuni degli uccelli che avevano preso dimora sugli alberi dell\u2019isola neonata. Katrinalea alz\u00f2 la testa in allarme, mentre gli altri si guardavano intorno.<br \/>\n&#8211; Che cazzo \u00e8 stato? CHE CAZZO E\u2019 STATO?- url\u00f2 la Contessa, il viso rosso di rabbia e paura.<br \/>\n&#8211; Magari \u00e8 una scossa d\u2019assestamento\u2026 L\u2019isola \u00e8 nata da poco, magari sta solo riassestandosi sul fondo\u2026- comment\u00f2 Izzie ostentando sicurezza, sebbene la voce tradisse una nota di apprensione.<br \/>\nLa seconda scossa li gett\u00f2 quasi tutti a terra e dur\u00f2 una manciata di secondi; stavolta il rombo fu prolungato e le cime degli alberi oscillarono preoccupantemente. Alcune crepe segnarono la terra secca intorno all\u2019edificio e grossi frammenti di roccia furono sputati da esse.<br \/>\n&#8211; Io entro \u2013 disse Katrinalea rialzandosi di scatto, gi\u00e0 furiosa. Si gett\u00f2 sulla porta come un lampo, ma nell\u2019atto di entrare cozz\u00f2 contro di essa, accorgendosi che l\u2019uscio non aveva intenzione alcuna di aprirsi. La Contessa imprec\u00f2 fra i denti.<br \/>\n&#8211; Apriti! Stupida porta! Non ti ci mettere anche te! Apriti! \u2013 inizi\u00f2 ad urlare provando ad aprire la porta nuovamente e senza successo, poi inizi\u00f2 a tempestarla di pugni. Shillark afferr\u00f2 i polsi di Kohorta con forza quando vide che le nocche della Contessa cominciarono a macchiarsi di sangue.<br \/>\n&#8211; Piano! Piano!- le intim\u00f2 l\u2019alfiere, mentre la Contessa continuava nei suoi improperi. Non andava bene. Non andava affatto bene. \u2013 Izzie, tu puoi fare qualcosa?<br \/>\n&#8211; Ci provo \u2013 sussurr\u00f2 la ragazza. C\u2019erano amici loro l\u00e0 dentro, amici suoi, forse anche pi\u00f9 di amici, almeno uno di loro. Avrebbe tentato. Dalla borsa estrasse un paio di fialette dai colori accesi, le stapp\u00f2 coi denti e vers\u00f2 il contenuto di esse sulla maniglia e sui cardini della porta con gesto rapido; subito un denso fumo scuro inizi\u00f2 ad alzarsi dalla miscela dei due componenti, e Izzie fece un passo indietro coprendosi gli occhi prima che il miscuglio esplodesse in un mare di scintille. Eppure, quando la polvere si dirad\u00f2 la porta era perfettamente salda al suo posto.<br \/>\nLa terra, come reagendo all\u2019evento, prese a tremare di nuovo, con nuova e incredibile intensit\u00e0 e questa volta non sembrava intenzionata a placarsi. Dalle crepe al suolo inizi\u00f2 ad uscire un denso vapore biancastro, e a tratti si aprivano voragini che ingoiavano le piante in pochi istanti; il cielo si rannuvol\u00f2 e il mare, in lontananza, prese a schiumare rabbiosamente, scuotendo le navi ormeggiate al largo.<br \/>\nCon un urlo ferale Zadnja si butt\u00f2 a spada sguainata sulla porta, facendo scendere un poderoso fendente; il suo Orizzonte del Mondo Infranto, quello che era il suo colpo migliore, capace di infrangere non solo qualunque metallo ma le leggi stesse del creato, passando attraverso tutti i suoi reami contemporaneamente, spinto da un violento rilascio di rabbia, forza e decisione. Con quel colpo aveva ucciso persone sul colpo, aveva distrutto le armi incantate pi\u00f9 resistenti e aveva addirittura colpito creature che non erano neanche materialmente innanzi a lui, ma sulla porta non sembr\u00f2 apparire nemmeno un graffio.<br \/>\n&#8211; Se resiste a questo non so cos\u2019altro fare- sibil\u00f2 Zadnja, livido di rabbia. L\u2019isola sembrava urlare di dolore, cercando di scuotersi dalla sua sede e creando un vero scenario apocalittico; solo la magione sembrava intatta, immune a quanto succedeva intorno a lei.<br \/>\n&#8211; Dobbiamo entrare!- urlava Katrinalea continuando a colpire la porta. \u2013 Ullian \u00e8 dentro! Gli altri sono dentro! Dobbiamo andare da loro! Dobbiamo andare da quel cretino!<br \/>\nShillark si morse il labbro fino quasi a farselo sanguinare. Doveva salvare i suoi amici, i figli di Alemar, quello era il credo a cui si era votato. Aveva giurato che avrebbe protetto le persone a lui care. Eppure quelle persone erano dentro una magione dentro la quale sembrava impossibile entrare, e loro erano l\u00e0 fuori, a rischiare la vita per raggiungerli\u2026 C\u2019era una sola cosa da fare\u2026<br \/>\n&#8211; Dobbiamo andarcene \u2013 disse Shillark risoluto. Gli altri tre si paralizzarono.<br \/>\n&#8211; Ma\u2026 Gabriel\u2026 Samuel\u2026 Jep\u2026 Kasumi\u2026 sono l\u00e0 dentro\u2026- mormor\u00f2 Izzie, a malapena udibile sopra il rombo del terremoto, l\u2019espressione devastata.<br \/>\n&#8211; No \u2013 disse Katrinalea decisa, gli occhi spiritati. \u2013 No. No. No. Lui \u00e8 l\u00e0 dentro. Devo andare da Ullian.<br \/>\nShillark la prese per le spalle, scuotendola e guardandola negli occhi. Doveva essere inflessibile, se voleva ottenere qualcosa con lei.<br \/>\n&#8211; Ullian se la caver\u00e0, Katri\u2026<br \/>\n&#8211; VAFFANCULO SHILLARK! IO NON ME NE VADO DI QUI SENZA QUELLO STRONZO!<br \/>\nShillark rimase immobile solo un attimo, investito dall\u2019urlo di Katrinalea, e il sangue gli sal\u00ec al cervello.<br \/>\n&#8211; VUOI RIMANERE QUI A MORIRE? BENE! ULLIAN E\u2019 LI\u2019 DENTRO, COME GLI ALTRI, E NON USCIRA\u2019! VUOI RIMANERE QUI A MORIRE ASPETTANDOLO? FAI PURE!<br \/>\nLa terra tremava sempre pi\u00f9, e sembrava che gli animi vibrassero allo stesso modo di quella rabbia primordiale, di quella paura infinita. Gli occhi di Katrinalea si riempirono di lacrime mentre colpiva in pieno petto Shillark con un pugno.<br \/>\n&#8211; NON ME NE VADO DA QUI SENZA DI LUI! NON PUO\u2019 LASCIARMI DA SOLA ADESSO! IO SONO INCINTA, SHILLARK!<br \/>\nIl mondo trattiene il fiato per un secondo intorno a loro, e quel mondo esplose nella testa di Shillark. Era chiaro quello che doveva fare. Era lampante.<br \/>\nShillark afferr\u00f2 Katrinalea per la vita, sollevandola, e se la caric\u00f2 in spalla. Kohorta protest\u00f2 vivacemente scalciando e colpendolo con forza sulla schiena, provando a divincolarsi.<br \/>\n&#8211; LASCIAMI ANDARE, CAPITO? IO RESTO QUI! IO NON ME NE VADO!<br \/>\nMa Shillark era diventato improvvisamente sordo a quella supplica. Li avrebbe salvati tutti, lo sapeva e lo doveva fare. Era l\u2019unica cosa da fare. Prese Izzie per mano, tirandola, ed inizi\u00f2 a correre facendo un cenno con la testa a Zadnja di seguirlo. Evidentemente anche l\u2019altro alfiere aveva capito, perch\u00e9 si mise a correre al suo fianco.<br \/>\nL\u2019isola franava intorno a loro. Gli alberi sparivano nel profondo della terra, e le rocce si alzavano in picchi improvvisi prima di franare. Zadnja ne sbriciol\u00f2 un paio con possenti fendenti per fare strada agli altri, mentre Shillark correva portando Katrinalea in spalla, ancora scalciante e urlante, e trascinando Izzie. Era la fine del mondo, tutto tremava e sbuffava e si alzava, come se ogni elemento del creato si stesse scatenando nel rendere quella fuga impossibile e mortale. Corsero con quanto fiato avevano in corpo a capofitto, schivando massi cadenti e crepacci improvvisi; le navi avevano gi\u00e0 mollato gli ormeggi e Shillark le vide allontanarsi dalla riva, ormai inghiottita dai marosi. Non ce l\u2019avrebbero fatta ad arrivare a nuoto fino alle navi con quel mare, e l\u2019idea stessa di raggiungere la riva era folle. Rimaneva solo\u2026<br \/>\n&#8211; Io ci provo, Zadnja \u2013 url\u00f2 Shillark caricando anche Izzie in spalla. Zadnja sbriciol\u00f2 un tronco cadente con un fendente preciso, poi girandosi incontr\u00f2 lo sguardo dell\u2019amico che scrutava verso l\u2019orizzonte. Sembrava non fare pi\u00f9 caso al braccio tumefatto e dolente dall\u2019aver portato la recalcitrante Katrinalea in spalla, n\u00e9 al fiatone che gli scuoteva il petto, n\u00e9 tantomeno alla distruzione che imperversava intorno a loro.<br \/>\n&#8211; Pensi di farcela?- ansim\u00f2 Zadnja, guardandolo in tralice. L\u2019amico alfiere comment\u00f2 stringendo i denti e flettendo leggermente le gambe.<br \/>\n&#8211; Non lo so. Non ci devo pensare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>&#8211; Non ci devi pensare \u2013 gli aveva detto Ivan. La faceva facile, lui, mica era lui ad avere i muscoli indolenziti allo stremo e ad essere pieno di lividi. Shillark si sentiva le ossa incrinate dai tanti colpi che aveva preso dalla spada di legno di Ivan e non riusciva a trovare un varco nel suo stile di combattimento. Eppure ce la doveva fare. Zadnja si era trasformato nel Demone di Ferro ed aveva incrociato la lama con lui, ed era certo che non ce la poteva fare al momento; pur avendo due Orizzonti aperti ed essere stato benedetto da Urama stesso, conosceva bene i suoi limiti e sapeva che Zadnja o quello che era diventato era ben pi\u00f9 di un passo avanti a lui. Con un singolo affondo aveva quasi ucciso Samuel in un momento in cui nessuno al mondo sarebbe stato in grado di colpirlo, e un gran numero di combattenti valenti era caduto innanzi a lui; quando muoveva quella spada sembrava che la Morte corresse su di essa e si abbattesse sullo sfortunato bersaglio. Se voleva avere una possibilit\u00e0 di colpirlo, di mandarlo a terra e strappargli quell\u2019armatura da dosso se fosse stato possibile, doveva evitare di trovarsi nel suo raggio d\u2019azione. Per questo aveva chiesto aiuto ad Ivan Tre Passi per allenarsi e capire come fare a sostenere quella sfida, ma tuttora non riusciva a cavarci un ragno dal buco. Inginocchiato dalla fatica, la lama da allenamento in mano, Shillark sput\u00f2 a terra la polvere che gli era entrata in bocca e cerc\u00f2 un attimo di refrigerio all\u2019ombra delle robuste conifere alemarite. Doveva esaminare con calma quello che sapeva, ma la rabbia e l\u2019impotenza gli stavano ottenebrando il giudizio.<br \/>\n&#8211; Non ci devi pensare, Shillark \u2013 gli ripet\u00e9 Ivan, appoggiando la punta della lama a terra. \u2013 Finch\u00e9 rimani ancorato al ragionamento non potrai superare i tuoi limiti.<br \/>\nShillark scatt\u00f2 in avanti con un balzo, arrivando a pochi piedi da Ivan e preparandosi a levare il colpo sfruttando il fattore sorpresa. Eppure nuovamente, come ogni singola volta da quando avevano iniziato, Ivan lo colp\u00ec per primo. Alla testa, all\u2019addome, alle gambe, alla schiena. Una gragnola di colpi invest\u00ec Shillark che trattenendo un mugugno di dolore si accasci\u00f2 nuovamente, mentre Ivan, ancora innanzi a lui, abbassava nuovamente la spada.<br \/>\n&#8211; Non ho mai apprezzato che la gente mi stesse vicino \u2013 comment\u00f2 Ivan. \u2013 Ho sempre misurato il mondo con la mia spada, le mie braccia, le mie gambe, trovando la giusta distanza a cui il mondo doveva stare, e tutto quello che stava all\u2019interno del mio <em>thanpura<\/em> era qualcosa di alieno al mio essere. Eppure, la prima volta che utilizzai il mio <em>bankai<\/em> ero con le spalle al muro\u2026 Ero giovane e avevo aperto da poco il mio primo orizzonte, quando un gruppo di briganti mi colse di sorpresa mentre riposavo sotto un albero. Erano quattro, con le armi in pugno ed erano troppo vicini per poter tentare di affrontarli uno a uno, e gi\u00e0 sentivo l\u2019acciaio penetrare nella mia gola. Cosa fare? Se avessi attaccato quello innanzi a me quello alle mie spalle mi avrebbe colpito alla schiena, se mi fossi girato avrei offerto il fianco agli altri. Qualsiasi piano mi venisse in mente, ero sotto scacco. E fu l\u00ec, sull\u2019orlo della morte, che decisi che quella poteva essere la mia ultima battaglia e l\u2019avrei combattuta sino in fondo, attaccandomi a quanto avevo con anima e corpo. Non mi ricordo chi attaccai per primo, ma mi ricordo che in un istante era tutto finito e i quattro erano esanimi a terra con i segni della mia lama addosso; nella disperazione ero riuscito a colpirli tutti in modo estremamente rapido e mi ero cos\u00ec salvato la vita. E tutt\u2019ora devo estraniare la mia mente quando intendo utilizzare il <em>bankai<\/em>, o non avrebbe lo stesso effetto\u2026<br \/>\n&#8211; E\u2019 la prima volta che ti sento parlare cos\u00ec tanto\u2026- intervenne Shillark alzandosi. \u2013 Nemmeno credevo che le conoscessi, tutte queste parole.<br \/>\n&#8211; Una volta portavi pi\u00f9 rispetto- sbuff\u00f2 Ivan, puntando la spada verso di lui.<br \/>\nShillark pens\u00f2 di uscire dal <em>thanpura<\/em> di Ivan finch\u00e9 era in tempo o avrebbe preso un\u2019altra sonora batosta, ma poi fu il suo corpo a decidere per lui. L\u2019alfiere cap\u00ec solo che fino a quel momento la paura era stata il suo limite, quello che lo aveva trattenuto spingendolo ad aver timore di essere colpito\u2026 ma quello che lui cercava era una tecnica d\u2019attacco, non di difesa! E la cosa pi\u00f9 semplice da cui partire era sempre stata innanzi a lui. Il suo bersaglio.<br \/>\nIvan sent\u00ec la lama di Shillark sfiorargli il petto, ma ci\u00f2 che i suoi occhi videro fu il ragazzo che spariva innanzi a lui e alcune foglie che si alzarono da terra come per un colpo di vento. Nessun rumore, nessuno spostamento, niente di niente. Un ghigno gli deform\u00f2 il volto quando si rese conto che qualcuno aveva superato il suo <em>bankai<\/em>. Shillark, alle sue spalle, stava appoggiato ad un albero respirando rumorosamente, la fronte imperlata di sudore ma un sorriso sghembo che gli attraversava il viso. La voce spezzata dall\u2019affanno tradiva un tono trionfale.<br \/>\n&#8211; Non ci dovevo pensare, avevi ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>Shillark annu\u00ec tra s\u00e9 e s\u00e9, come convincendosi da solo. \u2013 Non ci devo pensare.<br \/>\nZadnja ridacchi\u00f2 al suo fianco, contemplando la distruzione intorno a loro, poi con gesto secco si mise a correre verso le onde tempestose, urlando sopra il rombo sordo dell\u2019isola che andava sprofondando.<br \/>\n&#8211; Ci si vede, corvetto! Io affronto il mare, a te lascio il cielo!<br \/>\nShillark flett\u00e9 le gambe allo stremo, assicurandosi bene Katrinalea e Izzie sulle spalle. La Contessa aveva ormai il volto solcato di lacrime e livido d\u2019ira, e continuava a urlare improperi verso il suo consorte ed il resto dell\u2019Universo mentre Izzie era pallida di paura. L\u2019alfiere si convinse che ce la doveva fare per loro, per quel bambino che Katrinalea portava in grembo, per il futuro di Izzie, a cui il passato era stato negato. E poi salt\u00f2.<br \/>\nIl primo bersaglio contro cui si diresse fu una roccia che stava cadendo da uno sperone roccioso, poi la chioma di un albero cadente, poi un uccello variopinto che stava tentando la fuga. La sua tecnica, il Volo del Corvo, gli permetteva di spostarsi nella direzione da lui voluta senza quasi considerare gli ostacoli nel mezzo, investendoli o colpendoli nella sua carica, ma aveva bisogno di un bersaglio a breve portata, e pi\u00f9 si allontanava da terra pi\u00f9 i bersagli iniziavano a scarseggiare. Prov\u00f2 ad usare la fantasia, e si diresse come un lampo verso un piccolo sbuffo di vapore, ma quasi perse l\u2019equilibrio; stava perdendo spinta e non sapeva pi\u00f9 dove andare\u2026<br \/>\n\u201cA te lascio il cielo\u201d, gli aveva detto Zadnja. \u201cE cos\u00ec sia\u201d, si disse Shillark.<\/p>\n<p>Quando l\u2019alfiere riprese i sensi era disteso su una pila di casse e non riusciva a muovere le gambe. Era completamente fradicio e la testa era annebbiata. La luce gli feriva gli occhi, ma intravide due sagome che lo stavano guardando chine sopra di lui, e una gli stava applicando un bendaggio.<br \/>\n&#8211; Finalmente ti sei svegliato \u2013 disse Izzie con un mezzo sorriso. Era pallida e batteva i denti per il freddo, interamente inzuppata da capo a piedi. Shillark prov\u00f2 a parlare, ma le parole gli morivano in testa tanto era stordito; la ragazza gli fece cenno di tacere, e l\u2019altra figura si fece avanti, facendosi riconoscere come uno Zadnja bagnato ma sorridente, con quella strana espressione mista di felicit\u00e0 e malinconia che era solo sua.<br \/>\n&#8211; Siamo sulle navi ormeggiate al largo dell\u2019Isola\u2026 Vi hanno recuperato in mare, hanno detto che hanno visto qualcosa in aria avvicinarsi alla nave e piombare in mare come un masso gettato da una catapulta, ed eravate tu, Izzie e Kohorta\u2026 Quanto ti ho detto che ti lasciavo il cielo scherzavo, corvetto\u2026<br \/>\n&#8211; Ci hai fatto scudo con il tuo corpo \u2013 mormor\u00f2 Izzie. \u2013 Per attutire la caduta in mare. Non ti potrai muovere per qualche giorno ma\u2026 Beh, quello che hai fatto non ha dell\u2019umano, quindi non mi stupirei se ti riprendessi prima\u2026<br \/>\nShillark riusc\u00ec a malapena ad alzare la testa e vide Katrinalea seduta ai suoi piedi. Gli occhi segnati dal pianto, ma anche da una cupa decisione, scrutavano verso un punto di mare schiumante sotto un cielo innaturale, colmo di nubi giallastre.<br \/>\n&#8211; Loro sono l\u00e0, Shillark\u2026 &#8211; afferm\u00f2 la Contessa a bassa voce. \u2013 L\u2019Isola \u00e8 scomparsa, ma loro sono ancora l\u00e0, lo sento\u2026 Ci devo credere\u2026 Ullian \u00e8 ancora l\u00e0\u2026<br \/>\nLa voce di Shillark arriv\u00f2 come un rantolo dall\u2019oltretomba, tanto era stentata e affaticata.<br \/>\n&#8211; Noi li aspetteremo, Katrinalea. Perch\u00e9 siamo vivi e siamo qui. Fino a quando non li rivedremo, noi li aspetteremo.<br \/>\nGli occhi di tutti guardarono verso il mare. Avrebbero aspettato. Da quel giorno, conosciuto come la Fuga dall\u2019Isola, gli alemariti si riferirono a Zadnja ed a Shillark come ai \u201cDue sopra l\u2019Orizzonte\u201d, il Demone di Ferro e l\u2019Angelo di Acciaio\u2026<\/p>\n<p>* * *<\/p>\n<p>Il Demone di Ferro e l\u2019Angelo d\u2019Acciaio, i suoi discepoli\u2026 Ivan ridacchi\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9 al pensiero di quei due stupidi e di quanto avevano fatto per Alemar. E adesso le leggende erano loro, erano loro quelli acclamati dalle folle\u2026 E Ivan Tre Passi? Che ne era di Ivan Tre Passi?<br \/>\n&#8211; Hai ragione, Sajal, sono cresciuti ed adesso sono dei miti viventi\u2026 hai pienamente ragione\u2026<br \/>\nNella bufera la sagoma di una bocca distorta in una sguaiata risata esplose dal nulla innanzi agli occhi dell\u2019alfiere e l\u2019eco della voce gracchiante di Sajal si alz\u00f2 fin sopra l\u2019ululato della tormenta di neve.<br \/>\n&#8211; Hai capito, dunque, Ivan! Unisciti a me e vedrai che non avrai pi\u00f9 rivali!<br \/>\nGli artigli nevosi di Sajal si chiusero sulle spalle dell\u2019alfiere e una densa brina si form\u00f2 istantaneamente sul suo mantello. Con un gesto secco, Ivan se la scroll\u00f2 di dosso e gett\u00f2 la sigaretta a terra.<br \/>\n&#8211; Vedi, Sajal, l\u2019unico problema in tutto questo \u00e8 che sei un idiota.<br \/>\nStridendo, lo spirito di Sajal indietreggio. Nella tempesta, la sagoma della creatura crebbe fin oltre la testa di Ivan ed inizi\u00f2 a torreggiare su di lui minacciosamente, estendendo minacciosamente gli artigli e digrignando i denti.<br \/>\n&#8211; Cosa dici, Ivan? Ti sta bene dunque essere l\u2019eterno secondo? Essere dietro agli altri?<br \/>\nIl crepuscolare alz\u00f2 Luna Spezzata in posizione di guardia, lo sguardo scuro e truce sotto la zazzera di capelli neri.<br \/>\n&#8211; Sei un idiota, Sajal. Pensi che non mi sia gi\u00e0 fatto questo discorso da solo? Eppure \u00e8 cos\u00ec. Io ero il primo, ed adesso lo sono loro, cos\u00ec altri lo saranno dopo di loro e qualcuno lo \u00e8 stato prima di me. Le leggende nascono e muoiono ogni giorno, ogni volta che battiamo le ciglia. E\u2019 il ciclo naturale delle cose. \u2013 Ivan sogghign\u00f2 leggermente. \u2013 I ljekarna dicono che il mio corpo non pu\u00f2 pi\u00f9 sostenere la mia tecnica. L\u2019ho stancato troppo, ma gliene sono grato. Ho vissuto in modo che non avessi un solo rimpianto e ho compiuto le mie scelte, come quella di essere qui, oggi, per porre fine alla tua esistenza, e non c\u2019\u00e8 niente che mi possa rendere pi\u00f9 lieto che essere me stesso fino all\u2019ultimo. Ognuno sceglie le proprie battaglie, e io ho scelto che questa sia l\u2019ultima.<br \/>\nLa lama di Ivan turbin\u00f2 intorno a lui a velocit\u00e0 incredibile, fino quasi a sparire, e numerosi rami finirono spezzati dalla furia dell\u2019attacco, eppure Sajal riusc\u00ec convenientemente a ritirarsi. Lo spirito rise di nuovo sguaiatamente.<br \/>\n&#8211; Non puoi niente contro di me, Ivan \u2013 gio\u00ec Sajal, fluttuando dietro un albero per avere una copertura. \u2013 La tua tecnica non pu\u00f2 funzionare qui contro di me! Con tutta questa neve a terra sono in grado di vedere le orme dei tuoi passi nonostante la tua velocit\u00e0! Non puoi colpirmi, non puoi farcela in alcun modo!<br \/>\n&#8211; Ma stai zitto \u2013 sbuff\u00f2 Ivan improvvisamente alle spalle di Sajal, trapassandolo con la lama da parte a parte. Ci fu un lampo di luce quando lo spirito fu colpito, e un tremendo vento si alz\u00f2 dal corpo della creatura mentre perdeva nuovamente consistenza e si disperdeva nella neve, sparendo nel nulla con un urlo agghiacciante. Ivan guard\u00f2 verso il cielo. Il corpo gli sembrava trapassato da milioni di spilli per l\u2019eccesivo sforzo, ma la neve sul viso gli dava un piacevole, rilassante refrigerio.<br \/>\nCerc\u00f2 di rinfoderare Luna Spezzata, ma si accorse che la spada non si muoveva. Per l\u2019affondo, la lama era penetrata per oltre tre spanne nel tronco di un poderoso albero e adesso sembrava incastrata. Ivan sbuff\u00f2 prendendola con entrambe le mani e la tir\u00f2 a s\u00e9, ma l\u2019arma sembrava non volerne sapere di uscire, nonostante gli sforzi. Ivan si terse il leggero velo di sudore dalla fronte lasciando andare l\u2019impugnatura.<br \/>\n&#8211; Cos\u00ec hai scelto, amica mia. Questa era davvero l\u2019ultima volta per noi.<br \/>\nL\u2019alfiere si volt\u00f2 di scatto, aggiustandosi il mantello sulle spalle e coprendosi la testa con il cappuccio e la sciarpa, poi si allontan\u00f2 nella tormenta, mescolandosi ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">* * *<\/p>\n<p>Il sole baciava leggero le fronde verdeggianti di Corcovlad, mentre i due ragazzi si erano fermati a sedere sotto un grosso albero e bevevano un sorso d\u2019acqua dalle loro borracce. Il pi\u00f9 anziano dei due sembrava parlare instancabilmente con un ampio sorriso sul viso mentre l\u2019altro lo ascoltava intento.<br \/>\n&#8211; \u2026 e questa dunque \u00e8 il Credo del Vento, il secondo precetto che un alfiere come tu vuoi diventare deve seguire, non \u00e8 cos\u00ec difficile da capire, suvvia\u2026 ehi, ma mi stai ascoltando?<br \/>\nL\u2019attenzione del pi\u00f9 giovane era stata rapita da un bagliore proveniente da un pino ultrasecolare; con un balzo si alz\u00f2 in piedi e si avvicin\u00f2 ad esso, notando l\u2019elsa decorata di una spada spuntare dal tronco.<br \/>\n&#8211; E questo cos\u2019\u00e8, brat? Che ci fa una spada qui?<br \/>\nIl pi\u00f9 anziano sorrise passandosi una mano fra i capelli, pensando.<br \/>\n&#8211; La leggenda vuole che questa sia Luna Spezzata, la lama che una volta apparteneva al grandissimo alfiere Ivan Tre Passi, uno dei pi\u00f9 famosi alfieri della plurimillenaria storia di Alemar che visse oltre un secolo fa\u2026 Si dice che nessuno conoscesse scampo dal suo attacco, e il suo nome deriva proprio dal fatto che chiunque gli si avvicinasse entro tre passi avrebbe conosciuto morte certa! In questo luogo dovrebbe aver combattuto la sua ultima battaglia; dopo di essa si dice che non combatt\u00e9 mai pi\u00f9, ma form\u00f2 una generazione di alfieri imbattibili e dal coraggio indicibile, che formarono l\u2019ossatura della prima Armata del Corvo assieme al grandioso Demone di Ferro ed al leggendario Angelo d\u2019Acciaio, anch\u2019essi addestrati da Ivan stesso! Si dice che sia sparito durante una battaglia al margine del Deserto Nero senza che nessuno lo vedesse pi\u00f9, ma quelli accanto a lui raccontarono di avergli sentito dire che \u201cogni eredit\u00e0 prima o poi verr\u00e0 raccolta\u201d\u2026<br \/>\nMentre il vecchio parlava, il giovane mosso da curiosit\u00e0 impugn\u00f2 la spada e la tir\u00f2 a s\u00e9. La lama non offr\u00ec la minima resistenza e scivol\u00f2 fuori dal tronco.<br \/>\n&#8211; Ma\u2026! Ma\u2026!- balbett\u00f2 il pi\u00f9 anziano, stupito, mentre il giocane soppesava l\u2019arma e la muoveva con naturalezza. Nei suoi occhi balen\u00f2 un\u2019improvvisa e subitanea decisione.<br \/>\n&#8211; Penso di aver capito, adesso \u2013 sussurr\u00f2 il giovane. \u2013 Qui inizia la mia battaglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il vento ululava rabbioso tra gli alberi di Corcovlad, carico di neve ghiacciata e tagliente. 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