{"id":477,"date":"2012-06-29T11:29:33","date_gmt":"2012-06-29T10:29:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=477"},"modified":"2012-06-29T11:29:33","modified_gmt":"2012-06-29T10:29:33","slug":"unaltra-storia-capitolo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/unaltra-storia-capitolo-2\/","title":{"rendered":"Un&#8217;altra storia&#8230; Capitolo 2"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019afa e la puzza di stantio appestavano tutto quanto la sotto. L\u2019eccessiva umidit\u00e0 imperlava le pareti della cavit\u00e0 naturale riflettendo la luce dell\u2019unica candela sino all\u2019angolo pi\u00f9 buio. Sulla parete di fondo restava in ginocchio nella penombra la sagoma dell\u2019uomo, le mani legate dietro la schiena, la testa china sul costato, solo il regolare gocciolio dell\u2019acqua che dal soffitto cadeva sino al suolo scandiva per lui gli attimi di quella interminabile prigionia. Eppure doveva esser passato poco pi\u00f9 di un giorno.<\/p>\n<p>Il carceriere all\u2019entrata dell\u2019anfratto adibito a cella si ricompose all\u2019udir di passi provenienti da dietro l\u2019angolo del cunicolo. Aveva abiti desertici color della notte, il corpo completamente intabarrato lasciando scoperti soltanto gli occhi; sulla mano destra stringeva una lunga picca e dal fianco sinistro pendeva una lama ricurva tipica dei beduini. Furono in due a voltar l\u2019angolo in fondo al corridoio naturale: uno era un volto noto, una sorta di capo tra coloro che si nascondevano in zona, si faceva chiamare Kamal ed era stato proprio lui a catturare la preziosa preda; l\u2019altro invece era una faccia nuova e a giudicar da come il primo ne aveva parlato al carceriere, doveva esser un pezzo grosso dell\u2019ordine.<\/p>\n<p>\u201c\u2026 la zona \u00e8 completamente sotto controllo Signore \u2026\u201d relazionava il primo senza che il secondo apparentemente gli dasse il minimo ascolto \u201c\u2026 c\u2019\u00e8 solo un piccolo problemino con alcuni troll di foresta che sembra utilizzino i territori limitrofi come zona di caccia, ma ce ne stiamo gi\u00e0 occupand \u2026\u201d Kamal venne bruscamente interrotto da un secco gesto della mano del visitatore: erano giunti in prossimit\u00e0 della soglia. Nel silenzio pi\u00f9 assoluto il nuovo venuto si sofferm\u00f2 qualche attimo su di questa per poi muovere cautamente alcuni passi all\u2019interno dell\u2019angusta nicchia, facendo contemporaneamente segno agli altri due di attender fuori. La tenue luce della candela posta alla sua destra rischiar\u00f2 leggermente la sua figura: era vestito con un leggiadro kimono color argento e porpora, il torso e il viso invece, dai lineamenti dei colli di giada, erano ricoperti da esotici tatuaggi; i capelli color dell\u2019ossidiana ricadevano lunghi e lisci sulle spalle e giungevano dietro fin quasi a met\u00e0 della schiena. Negli occhi neri come l\u2019inchiostro sembrava vorticar l\u2019essenza stessa delle ombre. Fiss\u00f2 per alcuni istanti il prigioniero in ginocchio per poi proferir parola:<\/p>\n<p>\u201cGabriel Navarko Pupoljaka, detto il Trovatore, il Garofano purpureo, Velik Gospodar della Mano del fato, l\u2019Inafferrabile. Leggende narrano che sei una mossa avanti alla morte stessa. Dimmi dunque, hai forse questa volta fatto il passo pi\u00f9 lungo della gamba?\u201d<\/p>\n<p>Alle parole dell\u2019uomo il prigioniero accenn\u00f2 un lieve sorriso, come se dalla voce appena udita avesse riconosciuto il suo interlocutore.<\/p>\n<p>\u201cTs\u00e8!! Tu!! Dovevo immaginarlo. Se non altro per il modo in cui avete eluso la guardia di confine.\u201d<\/p>\n<p>Gabriel alz\u00f2 allora lo sguardo e la tenue luce rischiar\u00f2 anche il suo volto rivelando due ferite, una sullo zigomo e l\u2019altra sul labbro inferiore, inconfondibili segni di percosse. Fiss\u00f2 il visitatore e strizz\u00f2 leggermente gli occhi tentando di ricordare l\u2019ultima volta che era stato al suo cospetto.<\/p>\n<p>\u201cRammento \u2026 Avremmo dovuto ucciderti quella volta \u2026 ma fummo troppo lenti e ci scappasti per un soffio. Quanto era? Cinque? Sei anni fa?\u201d<\/p>\n<p>\u201cErrato Navarko, errato! Sono tredici! Tredici lunghi anni passati nelle ombre attendendo il momento propizio per attuar la mia vendetta. Noto comunque, e con immenso piacere oltretutto, che il tempo non \u00e8 stato indulgente con la tua mente \u2026 e con le tue capacit\u00e0 soprattutto visto la posizione in cui ti trovi.\u201d<\/p>\n<p>Ilare ed arrogante come al solito gabriel non tard\u00f2 nella risposta:<br \/>\n\u201cPerdonami \u2026 \u00e8 solo che la mia mente sembra non accettare il passare degli anni, e i ricordi vanno di pari passo con essa \u2026 per il fisico invece beh \u2026 evidentemente \u2026\u201d<\/p>\n<p>L&#8217;orientale non apprezz\u00f2 molto l&#8217;audacia del prigioniero, ma sapeva che un&#8217;eccessiva reazione a poco sarebbe servita con colui che aveva innanzi. Scelse dunque di snudare la verit\u00e0, nuda e cruda:<br \/>\n\u201cTagliente ed incauto come dicono \u2026 La tua venuta comunque \u00e8 giunta come un insperato regalo, sai Navarko? Non capita tutti i giorni di aver l&#8217;occasione di colpir dall&#8217;interno una delle principali possibili preoccupazioni che potremmo aver in futuro. E tutto grazie proprio alla fialetta che ti portavi appresso, per la quale necessitiamo solo di un ultimo piccolo ingrediente.\u201d<\/p>\n<p>La mano dalle lunghe unghie nerastre si proiett\u00f2 rapida in avanti afferrando una piccola ciocca di capelli del prigioniero, strappandola poi con forza dalla cute.<br \/>\n\u201cAhia!!! Cazzo! Guarda che non ne ho mica tanti quanti te!!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh ah! Si dice che un uomo prossimo alla morte o si lascia andare ad essa, cedendo alla paura, oppure tenta di sdrammatizzare con battute di spirito, cedendo alla follia \u2026 ma spiacente Navarko, io non ti conceder\u00f2 la morte. La tua anima \u00e8 stata da tempo prescelta da qualcuno con il quale non intendo aver pi\u00f9 nulla a che fare. Qualcuno che con me condivide il retaggio, ma la cui leggenda \u00e8 di gran lunga superiore alla nostra. Ma credo tu abbia gi\u00e0 capito di quale sorta di demone st\u00f2 parlando!\u201d<br \/>\nUn malevolo sguardo accompagnato da sadico ghigno comparve sul volto dell\u2019orientale, mentre l\u2019espressione del prigioniero si fece cupa e preoccupata. La testa torn\u00f2 china sul costato.<br \/>\n\u201cProprio cos\u00ec Navarko, egli verr\u00e0 presto a reclamar l\u2019anima di coloro che lo sfidarono e gli Dei soli sanno quale atroce destino li attende tra le fauci di quella lama maledetta. Faresti bene a iniziar a chieder perdono per i tuoi peccati, anche se la cosa non credo servir\u00e0 poi a molto.\u201d<\/p>\n<p>Nessuna replica arriv\u00f2 dal prigioniero, avvolto adesso in un triste silenzio. L\u2019interlocutore volt\u00f2 le spalle e lento guadagn\u00f2 la soglia dell\u2019anfratto. Fu allora che il prigioniero prese di nuovo a parlare, stavolta con voce grave scandendo ogni singola sillaba:<br \/>\n\u201cDai diari di Mastro Jep Pobosky, capitolo 4, paragrafo 2. E sbocci\u00f2 il settimo fiore: dei pi\u00f9 remoti campi di battaglia, lui sarebbe stato l\u2019invitto. La terra avrebbe tremato al suo incedere e le carni dei nemici si sarebbero dilaniate sotto i suoi fendenti. Le lance si sarebbero spezzate, gli scudi divelti, le armature tranciate assieme al ventre degli armigeri, finch\u00e9 anche il pi\u00f9 saldo in spirito e disciplina non si sarebbe ritrovato in rotta, sperando di non incrociar la strada di quel demone.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo si sofferm\u00f2 sulla soglia attendendo che il prigioniero finisse. Poi, senza nemmeno voltarsi, rispose:<br \/>\n\u201cSto per toglierti molto Navarko \u2026 non ti toglier\u00f2 anche la possibilit\u00e0 di sognare.\u201d<\/p>\n<p>I passi dei due ultimi venuti si allontanarono lentamente e la quiete riprese a regnare tra i cunicoli. Il carceriere, rimasto immobile sulla soglia fino a quel momento, mosse allora qualche passo all\u2019interno della nicchia.<\/p>\n<p>\u201cPosso avere un po\u2019 d\u2019acqua Lutor?\u201d chiese il prigioniero senza muoversi.<\/p>\n<p>Il carceriere poggi\u00f2 la picca alla parete e slacciandosi l\u2019otre lo porse a Gabriel. Quest\u2019ultimo lev\u00f2 allora lentamente le braccia da dietro la schiena, allargandole per sgranchirsele e dopo essersi per qualche attimo massaggiato il polso destro ove ormai erano quasi spariti i segni della corda che lo aveva tenuto prigioniero, afferr\u00f2 l\u2019otre e ne bevve avidamente il contenuto.<br \/>\n\u201cCosa facciamo adesso? Posso aiutarti in qualche modo?\u201d chiese il carceriere.<\/p>\n<p>Gabriel si asciug\u00f2 la bocca con la manica della camicia.<br \/>\n\u201cAdesso? \u2026 Adesso attendiamo amico mio \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome attendiamo?!? E se non dovesse giunger nessuno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEheh!! Si vede che non sei avvezzo ad aver dei fidati compagni \u2026 amici per i quali saresti disposto a dar la vita e che sei sicuro farebbero la stessa cosa per te \u2026 alleati delle cui capacit\u00e0 ti fidi ciecamente \u2026\u201d<\/p>\n<p>Lutor rimase pensieroso alcuni istanti, poi replic\u00f2:<br \/>\n\u201cInvece comprendo Gabriel. Quello che dici \u2026 credo che per te lo farei.\u201d<\/p>\n<p>Gabriel bevve un altro sorso d\u2019acqua dall\u2019otre, per poi richiuderlo subito dopo. Lev\u00f2 poi la man dritta in alto e profer\u00ec arcane parole incomprensibili, canticchiandole con quella che pareva esser una melodia dolce e armonica. La stessa mano pass\u00f2 poi innanzi al volto di Lutor.<\/p>\n<p>\u201cCome io per te amico mio \u2026 come io per te \u2026\u201d<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Confine settentrionale di Corcovlad, accampamento del 7\u00b0 battaglione dell\u2019Esercito del Corvo<\/p>\n<p>Il giovane milite giunse trafelato al cospetto del proprio generale, aveva corso per pi\u00f9 di 30 giri di clessidra senza fermarsi per recapitare il messaggio. Il generale scrutava l\u2019orizzonte dalla vetta della collina, l\u2019ultima prima dell\u2019interminabile distesa di sabbia oltre il confine della sua patria.<br \/>\n\u201cSignore \u2026 anf anf \u2026 scout \u2026 anf \u2026 perlustrazione \u2026 anf \u2026 nord ovest \u2026 anf anf \u2026\u201d<\/p>\n<p>Gelida e istantanea la risposta del comandante:<br \/>\n\u201cCalmati \u2026 prendi fiato un secondo e ricomincia da capo \u2026\u201d<\/p>\n<p>Il ragazzo si appoggio alle ginocchia alcuni secondi prima di iniziar di nuovo a respirare con regolarit\u00e0, poi riprese da capo:<br \/>\n\u201cScusi Signore. Gli scout inviati in perlustrazione presso la zona nord occidentale riferiscono di un innaturale movimento di Troll di foresta. Il comandante in seconda sta preparato una spedizione e attende solo il vostro consenso.\u201d<\/p>\n<p>Il generale non aveva ancora distorto lo sguardo dall\u2019orizzonte:<br \/>\n\u201cAltro?\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi Signore. Una missiva personale per lei. Non \u00e8 firmata Signore. C\u2019\u00e8 soltanto un \u2026 fiore \u2026 una magn\u2026\u201d All\u2019udir quelle parole il generale si volt\u00f2 immantinente verso il soldato e con due rapidi passi gli fu innanzi strappandogli l\u2019incartamento dalle mani \u201c \u2026 gnolia \u2026 Signore.\u201d<br \/>\nRuppe il sigillo a ceralacca e i suoi occhi, su uno dei quali correva una profonda cicatrice, scorsero veloci sullo scritto.<\/p>\n<p>Il ragazzo attese qualche attimo poi tent\u00f2 di riprender parola:<br \/>\n\u201cSignore. Posso tornar indietro e dare il suo consenso al com\u2026\u201d<br \/>\n\u201cZitto!!\u201d Gli occhi di ghiaccio del generale fermarono il loro frenetico guizzare a destra e manca quando giunse alla fine del documento; al fine lo accartocci\u00f2 e lo gett\u00f2 nel braciere di fianco.<\/p>\n<p>\u201cRagazzo. Torna indietro e riferisci a Occhio del Fortunale di assumere il comando fino al mio ritorno. D\u00ec inoltre che non si preoccupi dei Troll, in quanto mi recher\u00f2 io stesso in zona a risolvere il problema.\u201d<\/p>\n<p>Il ragazzo rimase per un attimo interdetto da quel comando:<br \/>\n\u201cMa Signore!! Non credo che alcuni Troll di foresta richiedano il Vostro stesso intervento \u2026\u201d<\/p>\n<p>Il generale nel frattempo si era mosso verso la grande tenda, probabilmente la sua, soffermandosi sulla grossa cassapanca posta innanzi ad essa: la apr\u00ec e ne estrasse un lungo spadone di metallo brunito dalla foggia grezza e massiccia. Lo calc\u00f2 sulle spalle voltandosi poi verso il milite:<\/p>\n<p>\u201cCredimi ragazzo. Se ho ragione i troll sono il nostro problema minore.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019afa e la puzza di stantio appestavano tutto quanto la sotto. L\u2019eccessiva umidit\u00e0 imperlava le pareti della cavit\u00e0 naturale riflettendo la luce dell\u2019unica candela sino all\u2019angolo pi\u00f9 buio. 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