{"id":486,"date":"2010-03-11T13:44:11","date_gmt":"2010-03-11T12:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=486"},"modified":"2012-07-09T13:48:31","modified_gmt":"2012-07-09T12:48:31","slug":"la-baba-la-sera-e-lamore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/la-baba-la-sera-e-lamore\/","title":{"rendered":"La baba, la sera e l&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Baba<\/strong><\/p>\n<p>Il cielo grigio, ormai, fa da sfondo a tutte le giornate, che proseguono lente, una dopo l&#8217;altra. La bella stagione non sembra voler arrivare. Malusha \u00e8 contenta di essere tornata con la sua carovana, da sua madre e Baba Josipina. Finalmente ha rivisto anche Yelena.<\/p>\n<p>La frenesia dei giorni passati \u00e8 finita, almeno per adesso. La scissione delle casate Sathoriane, l&#8217;apparizione del sesto folletto, altre morti sulla strada&#8230;<\/p>\n<p>Baba. A che serve?<\/p>\n<p>Malusha non si sente baba nemmeno un po&#8217;.<\/p>\n<p>Sembra tutto lontano, adesso, ma lei sa benissimo che non \u00e8 cos\u00ec. Non appena si intravede un minimo spiraglio di luce, l&#8217;ombra \u00e8 l\u00ec, pronta a divoralo. Al solo pensiero le viene la pelle d&#8217;oca. Come pu\u00f2 un ricordo essere ancora cos\u00ec vivido?<\/p>\n<p>Lo studio alla Magione della Mandragora era stato straziante. Quante ore era stata costretta a tenere la faccia dentro libri polverosi, lontana da tutto? Parevano anni. E invece era stato solo un mese. Un mese folle, un mese di torture, di lacrime e di sacrifici. Un mese sotto le grinfie di un mostro, un uomo che nulla aveva di umano, che tutto quello che riusciva a fare era spremere l&#8217;anima dei suo discepoli e renderla inerte e vuota.<\/p>\n<p>Per\u00f2&#8230;.le manca. C&#8217;\u00e8 qualcosa che le manca.<\/p>\n<p>Era stata un&#8217;esperienza sconvolgente, i primi giorni le erano sembrati infiniti. Era valso a qualcosa?<\/p>\n<p>L&#8217;arte imparata aveva dato qualche frutto&#8230;.<\/p>\n<p>Ma non era abbastanza e, nonostante si fosse sentita gettata in un cesto pieno di serpi, era per\u00f2 rimasta affascinata da&#8230;da?<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Sera<\/strong><\/p>\n<p>Malusha guarda i fal\u00f2 accesi intorno al campo. Hanno un che di spettarle con la nebbia che li avvolge.<\/p>\n<p>La sera \u00e8 la chiave di tutto. Il momento del vespro \u00e8 il suo preferito poich\u00e9 sembra di camminare sul filo di un rasoio, in mezzo a due mondi. C&#8217;\u00e8 sempre un attimo in cui pare che gli ultimi raggi sanguigni del sole possano davvero sconfiggere le stelle. Ma non accade mai. Per fortuna.<\/p>\n<p>E dopo la sera viene la notte.<\/p>\n<p>Malusha non riesce pi\u00f9 a dormire. Per lo meno, non bene come un tempo. Ci sono delle volte in cui rimpiange le tre vecchie&#8230;le viene quasi da ridere.<\/p>\n<p>Ogni volta che chiude gli occhi le si parano davanti figure inquietanti, sgraziate, sofferenti che la implorano di liberarle dall&#8217;agonia che le pervade. Mani mozzate che le toccano il viso, donne gravide che annegano in un lago di sangue, mostri met\u00e0 uomo e met\u00e0 bestia che divorano gli altri e divorano se stessi. Figure orrende che dondolano di qua e di l\u00e0 e che Malusha osserva, inerte. Non pu\u00f2 far nulla se non guardare e, a volte, piangere. Spesso nel dormiveglia, le pare di udire un respiro rauco e inumano che pervade la stanza. Altre volte sembra un canto mostruoso, altre il pianto di un bambino. Le rare volte in cui il sonno arriva, \u00e8 costellato di incubi che poco si discostano dai sogni ad occhi aperti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Amore<\/strong><\/p>\n<p>Solo ogni tanto gli incubi non arrivano. Ogni tanto la lasciano in pace.<\/p>\n<p>In questi casi, Malusha tira fuori da sotto il cuscino uno dei disegni trovato in uno dei tanti libri studiati alla magione Malinverni: immagini di folle pazzia e perdita della ragione, immagini di morte e torture. Alla flebile luce del lume accanto al letto, rimane per interi minuti a fissare quella piccola pagina, presa senza permesso e custodita gelosamente. Quando non riesce a ricordare ha bisogno di vedere. Negli occhi sta la chiave di tutto. Si deve vedere la paura, devi sentirla penetrare dalle pupille, arrivare al cervello e subito al cuore, che comincia a battere all&#8217;impazzata.<\/p>\n<p>Lo stomaco si chiude, le mani tremano. Ma non puoi fare a meno di guardare, perch\u00e8 vuoi guardare.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato, alla fine, il regalo della mandragora che, anche stavolta, ha portato l&#8217;amore: l&#8217;amore per l&#8217;oscurit\u00e0, l&#8217;orrore e il potere. La maledetta ombra non \u00e8 mai lontana. L&#8217;altra met\u00e0 del mondo \u00e8 fatta d&#8217;ombra, le persone sono fatte d&#8217;ombra. L&#8217;ombra \u00e8 dentro chiunque, \u00e8 dentro Malusha, \u00e8 dentro sua madre, \u00e8 dentro gli alemariti, i sathoriani, \u00e8 dentro al pi\u00f9 caritatevole dei sacerdoti come al pi\u00f9 malvagio degli stregoni. Ed \u00e8 sublime, splendida nel terrore che suscita&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Baba Il cielo grigio, ormai, fa da sfondo a tutte le giornate, che proseguono lente, una dopo l&#8217;altra. La bella stagione non sembra voler arrivare. Malusha \u00e8 contenta di essere tornata con la sua carovana, da sua madre e Baba Josipina. 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