{"id":61,"date":"2007-06-18T18:38:00","date_gmt":"2007-06-18T18:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=53"},"modified":"2007-06-18T18:38:00","modified_gmt":"2007-06-18T18:38:00","slug":"anno-2993-dellera-dei-quattro-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/anno-2993-dellera-dei-quattro-libero\/","title":{"rendered":"Anno 2993 dell\u2019Era dei Quattro- Libero"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Un buio immobile. Silenzio. Forse qualcosa si muoveva accanto a lui, ma sembrava lontano e distante miglia e miglia. Non provava dolore. Non sentiva niente, se non un generale tepore dell&rsquo;anima; niente aveva reale importanza, se non le percezioni che gli arrivavano dal corpo, tenui, soffuse, delicate. Era come se mente e materia fossero uniti in un unico abbraccio, capace di creare una sensazione di affettuoso calore. Forse era nel luogo in cui sua madre riposava. La sentiva vicina, come se fosse immerso nella sua presenza materna. Si sentiva rassicurato e cullato. Non aveva paura di quello che gli poteva accadere, di quello che era successo, delle conseguenze delle sue azioni. Lo stesso mondo non aveva importanza. Perch&eacute; continuare a soffrire, a perdere tempo, a trascinarsi a destra e a manca in un mondo verso cui non riusciva a provare pi&ugrave; niente? L&rsquo;aveva abbandonata, l&rsquo;aveva lasciata morire, non era stato con lei nel momento del trapasso. Doveva aver sofferto per lui, quando se ne era andato. Aveva preferito a lei un traditore, un falso, un bugiardo, per cosa poi? Cosa cercava? Potere? Fama? Inutile tempo sprecato&hellip; Ora sono qui con te&hellip; Madre&hellip; Madre&hellip;<br \/>\nLa luce inizi&ograve; a trapelare come una lama nei suoi occhi. Lenta, calda, velata leggermente di una tinta vagamente arancione, la luce accompagn&ograve; gli occhi che si dischiudevano lentamente. Noctulis si guard&ograve; vagamente intorno, ancora intontito, cercando di intuire qualcosa di pi&ugrave; su dove si trovava. Si ricordava di come era fuggito agli uomini dei Vespertini, mettendo fondo a tutte le sue energie, e di come uno sconosciuto l&rsquo;aveva salvato ingannandoli; poi, probabilmente era svenuto, o qualcosa del genere. Dalle dimensioni del posto, doveva trovarsi all&rsquo;interno di un carro. La luce filtrava da una piccola finestra coperta da una tenda di delicata seta color mandarino, illuminando un ambiente ricco e decorato; un armadio di legno rossastro in un angolo, drappi colorati alle pareti, e ovunque strani ammennicoli dalle forme e gli usi pi&ugrave; bizzarri, come strani specchi, candelabri, bottiglie, pennini, calamai e strumenti musicali. Noctulis era disteso, e da quello che intu&igrave; senza muoversi il letto doveva essere anch&rsquo;esso nobiliare, dato il contatto della pelle con stoffe morbide e un soffice materasso. &ldquo;Mi sa che sono anche nudo&rdquo;, pens&ograve; Noctulis, sentendo che il calore si distribuiva uniforme in tutto il corpo. Si rallegr&ograve; di non sentire alcun dolore, segno che perlomeno stava bene e non aveva niente di rotto. Solo quel sogno, quei pensieri durante il sonno ancora lo inquietavano, come fantasmi nel suo animo&hellip;<br \/>\nQualcosa gli si appoggi&ograve; contro la schiena; avvert&igrave; un intenso tepore rassicurante, dapprima, poi sent&igrave; distintamente il contatto di qualcosa di morbido e sodo allo stesso tempo che gli premeva sulle spalle, mentre una mano piccola e delicata gli sfiorava la coscia. D&rsquo;istinto gir&ograve; la testa; dinnanzi a lui, stava lo splendido volto di una ragazza della sua et&agrave;, dalla pelle ambrata, con intensi occhi nocciola e labbra voluminose, incorniciato da una splendida chioma color miele.<br \/>\n&#8211; Era ora- sussurr&ograve; la ragazza, con tono vagamente assonnato.<br \/>\nNoctulis balz&ograve; gi&ugrave; dal letto, ma le sue gambe si intrecciarono nelle lenzuola e quello che ottenne fu una maldestra uscita di scena a pancia all&rsquo;aria, con le coperte a seguirlo a terra. All&rsquo;iniziale stupore si stava adesso sostituendo un&rsquo;indicibile vergogna, accortosi che entrambi erano realmente nudi; mentre imprecando a bassa voce si copr&igrave; con le coperte come poteva le pudende, si ritrov&ograve; a guardare lo splendido corpo della ragazza. Dal fisico praticamente perfetto, aveva forme sinuose e delicate, con spalle ben tornite, seni piccoli e sodi, un collo flessuoso decorato da una collana di perle, gambe lunghe e affusolate. La ragazza gli restitu&igrave; lo sguardo, scrutandolo con interesse e senza provare alcun tipo di pudore; Noctulis si sent&igrave; avvampare sino alle orecchie.<br \/>\n&#8211; Sei porpora in viso&hellip;- gli disse la ragazza reprimendo uno sbadiglio con la mano. &ndash; Hai fatto un brutto sogno?<br \/>\nEra innaturalmente calma e tranquilla, per la situazione paradossale in cui si trovavano. Noctulis cerc&ograve; di balbettare qualcosa, per farle notare che erano un ragazzo e una ragazza completamente nudi nello stesso letto, ma la lingua aveva deciso di arrotolarsi su se stessa e di farlo grugnire indistintamente.<br \/>\n&#8211; Se hai finito di fare le stupido, ridammi le coperte che vorrei dormire ancora- aggiunse la ragazza, guardandolo mezza addormentata e voltandosi verso la parete, mostrandogli la schiena e il sedere, cosa che fece avvampare ancora di pi&ugrave; Noctulis. Fu un movimento lento e naturale, senza alcuna traccia di malizia; quella ragazza seduceva con la stessa normalit&agrave; con cui respirava, senza bisogno di inutili orpelli o atteggiamenti.<br \/>\n&nbsp;La porta si apr&igrave; all&rsquo;improvviso, e un drappo di stoffa grigia gli cal&ograve; sugli occhi; inizi&ograve; a toglierselo da dosso, quando si accorse che era la sua tunica, pulita e rammendata. Una voce maschile, allegra e profonda, con uno strano accento, lo apostrof&ograve; dalla porta mentre cercava di rimettersela in fretta.<br \/>\n&#8211; Quando tu &egrave; pronto, anche pranzo &egrave; pronto. Ben sveglio, ragazzo!<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Una volta rivestitosi in quattro e quattr&rsquo;otto, Noctulis usc&igrave; di corsa dal carro, quasi caracollando per gli scalini di legno e mantenendo a malapena l&rsquo;equilibrio. La ragazza nel letto gli aveva intimato un&rsquo;ultima volta il silenzio, visto che voleva dormire, e il ragazzo si era visto costretto ad andarsene prima che si alzasse nuovamente nella sua nudit&agrave;. Si stava riscoprendo insospettabilmente timido e pudico, o probabilmente poco abituato a visioni del genere. Il suo ospite lo stava attendendo a fianco della porta, intento a crogiolarsi alla luce del mezzogiorno e gustando l&rsquo;aria tiepida; i lunghi capelli scuri erano legati dalla solita bandana rossa, ma vestiva abiti&nbsp; camicia e calzoni bianchi inconcepibilmente puliti e lindi, mentre i baffi sembravano tirati a lucido con l&rsquo;olio. Noctulis si pass&ograve; una mano nei lunghi capelli, trovandoli ispidi, sporchi e intricati, e la tunica, sebbene pulita, non era esattamente in buone condizioni; si ritrov&ograve; decisamente poco elegante e inadeguato nei confronti dell&rsquo;uomo innanzi a lui, sensazione che mai l&rsquo;aveva minimante sfiorato. Di fronte all&rsquo;apparente imbarazzo del giovane, l&rsquo;uomo ruppe il silenzio ridendo sguaiatamente.<br \/>\n&#8211; Sembra che tu ha gi&agrave; conosciuto Kamilla, giovane Noctulis!- disse tra le risate nel suo strano accento. &ndash; Lei non contenta che Rasho ti ha portato a casa come ospite, ma poi ha deciso di dividere con te suo letto per tenerti caldo. Gentile, vero?<br \/>\nTra s&eacute; e s&eacute; Noctulis ringrazi&ograve; l&rsquo;uomo per avergli rammentato nel suo discorso come si chiamava; aveva poche memorie del loro incontro, e non si stup&igrave; che egli sapesse il suo nome. Scatt&ograve; in un ossequioso inchino, sebbene rigido e sin troppo servile.<br \/>\n&#8211; Grazie per avermi salvato, nobile messere, come potr&ograve; mai sdebitar&hellip; ahio!<br \/>\nL&rsquo;uomo, sempre ridendo, l&rsquo;aveva colpito con le nocche delle dita sulla testa, mentre si stava inchinando, e adesso si reggeva la pancia per il tanto riso.<br \/>\n&#8211; Tu buffo, ragazzo, si vede che te straniero! Tu no ringrazia me, anche a Rasho no piace tipacci!<br \/>\nIl giovane alz&ograve; la testa, guardandosi intorno mentre si massaggiava il capo mugugnando distrattamente. Si trovava in una vasta radura, circondata da conifere verdeggianti; il cielo era terso dalle nubi, e una calda luce rischiarava la carovana. Innanzi a lui erano presenti circa due dozzine di grossi carrozzoni di legno variopinto, agghindati a festa, tutti dall&rsquo;aspetto bizzarro e inusuale, quanto pratici e solidi. Numerose persone erano intente in quella che sembra la normale vita di un villaggio qualsiasi; c&rsquo;era chi raccoglieva vegetali per i pasti o legna, chi badava agli animali, chi accudiva i cavalli, chi lavorava in una piccola fucina da campo, e via dicendo. Alcuni bambini giocavano sul limitare della foresta chiassosamente; tutti indossavano abiti sgargianti ed esotici, e Noctulis cap&igrave; poche parole dei discorsi che ud&igrave;. Si accorse per&ograve; della generale allegria delle persone, e sent&igrave; levarsi alcuni fantasiosi canti in pi&ugrave; punti. Era strano il modo in cui quella gente viveva; in tempi cos&igrave; bui e tetri, con le truppe dei Quattro sempre sul piede di guerra, pareva che questa opprimente situazione non li sfiorasse nemmeno, come se vivessero ai margini della societ&agrave;. Si stup&igrave; di come non fossero preoccupati del pericolo imminente che tutti correvano; non c&rsquo;era lo stato di tensione che aveva percepito nel suo villaggio, ma una calma placida e gioiosa, quasi niente li potesse ferire.<br \/>\n&#8211; Siete Alemariti, vero?- chiese Noctulis a Rasho, senza guardarlo in viso. Era rapito da quello spettacolo inusuale, e provava una sorta di febbrile gioia a trovarsi in quella situazione. Gli avvenimenti degli ultimi periodi gli parevano gi&agrave; lontani. Strano come solo cambiando aria gli fosse gi&agrave; cambiato anche l&rsquo;umore.<br \/>\n&#8211; Un sapiente tra noi, dunque&hellip;- osserv&ograve; Rasho. &ndash; Tu &egrave; nel giusto. Noi nobile stirpe di Alemar, anche se ora lontani da nostra terra. Noi popolo di nomadi viaggiatori, di mercanti, di poeti, noi vive nostre vite giorno per giorno e godiamo ogni attimo che tempo ci concede. Amiamo storie davanti a fuoco, amiamo donne, amiamo vino, amiamo ballare e cantare, e quant&rsquo;altro che si possa definire come puro moto dell&rsquo;anima irrazionale. Bella definizione, vero? L&rsquo;ha scritta io.<br \/>\nRasho si volt&ograve; verso il giovane.<br \/>\n&#8211; Che idea ti era fatto di noi?<br \/>\nNoctulis continu&ograve; a rimirare innanzi a s&eacute;.<br \/>\n&#8211; Un popolo di perdigiorno ubriaconi incivili buoni a niente.<br \/>\nL&rsquo;uomo annu&igrave; serio.<br \/>\n&#8211; Tu no lontano da verit&agrave;. Per&ograve; noi felici.<br \/>\nFinalmente gli sguardi dei due si incontrarono. Negli occhi di Noctulis c&rsquo;era una certa qual curiosit&agrave; che non riusciva a nascondere.<br \/>\n&#8211; Posso rimanere con voi, Rasho?<br \/>\n&#8211; Quanto vuoi, giovane.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>Noctulis non era stato sincero neanche con s&eacute; stesso, e gi&agrave; se ne stava pentendo nel profondo del cuore. Aveva i suoi interessi nel rimanere con gli Alemariti, e non era da escludere che avrebbe potuto creare dei pericoli che opportunamente nascose al suo ospite. Dopotutto, le truppe dei Vespertini non lo avrebbero lasciato cos&igrave; facilmente, e il loro arrivo avrebbe messo in serio rischio l&rsquo;intera carovana. Rimanendo con gli Alemariti, per&ograve;, Noctulis avrebbe far potuto perdere le sue tracce e vivere in tranquillit&agrave; fino a quando le acque non si sarebbero calmate. Gli dispiaceva per Lea e Richard, ma probabilmente non sarebbe potuto pi&ugrave; tornare al villaggio sino a quando le truppe dei Quattro erano in zona. Anche tornare al villaggio&hellip; per cosa, poi? Per affrontare i sensi di colpa verso sua madre? Per adeguarsi agli altri e vivere come una vacca nel branco? Perlomeno gli Alemariti gli avrebbero concesso una vita meno scontata, e avrebbe potuto arricchire il suo carico di esperienze. E poi, dai suoi studi si ricordava che le genti di Alemar erano esperti conoscitori di sortilegi di ogni tipo, di una sapienza arcana affinata in generazioni e generazioni di fattucchieri, dalle tinte misteriose e dall&rsquo;ineffabile potere. Qualcosa dentro di s&eacute; lo spingeva a raccogliere quanto pi&ugrave; sapere possibile, ad ampliare il suo bagaglio per poter divenire un abile e temuto incantatore. <br \/>\nIl potere&hellip; Se ci pensava, in realt&agrave;, non sapeva di cosa farsene. Non aveva un sogno, in questo momento. Viveva mettendo un piede innanzi all&rsquo;altro, allineando i suoi respiri uno dopo l&rsquo;altro, e ancora, e ancora. Non aveva un obiettivo. Stava vagando nel nulla. Viveva per inerzia. Si era attaccato alla vita durante la fuga dai Vespertini non per coraggio, bens&igrave; per codardia. Per cosa combatteva? Cosa aveva, e cosa voleva? Anche se avesse avuto il mezzo, non avrebbe avuto il fine.<br \/>\n&#8211; Secondo me tu pensi troppo.<br \/>\nLa voce di Kamilla strapp&ograve; Noctulis dalle sue elucubrazioni. Aveva ancora la ciotola di zuppa in mano, vuota per met&agrave;, e se ne stava seduto sul suolo umido a contemplare il fuoco innanzi a lui, che insieme ad altri numerosi fal&ograve; rischiarava la vivace notte della carovana. Aveva chiacchierato amichevolmente con Rasho, che non gli aveva chiesto niente n&eacute; del suo passato n&eacute; di perch&eacute; volesse rimanere con loro, e Noctulis ne era stato contento. Adesso, per&ograve;, gli occhi nocciola di Kamilla lo stavano scrutando fino in fondo all&rsquo;anima, lo stavano spogliando delle sue menzogne, e il ragazzo si trov&ograve; a distogliere lo sguardo.<br \/>\n&#8211; Non vuoi parlare, allora, eh? Bene. Ci si vede a letto- esclam&ograve; la ragazza alzandosi prepotentemente in piedi. Le vesti sgargianti, gli splendidi gioielli argentanti, il trucco sapiente, tutto sottolineava la sua esuberante e inconsapevole sensualit&agrave;, e adesso che lo fissava con quel vago broncio era quanto mai attraente. Se avesse dato ascolto a quello che sentiva, gli avrebbe detto che era bellissima, ma il suo essere scorbutico prese il sopravvento.<br \/>\n&#8211; Non ti preoccupare, grazie. Dormir&ograve; per terra.<br \/>\nUna scarica elettrica percorse gli occhi di Kamilla. Adesso tra lei e Noctulis sembrava correre una tensione percepibile.<br \/>\n&#8211; Se ho detto &ldquo;ci si vede a letto&rdquo;, tu dormi con me e non per terra. Chiaro?<br \/>\n&#8211; Senn&ograve; cosa fai, mi butti a dormire fuori dal carro? Mi fai solo un piacere.<br \/>\n&#8211; Ti ho detto una cosa e tu la farai.<br \/>\n&#8211; Non ci penso proprio.<br \/>\n&#8211; Ascolta, moccioso&hellip;<br \/>\n&#8211; Sei tu quella giovane tra i due.<br \/>\n&#8211; Arrogante.<br \/>\n-Smorfiosa.<br \/>\n&#8211; Testone.<br \/>\n&#8211; Prepotente.<br \/>\n&#8211; Che tutto il fuzuka del mondo ti colga!- url&ograve; Kamilla, dandogli gli spalle e incamminandosi come una furia verso il carrozzone. Noctulis la guard&ograve; allontanarsi, a met&agrave; tra lo stizzito e il divertito, e fin&igrave; la sua zuppa.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>Il buio nel carrozzone era una presenza lieve, una balia sicura e calda che accudiva i suoi ospiti. Barcollando e destreggiandosi per fare meno rumore possibile, Noctulis rientr&ograve; nella stanza a tentoni, visto che non aveva la minima voglia di accendere la luce, e inizi&ograve; a buttare gli abiti un po&rsquo; dove capitava. Si mise addosso una leggera tunica di lino, ma sent&igrave; che gli si stava attaccando alla schiena sudata e rinunci&ograve; a qualsiasi veste, buttandosi sotto le coperte cos&igrave; com&rsquo;era. Non pens&ograve; a Kamilla, ma si accorse di lei quando la tocc&ograve; con il piede mentre stava entrando. Rimase con il fiato sospeso, sperando che stesse dormendo con tutto s&eacute; stesso. Silenzio. Noctulis riprese a respirare, e si infil&ograve; con calma e delicatezza nell&rsquo;ampio letto; non aveva alcuna voglia, in realt&agrave;, di dormire sul duro pavimento, e piuttosto avrebbe affrontato la ragazza.<br \/>\n&#8211; Non preferivi il pavimento, &ldquo;Noctulis&rdquo;?- lo apostrof&ograve; acidamente Kamilla, calcando molto sul nome. Il ragazzo avvert&igrave; il contatto della nuda schiena di lei contro la sua.<br \/>\n&#8211; Ho cambiato idea, &ldquo;Kamilla&rdquo;. Perch&eacute;, non posso?<br \/>\nTacquero entrambe, poi Noctulis sent&igrave; un movimento nel letto. Kamilla si era girata, e adesso il suo respiro calmo era vicino al suo orecchio.<br \/>\n&#8211; Lo sai che nessun altro ragazzo prima di te mi aveva mai contraddetta?<br \/>\nIl tono della ragazza adesso era pacato, quasi dolce. Non era pi&ugrave; l&rsquo;adirata voce di prima, ma una sorta di leggera confessione. Noctulis si volt&ograve; verso di lei, nel buio, anche lui con tono leggermente divertito.<br \/>\n&#8211; E come mai, di grazia? <br \/>\n&#8211; Perch&eacute; sono la sorella del capo carovana, e tutto quello che succede a me diventa questione per Rasho. Nessuno vuole discutere con me per non avere a che fare con lui. <br \/>\n&#8211; Pensare che hai un cos&igrave; bel carattere&hellip;<br \/>\nRisatina sommessa da parte di entrambi. Il pugno di Kamilla si appoggi&ograve; sulla spalla ossuta di Noctulis.<br \/>\n&#8211; Stupido. E&rsquo;molto protettivo, verso di me, e talvolta scavalca i suoi doveri di guida solo per assecondare i miei capricci. <br \/>\nNoctulis annu&igrave; silenziosamente, poi si volt&ograve; del tutto verso la ragazza. Adesso erano faccia a faccia, probabilmente, vicinissimo uno all&rsquo;altra.<br \/>\n&#8211; Eppure non ha esitato a mettere uno sconosciuto fuggiasco nel tuo letto.<br \/>\n&#8211; Gli sei andato a genio. Coraggioso, intrepido&hellip;<br \/>\n&#8211; Ma quando mai&hellip;<br \/>\n&#8211; Quando Rasho ti ha portato al villaggio era raggiante per come aveva gabbato le truppe dei Vespertini, ed era merito tuo di avergli concesso quella possibilit&agrave;. E poi, gli davi fiducia.<br \/>\n&#8211; Mi piace, tuo fratello.<br \/>\n&#8211; Ah, ti piace lui e a me mi tratti da scorbutico? Non &egrave; che sei della sponda sbagliata?<br \/>\nPresero a ridere come dei ragazzini, e il letto divenne un campo da gioco in pochi attimi. Pizzichi, solletico, piccoli scherzi, poi abbracci, teneri morsi. Ormai le lenzuola erano un ricordo lontano, e dopo poco Noctulis e Kamilla erano avvinghiati in un serrato corpo a corpo.<br \/>\n&#8211; Ma che stiamo facendo?- disse Kamilla ridendo. Il ragazzo non rispose e la baci&ograve; con trasporto. Le sue labbra incontrarono subito quelle morbide di lei. Dopo lunghi, interminabili istanti si staccarono.<br \/>\n&#8211; Questo, stiamo facendo- si limit&ograve; a rispondere Noctulis con il fiato spezzato. Poi, la mano di Kamilla lo gherm&igrave; dietro la testa, affondandogli le mani tra i capelli, e lo port&ograve; violentemente di nuovo verso di s&eacute;, baciandolo di nuovo.<br \/>\nDopo, furono solo loro due e il buio.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Noctulis guardava il sole, adesso. Una nuova alba dal tetto del suo carro, ad ammirare come la vita aveva preso il suo corso. Erano cambiate molte cose, da quando aveva conosciuto la carovana di Rasho e Kamilla.<br \/>\nInnanzitutto, ormai era passato un anno.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un buio immobile. Silenzio. Forse qualcosa si muoveva accanto a lui, ma sembrava lontano e distante miglia e miglia. Non provava dolore. 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