{"id":760,"date":"2012-09-19T10:48:37","date_gmt":"2012-09-19T09:48:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=760"},"modified":"2012-09-19T10:59:08","modified_gmt":"2012-09-19T09:59:08","slug":"onun-adi-vael-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/onun-adi-vael-iii\/","title":{"rendered":"Onun adi Vael III"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fleur-de-lys_500.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-764\" title=\"fleur-de-lys_500\" src=\"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fleur-de-lys_500-278x300.jpg\" alt=\"\" width=\"278\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fleur-de-lys_500-278x300.jpg 278w, https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-content\/uploads\/2012\/09\/fleur-de-lys_500.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 278px) 100vw, 278px\" \/><\/a>Con passo insolitamente deciso, il giovane Vael attravers\u00f2 le stalle in tutta la loro lunghezza, oltrepassando i purosangue tanto cari a sir Ahmed, che nitrirono al suo passaggio nella speranza di qualche leccorina. Ma il ragazzo guardava solo dritto avanti a s\u00e9, diretto verso la minuscola nicchia concessagli dal suo patrono e padrone che ormai lo ospitava da tempo, una camera da letto improvvisata immersa fra le pile di balle di fieno, di poco migliore a quella riservata ai garzoni di stalla. Una volta giunto dinanzi al suo scarno pagliericcio, Vael inizi\u00f2 rapidamente a racimolare le poche cose che aveva.<br \/>\nNonostante ostentasse una certa sicurezza, i pochi oggetti che gli appartenevano continuavano a sfuggirgli di mano e di tanto in tanto si accorgeva di aver infilato manciate di paglia nella sacca di iuta&#8230;<br \/>\n<em>Cos\u00ec non va, Vael, datti una calmata&#8230; fai un respirone&#8230;<\/em><br \/>\nIl problema era che il mondo stava girando troppo in fretta intorno a lui e non c\u2019era abituato. Quella mattina erano successe troppe cose tutte insieme e ancora non si capacitava appieno n\u00e9 di ci\u00f2 che aveva udito n\u00e9 della decisione che aveva preso.<br \/>\n<em>Devo proprio riordinare le idee o finir\u00f2 per portarmi via anche la biada per i cavalli&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Dopotutto, la faccenda era piuttosto semplice da capire, per quanto fosse straordinaria: un\u2019ora dopo l\u2019alba ai cancelli della tenuta si era presentato senza preavviso un giovane nobile, un certo Rinhad, che aveva chiesto di lui. Questo aveva fatto sgranare gli occhi a sir Ahmed, che comunque aveva acconsentito alla richiesta del misterioso visitatore e gli aveva fatto incontrare il suo \u201cinutile mangiapolvere\u201d. Vael, che non era meno sorpreso del cavaliere, aveva quindi ascoltato il lungo monologo di Rinhad, che gli aveva sciorinato un sacco di storie sulle origini di entrambi e, con immenso stupore del giovane scudiero, gli aveva rivelato con nonchalance chi era veramente suo padre.<br \/>\n\u201cIn poche parole, io e te siamo fratellastri.\u201d<br \/>\nMentre Rinhad continuava a parlare e a spiegare per quale motivo voleva che il suo ritrovato fratello lo seguisse nel suo viaggio, Vael era rimasto a bocca aperta. Troppe informazioni tutte insieme. Ci aveva messo diversi istanti a capire che Rinhad voleva una risposta, e subito. Il suo cervello aveva quindi iniziato a lavorare velocemente, come mai era stato in grado di fare prima di quel momento.<br \/>\nLa sua primissima reazione era stata pensare \u201cHA! Lo sapevo che ero destinato a grandi cose! Lo sapevo che non erano solo fantasticherie!\u201d, ma il pensiero era durato solo un istante, soppiantato dal ricordo della delusione nei confronti della nobilt\u00e0 in generale: la fiducia che aveva nei confronti dell\u2019aristocrazia era calata drasticamente dopo l&#8217;esperienza con Sir Amhed, per lui i cavalieri non sarebbero pi\u00f9 stati figure leggendarie piene di fascino e di virt\u00f9 e non era proprio sua intenzione passare dalla padella nella brace, proprio ora che aveva ritrovato un suo equilibrio nella continua sopportazione della superbia del suo padrone. La fine del panegirico di Rinhad lo aveva quindi lasciato distante e sul chi vive nonostante avesse ascoltato attentamente le parole del nobile. Quest\u2019ultimo, bench\u00e9 non stesse mostrando egli stesso particolare entusiasmo per la sua risoluzione, era comunque deciso ad andare fino in fondo e aveva cercato di rassicurare e convincere Vael sul fatto che ogni sua parola era sincera.<br \/>\nForse era stato proprio il fatto che Rinhad non nascondesse la sua contrariet\u00e0 agli eventi e non gli stesse facendo nessuna incredibile promessa a convincere Vael che, dopotutto, seguirlo non avrebbe potuto essere tanto peggio di lavorare come fantoccio senza dignit\u00e0 di un pallone gonfiato presuntuoso e ottuso. Quindi, seppur con qualche dubbio, aveva infine accettato di seguire il suo nobile fratellastro il quale, se non altro, era pi\u00f9 mingherlino e molto meno spocchioso di sir Ahmed.<br \/>\nA quella risoluzione, dopo aver vissuto frenata per tanti, grigi, lunghissimi anni, la mente di Vael aveva deciso di scatenarsi come ai tempi dell\u2019orfanotrofio, quando era ancora possibile fantasticare all\u2019ombra degli alberi del giardino in compagnia della buona sorella Safiya. Tra s\u00e9 e s\u00e9 il giovane gi\u00e0 pregustava le avventure che avrebbe potuto vivere con il fratellastro, le persone che avrebbe potuto incontrare e la fama che si sarebbe potuto costruire se avesse iniziato a fare l&#8217;avventuriero.<\/p>\n<p>Anche in quel momento, seduto sul letto a cercare di ricomporsi, Vael sperava soprattutto di farsi una certa nomea tra le genti di Athar, sperava davvero che grazie alle imprese che avrebbe potuto compiere la gente avrebbe parlato di lui, sperava che grazie alla sua fama la donna che lo aveva abbandonato in fasce e di cui conosceva solo il simbolo a forma di rosa a cinque petali sul mantello sarebbe andata a ricercarlo, orgogliosa di sapere che il ragazzo era cresciuto ed era diventato un abile combattente&#8230; ma pi\u00f9 di ogni altra cosa sperava in cuor suo di poter chiedere a sua madre perch\u00e9 aveva deciso di abbandonarlo in quella notte di tempesta.<\/p>\n<p>Non appena era riuscito a scuotersi dai suoi pensieri, Vael si era rimesso all\u2019opera. La sua sacca fu pronta in pochi minuti (aveva davvero poche cose da portar via) e a quel punto non desiderava far altro che andarsene prima possibile. Ma gli rimaneva ancora un passo importante da compiere: parlare con Sir Amhed per informarlo della sua scelta e dirgli addio. Nonostante non lo sopportasse, Vael doveva ammettere che il cavaliere si era preso &#8220;cura&#8221; di lui a modo suo per tredici lunghi anni. Dopotutto non aveva mai patito la fame (o quasi), il suo giaciglio per quanto misero era sempre stato caldo e asciutto, non gli era mai stato chiesto di fare altro oltre che prenderle di santa ragione. Per questo il giovane si sentiva in debito con lui e, seppur Amhed rappresentava tutto quello che Vael odiava e disdegnava, non poteva fare a meno di salutarlo.<br \/>\nDurante il tragitto, stranamente la fantasia di Vael non partor\u00ec nessun discorso memorabile ma punt\u00f2 tutto sulla reazione di Ahmed. Tuttavia, qualunque scenario stesse attraversando la sua mente, in nessun caso il giovane si sarebbe mai aspettato che l&#8217;incontro sarebbe durato cos\u00ec poco.<br \/>\nLa scena fu rapida: entrando nello studio del cavaliere Vael esord\u00ec con un &#8220;ME NE VADO!!&#8221;. Ahmed non si scompose e ribatt\u00e9 semplicemente &#8220;era ora che un incapace come te si levasse di torno&#8230; Il grande Sir Amhed non pu\u00f2 pi\u00f9 permettersi di averti tra i piedi&#8221;.<br \/>\nFinita l\u00ec. Vael non sapeva se essere deluso o sollevato.<br \/>\nIl cavaliere poi estrasse da sotto la scrivania un sacchetto tintinnante e un bel pugnale con l&#8217;elsa a forma di giglio e li consegn\u00f2 al ragazzo.<br \/>\n&#8211; Questi sono un mio dono a te come retribuzione per tutti i tuoi anni di servizio, non si dica che il grande Sir Amhed non sia caritatevole! Nonostante la tua inettitudine IO, nel mio grande cuore, mi sento in dovere di donarti qualcosa. Cerca di non perderli in mezzo alla polvere come al tuo solito.<br \/>\nUn po\u2019 sorpreso, Vael accett\u00f2 i doni, nonostante avesse inteso dalle parole poco convinte del cavaliere che probabilmente tanta generosit\u00e0 non proveniva direttamente da lui, ma che forse qualcuno gliela aveva imposta&#8230; Rinhad?<br \/>\nDopo esser stato congedato, mentre stava uscendo dallo studio, Vael si sofferm\u00f2 sulla soglia della porta. Non poteva andarsene cos\u00ec, dopotutto. Adesso era libero, quindi una volta tanto poteva esprimersi liberamente. S\u00ec, pi\u00f9 di ogni altro saluto o omaggio sir Ahmed si meritava qualcosa di ben preciso da parte sua: poche, semplici parole, proferite senza nemmeno girarsi.<br \/>\n&#8211; Prima o poi, Sir, ci rincontreremo ed allora vi dimostrer\u00f2 che non sono cos\u00ec incapace quanto pensate&#8230; quel giorno sar\u00f2 libero di combattere come meglio credo e non sar\u00f2 costretto solo a difendermi&#8230;<\/p>\n<p>Rinhad attendeva il fratellastro nel cortile. Forse anche lui stava iniziando ad abituarsi alla decisione presa e sembrava aver perso un po\u2019 dell\u2019iniziale contrariet\u00e0. Vael si era avvicinato e il nobile aveva sospirato osservando i vestiti sdruciti e lisi e l\u2019esiguit\u00e0 del suo bagaglio.<br \/>\n&#8211; Direi che prima di tutto sar\u00e0 il caso di andare a fare qualche acquisto al mercato&#8230; non preoccuparti: per questa volta offro io.<br \/>\nA Vael brillarono gli occhi per un istante, mentre Rinhad lo squadrava da capo a piedi, facendo mentalmente il conto di cosa potesse essere utile.<br \/>\n&#8211; S\u00ec, s\u00ec, non puoi andare in giro in questo stato, decisamente&#8230; tanto pi\u00f9 che dove siamo diretti non ti puoi certo presentare come uno straccione e se ci fosse qualche problema devi poterti difendere&#8230; ti servono armi, abiti adeguati, protezioni&#8230; c\u2019\u00e8 un suk, qui vicino, andiamo l\u00e0&#8230;<br \/>\nDecisamente la situazione si stava facendo interessante&#8230; l\u2019avventura incominciava, finalmente! Stava per nascere un nuovo Vael! Ben vestito, ben bardato e ben armato! Pronto a dimostrare a tutta Athar, anzi, a tutti i Ducati, macch\u00e9, a tutto il mondo il suo valore! E avrebbe iniziato proprio partendo da&#8230; da&#8230; ma dov\u2019era che andavano?<br \/>\n&#8211; Ehm&#8230; ma dov\u2019\u00e8 che siamo diretti, Rinhad?<br \/>\n&#8211; Ah, non te l\u2019ho detto? Credo la cosa migliore sia dirigerci dove c\u2019\u00e8 pi\u00f9 possibilit\u00e0 di incontrare le alte personalit\u00e0 athariane, visto che ce n\u2019\u00e8 l\u2019occasione&#8230;<br \/>\nVael si sent\u00ec mancare il fiato.<br \/>\n&#8211; &#8230;al Conclave del Regno Eterno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8211; Mi state chiedendo molto&#8230;<\/em><br \/>\n<em>Gli occhietti porcini di sir Ahmed erano piantati sulla figura che gli stava davanti, evidentemente scocciata di dover avere a che fare con un uomo cos\u00ec meschino, nient\u2019altro che un presuntuoso cavalierucolo il cui interesse era monopolizzato dalle vittorie nelle lizze e dalla cura della propria immagine di giostratore invitto. <\/em><br \/>\n<em>Ma dopotutto aveva poca scelta. Non c\u2019era molta gente a cui avrebbe potuto rivolgersi. Le persone affidabili non erano molte e alcune di essere erano troppo in alto per chiedere una cortesia del genere. Dopotutto, cose di quel tipo accadevano spesso nelle corti aristocratiche&#8230; e sir Ahmed non era tipo da fare domande se gli si promettevano favori a lui graditi, come qualche spinta in pi\u00f9 durante una giostra importante o l\u2019ultima novit\u00e0 in fatto di armi da parata. Inoltre, per quanto vanesio e poco acuto, sir Ahmed era una persona d\u2019onore. Non c\u2019era certo da aspettarsi che avrebbe avuto un occhio di riguardo per il ragazzo, ma questo a sir Mansur Harmattan ibn Cartur Saegrad non interessava minimamente. Voleva solo che non finisse in qualche strano impiccio, si sa, i ragazzi nati e cresciuti negli orfanotrofi spesso si smarrivano una volta che venivano messi di fronte al mondo al di fuori dal loro ricovero. E, possibilmente, che iniziasse a imparare qualcosa su quel mondo che gli sarebbe comunque stato precluso. <\/em><br \/>\n<em>&#8211; Vi offro anche molto, sir Ahmed. E voi avete bisogno di uno scudiero che vi aiuti nei vostri allenamenti sempre cos\u00ec solerti e minuziosi. <\/em><br \/>\n<em>&#8211; S\u00ec, va bene \u2013 concesse alfine il cavaliere \u2013 ve ne do atto. Ho visto il ragazzo, \u00e8 sufficientemente resistente e corpulento per affrontare un allenamento con me. Anche se fosse un buono a nulla, a me serve soltanto un buon sacco da infilzare. Fortunatamente non c\u2019\u00e8 bisogno di essere intelligenti per diventarlo&#8230;<\/em><br \/>\n<em>\u201c&#8230;e nemmeno per affondarci una lancia dentro, a volerla dire tutta&#8230;\u201d Mansur ovviamente si guard\u00f2 bene dall\u2019esprimere il suo pensiero a voce alta e si limit\u00f2 a sorridere cortesemente.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Siamo d\u2019accordo allora: voi ne farete il vostro scudiero. Qualora mai voleste separarvi da lui o decidesse egli stesso di partire, gli consegnerete questo sacchetto e questo pugnale e in nessun caso, mai e poi mai gli rivelete qualcosa di questa nostra conversazione. Posso avere la vostra parola di onorevole cavaliere, il pi\u00f9 grande giostratore che Athar abbia avuto fra le sue fila?<\/em><br \/>\n<em>Sir Ahmed rispose gongolando. \u2013 Siamo d\u2019accordo sir Mansur. Prender\u00f2 il ragazzo a mio servizio e non gli riveler\u00f2 mai nulla di ci\u00f2 che mi avete chiesto. Ne far\u00f2 un grande scudiero, degno di un patrono del mio nome, non dubitate, ammesso che sia sufficientemente in gamba per diventarlo. <\/em><br \/>\n<em>Sir Mansur si conged\u00f2 inchinadosi leggermente in segno di ringraziamento. Ormai era fatta.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con passo insolitamente deciso, il giovane Vael attravers\u00f2 le stalle in tutta la loro lunghezza, oltrepassando i purosangue tanto cari a sir Ahmed, che nitrirono al suo passaggio nella speranza di qualche leccorina. 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