{"id":78,"date":"2007-10-05T16:51:00","date_gmt":"2007-10-05T16:51:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=70"},"modified":"2007-10-05T16:51:00","modified_gmt":"2007-10-05T16:51:00","slug":"anno-2999-lo-psicarca-bianca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/anno-2999-lo-psicarca-bianca\/","title":{"rendered":"Anno 2999- Lo Psicarca Bianca"},"content":{"rendered":"<p>&#8211; Puzziamo troppo.<br \/>\n&#8211; Fai silenzio.<br \/>\n&#8211; Ci beccheranno subito.<br \/>\n&#8211; Ti ho detto di tacere. <br \/>\n&#8211; Oh, vita, ti lascio senza troppi rimpianti, ma sono troppo giovane per morire&hellip;<br \/>\n&#8211; Se la smetti di fare il cretino e ti attieni al piano&hellip;<br \/>\n&#8211; &hellip; abbiamo un piano?<br \/>\n&#8211; Dammi retta e tutto andr&agrave; bene.<br \/>\nNoctulis sbuff&ograve; sotto il cappuccio, emanando una nuvoletta biancastra. Il clima di Lethan era gi&agrave; abbastanza rigido normalmente, vista la vicinanza con le impervie Cime Guardiane del Sud, e se a questo ci si aggiungeva&nbsp; il fatto che era una fredda notte dei primi giorni del nuovo anno, quindi pieno inverno, il bisogno di calore che il giovane stregone sentiva diveniva comprensibile. Anche se sia lui che mastro Jorge erano imbacuccati nelle loro vesti di lana, sepolti sotto uno strato di pelliccia d&rsquo;orso, ormai il gelo era penetrato nelle loro ossa; questo rendeva Noctulis particolarmente nervoso e infastidito, mentre l&rsquo;anziano mentore sembrava calmo e sicuro di s&eacute;. E a dirla tutta, questo atteggiamento indispettiva piuttosto il ragazzo. Era troppo, troppo tranquillo. Da quando mesi prima erano partiti in viaggio per contrastare con i loro mezzi le truppe dei Quattro nel Meridione, mastro Jorge sembrava ringiovanire a vista d&rsquo;occhio, animato da uno strano fuoco. Non avevano avuto mai da combattere, se non per crearsi talvolta una via di fuga se venivano scoperti; si erano limitati a gironzolare, cercando alleati e persone che volessero combattere la tirannia opprimente. I tempi erano maturi, certo, e la ribellione era pronta a sorgere nonostante il giogo dei Quattro fosse pesantissimo e la loro reazione avrebbe portato sangue e morte. Allora perch&eacute; proprio in quel momento mastro Jorge aveva deciso di venire qui al Nord, in questo borgo dimenticato dagli dei, e cos&igrave; dannatamente vicino a Falcon? E con tutta questa tranquillit&agrave;, poi? Anche ora, davanti alle mura di Lethan a pochi passi, con un paio di guardie in armatura recanti i simboli dell&rsquo;Impero a difesa del cancello, il vecchio incantatore sfoggiava una calma invidiabile.<br \/>\n&#8211; Sta a guardare- mormor&ograve; con un sorriso verso Noctulis, mentre i soldati mettevano pigramente mano alle armi e gli si facevano incontro. Con le lame sguainate e le pesanti celate nere calate sugli occhi, quegli uomini sembravano uguali tra loro, impersonali. La loro voce era dura e ostile.<br \/>\n&#8211; Fermatevi immediatamente, se non volete venir passati a fil di spada!<br \/>\nNoctulis rimase immobile sul posto, come ordinato. Mastro Jorge, invece ( &ldquo;ma &egrave; pazzo!&rdquo;) avanzava sbracciandosi, e aveva anche iniziato a urlare.<br \/>\n&#8211; Non permettetevi pi&ugrave; di mancarmi di rispetto! Sapete chi sono io?<br \/>\n&#8211; Un morto, tra poco- disse una delle due guardie facendosi avanti con grinta. L&rsquo;anziano stregone mise una mano in una delle scarselle alla cintura, ed estrasse una pergamena arrotolata, iniziando a sventolarla davanti agli occhi del soldato minaccioso.<br \/>\n&#8211; Questo &egrave; un dispaccio ufficiale, caro mio!- fece Jorge con arroganza. &ndash; Veniamo direttamente da Khantas, che non &egrave; proprio dietro l&rsquo;angolo. Dopo l&rsquo;ultima notte sul Passo di Grigiaguglia, figurarsi se ho voglia di stare a sentire un cane uggiolante come te!<br \/>\nIl soldato guardava ipnotizzato la pergamena oscillante, con la bocca lievemente aperta, ed aveva iniziato a fare un cenno d&rsquo;assenso con la testa, quando l&rsquo;altro gli poggi&ograve; pesantemente la mano sulla spalla, parlandogli a voce bassa.<br \/>\n&#8211; Io sapevo che il Passo di Grigiaguglia era stato conquistato dai barbari&hellip;<br \/>\nAdesso entrambi i soldati guardavano mastro Jorge con sospetto. Alle sue spalle, Noctulis sudava freddo, ma il vecchio non sembrava accorgersene, e discorreva tranquillamente lisciandosi il candido pizzetto. In realt&agrave;, il giovane era convinto di sentire una nota di tremore nella voce del maestro .<br \/>\n&#8211; Oh&hellip; oh, beh, fortunatamente avevamo dalla nostra alcuni militi del Quinto Battaglione Sud che ci hanno dato una mano a&hellip;<br \/>\nIl soldato lo interruppe di nuovo, bruscamente. La voce era secca e ringhiante, da dietro la celata.<br \/>\n&#8211; Il Quinto Battaglione Sud? Quello che &egrave; stato spazzato via sei mesi fa?<br \/>\nAdesso il nervosismo nella voce del maestro era palpabile, mentre i due armigeri si mettevano in guardia.<br \/>\n&#8211; Il Quinto Battaglione Sud? Volevo dire il Sesto&hellip;<br \/>\n&#8211; NON ESISTE, IL SESTO!<br \/>\nLe due guardie alzarono l&rsquo;arma all&rsquo;unisono verso il cielo coperto, pronti ad affondare la lama nelle carni dell&rsquo;anziano. Jorge, dal canto suo, fece un gesto rapidissimo con la mano, borbott&ograve; alcune veloci parole, e subito i due uomini caddero a terra, afflosciandosi come sacchi vuoti e russando.<br \/>\nNoctulis e il mentore si gettarono sui corpi dei due, cercando le chiavi della guardina per entrare in citt&agrave;.<br \/>\n&#8211; Bel piano, complimenti.<br \/>\n&#8211; Stai zitto.<br \/>\n&#8211; Chiss&agrave; di cosa sei capace quando improvvisi&hellip;<br \/>\n&#8211; Taci e andiamo.<br \/>\nDue ombre impellicciate sgattaiolarono finalmente entro le mura di Lethan.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>&#8211; Mi dici cosa stiamo cercando?<br \/>\nJorge camminava silenzioso tra le case di pietra di Lethan, con Noctulis alle spalle che, stretto nel suo coltrone, lo tempestava di domande. I tetti erano coperti da un bianco strato di brina, e le pozzanghere a terra erano ghiacciate. Nell&rsquo;ora pi&ugrave; buia della notte, il biancore del giaccio strideva con il cielo color pece, nel suo manto di nubi. Tanti ricordi nella mente dell&rsquo;anziano incantatore, e nessuno piacevole. Si limit&ograve; ad alzare un dito verso il centro della citt&agrave;. L&igrave; era presente un edificio squadrato, alto non pi&ugrave; di tre piani, grezzo e senza decorazioni, un cubo di roccia scura con piccolissime feritoie, simili a stretti occhi maligni.<br \/>\n&#8211; Noi dobbiamo entrare l&igrave;. <br \/>\nNoctulis alz&ograve; un sopracciglio interrogativo.<br \/>\n&#8211; E &ldquo;l&igrave;&rdquo; sarebbe&hellip;<br \/>\nIl giovane affianc&ograve; il maestro e lo guard&ograve; in volto. Adesso, lo sguardo era triste e velato, come immerso in un tempo ormai passato. Occhi che guardavano non quello che era, ma quello che era stato. Adesso Jorge aveva riacquistato parte degli anni che sembrava aver recuperato durante il viaggio, come se la sua baldanza fosse venuta meno.<br \/>\n&#8211; Quello &egrave; il Covo. Non ha un altro nome. Non mi sono mai impegnato troppo per darglielo.<br \/>\nNoctulis inizi&ograve; a capire, ed ebbe paura. Con un filo di voce, il mentore continuava.<br \/>\n&#8211; &Egrave; il luogo dove lavoravo quando stavo sotto i Quattro Signori del Fato. &Egrave; un carcere di prima sicurezza, oltre che un luogo di studio per alcuni arcanisti. Hanno cavie robuste, di prima scelta, e totale carta bianca.<br \/>\nSilenzio. Noctulis pensava che se avesse parlato troppo forte, il maestro si sarebbe sgretolato come una statuina d&rsquo;argilla secca.<br \/>\n&#8211; In quel luogo ho studiato l&rsquo;anima delle creature. Come strapparla dal corpo. Come usarla. Ho inflitto torture pesantissime solo per i miei vuoti studi. Mi conoscevano come lo Psicarca Bianco, colui che comanda l&rsquo;anima.<br \/>\nPsicarca Bianco. Aveva sentito chiamare cos&igrave; mastro Jorge anche dal capo dei Vespertini nel suo villaggio natale, quando poi era scappato. Il suo villaggio&hellip; Richard, Lea&hellip; quando era? Una vita fa? Mastro Jorge serr&ograve; i pugni fino a farsi sbiancare le nocche, e afferm&ograve; la sua decisione lentamente.<br \/>\n&#8211; L&agrave; dentro ci sono molte persone utili per la rivolta. E noi le libereremo.<br \/>\nNoctulis cerco di mantenere la calma. In cuor suo, sperava che il suo istruttore gli infondesse un po&#8217; di coraggio.<br \/>\n&#8211; Ci farai ammazzare.<br \/>\n&#8211; Pu&ograve; darsi.<br \/>\nJorge sospir&ograve; mestamente, poi tent&ograve; di abbozzare un sorriso debole e insicuro verso l&rsquo;allievo.<br \/>\n&#8211; Domani cercheremo contatti in citt&agrave; per infiltrarci nel Covo. Le guardie non ci cercheranno in citt&agrave;, una volta entrati siamo al sicuro se non facciamo passi falsi. Adesso cerchiamo una locanda, forza.<br \/>\nSi incammin&ograve; in un vicolo, accolto dal vento gelido, sparendo nel buio. Noctulis scosse la testa, seguendolo, sbuffando in silenzio. Niente coraggio, per stasera. <\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/p>\n<p>Le pareti di pietra grigia erano ormai macchiate di sangue, che stava scendendo in rivoli sul pavimento. Ombre scure, tremanti, si stagliavano alle pareti, allontanandosi da qualcosa di luminoso, caldo, l&rsquo;unica cosa che poteva essere considerata veramente viva in quella stanza. L&#8217;uomo era l&#8217;unico che riuscisse a sopportarne lo snervante calore, la fastidiosa luminescenza, e rimaneva immobile contemplando gli infruttuosi sforzi del suo lavoro.<br \/>\n&#8211; Perch&egrave; non urli?- ringhi&ograve; a bassa voce, guardando innanzi a s&eacute; a occhi stretti.<br \/>\nL&#8217;angelo luminoso alz&ograve; lievemente la testa. Il suo bianco corpo era martoriato di ferite, mani e piedi erano vincolati da catene, penzolava dal soffitto e dinnanzi ai suoi occhi il sangue scorreva ormai copioso. Eppure erano proprio quegli occhi miti, quelle ali una volta bianche e adesso arruffate, quel volto che aveva gi&agrave; dato il suo perdono a turbare l&#8217;uomo. Il bianco delle vesti dell&#8217;uomo non era neanche paragonabile al candore che l&#8217;angelo prigioniero emanava persino dalle sue parole.<br \/>\n&#8211; Tu non vuoi che io urli.<br \/>\nL&#8217;uomo ebbe uno scatto d&#8217;ira, e afferrato un lungo spiedo metallico lo conficc&ograve; nel costato dell&#8217;angelo; questi sussult&ograve; per un secondo e poi riprese a sorridere debolmente e faticosamente, mentre le ombre si accalcavano ancora di pi&ugrave; sul fondo della stanza, ormai lontane e indistinte. L&#8217;uomo, col fiato rotto, osserv&ograve; nuovamente come il suo gesto si era risolto senza alcun effetto. L&#8217;angelo gli aveva instillato il germe del dubbio, e lo stava perdonando di nuovo.<br \/>\n&#8211; Tu non sei cattivo, Jorge Desmortes. Io ti perdono.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>Mastro Jorge si svegli&ograve; nel pieno della notte nella sua stanza in locanda. Le grezze lenzuola di stoffa giacevano ammassate in fondo al letto, intorno ai suoi piedi, come se lo rifuggissero, mentre la tunica di lino per la notte era fradicia di sudore. Il suo sguardo vag&ograve; nel buio per qualche istante, il respiro affannato come dopo una lunga corsa, alla disperata ricerca di aria pura. Poi si accorse che era solo un sogno. Si appoggi&ograve; la mano sulla fronte, poi si copr&igrave; gli occhi.<br \/>\n&#8211; Ancora oggi&#8230;- mugugn&ograve; tra s&eacute; e s&eacute;. &#8211; Dovevo immaginarlo.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>La sala principale della locanda era gremita di persone, eppure si vedeva subito che l&#8217;atmosfera era ben diversa da quella del Meridione. Qui erano tutti molto composti, riservati, silenziosi; spaventati, forse, dal giogo dei Quattro a loro cos&igrave; vicino, ma comunque taciturni. Se ne stavano tutti a sedere al loro tavolo, intenti nelle loro conversazioni a bassa voce, centellinando le loro bevande; nessuno avrebbe mai fatto caso alla coppia di cospiratori le cui sagome si stagliavano sul pannello di carta che formava la porta scorrevole. Noctulis e Jorge sedevano ad un basso tavolino, in una delle modeste salette riservate ai lati della stanza pi&ugrave; affollata, parlottando a bassa voce per non dare nell&#8217;occhio. Mentre il giovane stregone sedeva con i gomiti pesantemente puntellati sul tavolo, l&#8217;anziano mentore rimaneva con la schiena rilassata contro lo schienale, sorseggiando birra da un grosso boccale. Con un mugolio soddisfatto smise di bere e si asciug&ograve; la schiuma dalla base del candido pizzetto. Noctulis lo guardava vagamente irritato.<br \/>\n&#8211; Non so come fai a essere cos&igrave; calmo.<br \/>\nNon lo sapeva sul serio. Il maestro aveva esposto le sue paure solo la sera precedente, e adesso sembrava ritornato quello pimpante di sempre. E lo stava beatamente ignorando.<br \/>\n&#8211; Sei il re degli sbalzi di umore, vecchio.<br \/>\n&#8211; Senti chi parla&#8230;<br \/>\nAdesso l&#8217;anziano lo scrutava incuriosito, con un&#8217;espressione beata. La voce era calma e paziente, in contrasto con quella dura e nervosa dell&#8217;allievo.<br \/>\n&#8211; Vuoi essere serio per una volta? Ascolta, ho fatto ricerche in tutta la citt&agrave;, e nessuno mi ha detto niente di utile per entrare nel Covo. L&igrave; dentro non bevono, non mangiano, non hanno vizi o peccatucci di sorta. Sono indipendenti dall&#8217;esterno. Come facciamo? Mi sono gi&agrave; esposto anche troppo, secondo me, e non voglio rischiare oltre se non con domande precise&#8230; Mi vuoi dare una mano a pensare?<br \/>\nJorge attese che il giovane finisse di parlare, poi gli bisbigli&ograve; in un sussurro:<br \/>\n&#8211; Scommetto cinque corone che entro stasera avr&ograve; qualche informazione utile.<br \/>\nNoctulis strabuzz&ograve; gli occhi dalle orbite, con espressione stupita.<br \/>\n&#8211; Non ce l&#8217;ho fatta io in tutto il giorno, mentre te ne stavi qui in locanda, e pretendi di farcela al primo tentativo? Tu sei tutto scemo.<br \/>\nNoctulis si alz&ograve; in piedi, furente, e apr&igrave; la porta scorrevole facendo per andarsene. La voce del maestro lo blocc&ograve; sulla soglia.<br \/>\n&#8211; Hai ancora tanto da imparare da me.<br \/>\nIl giovane adesso era oltremodo stizzito.<br \/>\n&#8211; Davvero? Beh, allora fammi un esempio!<br \/>\nFece scorrere la porta con un violento colpo, cercando di chiuderla, ma questa rimbalz&ograve; con l&#8217;intelaiatura contro il legno dell&#8217;architrave e si apr&igrave; nuovamente. Adesso Jorge guardava Noctulis divertito.<br \/>\n&#8211; Ad esempio, ti posso insegnare che non si pu&ograve; chiudere una porta scorrevole sbattendola, caro. <br \/>\nPorpora in viso per la vergogna, la rabbia e l&#8217;umiliazione, il ragazzo usc&igrave; di corsa dalla locanda, con il vecchio che sghignazzava al seguito. Adesso erano fuori, nella strada semivuota, e mentre si rimettevano sulle spalle i pesanti tabarri il giovane ebbe modo nuovamente di risentirsi.<br \/>\n&#8211; Allora, facciamo conto che il siparietto &egrave; finito, va bene? Dimmi seriamente quello che intendi fare.<br \/>\nIl mentore sfoggi&ograve; un mezzo sorriso, che stava a significare forse &quot;non ti preoccupare, ho tutto in pugno&quot; oppure &quot;non ne ho assolutamente idea&quot;; Noctulis non riusc&igrave; a capirlo, ma si limit&ograve; ad andargli dietro quando questo imbocc&ograve; uno dei vicoli laterali, appostandosi dietro l&#8217;angolo, nel punto pi&ugrave; buio. Senza fare domande, anche il ragazzo si sedette a terra, pronto a qualsiasi cenno del suo istruttore.<br \/>\nAttesero circa dieci minuti, quando un rumore di passi inizi&ograve; ad avvicinarsi. Risvegliato dal torpore che gli aveva preso le membra a causa del freddo, fece in tempo solo a vedere mastro Jorge sporgersi con insospettabile agilit&agrave; verso la via e trascinare a sedere un uomo, all&#8217;apparenza sui cinquant&#8217;anni, dalla pelle pallida e la barba ruvida. Questi vestiva una sottile armatura di anelli metallici sotto una casacca di lana scura, un elmetto borchiato e un pellicciotto sulle spalle. Aveva la bocca tappata dalla mano del vecchio incantatore, la spada a terra sul nudo selciato e un&#8217;espressione di immobile terrore sul volto. Aveva le mani libere e si sarebbe potuto ribellare con facilit&agrave;, ma non lo faceva. Sul volto di Jorge si leggeva una ferocia lieve e lugubre, la crudelt&agrave; sottile dei gatti con le loro prede. Noctulis non aveva mai visto il suo maestro cos&igrave; cattivo e ferino&#8230; Era questo il suo volto quando stava con i Quattro? Come il loro prigioniero, Noctulis era nello stesso tempo paralizzato e affascinato.<br \/>\n&#8211; Se tu mi aiuti, io sono tuo amico. Se non mi aiuti, non vorrei essere in te.<br \/>\nIl soldato sudava visibilmente, mentre Jorge gli lasciava libera la bocca. Riusc&igrave; a malapena a balbettare:<br \/>\n&#8211; Tu sei lo Psicarca Bianco&#8230;<br \/>\nIl volto del vecchio si contorse in un sorriso sghembo e maligno. La sua voce era quella del pi&ugrave; iniquo dei demoni.<br \/>\n&#8211; Se mi conosci gi&agrave;, non perder&ograve; tempo con i convenevoli.<br \/>\nCon un gesto rapido, batt&eacute; insieme i palmi delle mani e rapido come un fulmine li appoggi&ograve; sul petto dell&#8217;uomo. Li tenne adesi per qualche istante, mugugnando strane parole, poi li scost&ograve; delicatamente.<br \/>\n&#8211; Adesso osserva.<br \/>\nI palmi delle mani brillavano di una vaga luce azzurra e fredda, mentre allo stesso modo due mani luminose della stessa tinta erano apparse sulla casacca del soldato, che si guardava terrorizzato il petto.<br \/>\n&#8211; Quella che stai vedendo, uomo- continu&ograve; Jorge &#8211; &egrave; il legame tra me e la tua anima. La tengo stretta tra le mie mani, e se la volessi strappare potrei farlo in un istante. Del tuo corpo rimarrebbe solo un guscio vuoto, mentre il tuo spirito sarebbe condannato ad un&#8217;eternit&agrave; di dolore. L&#8217;alternativa a questa &egrave; che tu mi dica come fare a entrare nel covo, domani sera, in modo sicuro.<br \/>\nL&#8217;aura di terrore era tale da immobilizzare l&#8217;aria intorno ai due. L&#8217;uomo, quasi urlando, riusc&igrave; a balbettare qualcosa tra le lacrime.<br \/>\n&#8211; &#8230; dalle miniere&#8230; ogni sera&#8230; prigionieri&#8230; nessuno mai si mischierebbe a loro&#8230; nessuno li controlla&#8230;<br \/>\nEra quello che gli serviva. Eppure, Noctulis era troppo impegnato ad ammirare quella strana tortura per capire che avevano trovato il bandolo della matassa. Jorge adesso era serio; appoggi&ograve; nuovamente le mani sul petto dell&#8217;uomo, le mosse brevemente e poi le distacc&ograve;. Il legame luminoso era svanito. L&#8217;anziano si rialz&ograve; con un gemito, come se la schiena gli dolesse; non sembrava pi&ugrave; cos&igrave; feroce, e porse dalla scarsella un piccolo sacchettino sonante all&#8217;uomo. La sua voce era lievemente affannata.<br \/>\n&#8211; Queste sono trenta corone d&#8217;oro. &Egrave; una bella cifra. Vacci dove ti pare, ma non rimanere in questo posto fin oltre domattina. Tu non ci hai mai visto. Se fai la spia, fidati, lo verrei a sapere, e non la passeresti liscia.<br \/>\nIl soldato pieg&ograve; il capo in segno di ringraziamento, afferr&ograve; le monete e si allontan&ograve; correndo nella notte. Jorge si limit&ograve; a osservarlo mentre si allontanava. Era soddisfatto delle informazioni che aveva ottenuto, e si volt&ograve; per congratularsi con Noctulis quando vide il suo volto. Era l&#8217;espressione di chi aveva visto il potere e ne voleva di pi&ugrave;, di chi voleva farsi dispensatore di morte. Non il volto crudele delle bestie, ma l&#8217;incontrollata sete di potere tipica degli uomini; un fiore oscuro, dai cui petali schiusi emanava un profumo fragrante e mortale, da cui non esisteva fuga. Gli occhi limpidi erano scuri, taglienti, una notte infinita, e anche la voce sembrava pi&ugrave; fredda e malvagia.<br \/>\n&#8211; Dimmi come hai fatto- sibil&ograve; il ragazzo. <br \/>\nJorge lo cap&igrave; subito, e si pent&igrave; di aver fatto vedere quell&#8217;azione al ragazzo. Noctulis non era cattivo, ma era stato sempre instabile; se avvertiva l&#8217;odore del potere, del sangue, in lui si destava una belva incontrollabile, fredda e calcolatrice quanto famelica e inesorabile. Da sempre in lui condivideva queste due anime, quella semplice e gentile, per quanto irritabile e scorbutica, e questa nascosta, silenziosa voglia di primeggiare, di imporsi sugli altri con ogni mezzo possibile fino ad annientarli. Il vecchio stregone sbuff&ograve; velocemente, preoccupato ed innervosito, frug&ograve; nella scarsella, poi batt&eacute; insieme le mani come prima e le appoggi&ograve; sul petto del ragazzo. Senza dire niente le scost&ograve; subito, lasciando le sue impronte luminose sulla tunica, mentre i palmi rilucevano della solita tinta azzurra.<br \/>\n&#8211; Hai capito?- bisbigli&ograve;.<br \/>\nQualcosa nello sguardo di Noctulis mut&ograve;, come una consapevolezza. Osserv&ograve; il suo petto attentamente, poi pass&ograve; un dito sull&#8217;impronta luminosa, cancellandola parzialmente. Alz&ograve; gli occhi verso il maestro con aria interrogativa, e lo trov&ograve; gongolante.<br \/>\n&#8211; Un po&#8217; di polvere alchemica con una base di fosforo, si illumina se eccitata. Per il resto serve solo essere convincenti, la suggestione far&agrave; il resto. Nessuna magia, solo un po&#8217; di teatro. <br \/>\nIl ragazzo lo rimir&ograve; per un lungo istante, mentre il mentore gli puliva la tunica. Quell&#8217;uomo lo disturbava e lo affascinava insieme, e in pi&ugrave; era la persona che lo conosceva meglio. Di punto in bianco, entrambi si misero a ridere sottovoce, debolmente, poi le risate crebbero gradualmente d&#8217;intensit&agrave;, fino a divenire rumorose e sguaiate. Solo quando una voce dall&#8217;alto di una finestra gli intim&ograve; di smetterla perch&egrave; voleva dormire i due si fermarono, con le lacrime agli occhi.<br \/>\n-Torniamo in locanda, vecchio cretino- concluse Noctulis sghignazzando.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>&#8211; Perch&egrave; ridi?<br \/>\nAdesso Jorge Desmortes era solo con il suo oggetti di studi nella stanza delle torture. L&#8217;angelo pendeva ancora dal soffitto, le catene incrostate dal sangue che scaturiva dalle numerose ferite, eppure la sua luce non accennava a diminuire. La sua voce era flebile, ma calda e avvolgente. <br \/>\n&#8211; Non vorrei, davvero. Ma sono felice che tu ti stia avvicinando al pentimento.<br \/>\n&#8211; Io non mi pento.<br \/>\nLo stregone camminava in cerchio intorno al prigioniero. Rimir&ograve; le bianche ali, martoriate, eppure ancora cos&igrave; maestose. Sentiva gli occhi dell&#8217;angelo addosso anche adesso che era alle sue spalle, e la sua voce lo rincorreva come una condanna.<br \/>\n&#8211; Mi dispiace vederti soffrire cos&igrave;, davvero, ma quando capirai starai meglio.<br \/>\n&#8211; Vuoi tacere?<br \/>\nAfferr&ograve; un paio di grosse tronchesi metalliche da un tavolo, e inizi&ograve; a testarne l&#8217;affilatura. L&#8217;angelo non tacque.<br \/>\n&#8211; Mi sta bene cos&igrave;. Se attraverso il mio sangue raggiungerai la comprensione, sar&ograve; contento. Il mio corpo per la tua anima, uno scambio che posso accettare.<br \/>\nJorge allent&ograve; le catene, fino a far scendere la schiena dell&#8217;angelo alla sua altezza. Con un gesto irato apr&igrave; le cesoie, e le appoggi&ograve; sull&#8217;attaccatura dell&#8217;ala destra dell&#8217;angelo. Con voce rotta url&ograve; nell&#8217;orecchio del prigioniero.<br \/>\n&#8211; TI STO PER UCCIDERE, E TU MI PERDONI?!? &Egrave; TUTTO QUELLO CHE HAI DA DIRE?<br \/>\n&#8211; Addio&#8230;<br \/>\nLe cesoie si chiusero. Una e pi&ugrave; volte. Le ali, ora madide e scarlatte, caddero al suolo una dopo l&#8217;altra, mentre il sangue occupava tutta la stanza. L&#8217;angelo giaceva con il capo riverso sul petto, sorridente, sereno, finalmente libero. Con clangore anche le tronchesi caddero a terra, e Jorge Desmortes corse fino all&#8217;angolo pi&ugrave; buio della stanza, nel caldo grembo delle tenebra, e nascose la faccia tra le mani. Da quel giorno, non cont&ograve; pi&ugrave; le lacrime.<\/p>\n<p>*&nbsp;&nbsp;&nbsp; *&nbsp;&nbsp;&nbsp; *<\/p>\n<p>Stavolta il risveglio fu pi&ugrave; tranquillo. Non si stup&igrave; pi&ugrave; di tanto nel trovare le lenzuola a terra. Si alz&ograve; con circospezione, dirigendosi verso la finestra ed aprendo le imposte. Fuori Lethan, nelle prime ore del mattino, prendeva pigramente vita. Il Covo, al centro del paese, si stagliava nella sua durezza, come assorbendo la luce intorno nella sua pietra scura. Jorge si pass&ograve; una mano tra i capelli candidi.<br \/>\n&#8211; A noi due, adesso.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Puzziamo troppo. &#8211; Fai silenzio. &#8211; Ci beccheranno subito. &#8211; Ti ho detto di tacere. &#8211; Oh, vita, ti lascio senza troppi rimpianti, ma sono troppo giovane per morire&hellip; &#8211; Se la smetti di fare il cretino e ti attieni al piano&hellip; &#8211; &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[14],"tags":[],"class_list":["post-78","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-fire-and-steel"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=78"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/78\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=78"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=78"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=78"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}