{"id":79,"date":"2007-10-06T19:32:00","date_gmt":"2007-10-06T19:32:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=71"},"modified":"2007-10-06T19:32:00","modified_gmt":"2007-10-06T19:32:00","slug":"eremo-di-pietralba-mese-del-mago-alba-del-quinto-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/eremo-di-pietralba-mese-del-mago-alba-del-quinto-giorno\/","title":{"rendered":"Eremo di Pietralba. Mese del Mago. Alba del quinto giorno."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">&#8211; Mi fa piacere che tu sia passato da me prima di partire, fratellino. <br \/>\n&#8211; Non potevo certo andarmene senza salutarti, sorella.<br \/>\n&#8211; Dunque sembra che sia giunto il momento di vedere se avevamo ragione, non &egrave; cos&igrave;?<br \/>\n&#8211; S&igrave;, infatti.<\/p>\n<p>Hak&ugrave; sfior&ograve; con la mano la distesa di pergamene che si estendeva su un solido e immenso tavolo di quercia un po&rsquo; sciupato e macchiato di inchiostro. Melisenda e Hallanor ne avevano fatto il loro angolo da lavoro, e notte e giorno frugavano fra quelle oscure parole, rivoltandole come guanti, nel disperato tentativo di scoprire qualcosa prima che ci riuscisse il loro nemico prediletto. La veggente in particolare non si allontanava praticamente mai da quella postazione: le poche ore di riposo le trascorreva su un pagliericcio l&igrave; accanto e sembrava non sentir mai n&eacute; stanchezza n&eacute; il peso dei fallimenti. Raramente discorreva con qualcuno che non fosse il suo compagno di studi (che in quel momento era andato a farsi un meritato pisolino) e ancor pi&ugrave; raramente si rivolgeva a qualcuno con un residuo di dolcezza nella voce. Pi&ugrave; frequentemente grugniva qualche rapida risposta, del tutto assorta nel suo alacre e disperato lavoro di ricerca. Tuttavia, anche le parole di Hak&ugrave; erano diventate talmente rare che, quando lui decideva di fargliene dono, Melisenda non se le lasciava sfuggire.<\/p>\n<p>&#8211; Mi spiace di non poter venire con te&hellip;<br \/>\n&#8211; Non preoccuparti.<br \/>\n&#8211; &hellip;ma tu vedi di fare come se ci fossi, intesi?<br \/>\n&#8211; Non capisco cosa vuoi dire, sorella.<br \/>\n&#8211; S&igrave; che capisci, testone.<\/p>\n<p>La veggente sospir&ograve;, passandosi una mano sotto il velo, e poi lev&ograve; lo sguardo verso quello calmo e glaciale del fratello, dal quale non traspariva alcuna emozione. Con lentezza, si alz&ograve; dalla comoda sedia imbottita che le era stata fornita e and&ograve; a scartabellare alcuni fogli impilati sull&rsquo;altro capo del tavolo, continuando a cercare finch&eacute; non ne estrasse uno, tutto macchiato di inchiostri colorati e su cui diversi disegni si erano accalcati evidentemente in tempi diversi, visto che alcuni erano scoloriti, altri ben nitidi. Lo contempl&ograve; per un attimo, dopodich&egrave; lo pass&ograve; al samurai che rimase qualche istante a fissarlo, cercando di capire cosa mai potesse significare. Su un angolo c&rsquo;erano quelle che sembravano vecchie macchie di sangue che qualcuno aveva cercato di ripulire.<br \/>\nPoi Hak&ugrave; inizi&ograve; a intuire. Alz&ograve; lo sguardo verso Melisenda, che nel frattempo aveva riguadagnato la sedia, e lo osservava, con le dita intrecciate, attendendo pazientemente. <\/p>\n<p>&#8211; Ci sei riuscita, quindi?<br \/>\n&#8211; Beh, quasi. &ndash; la veggente sorrise stancamente &ndash; ho avuto un&rsquo;intuizione notturna.<br \/>\n&#8211; E queste? &ndash; il samurai aggrott&ograve; le sopracciglia, indicando l&rsquo;angolo macchiato di sangue.<br \/>\n&#8211; Ci ho messo un po&rsquo; troppo tempo a dar corpo all&rsquo;intuizione.<br \/>\n&#8211; Capisco&hellip; e pensi che funzioner&agrave;?<br \/>\n&#8211; Non lo so. Ci sto riflettendo. E tu, a che punto sei?<br \/>\n&#8211; Purtroppo sono molto pi&ugrave; indietro di te.<br \/>\n&#8211; Sbrigati, allora. Io per ora non posso starci dietro granch&eacute;, lo sai. <br \/>\nHak&ugrave; punt&ograve; il dito sulla pergamena. &#8211; Non approvo ci&ograve; che hai fatto per avere la tua vendetta, sorella.<br \/>\n&#8211; Io non approvo nulla di ci&ograve; che fai, ma ti voglio bene lo stesso.<\/p>\n<p>Hak&ugrave; scosse il capo, ma non era adirato con lei. Melisenda non mentiva e lui sapeva che era vero, indubbiamente lei gli voleva davvero bene, e ormai si rendeva conto che anche lui ne voleva a lei. Adesso, forse, iniziavano anche ad assomigliarsi un po&rsquo; di pi&ugrave;, e riuscivano a capirsi meglio l&rsquo;un l&rsquo;altra.<br \/>\nIl samurai si sistem&ograve; l&rsquo;armatura e si accinse a partire, sacca in spalla. Si sentiva insolitamente irrequieto, ma come al solito non lo dava a vedere. Eppure era convinto che sua sorella si rendesse conto benissimo della sua inquietudine: dopotutto, se avessero avuto ragione&hellip; se per disgrazia le parole di Ylan-Sho si fossero dimostrate vere&hellip; e i due fratelli non avevano mai avuto dubbi che cos&igrave; sarebbe stato, soprattutto dopo che Desmodar aveva guadagnato un corpo mortale per ben altra via&hellip;<\/p>\n<p>&#8211; Allora io parto.<br \/>\n&#8211; Fa&rsquo; buon viaggio&#8230; anzi, aspetta un attimo&#8230;<br \/>\nMelisenda si alz&ograve; nuovamente dalla sedia, guardando il fratello dritto negli occhi e avvicinando il suo volto a quello di lui, fino a mettersi in punta di piedi per poterlo vedere ancor meglio. Si sfil&ograve; anche gli occhiali scuri per fare in modo che lui potesse imprimersi bene in testa ci&ograve; che aveva da dirgli. Avendola cos&igrave; vicino a s&eacute;, Hak&ugrave; pot&eacute; rendersi conto ancora una volta di quanto i lineamenti di sua sorella gli ricordassero, seppur vagamente, quelli di suo padre. <br \/>\n&#8211; Ricordati che <em>il saggio non tenta di impedire all&rsquo;acqua di cadere, ma trova un modo per non bagnarsi, almeno fino al giorno in cui sar&agrave; in grado di comandare le nuvole&hellip;<\/em> <br \/>\nIl samurai aggrott&ograve; le sopracciglia. Erano parole di Kasumoto, quelle. Le ricordava perfettamente, anche se da molto tempo ormai non pensava pi&ugrave; alla saggezza insita in esse. Inoltre, ancora non si era abituato del tutto al nuovo contegno di sua sorella la quale, finalmente, riusciva a fare serenamente i conti con tutto il suo passato, arrivando addirittura a far propria parte della tradizione di un mondo che aveva recisamente rifiutato, dopo esser diventata orfana. Non che a lui dispiacesse, certo. Cinque lune prima ancora la vedeva schiumare di rabbia ogni volta che si faceva il nome di Kasumoto, e invece adesso&hellip;<br \/>\nHak&ugrave; annu&igrave; lievemente, ma Melisenda non aveva ancora finito.<\/p>\n<p>&#8211; &hellip; e ricordati anche che se morirai inutilmente per qualche motivo stupido trover&ograve; il modo di perseguitarti per l&rsquo;eternit&agrave;, <em>dovessi dannare la mia anima insieme alla tua&hellip; <\/em><br \/>\nHak&ugrave; scosse la testa, sostenendo senza difficolt&agrave; lo sguardo penetrante della sorella. La conosceva abbastanza da poter dire che non stava esagerando e che sarebbe stata prontissima a mantenere la promessa, ma il samurai scroll&ograve; le spalle con la sua solita calma.<br \/>\n&#8211; La tua concezione dell&rsquo;inutilit&agrave; e della stupidit&agrave; &egrave; molto diversa dalla mia.<br \/>\n&#8211; Non girarci intorno. Sai che cosa intendo.<br \/>\n&#8211; Conosco l&rsquo;arte della guerra, sorella mia. Credo di esser in grado di rendermi conto quando attaccare e quando stare in agguato. Fra le virt&ugrave; dei samurai c&rsquo;&egrave; anche la pazienza.<br \/>\n&#8211; Ecco, bene, e allora vedi di non rovinare tutto&hellip; ricordati che c&rsquo;&egrave; chi fa affidamento su di noi, su tutti e due, e nessuno dei due serve a nulla senza l&#8217;altro&hellip; <em>inutile cogliere frutti prima del tempo, sono acerbi e danno il mal di pancia invece che sfamarti<\/em>. <br \/>\n&#8211; Me ne rendo ben conto&hellip; tuttavia non ti far&ograve; promesse che non so se potr&ograve; mantenere.<br \/>\nLa veggente sbuff&ograve;, incrociando le braccia. &#8211; Sapevo che l&rsquo;avresti detto&hellip; beh, io ti ho avvertito&hellip; poi non lamentarti se andrai incontro a una sorte orribile per mano di tua sorella&hellip;<br \/>\nIl samurai si lasci&ograve; sfuggire un mezzo sorriso, senza ben sapere perch&eacute;, e si avvi&ograve; alla porta, senza aggiungere altro. Melisenda torn&ograve; a immergersi fra le sue scartoffie, tracciando segni con l&rsquo;inchiostro su una pergamena sgualcita.<\/p>\n<p>&#8211; Lo sguardo di Hor-Yama non protegger&agrave; per sempre la mia anima. <br \/>\nHak&ugrave; si volt&ograve; verso di lei, ma Melisenda non aveva alzato la testa n&eacute; aveva smesso di scrivere.<br \/>\n&#8211; Non lasciarmi sola proprio adesso, fratellino.<br \/>\nHak&ugrave; rivolse un ultimo, lungo sguardo alla figura china sul lungo tavolo, stringendo appena le labbra. Improvvisamente, la sua testa si lasci&ograve; sfuggire un impercettibile movimento di assenso. Subito, come temendo di esser stato visto, il samurai si volt&ograve; di nuovo, uscendo definitivamente dalla stanza silenziosa. \n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Mi fa piacere che tu sia passato da me prima di partire, fratellino. &#8211; Non potevo certo andarmene senza salutarti, sorella. &#8211; Dunque sembra che sia giunto il momento di vedere se avevamo ragione, non &egrave; cos&igrave;? &#8211; S&igrave;, infatti. Hak&ugrave; sfior&ograve; con la<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-79","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arabesques"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}