{"id":80,"date":"2007-10-09T16:20:00","date_gmt":"2007-10-09T16:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=72"},"modified":"2007-10-09T16:20:00","modified_gmt":"2007-10-09T16:20:00","slug":"eremo-di-pietralba-ottavo-giorno-del-mese-del-mago-pomeriggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/eremo-di-pietralba-ottavo-giorno-del-mese-del-mago-pomeriggio\/","title":{"rendered":"Eremo di Pietralba. Ottavo giorno del mese del Mago. Pomeriggio."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">Sua Maest&agrave;, la Regina Eterna Elanei, attravers&ograve; i corridoi dell&rsquo;eremo quasi senza toccare le ampie lastre di pietra levigata del pavimento, leggera e armoniosa nei movimenti come sempre, ma evidentemente trafelata, desiderosa di raggiungere prima possibile il piazzale esterno, dove una piccola comitiva proveniente da Morn la stava attendendo. <br \/>\nQuando venne investita dalla soffusa luce del meriggio, lo spettacolo che le si par&ograve; davanti le sembr&ograve; ancor pi&ugrave; desolante di quel che si era immaginata, ma la sua attenzione venne catturata dall&rsquo;avanguardia del gruppetto, composta essenzialmente da una persona che stent&ograve; quasi a riconoscere: Hak&ugrave; Sushimada, il coraggioso e schivo figlio della stirpe dei guerrieri dell&rsquo;Est, si reggeva a malapena dinanzi a lei, ostentando il braccio steccato appeso al collo, completamente senza vita e ormai livido fino alla punta delle dita, e un corpo interamente ricoperto di orribili piaghe che attraversavano ogni centimetro della sua pelle, intrecciando un macabro mosaico di vene rigonfie e pustole in decomposizione pronte a rigettare un disgustoso pus giallastro. Al suo fianco era stato deposto il corpo di un uomo che lei non aveva mai visto: un orientale, dati i lineamenti, e sicuramente un samurai. Giaceva senza vita, straziato da orribili ferite, ma pur nella morte appariva comunque composto e impeccabile.<br \/>\nDa molto tempo ormai la regina era avvezza a trovarsi dinanzi a gente che aveva un cos&igrave; disperato bisogno del suo aiuto, tuttavia non pot&eacute; non rimanere interdetta per qualche attimo, cercando di far digerire alla sua mente cos&igrave; pura uno spettacolo cos&igrave; orrendo. Quasi non si accorse che qualcosa, per l&rsquo;esattezza un sari di lucida stoffa verde smeraldo ricamata d&rsquo;oro, aveva appena frusciato a poca distanza dalla sua lunga veste candida e che un altro paio di occhi, protetti da lenti scurissime, fissavano Hak&ugrave; con evidente interesse.<br \/>\nIl samurai sembr&ograve; fare uno sforzo indicibile per rompere il silenzio, ma dalla sua espressione non si sarebbe potuto dire a chi si stesse rivolgendo. <br \/>\n&#8211; &Egrave; tornato&hellip; <em>lui <\/em>&egrave; tornato&hellip;<br \/>\n&#8211; Lo immaginavo. <\/p>\n<p>Elanei spost&ograve; lo sguardo verso chi aveva proferito laconicamente quelle ultime parole, senza capir bene il significato di quel brevissimo scambio di battute. Stava per aprir bocca per chiedere spiegazioni ma, dopo aver sedato un tremendo attacco di tosse che lasci&ograve; i presenti senza fiato, il samurai parl&ograve; nuovamente, indicando l&rsquo;uomo steso a terra.<br \/>\n&#8211; Mia Regina&hellip; chiedo il permesso&hellip; di&hellip; &#8211; toss&igrave; di nuovo &ndash; una&hellip; pira. Una pira funebre&hellip;<br \/>\n&#8211; Non aggiungete altro, nobile samurai, &#8211; Sua Maest&agrave; lo interruppe, risoluta &ndash; il vostro compagno verr&agrave; onorato come merita e verr&agrave; dato ordine immediato perch&eacute; venga allestito tutto il necessario&hellip; ma non vi far&ograve; fare un altro passo se prima non vi sarete fatto prestare le cure che necessitate&hellip; e non ammetter&ograve; repliche.<br \/>\n&#8211; Mia regina&hellip; io sono.. un sacerdote&hellip; del divino Kainus&hellip;<br \/>\n&#8211; Vi ho gi&agrave; detto che non ammetto repliche. Voi non farete proprio nulla, conciato cos&igrave;. Ma non temete, ci vorr&agrave; giusto qualche attimo. <br \/>\nCon un ampio sguardo, la bianca fanciulla si guard&ograve; attorno. Chi era giunto insieme al samurai versava in condizioni decisamente migliori di lui. In qualche attimo si convinse che, se voleva un resoconto dettagliato di ci&ograve; che era accaduto, non era certo Hak&ugrave; la persona adatta a cui richiederlo. E le ci volle un altro attimo per decidere che l&rsquo;unica persona in grado di tirar fuori dal samurai ogni singolo dettaglio utile era l&igrave; accanto a lei a fissare la scena, silenziosa e impassibile. <br \/>\n&#8211; Dama Melisenda, occupatevi voi dei preparativi per le esequie funebri di questo nobile guerriero. Vostro fratello vi raggiunger&agrave; non appena il suo corpo sar&agrave; mondato dal morbo che lo affligge. <br \/>\nSenza proferir parola, la veggente gir&ograve; sui tacchi e svan&igrave; nel corridoio.<\/p>\n<p><\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\nLe fiamme danzavano sulla pira gi&agrave; da diverse ore, oramai, tanto che il sole era gi&agrave; tramontato da un pezzo: il corpo di Taro Oreshin si era dissolto lentamente in una sottile nuvola di polvere che ondeggiava rilucendo per qualche istante prima di venir trascinata via dalla pungente brezza notturna. Ormai, comunque, non erano rimasti che pochi tizzoni fumanti che di l&igrave; a poco sarebbero crollati in braci ardenti, per poi spengersi del tutto. <br \/>\nRestituire il suo corpo all&rsquo;acqua e alla terra&hellip; Hak&ugrave; aveva fatto tutto ci&ograve; che doveva, per Taro Oreshin. Aveva assistito al rogo del cadavere fin dal primo momento, e non si era mai allontanato da esso. Ormai se ne stava l&igrave; da solo da non sapeva pi&ugrave; quanto, ma a malapena se n&rsquo;era reso conto. I suoi occhi erano ancora gonfi di lacrime che non ne volevano sapere di rotolare gi&ugrave; e bagnare le sue mani, nelle quali iniziavano a formarsi delle piccole croste che sarebbero cadute solo qualche giorno pi&ugrave; tardi. Ma non era pi&ugrave; a Taro che pensava, n&eacute; al momento della sua morte. <br \/>\nNella sua mente, Hak&ugrave; continuava a rivivere ogni singolo attimo della notte di sei anni prima, la notte in cui <em>lui <\/em>non l&rsquo;aveva ucciso, no, ma si era portato via tutta la sua innocenza, la sua felicit&agrave;, la sua infanzia e l&rsquo;uomo che pi&ugrave; di ogni altro al mondo amava e stimava: suo padre. <em>Lui <\/em>aveva ucciso il grande maestro Kasumoto senza alcuna piet&agrave;, risparmiando invece il suo allievo solo perch&eacute; non gli avrebbe dato alcun gusto prendersela con un&rsquo;autentica nullit&agrave;. E Hak&ugrave; era ancora un&rsquo;autentica nullit&agrave;, agli occhi del suo peggior nemico. Era stato lui stesso a ripeterglielo, dopo averlo umiliato.&nbsp; <br \/>\nE non bastava, questo, oh no! <em>Lui <\/em>aveva orribilmente insultato la memoria di Kasumoto, e anche quella cagna di Maliandar si era permessa di infangare il suo nome: Hak&ugrave; si sentiva schiumare di pura rabbia al pensiero, e avrebbe voluto cedere all&rsquo;odio e all&rsquo;ira e abbattere impietoso le sue lame su entrambi e massacrarli senza piet&agrave;&hellip; Un fuoco inestinguibile lo aveva arso dentro per tutto il tempo (e quanto, quanto era stato lungo!) in cui era stato costretto a contemplare l&rsquo;aguzzino di suo padre e la vergogna della sua stirpe senza poter fare assolutamente nulla, ad ascoltare le insinuazioni di quella serpe che lo accompagnava, a trattenere la sua furia che cresceva ogni momento di pi&ugrave;&hellip;<br \/>\nStava ripensando a tutto questo, e i muscoli del suo volto erano ormai contratti allo spasmo, quando sent&igrave; qualcosa di tiepido e morbido insinuarsi con dolcezza fra le dita della sua mano, stretta a pugno contro la sua coscia. Era un&rsquo;altra mano. Che lo tir&ograve; leggermente in direzione dell&rsquo;Eremo.<br \/>\nCome in trance, Hak&ugrave; obbed&igrave; a quel misterioso richiamo, e si allontan&ograve; silenziosamente dalla pira ormai spenta, senza voltarsi indietro. <\/p>\n<div align=\"center\">***<\/p>\n<\/div>\n<p>Portando la tazza alle labbra, il samurai si chiese da quanto tempo non assaggiava un t&egrave; fatto come la tradizione comandava. Ma certo, s&igrave;, ora ricordava. <em>Quella notte<\/em>. Quella notte lui e suo padre erano entrambi inginocchiati davanti al basso tavolino dove consumavano i pasti, e si preparavano a coricarsi di l&igrave; a poco&hellip; Kasumoto lo guardava sorridendo, calmo e tranquillo come al solito, mentre sorseggiavano un t&egrave; verde proprio come quello che stava bevendo adesso&hellip; cos&igrave; caldo, cos&igrave; profumato, cos&igrave;&hellip; cos&igrave;&hellip;<br \/>\n&#8211; Adesso basta ripensare a quella notte&hellip; <br \/>\nHak&ugrave; si riscosse. Lentamente, spost&ograve; lo sguardo su sua sorella, seduta davanti a lui, che aveva atteso pazientemente tutto quel tempo prima di rivolgergli la parola. Era tranquilla, impassibile, e quasi il samurai stent&ograve; a riconoscere sia lei che se stesso. Per un attimo, gli era addirittura sembrato di essere nuovamente insieme al suo maestro, e quasi i suoi occhi lo avevano ingannato. No, era stato il suo cuore ad ingannarlo. Ma lei, come diavolo aveva fatto a capire&#8230; <br \/>\n&#8211; &hellip;dai, forza, ora raccontami tutto.<br \/>\nDoveva apparire davvero sconvolto. S&igrave;, doveva essere per questo. Oppure no. Dopotutto era una veggente. Oppure lo amava tanto da aver imparato a leggere nei suoi pensieri. Anche Kasumoto li indovinava sempre. Anche suo padre gli parlava cos&igrave;. Anche il suo maestro si prendeva cura di lui. Una lacrima gli sfugg&igrave;, finalmente, correndo veloce lungo la sua guancia. <br \/>\n&#8211; Lo ha insultato&hellip; ha insultato la sua memoria&hellip; ha detto che&hellip; che&hellip;<br \/>\n&#8211; No, no, fratellino, non cos&igrave;. &ndash; Melisenda avvicin&ograve; le dita alle guance di Hak&ugrave;, passandole sul rigo bagnato che la lacrima aveva lasciato dietro di s&eacute;. &ndash; Dall&rsquo;inizio, ti prego. Parti dall&rsquo;inizio. Raccontami tutto, per filo e per segno.<\/p>\n<p>Nonostante fosse assolutamente spossato e ancora fremesse per gli eventi che si erano consumati il giorno precedente (e certamente anche a causa di tutto ci&ograve; che questi avevano rievocato nella sua memoria), fermandosi pi&ugrave; volte a scegliere le parole e a dominare i suoi sentimenti, Hak&ugrave; le raccont&ograve; ogni singolo dettaglio del suo incontro con ma-jin e degli eventi della giornata. Di tanto in tanto la voce si incrinava in una nota di rabbia e pianto, ma sua sorella non lo interruppe mai, nemmeno una volta, fino alla fine.<br \/>\n&#8211; &hellip;infine, se n&rsquo;&egrave; andato insieme a lei&hellip; ed io ho&hellip;<br \/>\n&#8211; &hellip;va bene, basta, ho capito. Prendi un altro po&rsquo; di t&egrave;. Hai la gola riarsa. <br \/>\nMelisenda pass&ograve; la mano sotto il velo che le copriva i capelli, sospirando e riflettendo sull&rsquo;accaduto.<br \/>\n&#8211; Non ti ha ucciso. Non vuole ucciderti, per ora. Meglio cos&igrave;. E quanto a me, presto o tardi gli diranno che esisto, se non l&rsquo;hanno gi&agrave; fatto. Bah, possiamo ancora farcela. Poteva andare peggio.<br \/>\n&#8211; Dobbiamo&hellip; dobbiamo assolutamente distruggerlo&hellip;<br \/>\n&#8211; Noi non possiamo distruggerlo, Hak&ugrave;, ricordatelo. Non adesso.<br \/>\n&#8211; Lo so, certo&hellip; intendevo&hellip;<br \/>\n&#8211; Ma certo, fratellino, ho capito. &ndash; Melisenda si alz&ograve;, appoggiando le mani sui braccioli della sedia dove si era accomodato il samurai, esausto. &#8211; Non gli daremo tregua. Mai, te lo prometto una volta di pi&ugrave;. Ma il lavoro che ci attende adesso ha la priorit&agrave; sul resto, e lo sai. Se avremo successo, sar&agrave; un duro colpo alla sua autostima, e ci guadagneremo un nemico giurato che non ci lascer&agrave; pi&ugrave; in pace finch&eacute; vivremo&hellip; sar&agrave; dura sopravvivere&hellip; ma siamo pronti a sobbarcarci questo carico, no?<\/p>\n<p><em>No, aspetta. Cos&rsquo;&egrave; che hai detto? <\/em>Sobbarcarsi il carico&hellip; sua sorella voleva forse dire che intendeva seguirlo anche dopo questa faccenda? Hak&ugrave; sent&igrave; che ogni fibra del suo corpo si ribellava al pensiero. Lei non meritava certo un&rsquo;esistenza come quella che si era scelto lui. Aveva diritto ad essere felice. Era sua sorella, che diamine! E se l&rsquo;avesse portata con s&eacute;, e se non avesse potuto proteggerla, e se <em>lui <\/em>se la fosse presa con lei? Rabbrivid&igrave; al pensiero. No, no. Non lo avrebbe mai permesso. Lei era stata la gioia di Kasumoto, che non avrebbe certo desiderato per lei un futuro come quello che sembrava cos&igrave; disposta ad abbracciare.<br \/>\n&#8211; Sorella, quando questa storia sar&agrave; finita, non voglio che tu mi segua&hellip; tu meriti di vivere una vita migliore&hellip; io voglio che tu sia felice&hellip; nostro padre avrebbe voluto cos&igrave;&hellip;<br \/>\n&nbsp;Melisenda osserv&ograve; per una frazione di secondo il fratello con un&rsquo;espressione di incredulit&agrave; totale stampata sul volto. Un attimo dopo, scoppi&ograve; in una risata talmente fragorosa che il samurai quasi si indispett&igrave;.<br \/>\n&#8211; Hak&ugrave;, fratellino mio adorato, &#8211; Sua sorella quasi gridava, adesso &#8211; ma non ti rendi conto che tentare il tutto e per tutto per salvare nostro padre &egrave; gi&agrave; una condanna per tutti e due? E rinunciare a liberare la sua anima &egrave; fuori discussione, no? Dopotutto, &egrave; per causa nostra che si trova l&igrave;! Non ti rendi conto che per <em>lui <\/em>sar&agrave; un&rsquo;offesa mortale, e che non lascer&agrave; mai pi&ugrave; in pace n&eacute; te n&eacute; me finch&eacute; avremo vita? <br \/>\nIl samurai abbass&ograve; leggermente la testa. Aveva ragione. Per amore di Kasumoto ci sarebbe entrata dentro fino al collo anche lei. Ma lui avrebbe dato qualsiasi cosa per poterglielo evitare. Era sua sorella. Non era una compagna di viaggio qualsiasi. Era la sua unica sorella&hellip; <br \/>\n&#8211; Che razza di idee ti vengono, poi? &ndash; la voce di Melisenda torn&ograve; controllata e tranquilla, ma indubbiamente amara &#8211; Credi che potr&ograve; mai pi&ugrave; riuscire o accettare di vivere una vita serena e felice, dopo tutto ci&ograve; che mi &egrave; successo? Credi che potrei passarci sopra come se nulla fosse accaduto?<br \/>\nAnche questo era vero. Avrebbe mai potuto, lui, vivere in pace dopo la morte di suo padre? Riusciva ad immaginare se stesso attorniato di marmocchi, in una linda casetta in un luogo tranquillo, lontano mille miglia dagli orrori ai quali aveva assistito? No, non avrebbe mai potuto. Quindi, gli diceva una vocina insistente in fondo al cuore, perch&eacute; diamine Melisenda non avrebbe dovuto sentirsi nello stesso modo? <br \/>\nEppure era sua sorella, non poteva permetterle di rischiare ancora la sua vita, non voleva, non voleva che le accadesse nulla di male&hellip;<br \/>\n&#8211; &hellip; e, comunque, &#8211; la voce della veggente divent&ograve; un sussurro &#8211; credi davvero che potrei mai essere felice senza averti vicino, fratellino? Lo credi davvero? <\/p>\n<p>Hak&ugrave; tentenn&ograve; alcuni istanti, rimirando i fondi del t&egrave; nella tazza, senza tuttavia vederli. Era troppo stanco per provare a convincerla, e comunque non era certo che avrebbe mai potuto vincere la testardaggine da mula caparbia di cui la Natura l&rsquo;aveva dotata&hellip; era certo che lei era capacissima di seguirlo in capo al mondo per il puro gusto di fargli dispetto&hellip; e, in fondo, sarebbe stato poi cos&igrave; insopportabile per lui portare avanti la sua missione sapendola al suo fianco?<br \/>\nSoprappensiero, il samurai scosse la testa, e poi port&ograve; nuovamente lo sguardo sulla sorella, la quale gli prese le mani, e le strinse forte, accoccolandosi dinanzi a lui. Aveva uno sguardo strano, enigmatico, eppure cos&igrave; tanto amaro e dolce, in quel momento. La sua famiglia. Rimaneva solo lei. Ed ora era l&igrave;, schierata al suo fianco.<br \/>\n&#8211; &hellip;no, Hak&ugrave;&hellip; fattene una ragione&hellip; andremo fino in fondo&hellip; fino alla fine di ogni cosa&hellip; <em>insieme<\/em>. <br \/>\nSenza quasi rendersene conto, all&rsquo;improvviso, quasi scosso da un impeto inarrestabile, il samurai scivol&ograve; gi&ugrave; dalla sedia, inginocchiandosi dinanzi alla veggente. Come mossi dalla stessa, potentissima forza invisibile, i due figli di Kasumoto Sushimada di strinsero l&rsquo;uno all&rsquo;altra in un abbraccio triste e silenzioso, madido di parole non dette, di lacrime mai versate, di anni mai trascorsi insieme e di qualcosa che nessuno dei due avrebbe pi&ugrave; potuto avere indietro. Mai pi&ugrave;.<\/p>\n<p>\n<font color=\"#993300\"><strong><font size=\"1\" face=\"Verdana\">(&#8230;ringrazio il Menco per l&#8217;insostituibile collaborazione&#8230;)<\/font><\/strong><\/font><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sua Maest&agrave;, la Regina Eterna Elanei, attravers&ograve; i corridoi dell&rsquo;eremo quasi senza toccare le ampie lastre di pietra levigata del pavimento, leggera e armoniosa nei movimenti come sempre, ma evidentemente trafelata, desiderosa di raggiungere prima possibile il piazzale esterno, dove una piccola comitiva proveniente da<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-80","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-arabesques"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}