{"id":853,"date":"2013-09-17T19:25:36","date_gmt":"2013-09-17T18:25:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=853"},"modified":"2013-09-17T19:25:36","modified_gmt":"2013-09-17T18:25:36","slug":"la-torre-in-inverno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/la-torre-in-inverno\/","title":{"rendered":"La Torre in inverno"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\">La neve scendeva lieve sui tetti aguzzi e sulle vetuste pietre del solitario castello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Nel mese del Custode la neve \u00e8 muta testimone delle vite delle genti che attendono il sole cos\u00ec come fanno i semi nascosti nel profondo della terra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa sedeva silenziosa alla finestra serrata con pelli oliate cos\u00ec bene da consentirle di vedere il gelido spettacolo dell&#8217;inverno di Thersa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Muta sentinella, vedeva molte cose, Theresa, cose che non tutti possono vedere.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Nello spiazzo del Mastio, fiero signore della pianura, poteva scorgere due figure scure. Esse si muovevano nella candida neve che seguitava a cadere densa e spessa sulle rocce del maniero.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Quelle figure erano ammantate di un nero e nel livore di quella giornata senza colore le parvero come ferite su un corpo pallido ed esangue, ormai privato del bene della vita.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa rabbrivid\u00ec. Perch\u00e9 era in quel luogo? Perch\u00e9 quel giorno? Cosa le sfuggiva?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>La neve, il silenzio&#8230; il castello&#8230; <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>I suoi occhi pallidi, di un castano slavato, percorsero febbrilmente la sala\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">immersa in quel silenzio inquietante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Un pensiero la colp\u00ec improvviso: mancava il tavolo, per gli Astri, dove era finito?\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">La donna si alz\u00f2 e and\u00f2 nel punto in cui la fratina di quercia aveva per tante lune raccolto la sua famiglia per il desco.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Ricordava perfettamente.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Suo marito Viktor, i suoi due figli Paul e Georg e la sua ultima nata, la piccola Adele.<\/span><\/span>\u00a0<span style=\"font-family: Georgia, serif\">Un sorriso le fior\u00ec sulle pallide labbra al pensiero della bambina.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>La sua preziosa bambina.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Dove era ora? La sua testa bionda, le mani piccole e paffute&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Sent\u00ec improvvisamente un dolore al petto, ma si fece forza e cerc\u00f2 Adele\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>nella grande sala vuota. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Ma Adele non era con lei. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>E nemmeno il marito.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa si mosse leggera tra le stanze e giunse al piano superiore in un solo istante.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Davanti ai suoi occhi si apr\u00ec la camera da letto dei suoi tre figli.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">La donna gemette nel vedere che il tetto era sfondato e un sottile strato di neve gelava i tre letti spogli posti uno accanto all&#8217;altro.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Come avrebbero superato l&#8217;inverno i suoi preziosi bambini con la neve come coperta?<\/p>\n<p><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Si agit\u00f2 muovendosi da un letto all&#8217;altro alla ricerca di coperte calde per i figli, senza far rumore, senza muovere nemmeno un fiocco di neve.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Sulle scale di pietra ud\u00ec uno scalpiccio sinistro, un grattare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Gli spettri. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Gli spettri che aveva veduto poco prima! <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Si port\u00f2 la mano alla bocca, si morse le nocche per non gridare. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>No, non erano un parto della sua immaginazione&#8230; e stavano salendo. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Lo sentiva nel petto, erano l\u00ec per lei.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Se solo Viktor fosse tornato dalla pattuglia, se solo fosse tornato, lei non si sarebbe sentita cos\u00ec inquieta, cos\u00ec&#8230; sperduta.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Torn\u00f2 nella grande sala e si guard\u00f2 intorno alla ricerca di un&#8217;arma per difendersi.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Il loro piccolo maniero era terribilmente vicino al Vallo e spesso c&#8217;erano stati attacchi, ma loro era una famiglia forte e avevano resistito sempre a tutto e a tutti proteggendo i loro villici.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Avevano resistito sempre con valore confidando negli Astri.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Mai le loro pietre avevano visto versare il sangue dei loro protetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Un lampo di memoria le attravers\u00f2 la mente. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Un solo attimo e le parve di sentire il sangue che le scorreva viscido sulle mani, una fredda preghiera sulle labbra. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Scosse la testa, stava impazzendo sola in quel luogo silenzioso.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Doveva aspettare che tornasse Viktor, doveva assolutamente proteggere la sua dimora.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>I passi si erano ripetuti ancora e ancora e si avvicinavano. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Presa dal panico, scelse di nascondere dietro l&#8217;anta di una vecchia credenza e tenne tra le mani tremanti l&#8217;attizzatoio, non sarebbe morta, non quel giorno.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">I suoi figli avevano bisogno di lei, era la protettrice del castello, avrebbe fatto tutto, tutto per difendere le pietre della sua antica casa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Una figura incappucciata entr\u00f2 nella stanza facendo cigolare i cardini. Era alta e ammantata di nero, il cappuccio nascondeva i tratti del volto, i guanti neri la forma delle mani.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa strinse la sua arma improvvisata fino a sbiancarsi le nocche.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Era giovane quando aveva visto gli emissari dei Quattro. Li aveva odiati con ogni sua fibra.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Se li ricordava, loro e il lezzo di paura che i loro stracci portavano impregnati.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Lei aveva silenziosamente stretto una pietra, una minuscola pietra, su cui era incisa una sola parola \u201cGlaube\u201d.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">In segreto la sua famiglia aveva innalzato le preghiere agli Astri anche quando era proibito.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Avevano solo deciso di pregare senza proferire verbo.<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Glaube\u201d&#8230; Fede nella sua lingua madre, era la parola incisa sulla pietra che aveva sempre tenuto al collo e ogni volta che pregava teneva quella pietra tra le dita. Non avrebbe potuto scrivervi Aster o Benedetto Angelo Bianco.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">E sua figlia, tanto studiosa, non aveva scritto Sommo Sirio, ma Glaube&#8230; e suo marito non poteva avere sul suo corpo in nessun modo il nome del Valoroso Giudice Cieco, ma Glaube&#8230; solo Glaube era permesso e \u2026<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa Glaube!\u201d esclam\u00f2 la figura nera, con un tono antico e perentorio. I suoi pensieri furono completamente assorbiti in quella voce lontana. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Conosceva il suo nome. <\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa Glaube, sono qui per voi in nome del Custode dei Sepolcri.\u201d disse con voce lenta.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>La mano di Theresa cedette e l&#8217;attizzatoio cadde a terra con un rumore metallico.\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">La figura si gir\u00f2 e si mosse con passo sicuro verso di lei.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Quando le fu vicino vide e infine comprese.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Sotto il cappuccio brillava una maschera bianca e simile ad un teschio, il medaglione del Custode dei sepolcri fermava il mantello.<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Oh astri&#8230;- mormor\u00f2 la donna \u2013 no&#8230;\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Il sacerdote bruci\u00f2 dell&#8217;incenso e il profumo la pervase.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Certo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Ricordava.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Era morta.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>In fondo lo sapeva, ma lo aveva dimenticato.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa Glaube, tua figlia mi ha mandato a te. E&#8217; salva. Nessuno pu\u00f2 incolparti. Nessuno.\u201d\u00a0<\/span><\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">La donna&#8230; il fantasma della donna&#8230; chiuse gli occhi.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Era stata uccisa, vero. Aveva messo su un carro la figlia pi\u00f9 piccola e tutti loro avevano combattuto.\u00a0<\/span><span style=\"font-family: Georgia, serif\">Lei aveva avuto il petto trafitto e le sue ultime parole erano il nome di un Astro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Ed era quello del Custode.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Apr\u00ec gli occhi e incontr\u00f2 quelli chiari del sacerdote. La vedeva, lo sapeva.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Gli sorrise.<\/span><\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa Glaube, in nome del Custode io ti sciolgo dai vincoli di questa terra. Hai vissuto e il tuo tempo \u00e8 venuto. Nessun dovere ti lega a questa terra. Che il tuo viaggio sia sicuro, non temere, non sarai sola.\u201d disse con voce ferma, ma non severa.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia, serif\"><span>Theresa sent\u00ec il calore in quelle frasi e il ricordo del gelo della neve svan\u00ec per sempre.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La neve scendeva lieve sui tetti aguzzi e sulle vetuste pietre del solitario castello. Nel mese del Custode la neve \u00e8 muta testimone delle vite delle genti che attendono il sole cos\u00ec come fanno i semi nascosti nel profondo della terra. 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