{"id":87,"date":"2007-11-26T23:55:00","date_gmt":"2007-11-26T23:55:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=79"},"modified":"2007-11-26T23:55:00","modified_gmt":"2007-11-26T23:55:00","slug":"locchio-e-il-drago-capitolo-x","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/locchio-e-il-drago-capitolo-x\/","title":{"rendered":"L&#8217;Occhio e il Drago &#8211; CAPITOLO X"},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\"><em>Il cuore di Naima era al colmo della gioia, quel giorno. <\/em>Sapeva <em>che sarebbe tornato, lo sentiva, non poteva sbagliarsi. Quello sarebbe stato il giorno in cui il suo uomo sarebbe tornato da lei. <br \/>\nEra stato via molto pi&ugrave; di un anno, stavolta, ma nemmeno per un attimo lei aveva creduto che fosse morto o in pericolo. Non era certo all&rsquo;altezza di una Prima Veggente, ma le sue sensazioni raramente l&rsquo;avevano tradita. <br \/>\nStavolta era stata dura resistere alla tristezza. L&rsquo;attesa l&rsquo;aveva logorata molto. Il suo orgoglio la spingeva ad andare avanti, a non impazzire, ad aspettare con pazienza il ritorno di quell&rsquo;uomo cos&igrave; schivo e dolce, cercando di ignorare il fatto che lui la lasciasse sempre sola, che non volesse condividere fino in fondo con lei la sua vita di erranza e tradizioni dimenticate, da osservare ad ogni costo.<br \/>\nAveva passato le sue giornate dedicandosi alla danza con impeto furioso e disperato, o riservando le sue attenzioni a sua figlia, che assomigliava cos&igrave; tanto a Kasumoto. Le ripeteva che il samurai le amava, che dovevano prepararsi per quando sarebbe ritornato e fargli trovare tutto il calore che potevano dargli, le insegnava la lingua e la scrittura dell&rsquo;Est, le ripeteva le favole sui Dragoni di Giada che Kaessandria le aveva raccontato quand&rsquo;era piccola, lodava in continuazione il contegno di questi antichi combattenti e la loro abnegazione. Aveva smesso di rivolgersi a sua figlia col suo primo nome, quello ufficiale, e la chiamava semplicemente Mitzuko, per continuare a coltivare la disperata illusione che il suo amato fosse ancora l&igrave; con loro, a comportarsi come un vero compagno era tenuto a fare.<br \/>\nNaima non avrebbe mai ammesso che il suo amato era un padre e un marito fallimentare, sebbene fosse un guerriero formidabile. Mai e poi mai, e avrebbe negato l&rsquo;evidenza fino alla morte. Questo pensavano tutti. Ma si sbagliavano.<\/em><\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\n&#8211; Kasumoto, mio dolce&hellip; bentornato! Ma&hellip; cos&rsquo;hai&hellip; perch&eacute; non mi abbracci&hellip;?<br \/>\n&#8211; Mi spiace, Naima, ma devo andarmene.<br \/>\n&#8211; Ma&hellip; come? Di nuovo? Adesso? Ma sei appena arrivato&hellip;<br \/>\n&#8211; Non hai capito&hellip; me ne devo andare per sempre. Non far&ograve; pi&ugrave; ritorno qui. <br \/>\n&#8211; Che cosa stai dicendo? Che storia &egrave; questa?<br \/>\n&#8211; Alcuni vecchi compagni di ventura hanno avuto un bambino che non possono tenere, altrimenti verr&agrave; ucciso. Mi prender&ograve; cura io di lui, e lo educher&ograve; al Bushido. Io desidero riportare agli antichi splendori la mia stirpe, lo sai, quindi ho bisogno di un erede a cui affidare la memoria del mio passato.<br \/>\n&#8211; Oh, ma Kasumoto! Ti pare che questo possa essere un problema? Anzi! Io darei qualsiasi cosa per potermi occupare di un altro bambino, visto che non posso pi&ugrave; averne di miei&hellip; lo amer&ograve; come se fosse mio, vivremo qui in pace e in tranquillit&agrave; e tu potrai insegnargli tutto ci&ograve; che vuoi&hellip;<br \/>\n&#8211; No, Naima, voglio che cresca nell&rsquo;Est. Desidero che cresca dove i miei antenati ancora riposano.<br \/>\n&#8211; Allora verr&ograve; con te, ti seguir&ograve;, e lo cresceremo nella tua terra, insieme!<br \/>\n&#8211; Mi spiace, ma non &egrave; possibile. Sai bene che nostra figlia &egrave; destinata dalle vostre tradizioni al&hellip;<br \/>\n&#8211; AL DIAVOLO LE TRADIZIONI! Potranno sempre trovare qualche altra ragazza che possa proteggere la trib&ugrave;! <br \/>\n&#8211; Non permetterei mai una cosa simile.<br \/>\n&#8211; E allora va bene, lasceremo Mitzuko qui, la affideremo a mia madre perch&eacute; continui ad educarla&hellip; <br \/>\n&#8211; No.<br \/>\n&#8211; La piccola capir&agrave;! Glielo spiegheremo&hellip;<br \/>\n&#8211; No, Naima, non &egrave; Mitzuko il problema. Quello che potrebbe pensare non mi interessa, fra l&rsquo;altro&hellip;<br \/>\n&#8211; Che cosa stai&hellip;<br \/>\n&#8211; &hellip;&egrave; che non voglio che tu mi segua. <br \/>\n&#8211; Ma cosa&hellip; come&hellip; ma perch&eacute;, PERCH&Eacute;, in nome degli dei?<br \/>\n&#8211; Perch&eacute; una famiglia mi sarebbe d&rsquo;intralcio. Io devo seguire i precetti del Bushido, e non voglio farmi distrarre dai sentimenti.<br \/>\n&#8211; Tu&hellip; tu hai perso il senno&hellip; non sai pi&ugrave; cosa dici&hellip;<br \/>\n&#8211; N&eacute; voglio che il mio erede diventi un debole, attaccandosi a una figura materna.<br \/>\n&#8211; KASUMOTO!<br \/>\n&#8211; Quindi devo lasciare questo luogo. Per sempre. <br \/>\n&#8211; Tu&hellip; non dici sul serio&#8230; oh no&hellip;<br \/>\n&#8211; Ho gi&agrave; deciso. Questo &egrave; quanto.<br \/>\n&#8211; Ma&hellip; davvero&hellip; non pensi a tua figlia? Cosa dir&agrave;? Lei TI ADORA!<br \/>\n&#8211; Se mi rispetta veramente, comprender&agrave; che tutto questo &egrave; necessario. E poi la trib&ugrave; la protegger&agrave;. Io non ho nulla da insegnarle n&eacute; da darle.<br \/>\n&#8211; Come&hellip; come puoi parlare cos&igrave;? E va bene, di lei non ti importa, ma di me? A me, allora, a ME non pensi? Se il suo dolore non ti interessa, non ti importa nulla nemmeno del MIO DOLORE? Cosa far&ograve; senza di te? Come potr&ograve; vivere senza saperti al mio fianco, e con la consapevolezza che nemmeno mi rivolgi un pensiero, perch&eacute; ti sono solo d&rsquo;intralcio! <br \/>\n&#8211; Se sei davvero forte, sopravvivrai.<br \/>\n&#8211; Come osi essere cos&igrave; INGRATO E INSENSIBILE? COME OSI UMILIARE COS&Igrave; IL MIO AMORE?<br \/>\n&#8211; Mi spiace, Naima, ma le mie tradizioni vengono anche prima di te.<br \/>\n&#8211; &hellip;le tradizioni? Le tue dannatissime tradizioni? Io&hellip;. Io&hellip; IO TI MALEDICO, INFAME TRADITORE CHE NON SEI ALTRO! TU E LE TUE MISERABILI TRADIZIONI SIATE PER SEMPRE MALEDETTI! CHE IL DESERTO TI INGHIOTTA SE SOLO PROVERAI A RIMETTERCI PIEDE, CHE IL RIMORSO TI PERSEGUITI SEMPRE E TI LOGORI OVUNQUE SEI, QUALSIASI COSA FARAI, E POSSA LA TUA ANIMA ESSERE PER SEMPRE DANNATA! E ORA VATTENE! VATTENE VIA! VA&rsquo; DAI TUOI ANTENATI, CHE SIANO MALEDETTI ANCHE LORO, CHE POSSANO ESSER FIERI DELLO SPREGEVOLE TRADITORE CHE SEI DIVENTATO!<\/p>\n<p><\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\n<em>Kasumoto non riusciva a credere di essere davvero riuscito a mantenere la calma gelida che si era imposto durante tutta la conversazione, di aver resistito al desiderio di abbracciare la sua amata e dirle che era tutto uno scherzo, un dannato imbroglio del Destino, e che nulla e nessuno l&rsquo;avrebbe mai separata da lui, perch&eacute; lui l&rsquo;amava, l&rsquo;amava davvero, e non pensava nessuna delle cose orribili che le aveva sbattuto in faccia.<br \/>\nMa, durante quell&rsquo;incontro proprio nel bel mezzo dell&rsquo;accampamento, mentre tutti quanti lentamente si ritiravano nelle proprie tende con discrezione man mano che la conversazione si scaldava, aveva sentito gli occhi di Kaessandria fissi su di lui, che lo osservavano, condividendo la sua pena. Lei era l&igrave;, da qualche parte, ad osservare che il suo pupillo non la tradisse. Cos&igrave;, era riuscito a dominare il suo istinto e a resistere fino alla fine.<br \/>\nNon sapeva nemmeno lui come aveva fatto a non impazzire quando lei, ormai furibonda, lo aveva maledetto gettandogli in faccia una manciata di sabbia rovente, gridando contro di lui parole del Deserto e dell&rsquo;Est in un miscuglio esplosivo e terribile da udirsi, mentre lui non poteva far altro che starla a guardare con contegno impassibile. <br \/>\nNemmeno un ultimo abbraccio, mentre il suo cuore non gli chiedeva altro che poter stringere quella donna sconvolta a s&eacute;.<br \/>\nLa notte era ormai alle porte, i Laes &lsquo;n Dahlar distanti e nella testa gli rimbombava la maledizione della donna che amava: il ricordo delle sue grida disperate di creatura ferita e umiliata lo tormentava a tal punto che per un attimo gli sembr&ograve; di udire di nuovo la voce di Naima gridare rabbiosa il nome di colui che l&rsquo;aveva abbandonata con tanta apparente indifferenza. <br \/>\nMa un pensiero gli era appena balenato in testa, distogliendolo dal resto, trapassandolo da parte a parte come una freccia impietosa: c&rsquo;era qualcun altro che aveva sicuramente assistito a tutta la scena: qualcuno che si era sentito dire da entrambi i suoi genitori che non era importante, nient&rsquo;altro che un impiccio, un fardello da sballottare qua e l&agrave; e da lasciare in custodia a qualcuno perch&eacute; troppo ingombrante da portarsi dietro&hellip; che cosa tremenda e meschina aveva appena fatto! Adesso ne comprendeva tutta la gravit&agrave;: sua figlia, quella creatura cos&igrave; dolce e sensibile aveva udito tutto, tutto quanto&hellip; e mai, pens&ograve; Kasumoto, mai avrebbe smesso di odiare suo padre.<\/em><\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Naima era rimasta da sola, a terra, stringendo la sabbia fra i pugni chiusi fino a ferirsi. Le lacrime ormai avevano impastato mani e terreno, tingendo i granelli di un colore opaco e scuro come sangue rappreso. <br \/>\nIl suo uomo l&rsquo;aveva tradita, offesa, umiliata. Non gli importava di lei. Non l&rsquo;avrebbe mai perdonato&hellip; mai&hellip; mai&hellip;<br \/>\nMai? Ma cosa stava dicendo? Kasumoto era TUTTO, per lei! Avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui, qualsiasi! Se separarsi da lei era ci&ograve; che desiderava, lei l&rsquo;avrebbe rispettato! Al diavolo il suo orgoglio, s&igrave;, lo avrebbe fatto! Perch&eacute; lo amava, lo amava sopra ogni altra cosa! Lo amava tanto che era anche pronta a rinunciare a lui!<br \/>\nCorse nella sua tenda, trafelata, e afferr&ograve; rapida una delle pergamene pi&ugrave; belle che avesse a disposizione. Scrisse rapida, febbrile, e la sigill&ograve; dentro a un contenitore di canna di bamb&ugrave; che un tempo era servito per custodire un regalo che il suo uomo le aveva portato da luoghi misteriosi e lontani, e su cui ancora era scritto&nbsp; &ldquo;al mio amore&rdquo; nella lingua dell&rsquo;Est.<br \/>\nPerdonare, s&igrave;, doveva perdonare. Lei lo avrebbe atteso, e rispettato. Lo amava, lo amava troppo. <br \/>\nSi precipit&ograve; fuori, correndo, correndo, senza guardarsi indietro, senza pensare a null&rsquo;altro che non fosse raggiungere il suo amato, oltre l&rsquo;accampamento, oltre le dune, oltre&hellip; oltre&hellip; <\/p>\n<p>A malapena si accorse che qualcosa era piombato improvvisamente su di lei, straziandole le carni e soffocandole il respiro. Riusc&igrave; solo a gridare un nome, che suon&ograve; contorto e incomprensibile come un lungo gemito agghiacciante, poi non vide n&eacute; sent&igrave; pi&ugrave; nulla. <\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\n<em>Kaessandria chin&ograve; la testa non appena vide sfrecciare sua figlia all&rsquo;inseguimento di Kasumoto. Il destino si stava compiendo. La sua mano stringeva ancora quella della nipotina, congelata accanto a lei e incapace di muoversi o di parlare. <br \/>\nIl suo pupillo aveva superato se stesso. Il risultato ottenuto era praticamente perfetto. La reazione di Naima e il rigore delle piccole dita di Mel&rsquo;Ishnd non lasciavano spazio a nessun dubbio. <br \/>\nOrmai non era pi&ugrave; possibile tirarsi indietro. <br \/>\nNon ferm&ograve; sua figlia, al contrario di quanto aveva fatto prima con la bambina. La piccola voleva andare ad abbracciare il padre, ma lei l&rsquo;aveva trattenuta. Voleva andare a scongiurarlo di restare, e forse ci sarebbe riuscita, ma lei glielo aveva impedito con dolcezza, attirandola verso di s&eacute;. <br \/>\nAdesso non c&rsquo;era pi&ugrave; nulla da fare.<br \/>\nQuando, pochi minuti dopo, il vento port&ograve; con s&eacute; l&rsquo;eco del grido di Naima, socchiuse gli occhi e una lacrima rotol&ograve; furtiva gi&ugrave; per la guancia, andando a nascondersi nelle pieghe del velo attorcigliato attorno al collo.<br \/>\nMa nessuno avrebbe mai saputo che Kaessandria aveva pianto. Per la prima volta in vita sua. <\/em><\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\nNon appena udirono il grido, gli uomini pi&ugrave; forti e gli incantatori pi&ugrave; esperti corsero in aiuto della loro consorella: il corpo della donna giaceva a terra mentre tre predoni, che dalla loro avevano avuto solo la mancanza di accortezza della loro vittima, ancora si disputavano rumorosamente i gioielli strappati dalle vesti di Naima. Quel giorno ne aveva tanti su di s&eacute;, e di finissima fattura, perch&eacute; si era preparata accuratamente a ricevere il suo amato. <br \/>\nL&rsquo;ira dei pacifici Laes &lsquo;n Dahlar esplose tutta insieme, travolgendo i tre sprovveduti, colti totalmente alla sprovvista. Di loro non rimase nemmeno il ricordo. <\/p>\n<p>La figlia della Prima Veggente giaceva a terra, ancora bellissima e stravolta, e fra le dita stringeva un oggetto dalla forma allungata e macchiato di sangue che nemmeno la violenza dei predoni, da morta, era riuscita a sottrargli. <br \/>\nAveva voluto raggiungere il suo compagno, ma non ci era riuscita, e lui non era giunto in suo soccorso, troppo distante per udirla o del tutto indifferente alla sua sorte. <\/p>\n<p>Mandarono a prendere una barella. Il corpo senza vita di Naima sfil&ograve; dinanzi a tutta la trib&ugrave; prima di giungere dinanzi alla tenda di Kaessandria. <br \/>\nNessuno not&ograve; quale fu la reazione della Prima Veggente, poich&eacute; tutti rimasero senza parole a guardare, del tutto impotenti, gli occhi sgranati di Mel&rsquo;Ishnd, futura guida del loro popolo, che quasi cambiavano di colore. Dalla sua piccola gola usc&igrave; dapprima un grido soffocato, pesante come un macigno; poi, da rantolo appena udibile si trasform&ograve; in un unico, lugubre, lunghissimo gemito, che trafisse il cuore di tutti i presenti come se l&rsquo;oscurit&agrave; stessa fosse penetrata in nei recessi pi&ugrave; remoti delle loro anime. <br \/>\nTanto dolore in un corpo cos&igrave; piccolo. I Laes &lsquo;n Dahlar non l&rsquo;avrebbero mai dimenticato.<\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\n<em>Mel&rsquo;Ishnd vegliava e cantava vicino al corpo di sua madre da sette notti. Quattro notti per la morte violenta, tre notti perch&eacute; apparteneva alla famiglia Tensh&rsquo;Elijh. Le donne della trib&ugrave; avevano cantato con lei, mentre gli uomini scuotevano senza sosta i grandi campanelli d&rsquo;argento che avrebbero guidato lo spirito di Naima verso il Grande Deserto del Cielo, e l&rsquo;avrebbero protetta dagli spiriti maligni che avessero voluto catturare la sua anima. <br \/>\nMa la sua mente non era pi&ugrave; l&igrave;. Il suo cuore aveva abbandonato ogni gioia, ogni speranza, ogni rimasuglio della fanciullezza. <br \/>\nLe parole di suo padre le rimbombavano in testa, sempre pi&ugrave; terribili, sempre pi&ugrave; laceranti. <br \/>\nL&rsquo;uomo che aveva amato cos&igrave; tanto era un mostro senza cuore.<br \/>\nL&rsquo;uomo di cui aveva atteso il ritorno con ansia per gran parte della sua vita l&rsquo;aveva rimpiazzata con un bambino sconosciuto.<br \/>\nL&rsquo;uomo che per lei era una divinit&agrave; da venerare teneva pi&ugrave; alle cose morte, come le tradizioni dimenticate di un popolo in agonia, che alle cose vive, come lei e sua madre.<\/p>\n<p>E sua madre!<br \/>\nSua madre era morta per volergli recare il perdono che lui non meritava. <br \/>\nSua madre lo amava tanto che era disposta persino a rinunciare a sua figlia, pur di poterlo seguire. <br \/>\nSua madre era stata completamente soggiogata dalla volont&agrave; di quell&rsquo;uomo scellerato. <br \/>\nSua madre non aveva mai amato la sua figlioletta se non perch&eacute; le ricordava quell&rsquo;empio assassino. <br \/>\nSua madre ora era morta.<br \/>\nSenza un ultimo abbraccio a colei che ora ne vegliava il corpo senza vita.<\/p>\n<p>Sola, umiliata, abbandonata. Mel&rsquo;Ishnd&nbsp; Mitzuko aveva solo sette anni, ma dentro di s&eacute; sentiva che la sua vita era gi&agrave; finita.<br \/>\nNon avrebbe pi&ugrave; creduto nessuno dei sentimenti che riscaldano il cuore. L&rsquo;amore? Solo inganno, vuote parole, dolore infinito. La fiducia? Una trappola che trascina gli stolti verso morte certa. Non avrebbe mai pi&ugrave; riso, o sorriso. Non c&rsquo;era pi&ugrave; niente al mondo per cui valesse la pena farlo. Esisteva un&#8217;unica parola nella sua testa, un unico desiderio ad avvelenarle l&#8217;anima, un&#8217;unica consapevolezza che ancora potesse mantenerla viva, giorno dopo giorno: la vendetta.<\/p>\n<p>Quella notte, al termine della veglia funebre, rinneg&ograve; il nome che i suoi genitori usavano con lei. Rinneg&ograve; ogni cosa le ricordasse l&rsquo;Est, suo padre e quel bambino sconosciuto cos&igrave; maledettamente importante per lui. <br \/>\nSi mise un velo attorno ai capelli, come le sarebbe stato imposto di fare solo una volta che avesse preso il suo posto alla guida della trib&ugrave;, con l&rsquo;intenzione di non toglierselo mai pi&ugrave;. E giur&ograve;, giur&ograve; a se stessa che un giorno si sarebbe vendicata di quel mostro assassino che in pochi attimi le aveva portato via sua madre, la sua serenit&agrave; e la sua gioia di vivere, distruggendo in un attimo ognuna delle cose che un tempo le aveva donato.<\/em><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cuore di Naima era al colmo della gioia, quel giorno. Sapeva che sarebbe tornato, lo sentiva, non poteva sbagliarsi. Quello sarebbe stato il giorno in cui il suo uomo sarebbe tornato da lei. 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