{"id":889,"date":"2013-09-26T09:13:11","date_gmt":"2013-09-26T08:13:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=889"},"modified":"2013-09-26T09:13:59","modified_gmt":"2013-09-26T08:13:59","slug":"vite-in-ballo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/vite-in-ballo\/","title":{"rendered":"Vite in ballo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Anno III<\/strong><\/p>\n<p>Nella penombra della sua cella, il ragazzo finiva di preparare la sua sacca da viaggio. Si pass\u00f2 le trecce che gli incorniciavano il viso sopra le orecchie, cercando di far mente comune su quanto aveva ancora da prendere con s\u00e9, e sbuff\u00f2 infastidito. Era nervoso; si preparava ad un gran passo, e non poteva certo iniziare con qualche errore\u2026 Qualcuno buss\u00f2 alla porta, e con passi svelti il giovane and\u00f2 ad aprire; un anziano monaco gli sorrise, porgendogli un libricino rilegato in pelle.<\/p>\n<p>&#8211; Aulay, intendevi lasciare il breviario delle preghiere?- fece il frate, mentre il ragazzo si affrett\u00f2 a recuperare il breviario e a portarlo subito verso il suo zaino.<\/p>\n<p>&#8211; Certamente no, padre Edgar, ma non riesco a ricordarmi tutto\u2026 sono un po\u2019 preoccupato per questa partenza\u2026 &#8211; sbuff\u00f2 Aulay, battendosi le mani sui fianchi come per cercare la concentrazione. L\u2019anziano ridacchi\u00f2, poi gli fece cenno di seguirlo, cosa che il giovane fece subito con zelo. I due camminarono negli scuri corridoi del monastero, illuminati solo da sporadiche lanterne, parlottando a bassa voce.<\/p>\n<p>&#8211; Hai dubbi? Sembrava che avessi tutto chiaro, nella tua testa\u2026 &#8211; sussurr\u00f2 il monaco.<\/p>\n<p>&#8211; No, sono certo sul da farsi \u2013 rispose l\u2019altro. \u2013 La fondazione di questo nuovo ordine, i Messi dell\u2019Orifiamma, \u00e8 il segno che aspettavo da tempo! Adesso so come rendere onore alla mia terra ed alla mia fede, portando giustizia dove ce n\u2019\u00e8 bisogno, e facendo cos\u00ec porter\u00f2 gloria al mio clan, al mio sept, ai miei genitori\u2026 e perch\u00e9 no! Potrei diventare anch\u2019io qualcuno!<\/p>\n<p>Il monaco annu\u00ec in silenzio. \u2013 Cosa sono tutte queste paure, allora?<\/p>\n<p>Il ragazzo tentenn\u00f2, mordendosi un labbro.<\/p>\n<p>&#8211; Non sono bravo in niente, padre\u2026 Non ho la saggezza della badessa mia madre, n\u00e9 sono un uomo d\u2019arme come il mylwar mio padre\u2026 Sono un ragazzo con la sua fede e la speranza di cambiare qualcosa, ma come pu\u00f2 bastare questo?<\/p>\n<p>Non ci fu nessuna risposta, e i due continuarono a camminare in silenzio, finch\u00e9 non arrivarono nel chiostro. Al centro di esso stava un grosso tavolo di quercia imbandito, presso cui stavano gi\u00e0 seduti alcuni tra i monaci e le suore del monastero; altri erano intenti alla preparazione della cena, almeno a giudicare dal rumore e dalle risate che giungevano dalle cucine, mentre un piccolo gruppo di confratelli era intento ad accordare alcuni strumenti. Aulay trattene a stento la sorpresa a quella visione; la vita nel monastero non era certo ricca, sebbene non austera, e una simile organizzazione era certamente stupefacente.<\/p>\n<p>&#8211; E\u2019 stata un\u2019idea di tutti, quando hanno saputo della tua partenza, e tuo padre e tua madre hanno contribuito\u2026 &#8211; gongol\u00f2 il monaco anziano. \u2013 Se vuoi sapere in cosa sei bravo, qui avrai una risposta.<\/p>\n<p>Aulay non trov\u00f2 la risposta, quella sera, ma cap\u00ec molto di s\u00e9 e di quello che sarebbe andato a fare. La cena fu magnifica e deliziosa, tra chiacchiere varie e preghiere tanto solenni quanto vive e vibranti; e poi ci fu la musica. Musica popolare gardanita, quella da ballare fino a farsi venire il fiatone, in cui ti scateni e senti le energie del Calderone stesso fluire attraverso di te; Aulay aveva imparato a ballare l\u00ec al monastero, e aveva avuto sia uomini che donne come insegnanti. Erano in numero dispari, monaci e suore, e non c\u2019erano abbastanza compagne per ogni ballerino; ergo, per questioni di necessit\u00e0, gli uomini imparavano sia a condurre che a essere condotti, in quanto all\u2019occorrenza ballavano tra loro fino al momento in cui non ci fosse stata una donna disponibile. E Aulay ball\u00f2 con donne e con uomini, nella sua ultima sera al monastero, il giorno prima che il suo futuro iniziasse. E sulla strada che gli si parava innanzi avrebbe trovato mille difficolt\u00e0, si diceva in cuor suo, ma il ricordo di quella sera lo avrebbe sempre scaldato; se fosse arrivato in alto, se fosse divenuto qualcuno, lo avrebbe fatto per la sua gente e per merito della sua gente. Non importava cosa sarebbe successo, lui l\u2019avrebbe affrontato, si sarebbe adattato come gli era stato insegnato nella danza come nella vita ma rimanendo sempre s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>A volte un ballo pu\u00f2 essere solo un ballo, mentre altre volte pu\u00f2 segnare la tua vita per sempre, in modo indelebile. Dietro ogni passo c\u2019\u00e8 una storia, dietro ogni nota un ricordo. Aulay lo cap\u00ec quella sera, una delle tante piccole lezioni che avrebbe appreso da l\u00ec in poi\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anno XVI<\/strong><\/p>\n<p>Il capitano Garreth Kerr era sempre l\u2019anima di ogni festa, dicevano. La fama del giovane era nota in tutto il meridione di Gardan, e anche presso la capitale Lencoe il suo nome iniziava a essere nominato con rispetto e ammirazione per svariati motivi. Primo su tutti il valore militare, per il quale la festa di quella sera era stata organizzata; nell\u2019ampio campo d\u2019arme al centro di Oldmory si festeggiava la sua promozione da caporale a capitano per le mirabili azioni di guerra sulle Cime Guardiane con canti, balli ed abbondanti libagioni, e ai figli dell\u2019Orsa si erano affiancati numerosi barbari delle montagne come graditi ospiti. Tutti parlavano di Garreth, di come era intervenuto nell\u2019assedio subito dal protettorato di Kaalon e lo aveva spezzato con un manipolo di soldati, usando una grande avvedutezza tattica e una mirabile perizia d\u2019arme. L\u2019altro motivo per cui il ragazzo era conosciuto, comunque, era proprio la sua capacit\u00e0 di ravvivare ogni festeggiamento; sapeva ballare e suonare abilmente, era impossibile resistere alle sue battute e le dame apprezzavano molto la sua compagnia. Il suo spirito cameratesco, ci\u00f2 che lo rendeva un\u2019ottima guida in battaglia e un punto di riferimento per i soldati sia dentro che fuori dalla caserma, trovava grande sfogo nelle occasioni mondane e fra tutti i Kerr si diceva che ogni festa avrebbe avuto un ottimo esito se Garreth avesse presenziato.<\/p>\n<p>Quella sera Garreth era inquieto, per\u00f2. Gli era sempre sembrata strana quella capacit\u00e0, sua e del suo popolo, di gettarsi alle spalle le amarezze in un istante e di festeggiare invece i successi ottenuti. Pochi giorni prima molti erano caduti in battaglia, e solo il giorno precedente i sacerdoti dell\u2019Orifiamma avevano officiato i solenni funerali; eppure, a cos\u00ec breve distanza, gi\u00e0 si celebravano invece i successi d\u2019arme, come se il peso di quelle morti fosse improvvisamente svanito. \u201cIl coraggio si accresce intorno ad una ferita\u201d, diceva il motto dei cavalieri erranti; che ci fosse quindi bisogno di sentir dolore, per sapere cos\u2019era il piacere? Non c\u2019era gloria, senza la morte di qualcun altro come paragone?<\/p>\n<p>Garreth butt\u00f2 gi\u00f9 l\u2019ennesima pinta di birra alla luce dei fal\u00f2, e si alz\u00f2 gridando, incitando i suoi uomini alla danza. Un ricordo gli aveva attraversato la mente e gli aveva fatto sbocciare di nuovo il sorriso. Era poco pi\u00f9 che un bambino, allora, e stava ricevendo i primi rudimenti sia di vita militare che di educazione cortese. Era sua madre stessa ad occuparsi di quest\u2019ultima, ed era in quegli anni che Garreth aveva maturato la sua abilit\u00e0 nella musica e nella danza; si ricord\u00f2 di lunghe lezioni in cui dovette memorizzare passi su passi, imparare a condurre la propria compagna e a sentire la musica non con le orecchie ma con i piedi. Ingenuamente lo chiese, a sua madre:<\/p>\n<p>&#8211; Madre, io diverr\u00f2 un guerriero! Cosa mi serve imparare a ballare?<\/p>\n<p>La madre gli prese il viso fra le mani e gli depose un delicato bacio sulla fronte. La sua voce era delicata come un\u2019alba di primavera.<\/p>\n<p>&#8211; Perch\u00e9 nella vita abbiamo bisogno di tutto, Garreth. Nessuno sar\u00e0 mai il migliore in tutto, ma un figlio dell\u2019Orsa e specialmente un Kerr deve almeno essere il migliore in pi\u00f9 cose possibili. E non per primeggiare e stare sopra gli altri, ma perch\u00e9 a chi pi\u00f9 si impegna arriva la felicit\u00e0. Ricorda sempre di essere felice, Garreth, in ogni giorno della tua vita\u2026<\/p>\n<p>E Garreth ball\u00f2, quella sera, con i suoi soldati e con tutte le donne che incontr\u00f2; ball\u00f2 con i barbari le loro danze scalmanate intorno al fuoco, e bevve i loro potenti liquori. E trov\u00f2 una donna dai capelli corvini, bella come una dea e forte come un toro, che guidava quei barbari e spiccava fra loro; ball\u00f2 con lei al ritmo dei tamburi delle montagne e delle cornamuse di Gardan, ed insieme coinvolsero tutti i presenti ad unirsi a loro. L\u2019alleanza fra i due popoli fu rinsaldata, quella sera, e Garreth si disse che la sua felicit\u00e0 era la felicit\u00e0 del suo popolo, ed ogni momento degno di vivere per lui avrebbe reso maggior gloria alla sua gente ed alla sua terra. L\u2019avrebbe attesa, la gioia vera, ed avrebbe vissuto al massimo delle sue capacit\u00e0 fino a quando questa non sarebbe arrivata.<\/p>\n<p>Quella sera, Garreth non sapeva che la felicit\u00e0 sarebbe arrivata dieci anni pi\u00f9 tardi, quando il dolore della scomparsa di suo padre sarebbe stato squarciato da una visione di trecce bionde e dalla voce angelica di una figlia del suo popolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anno XIX<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ampio salone della reggia di Tomiloch la tensione era palpabile. Da poche settimane era avvenuta la dipartita del B\u00f9naidh Benedict Cleeland, e in molti si interrogavano su quale sarebbe stato il futuro del clan. In molti presagivano che il ballo indetto per quella sera avrebbe indicato quale sarebbe stata la strada attraverso cui la reggenza dei Cleeland sarebbe passata; dopotutto Lady Olivia, primogenita e attuale B\u00f9naidh, era nubile e in molti desideravano quella mano per salire sullo scranno pi\u00f9 alto del clan. In molti si ricordavano i balli precedenti in quello stesso salone; la giovane donzella era stata invitata a danzare dai rampolli di molte nobili famiglie, e lei aveva accettato sotto lo sguardo attento del B\u00f9naidh suo padre. Nelle sue ricche vesti fluenti, elegante come la pi\u00f9 raffinata tra le dame, Lady Olivia aveva volteggiato leggiadra seguendo i passi dei suoi accompagnatori, e di sicuro nessuno poteva dire che non se la cavasse egregiamente; eppure, chi la guardava sapeva che c\u2019era qualcosa di strano in lei. Prima di tutto, nel suo aspetto c\u2019era sempre un dettaglio fuori posto, per quanto spesso quasi invisibile: un laccio di un colore troppo acceso, orecchini fuori luogo, una ciocca di capelli di una qualche strana tinta, qualcosa che dava nell\u2019occhio minimamente ma che attirava l\u2019attenzione. E poi, il modo di ballare di Olivia era particolare; preciso, perfetto, ogni passo era al suo posto, senza errori n\u00e9 sbavature, eppure proprio per questo risultava meccanico ed artificioso. Non c\u2019era trasporto nei balli di Olivia, nessuna ispirazione, \u00a0niente del fuoco che invece animava le danze tipiche gardanite, solo una sequenza di passi consecutivi da eseguire come una procedura. Il B\u00f9naidh osservava, attento, quindi congedava ogni compagno della figlia con fare cortese. In questo modo, ancora nessuno era riuscito a sposare Lady Olivia, ma adesso Lord Benedict non c\u2019era pi\u00f9, e qualcosa quella sera sarebbe cambiato\u2026<\/p>\n<p>L\u2019ingresso di Lady Olivia fu sottolineato dal pesante tonfo delle porte che si aprivano, seguito da un\u2019ondata di clamore che fece voltare tutti i presenti nella sala. La B\u00f9naidh non era vestita con gli eleganti abiti che si confacevano ad una dama in un evento mondano, come sempre era accaduto finora, bens\u00ec era avvolta in un lungo cappotto bianco ricamato con motivi azzurri e argento, tra i quali spiccava il simbolo dell\u2019Accademia dei Mestieri; sotto di esso, vestiva semplici abiti da artigiana, e i capelli sciolti erano fermati con un bizzarro paio di grossi occhiali. Con voce allegra, la donna si scus\u00f2:<\/p>\n<p>&#8211; Perdonate il mio ritardo, messeri!<\/p>\n<p>A larghi passi arriv\u00f2 sullo scranno dei B\u00f9naidh in cima alla scalinata che dominava il salone, e si sedette con cura afferrando saldamente i braccioli; con un gesto rapido della mano, la donna ordin\u00f2 alla banda di iniziare a suonare. Con l\u2019inizio della musica, alcune coppie si portarono al centro della sala iniziando a ballare, ma gli occhi dei pi\u00f9 erano rivolti a Olivia, che con aria soave contemplava i ballerini; un misto di incredulit\u00e0, di sdegno, di curiosit\u00e0 e interesse animava i Cleeland assiepati nella sala innanzi a quella bizzarria. Un giovane in un\u2019elegante cotta d\u2019arme azzurra, con fare incerto, sal\u00ec le scale fino a portarsi innanzi alla B\u00f9naidh, e l\u00ec le rivolse un profondo inchino.<\/p>\n<p>&#8211; Lady Olivia, mi concede l\u2019onore di questo ballo?<\/p>\n<p>&#8211; No, ma grazie lo stesso.<\/p>\n<p>La risposta di Olivia sembr\u00f2 stordire il ragazzo, che scese le scale quasi barcollando. Il sorriso della donna era enigmatico, ma quanto mai compiaciuto in quel momento. Un secondo giovane, un marcantonio dalla mascella squadrata e una zazzera bionda, sal\u00ec le scale con passo deciso, stavolta, e il suo inchino fu vigoroso quanto il suo invito.<\/p>\n<p>&#8211; Lady Olivia, mi concede l\u2019onore di questo ballo?<\/p>\n<p>&#8211; No, ma grazie lo stesso.<\/p>\n<p>Un secondo pretendente allo scranno dei Cleeland fu mandato indietro, ed il sorriso sul volto della B\u00f9naidh si allarg\u00f2 sempre di pi\u00f9. In molti pensavano che la dipartita di Lord Benedict avrebbe cambiato qualcosa, e quella sera si resero conto che probabilmente mai nessuno avrebbe affiancato lady Olivia nella sua guida. Nel ricordo dei presenti, ben undici pretendenti furono rifiutati da una Olivia tanto mite quanto serena, che non prese parte ad alcun ballo, quella sera. Capirono che quella era la loro B\u00f9naidh, e da quella sera la ammirarono e la rispettarono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anno XXI<\/strong><\/p>\n<p>Respiro.<\/p>\n<p>Respiro.<\/p>\n<p>Respiro.<\/p>\n<p>Aveva affrontato mostri temibili, aveva fronteggiato pericoli incredibili, era sopravvissuta alle prove pi\u00f9 ardue, eppure temeva ancora suo padre. Logan se ne stava in disparte in un angolo del salone mentre la musica suonava allegra; erano l\u00ec tutti per lei, stasera, per festeggiare il suo ritorno, per celebrare la sua nomina ad Asso dei Cavalieri della Spina d\u2019Acciaio. Con le sue azioni, si era dimostrata la pi\u00f9 degna a comandare l\u2019ordine cavalleresco che era il fiore all\u2019occhiello del Ducato dell\u2019Orsa Bianca; aveva recato doni antichi, sepolti nel tempo e strappati alle leggende stesse, e aveva offerto ai Numi come omaggio i feticci delle bestie pi\u00f9 tremende che aveva sconfitto. Eppure, tutto il coraggio che le gonfiava il petto in battaglia non era sufficiente per affrontare Erik MacDussel.<\/p>\n<p>Erano passati otto anni ormai dalla sua fuga da corte, e molte cose in lei erano cambiate; era pronta ad accettare il ruolo che il suo Ducato le avrebbe dato un giorno, e non vedeva pi\u00f9 questo evento come una condanna ma come un onore. Il suo popolo la amava per come era, libera ed irruenta, e lei desiderava renderlo fiero con ogni sua azione. Eppure, con suo padre era diverso. Da quella fuga, quando solo quattordicenne Logan fugg\u00ec di casa ed il Duca Erik fu costretto a riprenderla, qualcosa era rimasto in sospeso tra loro. Qualcosa che non si sarebbero mai detti, orgogliosi e testardi entrambi, e che sempre avrebbero percepito in ogni sguardo, in ogni gesto, in ogni parola; qualcosa che si era infranto e che non sarebbero stati capaci di aggiustare.<\/p>\n<p>Rigirando il boccale di birra fra le mani, la testa persa nella musica, Logan pens\u00f2 a quello sguardo. Tornata da quell\u2019erranza lunga un anno, suo padre l\u2019aveva accolta a Lencoe nel ruolo di Frenin di Gardan. Le sue parole erano quelle di un cavaliere orgoglioso di un suo pari, i suoi gesti quelli di un sovrano che accoglieva il ritorno di un eroe, ma i suoi occhi erano quelli preoccupati di un padre, quelli spaventati di un genitore che non vedeva la figlia da cos\u00ec tante lune, quelli furenti di chi avrebbe voluto sapere come stava il sangue del suo sangue e non poteva. Quello sguardo la lacer\u00f2. Erano tutti l\u00ec a ballare per lei, e lei non riusciva a goderselo.<\/p>\n<p>&#8211; La birra si riscalder\u00e0, cos\u00ec.<\/p>\n<p>La voce di Erik MacDussel dest\u00f2 Logan dai suoi pensieri. Si sent\u00ec rabbrividire, vedendo il padre torreggiare in piedi innanzi a lei, lo sguardo serio, le mani serrate dietro la schiena. Si chiese se sarebbe mai uscita dalla sua ombra, e un ghigno le incresp\u00f2 il volto.<\/p>\n<p>&#8211; Sono certa che la birra \u00e8 la prima fra le vostre preoccupazioni stasera, padre\u2026<\/p>\n<p>Non ci furono altre parole. Il Duca si limit\u00f2 a porgerle la mano, in silenzio. Negli occhi fieri, una muta richiesta. Logan lo guard\u00f2 di rimando, pos\u00f2 il boccale e prese la mano con forza. Il padre la tir\u00f2 su quasi di scatto, fino a farla sbattere contro il suo petto; era forse uno dei pochi uomini a Gardan che poteva farcela. Se suo padre voleva una sfida, Logan non si sarebbe certo tirata indietro.<\/p>\n<p>Le doti di ballerino di Erik MacDussel erano note a tutta la corte, ma quello che tutti videro fu senza precedenti. Non era un ballo, ma una battaglia; i passi si incrociavano con la forza di un esercito in marcia, ogni cambio di direzione era un affondo, e le note su cui danzavano erano il clangore di lame e asce. I due quasi non si guardavano, mentre ballavano, se non per occhiate fugaci che riaccendevano il fuoco di quella sfida. Nessuno avrebbe ceduto per primo, nessuno avrebbe sbagliato. Ballarono sino a notte fonda, e le altre coppie nobili si assecondarono al loro fianco nei vari pezzi, ma nessuno resistette quanto loro. Il salone era ormai vuoto quando i due si fermarono.<\/p>\n<p>&#8211; Non avete vinto, padre \u2013 disse Logan, con il fiato rotto.<\/p>\n<p>&#8211; Non volevo vincere, Logan \u2013 rispose il Duca ansimando, con un debole, triste sorriso.<\/p>\n<p>Anche Logan sorrise, e lo sguardo le si addolc\u00ec per un singolo istante. Appoggi\u00f2 la testa sulla spalla del padre, e sent\u00ec la testa liberarsi delle sue paure. Era riposante e rassicurante.<\/p>\n<p>&#8211; Un ultimo giro? \u2013 sussurr\u00f2 la ragazza.<\/p>\n<p>&#8211; Un ultimo giro \u2013 concluse suo padre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Anno XXVI<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; Siete emozionato, Lord Fineal?<\/p>\n<p>Il giovane non rispose alla domanda del suo servitore, ma si limit\u00f2 ad un debole sorriso, concentrato com\u2019era nella sua opera. Gi\u00e0 era difficile accordare il suo strumento in condizioni normali, figurarsi su una traballante carrozza che cigolava ad ogni giro di ruota. Eppure doveva dare il meglio di s\u00e9 e rendere onore al suo clan; era stato chiamato quella sera a suonare in occasione della Fiamma degli Arditi presso il Regio Conclave di Venceslot, e avrebbe accompagnato i balli delle corti dell\u2019Orifiamma riunite. Era qualcosa di molto importante sia per lui che per i Munroe, specialmente adesso che erano da poco divenuti un clan e dovevano dimostrare appieno il loro valore. Il sorriso si fece largo sul suo viso, malinconico e triste; come avrebbe voluto che suo padre fosse l\u00ec a vederlo, quella sera\u2026 Avrebbero gioito assieme, avrebbero reso onore ai Munroe, il vecchio thane e il nuovo B\u00f9naidh, insieme per la gloria dell\u2019Orsa Bianca\u2026 Suo padre era disperso chiss\u00e0 dove, ma lui non si sarebbe scoraggiato. Avrebbe fatto tutto quello che c\u2019era da fare, per il suo clan, e avrebbe suonato meglio di qualunque altra volta precedente, e tutti avrebbero ballato alle sue note e\u2026<\/p>\n<p>La carrozza si ferm\u00f2 lentamente. Erano vicini a Venceslot, pensava Fineal. Da fuori, sent\u00ec la voce del cocchiere parlare con un uomo, e il trottare di un cavallo che si avvicinava alla finestra del carro. Quello che sembrava un messaggero gardanita, trafelato, si accost\u00f2 a lui e lo guard\u00f2 con occhi dolenti.<\/p>\n<p>&#8211; Lord Fineal, ho notizie per voi. Vostro padre, sir Hector Munroe\u2026<\/p>\n<p>La chitarra cadde di mano al giovane, mentre gli occhi gli si riempirono di lacrime, in un attimo di muto, eterno, squassante dolore.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che Fineal apprese della morte di suo padre, segnandolo per sempre. Questa \u00e8 la storia di Lord Fineal e di un ballo che per lui non ebbe mai luogo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anno III Nella penombra della sua cella, il ragazzo finiva di preparare la sua sacca da viaggio. 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