{"id":921,"date":"2013-10-01T00:44:00","date_gmt":"2013-09-30T23:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=921"},"modified":"2013-10-01T00:44:00","modified_gmt":"2013-09-30T23:44:00","slug":"storia-di-un-bucaniere-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/storia-di-un-bucaniere-parte-prima\/","title":{"rendered":"Storia di un Bucaniere &#8211; Parte prima"},"content":{"rendered":"<p>Il rhum, la salsedine,il rumore delle onde del mare.<br \/>\nSalpare a bordo della Oiche Ros, prendere il largo&#8230; Ogni volta era come tornare a casa.<br \/>\nPrima della pirateria, prima della faida, all&#8217;inizio eravamo solo Gustav, Selina ed io&#8230; Ah, ed ovviamente Gasparr e Rupert.<br \/>\nQuando la mia famiglia fu disonorata per sempre, quando mi ritrovai senza una casa e senza un nome furono loro la luce che seppe guidarmi nella tempesta. Mi sorressero e mi spinsero a combattere quando invero nessuno di noi aveva buoni motivi per farlo: la collera, la rabbia&#8230; alla lunga riescono solo a distruggerti. Ci\u00f2 di cui veramente non ci si stanca mai \u00e8 la vendetta.<br \/>\nAll&#8217;inizio ci un\u00ec l&#8217;imponderabile: in un modo o nell&#8217;altro eravamo tutti scampati alla cieca violenza del Signore dalla Maschera Dorata, da quello che all&#8217;epoca sembr\u00f2 un&#8217;incomprensibile linciaggio. Le famiglie che perdemmo erano infatti accomunate da una maledetta misteriosa spedizione e gli orfani scampati per miracolo alla spietata rappresaglia della Compagnia della Morte si ritrovarono accomunati nient&#8217;altro che dalla necessit\u00e0 di fuggire.<br \/>\nDopo lo shock e la follia, ci ritrovammo cos\u00ec in cinque: una nobile fanciulla caduta in disgrazia e quattro giovani figli di garzoni orribilmente trucidati. Facile decidere di restare nell&#8217;illegalit\u00e0 e di vendicarci di coloro che volevano distruggerci, ben pi\u00f9 difficile fu trovare la strada per farlo. Optammo per la pirateria, quasi sorteggiando tra le difficoltose carriere fuorilegge che ci si prospettavano innanzi.<\/p>\n<p>Fu il capitano della Oiche Ros, Adalbert &#8220;Sputafiamme&#8221; Corvorosso a prenderci a bordo della sua nave che non eravamo che degli inutili poppanti, animati si da stimabile cipiglio ma pur sempre poppanti e soprattutto inutili. Ed il carico inutile, in ogni nave, \u00e8 il carico pi\u00f9 pericoloso. Ah, dimenticavo: due di noi erano anche delle donne\u2026<br \/>\nNonostante ci\u00f2, Adalbert ci prese con se e da inetti incapaci ci trasform\u00f2 in breve tempo in scaltri lupi di mare: a pi\u00f9 riprese rischiammo di finire fuori bordo e fu solo per il cieco furore che ci animava, unito ad un sorprendente cameratismo, che Adalbert ci prese infine a cuore. Col tempo imparammo tutto ci\u00f2 che poteva essere insegnato a bordo della Oiche Ros, passando da giovani schiappe a validi compagni di ventura. Anche Selina ed io riuscimmo a farci valere, lei con una buona dose di sana faccia tostaggine, io con l&#8217;ausilio degli studi di commercio navale cui mio padre mi aveva iniziata in quella che sembrava, ormai, un&#8217;altra vita. Si, sarei dovuta diventare proprio una di quelli che in quel momento derubavo. Buffo.<\/p>\n<p>Selina\u2026 non era mai stata una ragazza \u201ccomposta\u201d ma la pirateria diede alla sua buona creanza il famigerato colpo di grazia: sapeva rispondere a tutti, dal Capitano all\u2019ultimo dei mozzi e nonostante avesse provocato mezza ciurma mai nessuno aveva raccolto la sfida. C\u2019\u00e8 chi diceva che fosse perch\u00e9 era una donna, io ho sempre pensato che fosse perch\u00e9 era una tosta.<br \/>\nSolo una volta, una sera, ebbi la sensazione che qualcosa la turbasse: eravamo sul ponte, la luna era solitaria nel cielo e all&#8217;orizzonte non si vedeva che il mare\u2026 \u201cChe fai qui tutta sola ed imbronciata?\u201d le chiesi a mo&#8217; di scherno, sicura che mi avrebbe presa a maleparole, facendomi rimpiangere ogni stilla di preoccupazione nei suoi confronti. \u201cHanno finito il rhum, sorella?\u201d. Sorrise sommessa, mostrando un accenno d\u2019imbarazzo, guardandomi fissa negli occhi e poi voltandosi verso i ragazzi. Seguii il suo sguardo e notai che Gasparr, ad una decina di passi da noi, ci stava sorridendo, mentre gli altri si godevano quella meravigliosa sera d\u2019estate, persi nel loro gozzovigliare. \u201cCredi che mi guarder\u00e0 mai come guarda te? Gasparr, intendo\u2026\u201d.<br \/>\nRimasi di sasso. Farfugliai suoni senza senso, \u201cIo&#8230; non&#8230; Gasparr? Ma cosa stai dicendo? Ti senti bene?\u201d<br \/>\n\u201cFantastico, qualunque cosa sia, nemmeno t&#8217;accorgi di scatenarla&#8230; lascia perdere\u201d cerc\u00f2 di essere velenosa e per un attimo mi sembr\u00f2 impossibile uscire da quella situazione.<br \/>\nPoi si ammorbid\u00ec \u201cChe razza d&#8217;idiota&#8230; perdonami sorella, scusa. Temo d&#8217;aver bevuto troppo&#8230; non so pi\u00f9 nemmeno dove volessi arrivare&#8230; \u201d scoppi\u00f2 quindi in una delle sue fragorose risate e pensai che quello strano momento fosse infine passato.<br \/>\n\u201cTi scusi? Allora \u00e8 ufficiale: sei ubriaca\u201d la canzonai.<br \/>\n\u201cAdesso non ti allargare o torno dagli altri e racconto qualche aneddoto della piccola smorfiosa che eri non troppo tempo fa!\u201d. Alzai le braccia in segno di resa e capii che qualunque cosa fosse successa qualche attimo prima, era tornata quella di sempre, la solita Selina.<br \/>\nFeci per raggiungere gli altri ma con la coda dell&#8217;occhio notai che tentava di asciugarsi di nascosto il bordo della palpebra con il dorso della mano.<br \/>\nLa solita Selina, dopotutto: sempre infinitamente di pi\u00f9 di quanto non volesse dare a vedere.<\/p>\n<p>Gustav, Gasparr e Rupert, dal canto loro, non ebbero grossi problemi ad integrarsi col resto della ciurma poich\u00e9 una volta che avevi imparato a reggere il rhum, diventavano tutti come fratelli.<br \/>\nGustav era la guida del trio e se non riusciva a convincerli a parole di questo, gli bastava sollevare una mano possente per riportarli all&#8217;ordine. Questo almeno inizialmente, poich\u00e9 se da principio Gasparr e Rupert non potevano competere con Gustav in quanto a prestanza fisica, col passare del tempo avevano imparato ad allenare anche la loro forza bruta. Cionondimeno, i ruoli interni al trio rimasero scolpiti negli anni.<br \/>\nUna sera, sbarcati sulla terraferma per goderci una meritata serata di svago, noi cinque decidemmo di staccarci dal resto della ciurma per starcene un p\u00f2 per conto nostro, come ai vecchi tempi. Prima di abbandonare la Oiche Ros, vidi che il Capitano aveva avuto un colloquio privato con Gasparr, il quale era poi uscito dalla sua cabina sbuffando come un idiota, con strana velenosa soddisfazione di Rupert, notai.<br \/>\nMi avvicinai a Gustav, una volta messo piede nel porto, ed allontanatolo dagli altri due gli chiesi cosa fosse successo: se qualcosa bolliva in pentola, Gustav sapeva certamente di cosa si stesse trattando.<br \/>\n\u201cAllora, cos&#8217;hanno quei due? Sembrano due bambinette di sei anni!\u201d<br \/>\n\u201cGi\u00e0\u201d rispose \u201cdue sciocche ragazzine che si contendono la loro bambola preferita!\u201d<br \/>\n\u201cStarai scherzando&#8230; insomma, non pu\u00f2 essere, credevo fosse chiaro come&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cSar\u00e0 chiaro per te, forse, perch\u00e9 quei due non hanno alcuna intenzione di superare la cosa&#8230; vedi di parlare con loro, con entrambi se credi, ma trovate il modo di andare avanti perch\u00e9 non voglio farvi da badante per il resto dei nostri giorni!\u201d. Non era vero: Gustav per noi avrebbe fatto questo e cose un milione di volte peggiori, se fosse stato necessario. Non si sarebbe mai risparmiato, non avrebbe mai pensato troppo se da una sua scelta dipendeva il nostro bene. Gustav era la nostra roccia, la risorsa incredibilmente giusta al momento giustissimo.<br \/>\nNonostante ci\u00f2 non potevo approfittare della sua pazienza e chiudemmo l\u00ec la discussione: per quanto sgradevole, dovevo innanzitutto affrontare Gasparr e Rupert ed in secondo luogo andare incontro a qualcosa di ancora pi\u00f9 sgradevole, convivere con le conseguenze.<br \/>\nTrovammo una bettola perfetta per la serata e dopo aver preso posto ad un tavolo, attendemmo per qualche tempo di essere serviti: Gasparr e Rupert sembravano decisamente di cattivo umore, la tensione fra loro era insopportabile, e desiderai ardentemente che l&#8217;oste non ci facesse attendere troppo&#8230;<br \/>\nMa la sera era movimentata ed il servizio scadente, cos\u00ec mi offrii di prendere del rhum per tutti dal banco: mi feci dare una bottiglia e cinque bicchieri, nella non troppo remota speranza che riuscissimo ad annegare ciascuno i propri pensieri nell&#8217;alcool. Non feci un passo per tornare al tavolo che un sudicio ubriacone mi mise la sua sudicia mano al culo: seppur sorpresa, il verme non attese molto per la mia reazione. Impugnai meglio la bottiglia e gliela fracassai cos\u00ec forte contro la mascella che il liquido al suo interno usc\u00ec in un attimo, inzuppandogli le vesti. Il tizio fin\u00ec subito a terra ma in un lampo i due accanto a lui mi si fecero innanzi: tre tavoli pi\u00f9 in l\u00e0, altri due balordi presero a guardarsi male ed in un attimo la polveriera esplose. Non era la prima rissa a cui prendevamo parte e cos\u00ec quasi senza pensare, sgusciai via dai due nerboruti che avevo davanti e raggiunsi i miei compagni: cazzotti, schiaffi, calci e ruzzoloni e nell&#8217;osteria era sceso il caos pi\u00f9 totale!<br \/>\nLa situazione sembrava in una fase di stallo almeno fino a quando il cafone che aveva dato il via a tutto non si riprese: si fece largo tra la folla in delirio, cercandomi&#8230; Dopo avermi visto cacci\u00f2 fuori una rivoltella arrugginita e me la punt\u00f2 contro senza pensare.<br \/>\nFece esplodere un colpo e all&#8217;improvviso mi ritrovai a terra, Rupert sopra di me, con una faccia contratta dal dolore: entrai nel panico e lo rivoltai sulla schiena&#8230; la bolgia si era momentaneamente fermata, intenta a capire se alla fine c&#8217;era scappato il morto: Rupert era pallido, immobile&#8230;<br \/>\n\u201cODDIO RUPERT! NOO!\u201d gridavo in preda alla follia ma dopo qualche attimo mi accorsi che si era ferito appena la spalla e che il suo tentativo di calmarmi a parole era del tutto fondato.<br \/>\n\u201c\u00c8 solo un graffio, stai tranquilla&#8230; quel matto \u00e8 ubriaco fradicio, non avrebbe potuto colpirmi a morte nemmeno se fossi stato immobile!\u201d Sia benedetto il rhum, pensai. Non sarebbe morto ma questo non calm\u00f2 ne me ne la masnada di farabutti intorno a noi, che nel frattempo aveva ripreso a darsele di santa ragione. Mi voltai cieca di rabbia, cercando quel miserabile vigliacco, quando alfine me lo trovai innanzi: mi scagliai contro di lui e senza troppe difficolt\u00e0 (ancora non avevo toccato nemmeno una goccia d&#8217;alcool) riuscii a privarlo della sua rivoltella. Stavo avendo la meglio e cominciavo a pensare che forse non era il caso di continuare ad infierire quando ad un tratto un altro colpo di pistola assord\u00f2 e paralizz\u00f2 i presenti, me compresa.<br \/>\nGasparr, in ginocchio accanto a Rupert, aveva preso dalla fondina di quest&#8217;ultimo la sua piccola cara rivoltella. Era ci\u00f2 che era rimasto a Rupert dopo il linciaggio della Compagnia della Morte di qualche anno prima ed in verit\u00e0, non avendola mai usata fino a quel momento, non avevamo ancora capito se fosse effettivamente in grado di sparare.<br \/>\nMi si gel\u00f2 il sangue quando vidi con quanta precisione Gasparr aveva colpito il mio avversario, uccidendolo sul colpo con un proiettile dritto in fronte. Dopo qualche attimo ancora, la confusione and\u00f2 alle stelle, qualcuno disse perfino che la Marina stava sopraggiungendo: mi gettai su Rupert, affranta e sollevata, nel vederlo comunque riprendere la sua solita cera. \u201cGuarda cosa mi tocca fare per aprirti gli occhi\u201d gli sorrisi bonariamente e fui sollevata nel sentirlo scherzare. Alzai gli occhi e notai che Gasparr ci fissava, attonito, ed ebbi un moto d&#8217;ira che credo lo travolse \u201cSei impazzito? Da quando ammazziamo le persone cos\u00ec? Ti ha dato di volta il cervello Gasparr?\u201d. Con mia grande sorpresa non c&#8217;era un briciolo di pentimento negli occhi di Gasparr ma bens\u00ec disprezzo e la lite sarebbe scoppiata velocemente se Gustav non ci avesse interrotto subito \u201cNe parliamo pi\u00f9 tardi ragazzi, torniamo alla Oiche Ros: sembra che la Marina stia sopraggiungendo veramente!\u201d. Presi Rupert sottobraccio senza fiatare e scappammo in strada con il resto degli ospiti della locanda.<br \/>\nMi voltai a guardare Gasparr, nel tragitto: aveva uno sguardo ricolmo d&#8217;odio ed amarezza e pensai che forse non c&#8217;era pi\u00f9 bisogno che parlassi con lui.<br \/>\nDa quell&#8217;aneddoto, qualcosa cambi\u00f2 fra di noi, almeno inizialmente.<br \/>\nA poco a poco infatti le cose si riassestarono: Rupert ed io cominciammo a frequentarci di nascosto ed al resto pens\u00f2 il Capitano, che seppe trovare il modo di superare la vicenda dell&#8217;osteria ed il resto. Lui trovava sempre il modo per tutto.<\/p>\n<p>Il Capitano Adalbert \u201cSputafuoco\u201d Corvorosso veniva descritto come un burbero e spietato bucaniere, in grado di vendersi la famiglia pur di gabbare la Regia Marina. La verit\u00e0 era un po\u2019 diversa: fu la Regia Marina ad imprigionare, torturare ed infine uccidere sua moglie e la sua giovane figlia.<br \/>\nUna sera Adalbert mi port\u00f2 sulla prua della Oiche Ros e perdendo il suo sguardo all&#8217;orizzonte mi disse &#8220;Tu mi ricordi Angelica, incredibilmente&#8230; L&#8217;ultima volta che la vidi m&#8217;implor\u00f2 di prenderla con me, esattamente come avete fatto tu ed i tuoi amici quattro o cinque anni fa&#8221;<br \/>\n&#8220;Quattro Capitano, sei lune e ventitr\u00e9 giorni&#8221; mi fiss\u00f2 incredulo, come se avessi confermato le sue impressioni e, allo stesso tempo, perso una buona occasione per tacere.<br \/>\n&#8220;La mia Angelica&#8230; Voleva seguire le orme del suo pap\u00e0, come se non sapesse benissimo a sue spese che la favola romantica del pirata \u00e8 buona solo per gli sbronzi e i derelitti. Il mare \u00e8 un&#8217;amante ingrata, ti prende con se e ti abbandona alla deriva senza che tu ancora abbia capito come. Chi sceglie il mare sceglie la solitudine, perch\u00e9 ogni corsaro con un minimo di sale in zucca sa che legami e fiducia sono incompatibili con la sopravvivenza: io l&#8217;ho imparato sulla mia pelle e col tempo, alla fine, l&#8217;ho accettato. O almeno cos\u00ec credevo&#8221;. Disse. Mi sembr\u00f2 troppo assurdo questo momento cos\u00ec intimo col Capitano e pensai che volesse mettermi alla prova: respirai profondamente e intervenni nuovamente, tutta d&#8217;un fiato &#8220;Tutto quello che mi resta \u00e8 su questa nave, Capitano, non ho bisogno di altro. E la fiducia che mi lega ai miei amici sar\u00e0 la mia forza&#8221;.<br \/>\nSorrise alla luna, come chi la sa pi\u00f9 lunga di quanto non voglia far credere &#8220;Vorrei che tu avessi ragione&#8230; La verit\u00e0 \u00e8 che non sar\u00e0 cos\u00ec per sempre, credimi. E quando cambierai idea, sceglierai qualcuno che prender\u00e0 il tuo posto, esattamente come io adesso scelgo te&#8221;.<br \/>\nNon passarono pi\u00f9 di due lune da questo strano colloquio che il Captano decise di prendere congedo dalle nostre vite: un giorno, attraccando a terra per un rifornimento, mi lasci\u00f2 il suo tricorno. &#8220;Ho bisogno di fare due passi sulla terraferma e il vento oggi \u00e8 decisamente troppo forte per questo dannato cimelio. Abbine cura fino al mio ritorno o ti lascio a pulire il ponte fino a che la tua schiena non ci si spezzer\u00e0 sopra&#8221;.<br \/>\nPassammo due giorni assurdamente pericolosi a cercarlo a terra, ma fu tutto inutile. Non fece pi\u00f9 ritorno a bordo della Oiche Ros.<\/p>\n<p>Molti anni pi\u00f9 tardi, passando per quelle zone, decisi di scendere anche io sulla terraferma e di capire cosa aveva portato il Capitano a fermarsi proprio l\u00ec. Camminando lungo il porto vidi un uomo che contemplava l&#8217;orizzonte: vestito di stracci, la puzza di rhum che appestava da diverse spanne di distanza&#8230; non mi stup\u00ec trovarlo cos\u00ec.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 proprio qui Capitano?&#8221;, dissi avvicinandomi, senza veramente sapere se avrebbe riconosciuto chi gli parlava.<br \/>\n&#8220;E tu perch\u00e9 porti in giro quella ferraglia? Ti sembra di non attirare abbastanza l&#8217;attenzione?&#8221;<br \/>\n&#8220;Touch\u00e9e&#8230;&#8221; e all&#8217;improvviso mi tornarono in mente le sue parole di molti anni prima &#8220;Per quel che vale, avevate ragione Capitano, su tutta la linea&#8230; &#8221;<br \/>\nFece un piccolo ghigno, prese un gotto di quello che doveva essere il peggior rhum su tutta la costa del meridione e disse, lo sguardo perso all&#8217;orizzonte &#8220;Eppure sei ancora a seminare scompiglio&#8230; Quella brutta storia, si non stupirti ragazzina, ho ancora qualche stramaledetto pendaglio da forca che mi tiene informato&#8230; ebbene, nemmeno quella brutta storia ti ha fermato?&#8221;<br \/>\n&#8220;No&#8230;&#8221;<br \/>\n&#8220;Allora si vede che il mare \u00e8 quel che ti ci vuole, se perfino Grinfamorte ti ha cacciato a pedate&#8221;<br \/>\n&#8220;Immagino di si, Capitano&#8230;&#8221; lo guardai dritto negli occhi: doveva essere sul punto di diventare cieco perch\u00e9 quell&#8217;ombra che velava il suo sguardo non permetteva nemmeno d&#8217;intravedere il colore delle sue iridi. &#8220;Non avete risposto alla mia domanda per\u00f2. Perch\u00e9 proprio qui?&#8221;<br \/>\n&#8220;Vedi lass\u00f9? Avanti, quella croce in cima alla rupe, la vedi? Invero da qui non mi sarei mai dovuto muovere&#8230;&#8221;<br \/>\nChiss\u00e0 cosa immaginava di vedere&#8230; Perch\u00e9 sulla punta del crinale che indicava non c&#8217;era proprio niente.<br \/>\n&#8220;Le ho seppellite lass\u00f9&#8221;.<br \/>\nNon era mai tornato da loro, certamente non dopo che le sue due donne erano state cos\u00ec orribilmente uccise: troppo era il timore di essere braccato.<br \/>\nIn effetti il Capitano era un corsaro con molto sale in zucca.<br \/>\nA volte mi chiedo come sarebbe la vita senza il rhum, quale penoso passato saremmo costretti a ricordare, ogni giorno della nostra esistenza.<br \/>\n\u201cPorta loro dei fiori, da parte mia\u201d gli allungai alcune monete \u201cBuona fortuna, Capitano\u201d.<br \/>\nPrese le monete ma scosse pigramente la testa \u201cOh, non provarci, adesso il Capitano sei tu&#8230;&#8221; disse malinconico &#8220;Buona fortuna a te, Capitano Romelia Rosacroce\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rhum, la salsedine,il rumore delle onde del mare. 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