{"id":94,"date":"2008-01-14T00:15:00","date_gmt":"2008-01-14T00:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=86"},"modified":"2008-01-14T00:15:00","modified_gmt":"2008-01-14T00:15:00","slug":"scentiar-anno-iv-del-regno-eterno-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/scentiar-anno-iv-del-regno-eterno-primavera\/","title":{"rendered":"Scentiar. Anno IV del Regno Eterno. Primavera."},"content":{"rendered":"<div align=\"justify\">La ragazza buss&ograve; alla porta timidamente, con le lacrime agli occhi e il cuore in gola. <br \/>\nAveva fatto un lunghissimo viaggio per giungere fino a Scentiar, fino al molo, fino a trovarsi dinanzi a quella porta dai vetri colorati, in uno dei quartieri meno raccomandabili della citt&agrave;. Eppure, l&rsquo;edificio che aveva davanti era piuttosto grande, ben tenuto e, in un certo qual modo, lo si sarebbe potuto definire una locanda di gran lusso. Ma lei sapeva benissimo a quale porta stesse bussando, adesso, per cercare un lavoro.<br \/>\nUn bordello. Un maledetto bordello.<\/p>\n<p>Non poteva farci niente, H&eacute;l&egrave;ne. Era nata povera, troppo povera per sperare di potersi mantenere, soprattutto ora che era rimasta sola al mondo, dopo che i drow avevano razziato completamente il suo villaggio, sterminando tutta la sua famiglia. Nonostante il nuovo Re avesse di molto ridimensionato il rischio delle loro sortite, di tanto in tanto ancora quei maledetti seminavano morte e distruzione nelle terre a nord-ovest di Trelven, lasciando dietro di s&eacute; decine di cadaveri. <\/p>\n<p>La ragazza sospir&ograve;, ricacciando in gola un singhiozzo. Non avrebbe mai dovuto dare ascolto a quel sacerdote di Ellesham&hellip; che razza di idea! Un bordello! Andare a prostituirsi in un bordello! Sar&agrave; stato anche come diceva lui, un elegantissimo boudoir di lusso diretto da una delle ragazze pi&ugrave; in gamba che esistessero in tutto il Sud&hellip; ma, per Elios, era pur sempre un bordello! Che diavolo ci faceva l&igrave; davanti una fanciulla seria e morigerata come lei?<br \/>\nMa ormai non aveva scelta. Aveva venduto tutto e speso ogni singola corona d&rsquo;oro per il viaggio. Ora non poteva pi&ugrave; tornare indietro. Strinse forte la lettera che recava con s&eacute; fra le mani e, non appena le fu aperto, varc&ograve; la soglia. I suoi piedi non le erano mai sembrati cos&igrave; pesanti da trascinare.<\/p>\n<div align=\"center\">***\n<\/div>\n<p>\n&#8211; Ehi, che bella sorpresa! Tu devi essere quella nuova! Vieni, siediti qui, sarai stanca&hellip; gradisci un po&rsquo; di vino elfico? Ah, devi assaggiarlo, &egrave; una rarit&agrave;! Madame se lo fa mandare direttamente da Whallia tramite un viticoltore al quale ha fatto un favore tempo fa, e ti assicuro che praticamente &egrave; regalato! Ai clienti lo fa pagare un occhio della testa, ma noi possiamo berne quanto vogliamo&hellip; serviti pure!<\/p>\n<p>H&eacute;l&egrave;ne era stordita, anzi, frastornata, e non solo dalla parlantina sciolta della ragazza che l&rsquo;aveva accolta, che l&rsquo;aveva investita con un fiume di parole prima che lei potesse riprendersi dalla sorpresa. <br \/>\nSi era ritrovata dapprima in una piccola anticamera sobria ma raffinata, dipinta di un delicato colore rosato e decorata da appendiabiti di legno lavorato e da tendaggi di un rosso vivace&hellip; poi, per&ograve;, era stata condotta in un immensa sala tinta di una calda tonalit&agrave; di giallo, nella quale troneggiava un lunghissimo bancone intarsiato di legno scuro: attorno ad esso erano disposti in buon ordine tanti alti sgabelli foderati di velluto rosso, mentre il resto dello spazio era occupato da grappoli di tavoli di svariate dimensioni con sedie e panche annesse. In un angolo, vicino a una scalinata che portava ai piani superiori, vi erano alcune porte e un piccolo palco evidentemente ancora da sistemare.<br \/>\nLe lampade ad olio erano realizzate in vetro rossastro, e le vetrate delle finestre erano di colori vivaci, incorniciate da pesanti tendaggi di un carminio intenso. Tutto, insomma, aveva l&rsquo;aria di essere lindo, ben curato e, se cos&igrave; si poteva dire, maledettamente alla moda.<br \/>\nAnche la fanciulla che l&rsquo;aveva accolta (che probabilmente aveva solo qualche anno pi&ugrave; di lei) vestiva con eleganza, anche se era evidente che al momento stesse riposandosi della sera precedente, e che quindi vestisse abiti che, per lei, erano piuttosto ordinari. Ma ci&ograve; che sbalord&igrave; maggiormente H&eacute;l&egrave;ne era che quella ragazza sembrava davvero felice di trovarsi l&igrave;.&nbsp; <\/p>\n<p>&#8211; Eh, s&igrave; s&igrave;, &#8211; stava continuando a dire allegramente mentre ancora la sua ospite boccheggiava dietro di lei &ndash; davvero, sei stata proprio fortunata ad avere avuto qualcuno che ti facesse entrare a lavorare qui! Madame non accoglie mica tutte le persone che vengono a chiederle un lavoro&hellip; e dove entreremmo tutte, altrimenti? Va bene che spesso qualcuna rimane qua qualche luna, tira su un bel gruzzoletto e poi se ne va a metter su famiglia, lasciando un posto libero&hellip; per&ograve;, sai, con tutta la gente che vorrebbe lavorare qua anche solo per una settimana, bisognerebbe che tutte noi ci sposassimo almeno una volta al giorno!<\/p>\n<p>H&eacute;l&egrave;ne aveva gli occhi sempre pi&ugrave; sgranati. Come si poteva voler lavorare in un bordello, che diamine? Va bene che dove si trovava in quel momento sicuramente nessuno faceva la fame, per&ograve;&hellip; <br \/>\n&#8211; Ah, ma vedi, anche io ho fatto i miei calcoli&hellip; eh, sissignora! Ancora un paio di anni qua e poi potr&ograve; finalmente andare a vivere come una principessa alla Capitale&hellip; tra l&rsquo;altro, non per vantarmi, ma sono la favorita del notaio personale di Menualdo Masher, cugino in terzo grado di Sua Signoria, niente meno! Non mi importa che mi chieda in sposa, certo, ma ha promesso di farmi un bel regalo quando smetter&ograve;&hellip; <br \/>\n<em>Notaio? Conte? Sposa? Capitale? Regalo?<\/em> H&eacute;l&egrave;ne non ci capiva pi&ugrave; niente. Inizi&ograve; a tormentarsi le labbra per il nervosismo, un brutto vizio che aveva fin da quando era bambina. Invece di tranquillizzarla, i discorsi della fanciulla che le stava davanti la confondevano e la facevano sentire mille miglia lontana da casa&hellip; che era la verit&agrave;, del resto. <br \/>\n&#8211; Ma cosa c&rsquo;&egrave;&hellip; stai poco bene, forse? <br \/>\n&#8211; N-no, &egrave; ch-che&hellip;<br \/>\n&#8211; &Egrave; che &egrave; spaventata a morte, cara la mia Paulina! Come te, del resto, quando ti sei presentata qua&hellip; <br \/>\nH&eacute;l&egrave;ne non comprese subito a chi appartenesse quella voce, ma fu solo in quel momento che si accorse che lei e Paulina (dunque questo era il nome di quella ragazza cos&igrave; logorroica!) non erano pi&ugrave; sole. <br \/>\n&#8211; Oh, Madame! &ndash; la giovane sembrava evidentemente imbarazzata, e si rivolse a H&eacute;l&egrave;ne con aria davvero costernata. &#8211; M-mi dispiace&hellip; l&rsquo;ho fatto di nuovo&hellip; non sono brava ad ascoltare le persone&hellip; non ti ho chiesto nemmeno come ti chiami&hellip; scusami&hellip;<br \/>\nMa stavolta era H&eacute;l&egrave;ne a non curarsi delle sue parole: i suoi grandi occhi azzurri fissavano spalancati la nuova venuta e sembravano non volersi staccar pi&ugrave; da quella vista.<br \/>\nLa giovane donna che le stava innanzi era di una bellezza fuori dal comune. Il suo corpo sembrava un&rsquo;unica provocante curva sinuosa: i lunghi capelli neri e ricci le ricadevano in molli volute sulle spalle nude anche se erano stati appuntati sapientemente alla nuca con graziosi fermagli e alcuni nastri di un rosso intenso. Portava abiti da lavoro semplici ma comunque ricamati e ben rifiniti che a malapena trattenevano le sue forme procaci e il trucco leggero esaltava ancor di pi&ugrave; i tratti vagamente esotici del viso.<br \/>\nCi volle qualche attimo perch&eacute; H&eacute;l&egrave;ne si ricordasse le buone maniere e smettesse di fissare quella figura cos&igrave; magnetica che a sua volta la squadrava con sottili occhi neri felini. Abbass&ograve; quindi lo sguardo, tent&ograve; una maldestra riverenza e rimase con la schiena leggermente china dinanzi a &ldquo;Madame&rdquo;. Improvvisamente la consapevolezza di dove si trovasse al momento e cosa stesse facendo l&igrave; le piomb&ograve; nuovamente addosso con prepotenza: le gambe a malapena la sorressero quando con la coda dell&rsquo;occhio vide Paulina sgattaiolare via e lasciarla sola con quella che credeva sarebbe ben presto diventata la nuova padrona della sua anima e del suo corpo.<\/p>\n<p>La donna la osserv&ograve; ancora per qualche istante, vagamente divertita, e inizi&ograve; a girarle attorno come se volesse studiarla attentamente. La gonna nera frusciava attorno ai polpacci nudi di H&eacute;l&egrave;ne, che adesso tremava come una foglia e a stento manteneva l&rsquo;equilibrio. Quasi capitombol&ograve; a terra, infatti, quando si sent&igrave; arrivare una poderosa pacca sulle spalle.<br \/>\n&#8211; Accidenti! Era da tempo che non mi capitava di incontrare un passerottino spaurito come te! Coraggio, siediti qui e calmati un pochino, da brava. Qua nessuno ti far&agrave; del male&hellip; tz, figuriamoci!<br \/>\nAbbastanza confusa, H&eacute;l&egrave;ne obbed&igrave; alla donna e si ritrov&ograve; seduta di fronte a lei con in mano un calice colmo di vino, diverso da quello che le era stato offerto poco prima. Lo sorseggi&ograve; appena, incapace di dominarsi completamente, ma altrettanto desiderosa di non contrariare la padrona di casa. <br \/>\n&#8211; Mmmh&hellip; sei ancora tesa come una corda di liuto&hellip; coraggio, ci vuole un po&rsquo; di grinta, a questo mondo&hellip; <br \/>\nDetto questo, vers&ograve; un po&rsquo; di vino in un calice decorato con motivi di tralci di vite e ne assapor&ograve; l&rsquo;aroma. <br \/>\n&ndash; Allora, fammi capire bene&hellip; quel perdigiorno di Gallicone mi ha mandato a dire che sei senza un soldo, senza nessuno al mondo e senza la minima intenzione di fare la prostituta, non &egrave; cos&igrave;?<br \/>\nH&eacute;l&egrave;ne rispose in un sussurro soffocato, rotto dal pianto. Non si aspettava che la questione sarebbe stata affrontata in modo cos&igrave; diretto. &ndash; S-s&igrave;, mia signora&hellip; io&hellip; io non&hellip; ecco&hellip; non avevo scelta&hellip; e non so cosa mi &egrave; preso di vender tutto e venire qui&hellip; p-pensavo che fosse una buona idea, e invece&hellip;&nbsp; oh, che stupida! Ma ormai &egrave; tr-troppo tardi, e&hellip; <br \/>\n&#8211; Ma senti senti! &ndash; Con un sorriso, la donna porse un fazzoletto di seta fresco di bucato alla ragazza. &#8211; E chi l&rsquo;ha detto che &egrave; troppo tardi? Hai forse firmato qualcosa? Ti ho forse costretta a far nulla? Non sei forse libera di andartene anche subito?<br \/>\nH&eacute;l&egrave;ne rimase interdetta, seppur fra i singhiozzi. &ndash; C-come dite? A-andarmene? Volete dire c-che non mi o-obbligate a&hellip;<br \/>\nLa donna scoppi&ograve; in una risata. &ndash; Ma certo che no! Ci mancherebbe altro! Se non te la senti, non sar&ograve; certo io a costringerti a far alcunch&eacute;! Dopotutto, nemmeno sai cosa succede qua dentro, e chiss&agrave; quali tremendi scenari di perverso squallore ti sarai impressa nella mente, a sentir parlare di bordelli&hellip; per questo sei spaventata a morte&hellip; credi che non lo capisca? Ma certo che puoi andar via, se &egrave; ci&ograve; che desideri!<br \/>\n&ndash; M-ma io non ho pi&ugrave; nessuno! Se voi non mi fate lavorare qui, non so dove vivere, non so dove andare, e non so fare niente per guadagnarmi la vita! &#8211; Le lacrime della fanciulla non sembravano volersi pi&ugrave; arrestare: tutte le sue paure, le sue angosce e la sua disperazione si stava riversando adesso sulla sua interlocutrice, che pazientemente la lasci&ograve; sfogare ancora per un po&rsquo; prima di prenderla per le spalle e darle una scrollatina leggera ma decisa.<br \/>\n&#8211; Su, su, ora basta piangere, ragazza mia! Che le lacrime in questi casi non servono che a stingere i fazzoletti&hellip; e poi, davvero, forse non hai capito quale sia la tua situazione&hellip; che &egrave; molto pi&ugrave; rosea di quanto immagini&hellip;<br \/>\nIl peso opprimente che stringeva il petto di H&eacute;l&egrave;ne si era un po&rsquo; allentato per lo sfogo, cos&igrave; riusc&igrave; a calmarsi quel tanto che bastava da ascoltare le parole della tenutaria.<br \/>\n&#8211; Ascolta bene, adesso. Che tu ci creda o no, c&rsquo;&egrave; gente che davvero venderebbe sua madre per poter lavorare alle mie dipendenze&hellip; ma ovviamente non accetto nessuno che non possa davvero essermi utile e che non sia assolutamente consenziente a fare ci&ograve; che potrebbe venirgli richiesto. Gallicone, tuttavia, &egrave; un mio vecchio amico, e se ti ha mandato da me vuol dire che secondo lui hai una qualche possibilit&agrave; di trovarti bene qui o di essermi d&rsquo;aiuto. Il che non significa necessariamente che tu debba, come si dice, vendere il tuo corpo.<br \/>\nH&eacute;l&egrave;ne adesso ascoltava con attenzione, di nuovo padrona di s&eacute;. &ndash; N-non devo? <br \/>\nLa donna scosse la testa. &ndash; No, certo, se non vuoi o non puoi. Ho una cuoca insostituibile che non farebbe mai una cosa del genere, anche perch&eacute; &egrave; brutta come un coboldo gobbo, ma prende in una settimana quanto qualcuna delle ragazze in un mese e, credimi, quei soldi se li merita tutti. Come ti ho detto, poi, tu non hai nemmeno la pi&ugrave; vaga idea di cosa succeda qua dentro. Mi sembra giusto che tu abbia la possibilit&agrave; di renderti conto della situazione di persona. Qui non circolano vecchi marinai ubriaconi o tagliagole avanzi di galera, ma la cr&egrave;me della cr&egrave;me dei potenti di tutto il Sud di Whanel. E, anche se ne devono sborsare parecchi in ogni caso, i loro soldi non bastano a comprare tutto: chi prova ad alzare le mani su una delle mie ragazze o a mancarle di rispetto non ha modo di riprovarci una seconda volta, ci puoi contare&hellip; <br \/>\nH&eacute;l&egrave;ne iniziava a comprendere che, effettivamente, le cose non erano come se le era immaginate. La proprietaria, l&rsquo;arredamento, le parole che le venivano dette&hellip; tutto era ben diverso da ci&ograve; che si aspettava. <\/p>\n<p>&#8211; Quindi, &#8211; prosegu&igrave; imperterrita la donna &#8211; ecco cosa ti propongo: rimani qui per una settimana. Se sei brava in cucina darai una mano l&igrave;, se sei brava a parlare ti metter&ograve; al bancone, se sei brava coi conti mi aiuterai nel pomeriggio&hellip; se invece sei in grado solo di rifarti il letto dovrai imparare a far qualcos&rsquo;altro perch&eacute; qui ognuna deve tener di conto delle sue cose, e se non lo fa peggio per lei. Su certe cose non transigo. Poi, al termine della settimana, mi dirai che ne pensi&hellip; se decidi di restare, bene, altrimenti ti pagher&ograve; per il lavoro svolto, e quel che guadagnerai ti dovrebbe bastare per sopravvivere ancora un po&rsquo; in questa citt&agrave; senza dover mendicare in giro per i moli&hellip; Che ne dici, pensi di poter affrontare questa infame prova che ti impone il tuo Fato Infame?<br \/>\nIl tono con il quale pronunci&ograve; quest&rsquo;ultima frase sort&igrave; l&rsquo;effetto desiderato: H&eacute;l&egrave;ne abbozz&ograve; un sorriso, arrossendo. Senza riuscire a pronunciare una parola, annu&igrave; debolmente, serrando le labbra sottili.<br \/>\n&#8211; Benissimo &ndash; concluse solennemente la sua nuova signora &ndash; allora siamo d&rsquo;accordo. Preparati alla settimana pi&ugrave; estenuante della tua vita&hellip; perch&eacute; questa SAR&Agrave; senza dubbio la settimana pi&ugrave; estenuante della tua vita&hellip; chi lavora sodo non ha che da aspettarsi il meglio, da me&hellip; ovviamente, chi tenta di prendersi gioco di me non &egrave; altrettanto fortunato&hellip; ma ovviamente questo non sar&agrave; il tuo caso, giusto?<br \/>\nLa ragazza scosse la testa vigorosamente &ndash; Oh, no, mia signora. Questo mai&hellip;<br \/>\nLa tenutaria rispose con una risata argentina che H&eacute;l&egrave;ne trov&ograve; sensuale esattamente come tutto il resto.<br \/>\n&#8211; Piantala di essere cos&igrave; impacciata, H&eacute;l&egrave;ne. E chiamami pure Madame, d&rsquo;ora in poi. Madame Loupelee Desamesdescoeurs.\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ragazza buss&ograve; alla porta timidamente, con le lacrime agli occhi e il cuore in gola. 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