{"id":952,"date":"2013-10-21T21:31:17","date_gmt":"2013-10-21T19:31:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=952"},"modified":"2023-09-28T16:19:07","modified_gmt":"2023-09-28T14:19:07","slug":"il-valzer-delle-bambole-rotte-background-ismael-parte-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/il-valzer-delle-bambole-rotte-background-ismael-parte-i\/","title":{"rendered":"IL VALZER DELLE BAMBOLE ROTTE (background Ismael parte I)"},"content":{"rendered":"<p>Giorno Dodicesimo della Luna degli Elementi del XXIV Anno E.R.<\/p>\n<p>La porta si schiuse con un cigolio e nella penombra della stanza scivol\u00f2 una figura avvolta in un manto damascato: il passo incerto e le labbra tremanti mal celate dalla maschera che ne copriva per met\u00e0 il volto.<br \/>\nLa luce tremante delle torce delineava un\u2019ombra austera in piedi di fianco alla finestra dalla parte opposta della sala di marmo e granito. Sebbene fosse calato da poco il tramonto dal cortile giungevano ancora rumori metallici e ordini ruggiti come sferzate.<br \/>\nIl nuovo venuto si prostr\u00f2 sul pavimento gelato tentando di contenere il terrore che gli stava azzannando la nuca. Una domanda gli ronzava in testa assordando ogni altro pensiero:<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 sono qui?\u201d<br \/>\nSenza distogliere lo sguardo dalla vetrata una voce bassa e roca scivolo attraverso la sala dalla figura eretta:<br \/>\n\u201cSe ur beatha mah edel. Vi prego di allontanarvi dal pavimento prima che i miei cani vi scambino per il loro rancio.\u201d<br \/>\nIl nobile minore si accorse solo allora dei tre grossi segugi neri che dormivano nei pressi dell\u2019imponente focolare scolpito e barcollando si iss\u00f2 in piedi senza tuttavia riuscire a raggiungere una posizione dignitosa per un nobile sathoriano. Poi inumidendosi le labbra essiccate balbett\u00f2:<br \/>\n\u201cMi avete convocato mah mh\u00ecle st\u00f2r Vonhem?\u201d<br \/>\n\u201cCorretto mah edel. Rispondete al nome di Mastro Curio Sabazio Asparta non \u00e8 vero?\u201d<br \/>\nDicendo questo il Vonhem si volt\u00f2, fissando l\u2019interrogato da dietro una inespressiva maschera di metallo temprato che gli copriva interamente il volto. I due teschi metallici appuntati sulla spalla sinistra dell\u2019uniforme della B\u00e0s-Armtha brillarono per un istante alla luce del focolare morente.<br \/>\n\u201cEsatto mah Vonhem\u2026\u201d<br \/>\nLa voce dell\u2019edel mal celava il terrore che stava divorando l\u2019anziano spettabile, che non seppe risponder nulla di pi\u00f9 alla risposta. Segu\u00ec un lungo, immobile silenzio.<br \/>\nL\u2019ufficiale consum\u00f2 a lenti passi la distanza che lo separava dalla massiccia tavola scolpita davanti al focolare, i suoi passi echeggiarono nel silenzio come colpi di maglio. La maschera metallica si abbass\u00f2 su alcuni fogli sul tavolo.<br \/>\n\u201cTra le informazioni che ho richiesto all\u2019Uffizio Inquisitorio vedo che prestate servizio da anni in qualit\u00e0 di cerusico e consigliere presso il Barone di Forranera Abrham Ludovico Oricalchi. \u00c8 corretto?\u201d<br \/>\n\u201cBha mah Vonhem.\u201d<br \/>\n\u201cCart go leor\u2026\u201d Sussurr\u00f2 il militare prendendo posto sulla massiccia poltrona posta tra il tavolo e le braci del camino, che facevano s\u00ec che la sua figura mutasse nuovamente in una scura ombra poggiata alla spalliera dell\u2019imponente seggio. La sagoma della sua mano fece un ampio gesto verso uno dei due sedili che fronteggiavano la parte opposta della tavola.<br \/>\n\u201cVi prego, sedetevi.\u201d<br \/>\nLa frase venne pronunciata pi\u00f9 come un ordine che non come una vera richiesta.<br \/>\nRimasto fino ad allora ad un passo dalla porta il vecchio edel barcoll\u00f2 lentamente in avanti fino a sedersi di fronte all\u2019ufficiale, le mani sudate incrociate sul grembo per celarne il tremore e il cuore che gli batteva in petto come un tamburo.<br \/>\n\u201cNon avete nulla da temere Mastro Asparta, non \u00e8 la vostra persona il motivo per cui siete stato convocato n\u00e9 ci\u00f2 che siete o rappresentate evidenzia in alcun modo un interesse per la Bas-Armtha, tantomeno per la mia compagnia\u2026 Ma vi prego, servitevi pure.\u201d<br \/>\nSeguendo l\u2019arco della mano del suo interlocutore lo sguardo dell\u2019edel si adagi\u00f2 su di una brocca e due calici posti ad un lato della lunga tavola. Non trovando il coraggio di disobbedire al cortese imperativo del suo ospite lo spettabile Asparta afferr\u00f2 un calice e vi vers\u00f2 un po\u2019 del contenuto della brocca.<br \/>\n\u201cSl\u00e0inte mah edel. Alla lealt\u00e0 alle Sette Corone.\u201d Gli sussurr\u00f2 il nobile maggiore prima di concedergli con un gesto svogliato il diritto a bere senza di lui.<br \/>\nL\u2019edel si limit\u00f2 a bagnare le labbra nel vino del calice e a pregare dentro di se che non vi fosse sciolto del loto nero\u2026<br \/>\n\u201cTuttavia, come stavo dicendo,\u201d Riprese l\u2019ufficiale cercando tra alcuni dei fogli sparsi sul tavolo: \u201csebbene voi non siate di alcuna rilevanza in ci\u00f2 che interessa la Compagnia, sono sicuro che mi possiate dare tutte le informazioni che necessito riguardo gli individui che per tanti anni avete servito: il Barone e la Baronessa di Neraforra: Don Abrham Ludovico Oricalchi e Lady El\u00e9na Sibilla Oricalchi.\u201d<br \/>\n\u201cOnorato di servirvi mah Vonhem.\u201d Sussurr\u00f2 l\u2019Asparta in parte sollevato di non rappresentare il soggetto della conversazione.<br \/>\n\u201cDunque, da dove possiamo cominciare?\u201d Il membro della Compagnia aveva infine recuperato un foglio con alcuni appunti e postoselo innanzi lo stava scorrendo con lo sguardo: \u201cLeggo qui che Don Ludovico non vanta alcuna discendenza. Nasce paria. Mi sbaglio?\u201d<br \/>\nDa dietro la maschera gli occhi dell\u2019ufficiale affondarono adesso su quelli dell\u2019edel e vi rimasero come gli strali di un cacciatore su di una preda.<br \/>\n\u201cNon vi sbagliate mah Vonhem: entrai a servizio di Don Ludovico quando gi\u00e0 era entrato in possesso del titolo, pochi anni prima della caduta di Falcon; egli era originario di Wbrez ed era emigrato da ragazzo a Falsim dove aveva lavorato per anni a Port Jenulf come intagliatore di pietre preziose: era raro che carichi di gemme grezze o meno non passassero tra le sue mani per essere lavorate o riciclate durante il periodo della ribellione, dall\u2019entroterra come dal mare; e in pochi anni riusc\u00ec ad accumulare un patrimonio tale da permettergli di fare ritorno in patria e comprarsi il blasone della casata dei funzionari del Banco Longini.\u201d<br \/>\n\u201cCart go leor\u2026 L\u2019acquisizione del titolo baronale da parte di Don Oricalchi risale dunque ad un secondo momento\u2026\u201d<br \/>\n\u201cBha milord, egli lo ottenne a seguito delle nozze con lady Sibilla. Il padre della Baronessa era infatti il celebre Claio-Fear della Nube Nera Lord Adam Furio Oricalchi, che aveva ottenuto il baronato di Forranera per meriti militari e lo aveva ceduto intermente alla sua unica figlia, la cui madre era ignota, e alla quale teneva pi\u00f9 di ogni altra cosa al mondo. Durante gli ultimi anni della guerra Lord Adam aveva radunato sotto il vessillo del proprio battaglione tutti i pi\u00f9 sanguinari e devoti figli dell\u2019Impero all\u2019interno della Bas-Armtha e conduceva una caccia spietata alle sacche ribelli presenti nelle Contee d\u2019Oriente contro coloro che miravano alla caduta dei Quattro. Il suo operato non era tuttavia visto di buon occhio da molti Vonhem delle Sette Corone, primi fra tutti i Lord Banchieri del Banco Longini, (preoccupati di prender una posizione cos\u00ec netta in un momento di cos\u00ec epocali capovolgimenti) che negarono la sua richiesta di un ingente prestito monetario per finanziare armi e vettovagliamenti per il suo battaglione, conosciuto al tempo come \u201cI Mastini del Diavolo\u201d. Don Ludovico approfitt\u00f2 della situazione per accordare invece un ingente prestito esente da interessi al Claio-Fear in cambio del matrimonio con la figlia e del titolo baronale. Di l\u00ec a breve io segu\u00ec dunque il Barone Don Ludovico presso Forranera mentre Lord Adam venne assassinato poco dopo presso Orirocca e i suoi Mastini vennero sciolti.\u201d<br \/>\nSegu\u00ec un breve silenzio. Il Traen-Fear dall\u2019altra parte del tavolo aveva lievemente annuito durante le ultime parole di Mastro Asparta:<br \/>\n\u201cRammento quell\u2019evento.\u201d Asser\u00ec poi l\u2019ufficiale. \u201cIl grado di Claio-Fear fu trasferito poco tempo dopo al fratello di Adam: il Barone Curzio Oricalchi, attuale comandante della Quarta Compagnia, e rammento anche che alcune malelingue attribuirono la dipartita di quel \u201ccane sciolto\u201d di Lord Adam al suo pi\u00f9 stretto consanguineo. Ma non \u00e8 per questo che vi ho fatto chiamare Mastro Asparta. Torniamo ai Baroni di Forranera. Ebbero discendenti?\u201d<br \/>\nIl Trean-Fear pronunci\u00f2 quest\u2019ultima domanda in maniera molto lenta, poggiando i gomiti sull\u2019ampio tavolo e affondando ancora di pi\u00f9 gli occhi sull\u2019edel dall\u2019altra parte, che bevve un sorso dal boccale per bagnarsi la gola completamente arida.<br \/>\n\u201cBha mha Vonhem, uno.\u201d<br \/>\n\u201cParlatemi di lui.\u201d<br \/>\nL\u2019Asparta dovette prender un grosso respiro prima di cominciar la parte della storia che evidentemente pi\u00f9 interessava al militare che gli stava di fronte.<br \/>\n\u201cFui io a farlo venire al mondo, ricordo quella notte come l\u2019avessi vissuta ieri; Falcon era caduta un anno prima e pioveva, pioveva come non ho mai visto piovere da quando sono venuto al mondo: la madre bestemmiava e rideva contorcendosi nel letto sudato e sanguigno e un fulmine illumin\u00f2 la finestra quando estrassi il bambino. Non avevo mai visto niente di simile, quel neonato, sano e perfetto sotto ogni altro aspetto mi fiss\u00f2 con un paio di occhi venuti fuori dal pi\u00f9 basso infero di Orione: le iridi erano verdi-dorate e attorno ai bulbi oculari la pelle del volto era ricoperta di grosse vene rosse e bluastre, come se fosse nato gi\u00e0 con indosso la pi\u00f9 orrida delle maschere. Quando tremando consegnai il bambino nelle braccia della madre tuttavia ella sembr\u00f2 non stupirsi affatto della deformit\u00e0 del bimbo, anzi lo strinse al petto ridendo di gioia e salmodiando in una lingua a me ignota. La follia di Lady El\u00e9na era infatti una diceria comune fra i servi e gli attendenti del maniero ma dubito che nessuno l\u2019abbia mai vista come la vidi io quella notte\u2026\u201d<br \/>\n\u201cE il Barone? Come prese la notizia della deformit\u00e0 del figlio?\u201d<br \/>\n\u201cMale mha Vonhem. Il Barone non riusc\u00ec mai ad affezionarsi al proprio primogenito, lo considerava uno scherzo della natura, uno spregio fattogli volontariamente dalla consorte che non lo aveva mai veramente accettato come sposo e della quale non condivideva affatto le fanatiche e vetuste ideologie e credenze; cos\u00ec quelli che erano sempre stati i dissapori tra lui e la folle figlia di Lord Adam si videro largamente peggiorati dopo la nascita del loro erede. Lady Sibilla al contrario sembrava amare il bambino come una propaggine di se stessa, i due erano inseparabili e morbosi e non pass\u00f2 molto tempo prima che il piccolo manifestasse molti degli aspetti insani e blasfemi della madre, e il loro rapporto era tanto malato che non mi stupirebbe se il ragazzo avesse avuto i propri primi rapporti carnali con la sua genitrice. Il Barone volle che fossi io l\u2019istitutore del bambino, ma nei pochi casi in cui provai ad avvicinarlo in tal senso trovai in quel piccolo demonio un\u2019intelligenza innaturale per la sua tenera et\u00e0, e sovente fui costretto dal suo semplice sguardo, in maniera a me incomprensibile, a obbedire ciecamente a suoi degradanti e capricciosi ordini; tale incresciosa situazione non dur\u00f2 tuttavia molto dal momento che dopo poco tempo Lady Sibilla mi proib\u00ec di insegnare alcunch\u00e9 al figlio e si volle assumere interamente la responsabilit\u00e0 della sua educazione. Il bambino crebbe cos\u00ec in un universo distorto di culti misteriosi e miti dell\u2019Et\u00e0 Imperiale divenendo giorno dopo giorno pi\u00f9 sadico, crudele e intollerante verso tutti coloro che reputava inferiori. Me e il padre compresi.\u201d<br \/>\n\u201cQuale era il nome del bambino?\u201d Il Trean-Fear porse questa domanda in un sibilo.<br \/>\n\u201cIl padre gli affibbi\u00f2 un nome carico di disprezzo. Lo chiam\u00f2 Rubio, a causa del colore sanguigno che gli incoronava lo sguardo.\u201d<br \/>\n\u201cRubio\u2026\u201d Ripet\u00e9 l\u2019ufficiale in tono deluso: \u201cE questo Rubio Oricalchi dovrebbe dunque avere adesso poco pi\u00f9 di una ventina d\u2019inverni. Dimora ancora presso Forranera?\u201d<br \/>\n\u201cOh no mha Vonhem. Pochi anni dopo la nascita del Baronetto gli eventi presso Forranera precipitarono. Il Baronetto non aveva ancora visto dieci inverni che la madre si ammal\u00f2 gravemente e venne costretta a letto per molto tempo prima di spirare. Fui io a prendermene cura durante il decorso del morbo, e nulla mi potr\u00e0 mai togliere dalla mente il fatto che il piccolo Rubio sia convinto che sia stato io, su ordine del padre, ad avvelenare ed infine uccidere la madre. Ricordo che una volta, mentre scioglievo delle erbe negli infusi della donna nel corridoio, fuori dalla stanza della Baronessa, scorsi il Baronetto immobile nella penombra del corridoio, a fissarmi in modo glaciale dietro la sua piccola mascera rossa e oro. Poi, senza proferir parola, mentre la mia mano tremava, mi punt\u00f2 il dito contro e spar\u00ec nell\u2019ombra del corridoio. Quell\u2019istante ancora perseguita i miei sogni.\u201d<br \/>\nIl Trean-Fear fiss\u00f2 l\u2019Asparta in un interminabile minuto di silenzio, durante il quale Mastro Curio cap\u00ec che l\u2019ufficiale aveva inteso molto pi\u00f9 di quanto le parole che aveva appena sentito intendendessero celare: la verit\u00e0.<br \/>\n\u201cContinuate.\u201d Sussurr\u00f2 tra i denti il membro della Compagnia.<br \/>\nUn brivido sal\u00ec la schiena dell\u2019Asparta, evidentemente i propri peccati non erano davvero di alcun interesse per il militare. Sembrava fosse interessato solo al Baronetto.<br \/>\n\u201cPochissimo tempo dopo la dipartita della Baronessa Don Ludovico si ritrov\u00f2 ad intrattenere un rapporto assai privilegiato con una giovane cameriera del Maniero, una paria senza alcuna genealogia che presto con la sua innocenza conquist\u00f2 il cuore del Barone. La malelingue vollero che la relazione del Barone con la damigella fosse cominciata ben prima della dipartita della nobile consorte. In ogni caso gli anni galopparono e in breve la paria mise alla luce il figlio illegittimo del Barone, al quale venne dato il nome di Isaak e che veniva trattato, sebbene servo, come un principe all\u2019interno del maniero per volere del Don, mentre il primogenito del nobile, additato come un folle mostro soffriva della pi\u00f9 infinita delle solitudini vagando tra le stanze appartenute alla madre e tenuto lontano dal nuovo infante della casa. Poi, quando il giovane Rubio stava vivendo gli ultimi anni della sua pubert\u00e0 e il piccolo Isaak aveva gi\u00e0 veduto quasi dieci inverni sibil\u00f2 nel castello la voce che Don Ludovico intendesse fare della serva la propria nuova consorte, elevandola al rango di nobile e riconoscendo il piccolo Isaak al posto dell\u2019odiato primogenito il diritto di eredit\u00e0 della propria casata.\u201d<br \/>\nIl vecchio Asparta bevve due lunghi sorsi scolando interamente il liquido nel boccale prima di giunger al disperato atto conclusivo del proprio resoconto.<br \/>\n\u201cQuello che accadde dopo venne poi insabbiato e tentato di dimenticare in ogni modo. Molti dei fatti accorsi sono tuttora avvolti nel pi\u00f9 profondo mistero ma quel che avvenne fu che una notte, poco prima delle nozze che avrebbero reso lei e la sua genia di stirpe nobiliare, la giovane paria venne trovata ai piedi della pi\u00f9 alta torre del maniero. Il suo corpo sembrava una bambola rotta molti metri sotto il balcone dove ogni notte soleva andare a pettinarsi i capelli alla luce della luna. Quella stessa, dolorosa notte Rubio Oricalchi e il piccolo Isaak scomparvero e non vennero pi\u00f9 trovati, e con loro si dissip\u00f2 la genia del Barone Abrham Ludovico Oricalchi, che adesso vive a Forranera arroccato nel pi\u00f9 cupo dolore e nel pi\u00f9 tragico terrore, dal momento che quella stessa notte, svegliato poco prima dell\u2019alba dalle urla dello stalliere che per primo aveva rinvenuto il cadavere della sua promessa sposa, egli trov\u00f2, scritto con del sangue nello specchio del salone del maniero sul quale davano le sue stanze, la scritta: MIGH TU.\u201d<br \/>\nMastro Curio concluse e abbass\u00f2 il capo. Segu\u00ec un lungo silenzio. Il resoconto parve terminato.<br \/>\n\u201cI due ragazzi vennero cercati? La Compagnia non venne mai informata di questi eventi. Perch\u00e9?\u201d<br \/>\nIl tono del Trean-Fear era divenuto un ringhio.<br \/>\n\u201cDon Ludovico volle che tutto ci\u00f2 che accadde passasse come un incidente. Egli era convinto che Rubio avesse rapito il giovane Isaak come garanzia, o come sommo affronto nei confronti dell\u2019odiato padre. Fatto sta che le poche notizie che giunsero furono che qualche mercante proveniente da Bennaithe aveva visto un giovane edel seguito da un bambino dirigersi verso la costa del golfo di Saluska. Don Ludovico si limit\u00f2 a ripudiare al figlio qualsiasi diritto ereditario, relegandolo al titolo di Sir. Poi il suo nome e quello della madre furono banditi all\u2019interno delle mura di Forranera. E nulla di tutto ci\u00f2 \u00e8 cambiato fino ad oggi. Questo avvenne quasi dieci anni fa, ed \u00e8 tutto quello che so a riguardo mha Vonhem.\u201d<br \/>\nL\u2019ufficiale trasse un profondo sospiro e si appoggi\u00f2 allo schienale del sedile con le mani giunte di fronte all\u2019inespressivo simulacro di un volto.<br \/>\n\u201cCart go leor mha Edel. Potete andare. Sl\u00e0n.\u201d<br \/>\nL\u2019Asparta si iss\u00f2 faticosamente e imit\u00f2 un goffo inchino. Poi si diresse verso la porta.<br \/>\nSi ferm\u00f2 di colpo a met\u00e0 della sala.<br \/>\n\u201cUn\u2019ultima cosa che potrebbe esser di vostro interesse Maresciallo Fergus: Rubio non era il nome che Lady Sibilla usava per chiamare il figlio, ella aveva scelto per lui il nome di uno dei figli del Tentatore, un demonio che probabilmente ella venerava e che si fregiava di un nome antico: Ysh\u2019Mahel.\u201d<br \/>\nIl corpo del Trean-Fear si irrigid\u00ec un momento: \u201cAndate.\u201d Intim\u00f2.<br \/>\nDopo che l\u2019Asparta fu scivolato fuori dalla buia sala e la porta si fu chiusa alle sue spalle il Maresciallo Fergus Pietrasanta si sciolse la maschera e la ripose sul tavolo. Gir\u00f2 poi la poltrona verso il focolare morente e accesosi la pipa ne tir\u00f2 due larghe boccate sbottonandosi la giacca dell\u2019uniforme e sfiorandosi le fasciature che gli coprivano le ferite all\u2019addome. Poi, fissando i carboni agonizzanti sussurr\u00f2:<br \/>\n\u201cYsh\u2019Mahel\u2026 Ismael.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giorno Dodicesimo della Luna degli Elementi del XXIV Anno E.R. 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