{"id":956,"date":"2013-10-21T21:38:10","date_gmt":"2013-10-21T20:38:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/?p=956"},"modified":"2013-10-22T18:00:15","modified_gmt":"2013-10-22T17:00:15","slug":"indaga-il-segugio-per-conto-del-padrone-background-ismael-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/indaga-il-segugio-per-conto-del-padrone-background-ismael-parte-ii\/","title":{"rendered":"INDAGA IL SEGUGIO PER CONTO DEL PADRONE (background Ismael parte II)"},"content":{"rendered":"<p>Dopo che dalle sue labbra emersero queste parole il Maestro dei Collegi apr\u00ec lentamente gli occhi uscendo dalla trance. Stringendo saldamente il suo bastone con la mano tremante l\u2019occhio tatuato del sapiente falsimita si pos\u00f2 sulla maschera dello Spadaccino della Settima Corona che gli sedeva di fianco.<\/p>\n<p>\u201cSpesso gli Astri ci rendono risposte sibilline. Spero vi possiate ritenere ugualmente soddisfatto Sir Ismael.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi sar\u00e0 sufficiente.\u201d<\/p>\n<p>Rispose l\u2019edel alzandosi dal suo seggio e uscendo dalla tenda con passo svelto, scivolando tra gli alberi della boscaglia di Almedy, i vestiti imbrattati del sangue di una giornata di scontri avvolti dalle ultime luci del giorno, raggiunse una sagoma bianca fra i tronchi.<\/p>\n<p>\u201cMilady, devo parlarvi. E\u2019 urgente.\u201d<\/p>\n<p>La nobile sagoma della Dama Bianca, la Marchesa di Trieran Lady Dalila Sangueforte si volt\u00f2 e piant\u00f2 il gelido sguardo della sua maschera candida sul Sean Fear.<\/p>\n<p>\u201cParlate Ismael.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSiete diretta a Trieran?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon al momento Sir, incombenze urgenti mi richiamano ad Orirocca per le prossime lune.\u201d<\/p>\n<p>\u201cOrirocca\u2026\u201d Sussurr\u00f2 l\u2019edel in un moto di delusione mal celato.<\/p>\n<p>\u201cSpero sarete cos\u00ec gentile da scortarmi fino alla mia meta prima di riprender i vostri compiti presso Kurant.\u201d Aggiunse la Marchesa, la frase non era stata pronunciata come una richiesta.<\/p>\n<p>\u201cOvviamente Milady, io e il mio paria ci preoccuperemo della Vostra tutela durante il viaggio. Tuttavia ho da chiedervi un favore\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cParlate.\u201d<\/p>\n<p>\u201cVi prego di tenere al vostro fianco Isaak presso Orirocca dopo che io avr\u00f2 ripreso la mia strada per Kurant. Egli si potr\u00e0 dimostrare un eccellente guardia del corpo per Voi e preferirei saperlo sotto la Vostra ala lontano da Kurant finch\u00e9 i miei sospetti sui fatti di cui vi ho parlato non si saranno chiariti. Devo scoprire chi ha voluto mettere l\u2019Uffizio sulle mie tracce e perch\u00e9, e potr\u00f2 farlo in modo molto pi\u00f9 sereno se sapr\u00f2 che egli non pu\u00f2 essere raggiunto dalla mano di miei eventuali nemici. Spero di poter confidare nel Vostro aiuto fin quando non avr\u00f2 fatto luce su questa torbida faccenda\u2026\u201d<\/p>\n<p>La Marchesa tacque qualche istante. Poi scrut\u00f2 il giovanissimo Isaak, distante solo alcuni passi nella macchia, le braccia conserte e il volto da ragazzo mal si accostavano con il gigantesco spadone incrostato di sangue che recava sulla schiena. Un sorriso incrin\u00f2 le labbra purpuree del Vonhem.<\/p>\n<p>\u201cEgli sar\u00e0 ben nascosto al mio fianco. Far\u00f2 sapere in giro che sono stata io ad ordinarvi di lasciarlo ai miei comandi, dal momento che Voi Sir Ismael, mio campione scelto e guardia personale, avete da ottemperare ai vostri obblighi presso Kurant. Non temete, vedo del potenziale in quel ragazzo, e nessuno potr\u00e0 avvicinarlo finch\u00e9 rester\u00e0 sotto la mia podest\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cYSH-MAHEEEEEEEEEL!!!\u201d<\/p>\n<p>Il Sean Fear si svegli\u00f2 di soprassalto. Era sudato e i muscoli gli tremavano. Lo stesso urlo. Lo stesso incubo. Come ogni notte.<\/p>\n<p>Da quando lo spadaccino aveva sentito dopo tanti anni il suo vero nome pronunciato dalle labbra vermiglie del Tiarna Fear Longini il nobile aveva cominciato ad avere sempre lo stesso incubo, ed a non riuscire a sfruttare le gi\u00e0 scarse ore di sonno che il suo addestramento, nuovamente solitario dopo la partenza di Isaak con la Marchesa, gli concedeva.<\/p>\n<p>Ogni giorno guardie, stoccate e affondi, e ogni notte ricordi e presagi.<\/p>\n<p>Ismael strisci\u00f2 fuori dal giaciglio nudo, con addosso solo il ciondolo che non poteva togliersi: quello per cui aveva barattato l\u2019anima, il dono del Matto. Era dimagrito. I suoi muscoli erano fasci di nervi tesi sotto la rete di cicatrici della sua schiena. Le frustate. E\u2019 cos\u00ec che si fa strada a Sathor. E\u2019 cos\u00ec che si raggiunge uno scopo. Il comodino assieme alla brocca d\u2019acqua e allo stemma degli Oricalchi era rovesciato a terra, di fianco al castigo. Lo trovava cos\u00ec dopo ogni incubo. Tra i cocci della brocca raccolse un piccolo specchio di metallo. Vi si riflesse. Quella insonnia persistente stava logorando ancora di pi\u00f9 il suo viso. Sotto la cicatrice sulla fronte ricevuta al Convivio i suoi occhi erano due buie fessure circondate da un colore livido e sanguigno. \u201cI segni della nostra perfezione\u2026\u201d Pens\u00f2 Ismael ripensando a quello che un giorno gli aveva detto la Marchesa dopo aver preteso di guardarlo in volto.<\/p>\n<p>Era febbricitante. Ma lo era da settimane ormai. Si accovacci\u00f2 nell\u2019angolo della stanza e riport\u00f2 la mente al proprio incubo ricorrente, cercando per l\u2019ennesima volta di incollare i frammenti nebbiosi che gli affollavano la testa.<\/p>\n<p>Notte dopo notte riviveva la fuga da Forranera: la spinta alla promessa sposa del padre. Il suo urlo mentre cade dalla torre. Poi i corridoi lunghi e bui della fuga. L\u2019irruzione nella camera del fratellastro. Il coltello alzato sul bambino di circa dieci anni addormentato. La forza che viene meno. Il coltello che cade sul marmo, il bambino che si sveglia. E urla d\u2019allarme nel maniero. I cani che abbaiano. Gli occhi impauriti di quell\u2019odiato fratellino che chiedevano aiuto.<\/p>\n<p>\u201cVengono ad ucciderti. Dobbiamo andare.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa\u2026 Dove?&#8230; E Mamma?\u201d<\/p>\n<p>\u201cL\u2019hanno uccisa. Guarda.\u201d<\/p>\n<p>La finestra. La bambola rotta ai piedi della torre. I singhiozzi del piccolo Isaak.<\/p>\n<p>\u201cDevi fidarti di me. Corri.\u201d<\/p>\n<p>Il polso del piccolo stretto quasi da spezzarlo e via, di corsa, per i corridoi, fino alle cucine, la porta della cantina, e gi\u00f9 nell\u2019antico passaggio, quello dove la madre di Ismael celebrava l\u2019avvento dell\u2019inverno, quello che porta al pozzo a quasi un miglio dal maniero. Le urla. Il pianto. I cani.<\/p>\n<p>I cani.<\/p>\n<p>Giorni di fuga nella boscaglia. Senza cibo. Senza riparo. Solo correre. Correre e odiare. Correre e odiare. Con l\u2019abbaiare dei cani alle spalle e le domande di un bambino che viene trascinato senza risposte.<\/p>\n<p>L\u2019abbaiare di quei cani durante tutto il sogno, tutte le notte procurava a Ismael maggiore sofferenza delle sferzate. Vedeva ogni notte quel nugulo di bestie rabbiose che lo seguivano tra gli alberi assieme a figure indefinite con torce alzate che urlavano \u201cRubiooooooo\u201d, \u201cIsaaaaaaaaaak\u201d, \u201cRubioooooooo\u201d.<\/p>\n<p>Infine nella fuga disperata del sogno Ismael si ritrovava nella mano che non trascinava Isaak un castigo che gocciolava sangue a non finire mentre le gambe non smettevano di correre, e i cani non smettevano di abbaiare. Una figura di donna dalle strane fattezze e dagli occhi rossi come rubini gli appariva davanti vestita di bianco e avvolta in una luce verdastra, e mentre i due fuggitivi gli correvano incontro e il branco dei cani li stava per raggiungere la voce della donna esplodeva in un urlo, un richiamo, un comando:<\/p>\n<p>\u201cYSH-MAHEEEEEEEEEEEEEEEEEEL!!!\u201d<\/p>\n<p>E lo spadaccino si destava in un lago di sudore.<\/p>\n<p>La testa di Ismael stava per scoppiare. Si alz\u00f2 dall\u2019angolo e barcoll\u00f2 fino alla piccola scrivania. Afferr\u00f2 carta e pennino e cominci\u00f2 a scrivere:<\/p>\n<p>All\u2019attenzione del Tiarna-Fear Estrella Longini<\/p>\n<p>Mah Vonhem. Vi scrivo perch\u00e9 ho bisogno di ottener risposta ad una domanda che mi tortura la mente dall\u2019ultima volta che ci siamo scontrati. Siete stata Voi o il Berumt a chiedere all\u2019Uffizio Inquisitorio di metter mano sul mio passato tanto da venir a conoscenza del nome con cui SOLO MIA MADRE mi aveva mai chiamato? O \u00e8 stata opera di terzi? Ho piena fiducia in voi e nella reggenza delle Sette Corone e se tali informazioni fossero state richieste da essa non ho nulla da nascondere. Ma dal momento che il mio passato pu\u00f2 rivelarsi un\u2019arma contro di me gradirei sapere se e da chi devo guardarmi le spalle. E come sono state ottenute tali informazioni.<br \/>\nPerdonate se questa lettera Vi sembrer\u00e0 troppo accalorata e diretta e perdonate ancora il fatto che vi ho taciuto la mia storia. Non accadr\u00e0 mai pi\u00f9 nulla del genere.<\/p>\n<p>Colgo l\u2019occasione per chiederVi se la mia richiesta di esser ammesso all\u2019Uffizio Inquisitorio \u00e8 stata nuovamente considerata. Desidero ardentemente quell\u2019incarico.<\/p>\n<p>Nella speranza che la Vostra spalla si sia ripresa come deve.<\/p>\n<p>Il Vostro allievo e devoto sottoposto,<\/p>\n<p>\u2026 Oricalchi.<\/p>\n<p>Mentre Ismael rifletteva ancora su che nome scegliere per firmare la missiva, si sentirono dei latrati fuori dalla stanza. Cani che abbaiavano.<\/p>\n<p>Un brivido corse lungo la schiena di Ismael e la testa cominci\u00f2 a martellare.<\/p>\n<p>\u201cODIO I CANI.\u201d<br \/>\nPens\u00f2.<\/p>\n<p>Si accost\u00f2 alla piccola finestra e da l\u00ec scorse nella notte le sagome dei tre segugi del Maresciallo Pietrasanta che si avvicinavano alla ronda che portava loro gli avanzi del desco del Genio Militare. Si gettarono sugli ossi come diavoli voraci. Ismael ebbe un conato di disgusto e rabbia.<\/p>\n<p>Poi si volt\u00f2 verso il giaciglio.<\/p>\n<p>La lama del castigo brillava pallida sul marmo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo che dalle sue labbra emersero queste parole il Maestro dei Collegi apr\u00ec lentamente gli occhi uscendo dalla trance. 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