{"id":98,"date":"2008-01-17T18:08:00","date_gmt":"2008-01-17T18:08:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=90"},"modified":"2008-01-17T18:08:00","modified_gmt":"2008-01-17T18:08:00","slug":"grand-jete-viaggio-a-mordian","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/grand-jete-viaggio-a-mordian\/","title":{"rendered":"Grand Jet\u00e8 &#8211; Viaggio a Mordian"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Eccola l&igrave;, sua Maest&agrave;! Camminava in testa a quell&rsquo;insulsa carovana, come se fosse stata &hellip; accidenti lei <em>era<\/em> la Regina Eterna.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nihal strinse le mascelle guardandola torva da un lato: il nobile capo eretto, i capelli castani che le cadevano soffici e composti sulle spalle, il portamento regale, lo splendido volto dolce e luminoso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Una volta era stata lei stessa a chiamarla istintivamente &ldquo;la Luce dell&rsquo;Occaso&rdquo;, ed ora che le capitava di osservarla pi&ugrave; da vicino nel viaggio verso Mordian comprendeva che quell&rsquo;appellativo era misero al confronto dell&rsquo;effettivo splendore che quella donna riusciva a diffondere con la sua sola presenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Elanei parve sentire i suoi pensieri perch&eacute; si gir&ograve; nella direzione di Nihal, cercandola con gli occhi oltre il bastone con la testa di rapace che portava sempre con se. Sorrise alla guerriera per un istante prima di tornare a guardare l&rsquo;orizzonte davanti a se.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nihal si sentiva diversa in presenza della Regina, per quanto tentasse non riusciva ad odiarla, anche se le sue idee erano folli sciocchezze e vacui sogni di speranza.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Non riusciva ad immaginare di levare la spada ai suoi danni e questo la faceva sentire debole. Sput&ograve; con disprezzo la sua rabbia al bordo della strada e distolse lo sguardo da <em>quella donna<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Pens&ograve; al particolare che aveva notato il giorno precedente, all&rsquo;Iscuto: Elanei indossava sulle vesti candide una banda trasversale che recava ricamato il simbolo di Hor-Yama, i tre occhi che rappresentavano l&rsquo;antico culto della triade angelica. Lo stesso simbolo inciso sul polso di Melisenda, la veggente alemarita cui si era rivolta per conoscere l&rsquo;arcaico culto del Nigredo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nell&rsquo;arco di poche ore aveva incrociato quel fregio per ben due volte, su persone che non avevano niente in comune tra loro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Torn&ograve; ai vaneggiamenti di quel veggente, Oren diceva di chiamarsi, era stato abile a frugare tra le immagini dei suoi ricordi, con quegli occhi di un azzurro inquietante l&rsquo;aveva spogliata in un solo istante di tutte le sue difese quasi strappando concetti dalle sue rimembranze pi&ugrave; vaghe e lontane: cose che nessuno poteva conoscere. Questo diede credibilit&agrave; alla sua profezia sul futuro, funesta per chiunque tranne che per lei: verrai ghermita da due ali nere. <br \/>\nPer un momento la sua mente venne inghiottita da una sensazione ineffabile, pericolosamente vicina alla felicit&agrave;, al solo pensiero che le ali cui si riferiva il misterioso veggente potessero essere quelle fatte di notte del Nigredo. Tuttavia Nihal non era il tipo da crogiolarsi in pensieri di pace, fosse pure l&rsquo;Eterna Pace della Morte, e se ne riscosse subito, calciando distrattamente un selce sulla strada. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Si rese conto per&ograve; che Melisenda la stava fissando da dietro gli occhialini scuri, probabilmente aveva esternato il suo sentimento accennando un sorriso e la strana donna si stava forse domandando l&rsquo;origine della sua espressione inusuale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Ben lungi dal vergognarsene Nihal diresse i suoi passi in modo da avvicinarsi a lei. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">La figura di Melisenda l&rsquo;aveva sempre affascinata, suo malgrado, infatti non avrebbe mai pensato che una donna ricoperta di veli colorati e tintinnante di campanelli avesse mai potuto interessarla, invece l&rsquo;Alemarita le aveva rivelato nelle poche ore che avevano trascorso parlando molto pi&ugrave; di quanto avesse potuto apprendere in anni di ricerche e vagabondaggi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Aveva scoperto l&rsquo;esistenza di una via pi&ugrave; antica e arcana di quella percorsa finora: se avesse avuto il coraggio di percorrerla sino in fondo forse avrebbe potuto comprendere l&rsquo;essenza stessa del suo culto ed essere tutt&rsquo;uno con il concetto di Caos e Morte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">La donna che ora la guardava avvicinarsi poteva indicarle quella via, per questo motivo non doveva morire prima di avergliela rivelata. Si ripromise mentalmente di evitare che questo accadesse.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">A quanto ne sapeva la sapiente dall&rsquo;aria pacifica aveva molti sospesi con il Sole Nero, e l&rsquo;elfa non dubitava che il desiderio di vendetta fosse il motivo principale per cui si era decisa a parlarle del culto di Hor Yama.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Poteva quasi sentire la sua ira traspirare dall&rsquo;espressione torva che a volte assumeva quando camminava soprappensiero, e riconoscere in lei la sua stessa sete di rivalsa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Camminavano l&rsquo;una di fianco all&rsquo;altra e si guardavano senza dire una parola, due mondi infinitamente distanti con un unico punto in comune che tuttavia in quel particolare momento della vita di Melisenda le rendeva alleate: la distruzione del Sole Nero e del potere dei Re Corrotti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nihal intravedeva nella veggente una tale smania di rivalsa che pens&ograve;, non senza ironia, che la donna sarebbe stata un buon templare di Alhazar se solo non avesse perso tanto tempo ad investire i suoi sciocchi sentimenti nelle persone che la circondavano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Ogni volta che la osservava rivolgere parole di affetto ed incoraggiamento ai suoi &lsquo;cari&rsquo; si domandava come si potesse pretendere che gli Dei accettassero un&rsquo;anima tanto inquinata dagli umani umori. Si domandava come proprio lei, che poteva vedere anche col divino Occhio, potesse ignorare la mediocrit&agrave; e la vanit&agrave; delle aspettative terrene, quello che gli esseri comuni chiamavano felicit&agrave;: una famiglia, degli amici, dei figli. Tuttavia proprio in nome di queste fuggevoli amenit&agrave; Melisenda pareva pronta ad immolare la sua stessa vita, e per una come lei la vita costituiva un valore immenso.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nihal continuava a guardarla, immersa nei suoi pensieri, in bilico sul fragile ponte sospeso teso tra lei e un&#8217;altra creatura terrena.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">La sua anima scura come l&rsquo;inchiostro, levigata e scevra da ogni appiglio era fredda, ma non sterile. L&rsquo;unica cosa che in quell&rsquo;algido nido d&rsquo;onice aveva preso vita era adesso cresciuto immensamente forte e si ergeva ancora pi&ugrave; oscuro e selvaggio dell&rsquo;urna stessa che l&rsquo;aveva concepito. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Melisenda pot&egrave; osservare il volto dell&rsquo;elfa trasfigurarsi mentre era immersa nelle sue elucubrazioni: le pupille si allargarono quasi a voler mostrare che la sua anima non aveva fondo e sulle labbra comparve un sorriso obliquo che non comunicava alcun calore. Era una visione inquietante e la donna si domand&ograve; se quell&rsquo;essere selvaggio, senza morale e senza padrone, che di fatto viveva per combattere e per morire, al di l&agrave; del concetto di Bene e Male, fosse la persona giusta a cui mostrare l&rsquo;antica via di Hor-yama.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Un leggero brivido le saett&ograve; tra le scapole, ma il suo volto rimase imperturbabile. In fondo, riflett&egrave;, lei conosceva gli Alhazariti e sapeva perfettamente, nonostante la loro mancanza di precetti, cosa aspettarsi da loro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">A modo suo pertanto Nihal agiva e pensava in modo assolutamente coerente, e per quanto selvatica e aliena Melisenda avrebbe trovato il sistema di comprendere la lucida logica nel suo agire che solo all&rsquo;osservatore inesperto poteva apparire furioso e folle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Anche la piccola Myralis l&rsquo;aveva compreso, ed infatti era tra le poche persone che Nihal lasciava avvicinare un po&rsquo;. Pi&ugrave; di una volta, durante gli scontri, Melisenda aveva notato la guerriera lanciare uno sguardo furtivo alle retrovie. Non avrebbe potuto giurarlo, ma sospettava che controllasse che Myralis fosse al sicuro, e se cos&igrave; non era in almeno un paio di occasioni lei aveva spostato casualmente la sua azione dove la piccola sacerdotessa bruna era in pericolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Rispose pertanto al suo sorriso, solo una seguace benedetta dall&rsquo;Occhio della Conoscenza avrebbe potuto sorridere in quel modo: con la sola espressione del viso incorniciato dagli impalpabili veli colorati seppe esprimere la sua determinazione e la sua forza d&rsquo;animo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Asser&igrave; poi con rassicurante autorit&agrave;:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">&ldquo;A Mordian potremo senz&rsquo;altro continuare il nostro discorso.&rdquo;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Allung&ograve; una mano e le assest&ograve; una pacca amichevole sul candido mantello alato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Nihal trasal&igrave; e se ne distacc&ograve; di qualche passo: odiava essere toccata, Melisenda di certo lo sapeva e le aveva appena dimostrato di infischiarsene altamente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">&hellip; <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-family:&quot;\">Quella donna assurda iniziava a piacerle.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eccola l&igrave;, sua Maest&agrave;! 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