{"id":99,"date":"2008-01-24T00:06:00","date_gmt":"2008-01-24T00:06:00","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=91"},"modified":"2008-01-24T00:06:00","modified_gmt":"2008-01-24T00:06:00","slug":"piccole-riflessioni-mese-di-elios-anno-xx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.terredegliangeli.com\/calamai\/piccole-riflessioni-mese-di-elios-anno-xx\/","title":{"rendered":"Piccole Riflessioni. Mese di Elios anno XX\u00b0"},"content":{"rendered":"<p>L&rsquo;intera Arath era in estate. Il mese di Elios era stato generoso con le terre del Meridione  e con la contea del Lupo Nero non era stato di meno. Sulle colline tutto si era tinto di un verde brillante con le viti cariche dei primi piccoli acini d&rsquo;uva mentre a valle tutto era colorato d&rsquo;oro; il grano e l&rsquo;orzo crescevano rigogliosi e le spighe vibravano ad ogni folata di vento. Sembrava quasi una altra contea vista in inverno, sempre buia e scura, la terra sterile, le colline spoglie e brulle. Ma dalla primavera in poi tutto sembrava risvegliarsi e in estate era all&rsquo;apice della sua calda e generosa bellezza. Anche il maniero di Wulf held sembrava risentire del tepore del sole, che aveva sostituito la flebile luce del camino con quella luminosa e quasi accecante del disco Solare. La sala dove solitamente riposavano e parlavano i cortigiani del Lupo Nero era decorata con arazzi rappresentanti cacce, battaglie e alcuni trofei erano appesi alle pareti. Nella grande portone di legno si apr&igrave; un piccolo spiraglio, appena sufficiente per far passare una fanciulla minuta. Passi sicuri, leggeri calpestarono la grigia pietra.  Due occhi color nocciola cominciarono a esaminare la sala, lentamente, a piccoli colpi d&rsquo;occhio, fino a giungere all&rsquo;ariosa finestra dal grande davanzale. Pian piano si avvicin&ograve; ad esso, toccandone la calda e liscia pietra. Gli occhi guardavano pensierosi quelle pietre, ripensando a una giovane elfa dagli occhi di zaffiro che sempre si sedeva sopra quel davanzale, con una mano sotto il mento, una poggiata a sostegno e con una delle gambe lasciata a penzolare libera con un oscillare che produceva sempre lievi rumori metallici. Una presenza  costante in quegli ultimi mesi. Come anche i litigi, le voci quasi ringhianti del Conte e della guerriera rimbombavano nella sala. Ma ora non si sarebbe sentito risuonare quei suoni cos&igrave; abituali. Anghra Bitterfang se ne era andata. <\/p>\n<p>&#8211;<em> Finalmente un po&rsquo; di pace&hellip;- <\/p>\n<p><\/em>Disse quelle parole, ma sentiva che erano false.  Ripens&ograve; a quei momenti, avvenuti nel mese di Spica. Quando Aveva visto Anghra svenuta a terra e lei l&rsquo;aveva raggiunta cercando di svegliarla rabbiosamente per chiederle spiegazioni. Poi, vedendo gli occhi cos&igrave; pieni di consapevolezza dell&rsquo;elfa se ne era momentaneamente allontanata, pensierosa. Aveva lasciato gli altri con  lei. Miralys doveva pensare. Li aveva traditi? No&hellip;non gli aveva fatto del male&hellip;aveva solo reso le cose pi&ugrave; semplici al Nigredo. Perch&eacute;? Perch&eacute;? chi era quella persona davanti a lei? Confusa si era riavvicinata alla guerriera Alhazharita, chiedendole un semplice eppur cos&igrave; complicato: <\/p>\n<p>&lt;<em>&lt;perch&eacute;?&gt;&gt;<\/em><\/p>\n<p>Appena Mirlays l&rsquo;aveva ascoltata. Di impulso, vedendo il gelo nell&rsquo;elfa, quell&rsquo;aria quasi di minaccia, l&rsquo;aveva abbracciata. Non l&rsquo;aveva mai fatto. Aveva abbracciato solo suo padre in quegli ultimi undici anni della sua vita. Ma&hellip;Non riconosceva pi&ugrave; la persona davanti a lei e quello era un disperato tentativo di trarre a s&eacute; una briciola di quel poco che conosceva della compagna di ventura. Per lunghi secondi cerc&ograve; di trattenerla mentre lei dopo  lunghe e ripetute richieste di lasciarla, si era liberata di Miralys con forza, scaraventandola a terra dove aveva cominciato a tossire ferocemente. Aveva gi&agrave; altre ferite e anche se la spinta era stata trattenuta, la giovane sacerdotessa non pot&egrave; trattenere il malessere. Appena intravide l&#8217;espressione sorpresa e al contempo turbata di Anghra. Il viaggio di ritorno era stato privo di&nbsp; parole e solo i suoni delle corazze che tintinnavano pezzo contro pezzo ne rompevano il soffocante silenzio, fatto di occhi diffidenti che si guardavano l&#8217;un con l&#8217;altro.<br \/>\nPoi&hellip;erano tornati a corte. L&igrave; il Conte sembrava sapere cosa era successo e quasi sorrideva all&rsquo;idea. Era inutile mentire. Cos&igrave; Miralys aveva raccontato ci&ograve; che era successo. Non se ne era pentita. Neanche in quel momento, osservando il bruno e innaturale seggio vuoto. Aveva avuto quasi l&rsquo;impulso di richiamare l&rsquo;alhazharita, ma si era fermata prima. Aveva compreso il perch&eacute; Anghra aveva fatto ci&ograve; che aveva fatto. Gli occhi del Nigredo&hellip;quelle ali cos&igrave; nere. Come poteva una Alhazarita non esserne rapita?! Come avevano potuto considerare solo l&rsquo;idea che Anghra si mettesse contro la cosa pi&ugrave; vicina alla rappresentazione del suo Dio? Ma c&rsquo;era un&rsquo;unica cosa che irrazionalmente Miralys recriminava all&rsquo;elfa. Il fatto di non averne parlato. Di non aver reso evidente con l&rsquo;uso delle parole il suo pi&ugrave; grande desiderio. Invece, aveva preferito palesare il tutto con un solo ed unico gesto&#8230;<br \/>\nSotto un certo punto di vista, riflettendo, quel luogo fatto di calce e pietre, di rigida disciplina, non era luogo per un animo ribelle e belligerante come quello dell&rsquo;elfa. In parte, era stata la sua salvezza essersi allontanata da l&igrave;.<br \/>\nUna folata di vento port&ograve; sul davanzale della finestra piccole e nigre piume per poi, sotto il capriccio del vento inquieto, ricominciare a errare, superficialmente senza meta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&rsquo;intera Arath era in estate. Il mese di Elios era stato generoso con le terre del Meridione e con la contea del Lupo Nero non era stato di meno. 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