il_leir
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| + | ====== IL LEIR ====== | ||
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| + | -Walter Bonatti -**//</ | ||
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| + | Potenti etnie barbariche provenienti dalla Banchisa, dalle Cime Guardiane e dal Deserto Grigio, ognuna con le proprie tradizioni e costumi, si insediano nei piccoli villaggi stabili che, numerosi, sorgono nelle catene montuose. | ||
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| + | Queste modeste comunità trascorrono le stagioni calde negli insediamenti d’altura delle Cime e si spostano poi nelle valli ai loro piedi al sopraggiungere dei mesi freddi. Gli insediamenti sparsi nelle zone più favorevoli sono infatti occupati di volta in volta dai Clan che giungono per primi sul posto e che riescono a difenderli dalle bellicose mire dei ritardatari. Le genti che abitano questi luoghi vivono di caccia e solo in pochi insediamenti, | ||
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| + | Nella maggior parte dei villaggi, i fanciulli e gli anziani si occupano di mansioni semplici come la raccolta di semi o bacche, mentre i soggetti nel pieno delle forze, solitamente al seguito di una autorevole matriarca o patriarca, presiedono la caccia e l' | ||
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| + | Nei villaggi il Capoclan, detto **Konge ** (Re), è solitamente il guerriero o lo sciamano più anziano della famiglia; costei o costui, per conquistare il potere, ha dovuto superare ordalie sovrumane onde dare chiara prova della sua forza e valore. Il resto dei membri della comunità è direttamente legato al Konge per linea di sangue o, più raramente, per giuramento. La fedeltà che tutti dimostrano al Konge è pressoché assoluta. | ||
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| + | La tradizione dice che perfino il nobile più influente debba portare rispetto al Konge di una zona: non a caso, entrare armati, o senza rendere palese la propria venuta, in terre sotto il controllo altrui viene riconosciuto come atto equivalente a una dichiarazione di guerra. Per questo, un Konge in visita a una terra non sua dovrà attendere l’ambasciata del signore locale sul confine, al quale cederà in pegno simbolico la sua arma per tutta la durata della sua permanenza. | ||
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| + | Il Konge ricopre pieno potere esecutivo e giuridico sui suoi sudditi. Le leggi variano di luogo in luogo e sono spesso basate su tradizioni molto antiche. Un consiglio di decani, detto Rad, ha il compito di tenere memoria dei codici della comunità e ad esso il Konge fa sempre riferimento per le questioni di giudizio più spinose. Le genti comuni dei villaggi sottostanno in tutto e per tutto all’autorità del Konge, pena la morte, o peggio, l’esilio. | ||
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| + | L' | ||
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| + | I **Walenar **conducono una lotta continua contro i molti grotteschi predatori che si aggirano tra i valichi: bestie feroci, mostri leggendari, bande di rozzi giganti eremiti, stuoli di voraci troll dall' | ||
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| + | I Walenar condividono il carattere impulsivo e l’atteggiamento schivo dei loro clan di origine, ma sono persino più burberi e diffidenti nei confronti dei forestieri. Tengono in massima considerazione il coraggio, la forza fisica, la bravura nelle armi e l’audacia di fronte al pericolo. Disprezzano l’uso della forza contro il debole e ritengono onorevole (**Heir**) combattere solo con avversari pari o superiori. | ||
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| + | L’ambiente selvaggio e la necessità di difendersi dagli attacchi delle orride mostruosità che si annidano nei valichi delle montagne ha fatto prediligere un abbigliamento che desse la precedenza alla protezione: brache di lana, tuniche di lana a maniche lunghe (o corte, nella brevissima estate), guanti, hieb e pantaloni di pelle, cosciali di cuoio. Sopra di essi, i guerrieri indossano le loro armature di acciaio. | ||
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| + | Per dimostrare il proprio valore, l’uso comune è quello di appendere alla propria armatura i feticci degli animali selvaggi uccisi e che usano sfoggiare nelle ordalie tra le varie tribù per conquistare i Felt. | ||
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| + | Di queste prede i Walenar mangiano anche gli organi rituali (cervello, cuore, fegato, milza), nella tradizione " | ||
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| + | Si narra infatti che quando i possenti e terribili **[[: | ||
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| + | ===== Tradizione dello Stäel ===== | ||
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| + | - Stanislaw Jerzy Lec. -**//</ | ||
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| + | Coloro che abitano le Cime Guardiane pare conoscano inestimabili segreti nella lavorazione dei metalli. La Tradizione dello **Stäel ** (Acciaio) rappresenta la scoperta più stimata dai barbari del Leir, i quali ben volentieri e a fronte di un adeguato compenso, forgiano strumenti di ferro per coloro che hanno un mestiere, ma concedono solo ai Konge o ai Walenar di brandire armi realizzate con questo materiale. I più abili artigiani sono in grado di forgiare usberghi duri come scaglie di drago, spade taglienti come la lingua di demoni e scudi in grado di reggere l’urto delle asce dei crudeli giganti dei ghiacci. | ||
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| + | Ai Konge, ai Walenar e ai loro compagni d’arme più devoti sono riservate le armi concepite esclusivamente per la guerra, come spade, picche e mazze da guerra, mentre coloro che non hanno superato le prove di coraggio si servono di strumenti quali asce, mazze, martelli, forconi o verghe, che sono in primis utensili per il proprio mestiere. Sono invece considerate contrarie allo Heir (disonorevoli), | ||
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| + | La **Legge dell’Acciaio**, | ||
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| + | <WRAP center round box 80%> | ||
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| + | //Questa landa inospitale cela nel suo suolo cristallino le carcasse intrappolate di bizzarre bestie dei piani interni, perite in seno a furibonde faide: mastodontici molluschi dal capo costellato di tentacoli lunghi come galeoni, pallidi serpenti marini le cui spire si estendono per un intero miglio, imponenti cetacei le cui fauci potrebbero inghiottire un intero maniero e sciami di pesci dalle innaturali tinte iridescenti.// | ||
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| + | //I miei compagni e io abbiamo intrapreso questa incredibile lotta contro le avversità sorretti solo dalla nostra volontà e dal coraggio, per ottener da loro inestimabili auspici sui tempi venturi.// | ||
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| + | //O almeno, credevo che fosse così anche per loro.// | ||
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| + | //Come si fa a essere sconfitti dalla neve? Come puoi credere alle illusioni del ghiaccio?// | ||
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| + | //Sciocco e arrogante sono stato!// | ||
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| + | //Ora il gelido vento attanaglia anche me e la pallida figlia del sole non può più proteggermi. Sono ormai allo stremo delle forze, ogni respiro si tramuta in artigli di ghiaccio che mi scavano dentro i polmoni.// | ||
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| + | //Avanzo fin quando le ginocchia non mi cedono. Mentre lotto per rialzarmi tra la neve gelata, scorgo un’ombra che si avvicina… non so cosa sia… Che sia, come per molti miei compagni, un miraggio? Per loro, l’illusione di un volto, di una voce familiare, si è poi rivelata un bieco trucco di orridi mostri che così irretiscono le loro prede. Scruto di fronte a me, cercando di discernere le vere forme di ciò che mi si fa innanzi.// | ||
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| + | //La verità è spesso celata alla vista dei mortali.// | ||
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| + | //Ecco, l’ombra si fa più vicina. Ha una forma umana, ma sembra mutare, col vento e con i riflessi del ghiaccio. O forse sono i miei occhi accecati dalla neve…// | ||
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| + | //Si sta avvicinando e io sento le forze abbandonarmi, | ||
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| + | //Posso solo sperare che sia la benevola ninfa dei ghiacci, colei che custodisce la memoria degli eroi, e che sia qui per accogliermi infine nel suo Palazzo.// | ||
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| + | //Ecco, abbandono a lei le mie memorie. Non sarò mai il Konge del mio Clan… ma ho vissuto in accordo allo Heir, e per il mio Heir verrò ricordato… ma… che accade? La figura tremola davanti a me, prima algida ninfa, poi grottesco abominio emerso dagli antichi ghiacci della Banchisa, le due immagini si rincorrono e si fondono insieme mentre la luce mi abbandona per sempre… chissà dove finirà la mia anima.// | ||
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