l_archeosofia
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| - Sintesi del pensiero neoplatonico -**//</ | - Sintesi del pensiero neoplatonico -**//</ | ||
| - | Le mistiche energie che permeano l’Arcipelago di **Novisterra **non hanno uguali in tutto il mondo conosciuto. Gli studiosi del **VITRIOL **hanno stimato che il fulcro di questa energia sia la **Dimora di SofoS**. La magia, originata dal centro dell’isola, | + | Le mistiche energie che permeano l’Arcipelago di **[[: |
| A dar maggior credibilità a tale tesi è il fatto che le mistiche energie, così abbondanti, rifiutino di piegarsi alla volontà anche dei più esperti incantatori. In molti hanno provato a imbrigliare i venti magici, ma qualsiasi tecnica portata dal **Vecchio Mondo** si è dimostrata inefficace. | A dar maggior credibilità a tale tesi è il fatto che le mistiche energie, così abbondanti, rifiutino di piegarsi alla volontà anche dei più esperti incantatori. In molti hanno provato a imbrigliare i venti magici, ma qualsiasi tecnica portata dal **Vecchio Mondo** si è dimostrata inefficace. | ||
| - | Fu la sorte a offrire ai pionieri la risposta. Il primo che riuscì a imbrigliare il Respiro di SofoS non fu un saggio arcimago, bensì un giovane apprendista. Durante la sua permanenza nel **Ghetto**, dietro ordine del suo maestro, egli si era dedicato alla ricerca di dipinti e bassorilievi negli antichi edifici, nella speranza che i loro predecessori avessero lasciato una pista da seguire per svelare il segreto del Respiro. In uno di cotali edifici il giovane rinvenne un anello, una semplice pietra dura incastonata su metallo povero. Il giovane lo infilò al dito senza pensarci troppo e continuò la sua ricerca per l’ennesima lunga giornata. Stanco e affamato, trovò un albero da frutto e decise di rifocillarsi. Ma ormai gli unici rami che portavano frutti erano quelli più alti, ben fuori dalla portata del giovane. Frustrato, questi tese la mano e si concentrò come aveva fatto innumerevoli volte prima di ricordare che nulla sarebbe successo. Enorme fu la sua sorpresa quando i venti della magia risposero al suo richiamo e il frutto lontano si materializzò nella sua mano. | + | Fu la sorte a offrire ai pionieri la risposta. Il primo che riuscì a imbrigliare il Respiro di SofoS non fu un saggio arcimago, bensì un giovane apprendista. Durante la sua permanenza nel **[[:il_guf|Ghetto]]**, dietro ordine del suo maestro, egli si era dedicato alla ricerca di dipinti e bassorilievi negli antichi edifici, nella speranza che i loro predecessori avessero lasciato una pista da seguire per svelare il segreto del Respiro. In uno di cotali edifici il giovane rinvenne un anello, una semplice pietra dura incastonata su metallo povero. Il giovane lo infilò al dito senza pensarci troppo e continuò la sua ricerca per l’ennesima lunga giornata. Stanco e affamato, trovò un albero da frutto e decise di rifocillarsi. Ma ormai gli unici rami che portavano frutti erano quelli più alti, ben fuori dalla portata del giovane. Frustrato, questi tese la mano e si concentrò come aveva fatto innumerevoli volte prima di ricordare che nulla sarebbe successo. Enorme fu la sua sorpresa quando i venti della magia risposero al suo richiamo e il frutto lontano si materializzò nella sua mano. |
| La notizia si diffuse per il Ghetto rapida come il vento, gli incantatori si buttarono alla ricerca di altri manufatti simili che, come gli **Archeofatti **dei **Capitani**, | La notizia si diffuse per il Ghetto rapida come il vento, gli incantatori si buttarono alla ricerca di altri manufatti simili che, come gli **Archeofatti **dei **Capitani**, | ||
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