l_impresa_della_valmoridel
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| + | ===== L’IMPRESA DELLA VALMORIDEL ===== | ||
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| + | - Goethe -// | ||
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| + | Sono tempi difficili, quelli attuali: il mondo è cambiato molto da quando gli **Elfi di Whallia** solcavano queste terre, gli **[[: | ||
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| + | Non c’è richiesta per imprese eroiche e gloriose, se non sparute missioni ai margini delle terre conosciute: non c’è abbastanza gloria e ricchezza per soddisfare gli aneliti di tutti coloro che vogliono intraprendere la via dell’Avventura. | ||
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| + | Gli individui più arditi, più irrequieti, si volgono quindi ai miti, alle leggende: alla ricerca di un perduto tesoro di uno dei primi popoli, di uno scontro con uno dei **Grandi Vermi**, di conoscenze incredibili sperse nel tempo e… all**' | ||
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| + | Della prima missione verso **[[: | ||
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| + | C’è da chiedersi, ora, se non custodisca più vero di quello che si pensi. | ||
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| + | **Elmorion**, | ||
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| + | Ma tutto ciò sembrava non bastargli mai. | ||
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| + | Aveva preso l’abitudine di vagare di litorale in litorale, battendo moli e porti a volte minuscoli, a volte abbandonati, | ||
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| + | Il bastone si muoveva tra i grani, disegnando una mappa, proprio sulla battigia, là dove la risacca del mare continuava a cancellarla ad ogni marea. | ||
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| + | Dopo una dozzina di giorni di continua osservazione, | ||
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| + | “Sto insegnando al mare la rotta che conduce all’**Occhio di Sargashion**, | ||
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| + | Elmorion pensò che il vecchio fosse pazzo, ma rimase affascinato dalla sua determinazione e, giorno dopo giorno, si recò alla spiaggia a vedere il lucertoloide disegnare forme e linee nella sabbia e a parlare con lui. | ||
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| + | Passarono sette lunghi anni di continue visite e rare assenze da parte del principe. Un giorno, il lucertoloide lo guardò e gli permise di fissarlo negli occhi. Gli rivelò che davvero voleva intraprendere l’impresa della rotta dell’Occhio di Sargashion e che era convinto di farcela. Trovando, s’intende, | ||
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| + | Il fuoco della sfida si destò dentro Elmorion, che tosto strinse una solenne alleanza con il lucertoloide: | ||
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| + | Secondo il suo nuovo amico, che gli disse di chiamarsi **Lizhad-Nog**, | ||
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| + | Ci volevano materiali degni di una leggenda per tale impresa, per questo Elmorion salpò di nuovo a bordo della **Mordente**, | ||
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| + | Anni addietro, di ritorno da una delle sue imprese di esplorazione, | ||
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| + | La lotta imperversò per tre giorni e tre notti: metà della flotta fu affondata mentre gli equipaggi cercavano in tutti i modi di difendersi dall’immane creatura, ma alla fine, Elmorion ebbe la meglio sulla bestia: si gettò su di essa con solo una lunga corda legata al suo torso e, con una lunghissima lancia, ne infilzò l’occhio prima che potesse ritirare il muso nel guscio. | ||
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| + | Quando condusse Lizhad-Nog sul luogo dell’audace battaglia, il carapace della Testuggine Dragona era tutto ciò che rimaneva di lei, appoggiato sulla sabbia dell’isola sommersa, con ciuffetti di anemoni e conchiglie che vi stavano prendendo vita. | ||
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| + | Con immenso sforzo, e un pizzico di aiuto magico, Elmorion e Nog riuscirono a legare e ad assicurare il guscio alla Mordente e ad altre cinque navi della flotta, per poi essere portato agli armatori di Whallia. | ||
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| + | Assieme ad esperti artigiani appositamente scelti tra tutte le coste di Whanel, Nog ed Elmorion concentrarono i loro sforzi per creare il vascello più spettacolare che si fosse mai visto. Era enorme, la più grande nave che avesse mai osato essere costruita fino ad allora. Gli artigiani svuotarono e modellarono con le arti mistiche il guscio fino a dargli una prua alta e affusolata e una poppa larga e accogliente. Scaglie di madreperla furono meticolosamente applicate lungo il reticolo naturale del guscio, ad esaltarne la forma, rendendo la nave sfavillante sulle onde. Ognuna di esse non era solo un vezzo decorativo, ma l’opera dei maghi e degli alchimisti più esperti, che le avevano infuse sapientemente con incanti di rafforzamento per lo scafo, di protezione e di guida per il viaggio. Le vele erano intessute di seta di ragno e lino, con ricami in filo di madreperla incantato per catturare qualsiasi alito di vento che si fosse mosso nell’aria. | ||
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| + | Mentre gli armatori lavoravano alla nave, Elmorion si occupò di selezionare il suo equipaggio: inutile dire che i primi a seguirlo furono i suoi fedelissimi, | ||
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| + | Poi vennero gli altri. Ancora, da Whallia, marinai esperti, stufi di solcare sempre le stesse onde e di non vedere mai niente di nuovo. Gli elfi esuli, detti **Grech**, che si erano staccati dalle terre natie per isolarsi in terre vergini e intonse dalla civiltà, i quali sapevano interpretare i movimenti del vento e delle onde e parlare al legno degli alberi delle vele. A loro, poi, si unì un manipolo di una trentina di effimeri, le nuove genti, gli umani, come venivano chiamati, scelti tra i **Magister **che seguivano i **[[: | ||
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| + | Tutti assieme fecero campo vicino al porto dove la Valmoridel andava prendendo finalmente la sua forma finale, e ancora più folla arrivò dai villaggi e dalle città vicine quando fu il momento del varo. | ||
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| + | Fu in un bel giorno di primavera, con il calore del sole sulla faccia, che Elmorion varò la sua incredibile nave. | ||
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| + | Imbarcò il suo equipaggio, trecentoelfi, | ||
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