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la_falena

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 – Otello, William Shakespeare –**//</font> – Otello, William Shakespeare –**//</font>
  
-L’Anima della Falena esercita la sua podestà sullo spazio, influenzando le distanze e le forme. In analogia con i lepidotteri notturni, il cui corpo muta all’interno della crisalide, quest’arte mistica può alterare gli elementi concreti. I suoi effetti, a differenza delle sottili malie dello Scarabeo e del Ragno, hanno spesso conseguenze tangibili.+{{:archeofatto_falena_2.jpg?direct&450  |archeofatto_falena.jpg}}L’Anima della **Falena **esercita la sua podestà sullo **spazio**, influenzando le distanze e le forme. In analogia con i lepidotteri notturni, il cui corpo muta all’interno della crisalide, quest’arte mistica può alterare gli elementi concreti. I suoi effetti, a differenza delle sottili malie dello **[[:lo_scarabeo|Scarabeo ]]**  e del **[[:il_ragno|Ragno]]**, hanno spesso conseguenze tangibili.
  
-Nondimeno, pare che l’Apoteosi di tale portento possa trascendere i limiti fisici e penetrare negli occulti mondi che, come reami paralleli, si celano “oltre” la realtà conosciuta.+Nondimeno, pare che **l’Apoteosi **di tale portento possa trascendere i limiti fisici e penetrare negli occulti mondi che, come reami paralleli, si celano “oltre” la realtà conosciuta.
  
-Le poche testimonianze racimolate nel corso della traversata e durante la permanenza nel Ghetto suggeriscono come le espressioni elementari della Falena siano orientate allo spostamento e alla metamorfosi. Esempi calzanti potrebbero contemplare scagliare piccoli oggetti a mo’ di proiettili, aprire o serrare porte, aumentare o diminuire la temperatura di una pentola d’acqua fino a farla bollire o congelare, cambiare la tinta di un fiore fresco, plasmare materiali malleabili come creta senza l’ausilio di utensili e molto altro ancora.+Le poche testimonianze racimolate nel corso della traversata e durante la permanenza nel **[[:il_guf|Ghetto ]]**suggeriscono come le espressioni elementari della Falena siano orientate allo spostamento e alla metamorfosi. Esempi calzanti potrebbero contemplare scagliare piccoli oggetti a mo’ di proiettili, aprire o serrare porte, aumentare o diminuire la temperatura di una pentola d’acqua fino a farla bollire o congelare, cambiare la tinta di un fiore fresco, plasmare materiali malleabili come creta senza l’ausilio di utensili e molto altro ancora.
  
-Inutile dire che i poteri più avanzati della Falena sono quelli che attraggono maggiormente la curiosità e l’ambizione dei novelli Archeosofi; di questi, tuttavia, esistono scarse prove e gli aneddoti che girano nei Governatorati sono perlopiù illazioni o racconti inventati di sana pianta. Si vocifera di soggetti in grado di spostarsi a due miglia di distanza in un batter d’occhio, macigni pesanti svariate tonnellate rimpiccioliti fino a divenire minuscoli ciottoli o, addirittura, stelle strappate dal grembo del Cosmo che si disgregano come sfavillanti scie luminose nel cielo notturno.+Inutile dire che i poteri più avanzati della Falena sono quelli che attraggono maggiormente la curiosità e l’ambizione dei novelli **[[:l_archeosofia|Archeosofi]]**; di questi, tuttavia, esistono scarse prove e gli aneddoti che girano nei **Governatorati **sono perlopiù illazioni o racconti inventati di sana pianta. Si vocifera di soggetti in grado di spostarsi a due miglia di distanza in un batter d’occhio, macigni pesanti svariate tonnellate rimpiccioliti fino a divenire minuscoli ciottoli o, addirittura, stelle strappate dal grembo del Cosmo che si disgregano come sfavillanti scie luminose nel cielo notturno.
  
-Se poi si contempla l’Apoteosi della Falena, le storie divengono ancora più fantastiche e tendono inevitabilmente a sfociare nell’assurdo. Il mito che si è diffuso al riguardo è quello della Breccia, ossia la facoltà di aprire un passaggio che conduce nei Reami Poliedrici. Queste dimensioni in qualche modo riflettono gli scorci ed elementi reali ma ne alienano l’aspetto e la natura. Alcuni inquilini del Ghetto hanno riferito d’avere ricevuto in sogno surreali visioni che sono state associate ai Reami, quali inquietanti paesaggi dove gli alberi hanno i rami conficcati nel suolo e le radici protese in aria, immensi palazzi con tortuose rampe di scale che s’intrecciano in geometrie irrazionali, buie grotte tappezzate da pallidi miasmi nei quali strisciano raccapriccianti abomini simili alla fusione d’uomini e lumache.+Se poi si contempla l’Apoteosi della Falena, le storie divengono ancora più fantastiche e tendono inevitabilmente a sfociare nell’assurdo. Il mito che si è diffuso al riguardo è quello della **Breccia**, ossia la facoltà di aprire un passaggio che conduce nei **Reami Poliedrici**. Queste dimensioni in qualche modo riflettono gli scorci ed elementi reali ma ne alienano l’aspetto e la natura. Alcuni inquilini del Ghetto hanno riferito d’avere ricevuto in sogno surreali visioni che sono state associate ai Reami, quali inquietanti paesaggi dove gli alberi hanno i rami conficcati nel suolo e le radici protese in aria, immensi palazzi con tortuose rampe di scale che s’intrecciano in geometrie irrazionali, buie grotte tappezzate da pallidi miasmi nei quali strisciano raccapriccianti abomini simili alla fusione d’uomini e lumache.
  
 Solo la più fervida immaginazione può concepire ciò che si trova oltre la Breccia e solo una vena di follia potrebbe indurre a volerlo esplorare. Solo la più fervida immaginazione può concepire ciò che si trova oltre la Breccia e solo una vena di follia potrebbe indurre a volerlo esplorare.
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 – Proverbio siciliano –**//</font> – Proverbio siciliano –**//</font>
  
-Non è un caso che il Capitano che reca l’Archeofatto in cui si celano tali portenti sia noto quale persona eccezionalmente ambigua: da un lato schietto, pragmatico e calcolatore, dall’altro distratto, sognatore ed eccentrico.+Non è un caso che il Capitano che reca **l’Archeofatto **in cui si celano tali portenti sia noto quale persona eccezionalmente ambigua: da un lato schietto, pragmatico e calcolatore, dall’altro distratto, sognatore ed eccentrico.
  
 Sin dagli esordi dell’impresa, Falena è stato l’amalgama tra le complesse strategie elaborate da Scarabeo e i coraggiosi azzardi di Ragno. Ha seguito personalmente la costruzione dei tre vascelli, stupendo mastri d’ascia o carpentieri con lo scrupolo dei suoi commenti, come notare un chiodo mancante lungo una fiancata in cui ne erano stati ribattuti qualche decina di migliaia. Ha tracciato personalmente la rotta per Novisterra; in principio, essa appariva ai membri dell’equipaggio contorta e illogica, per poi rivelarsi in grado di scansare gravi perigli come tempeste, bassi fondali e, a detta di alcuni, mastodontici mostri marini! Nondimeno, la sua consulenza si è rivelata rimarchevole anche in questioni collaterali come la distribuzione del carico nelle stive, meticolosamente bilanciato in modo da smorzare il rollio. Sin dagli esordi dell’impresa, Falena è stato l’amalgama tra le complesse strategie elaborate da Scarabeo e i coraggiosi azzardi di Ragno. Ha seguito personalmente la costruzione dei tre vascelli, stupendo mastri d’ascia o carpentieri con lo scrupolo dei suoi commenti, come notare un chiodo mancante lungo una fiancata in cui ne erano stati ribattuti qualche decina di migliaia. Ha tracciato personalmente la rotta per Novisterra; in principio, essa appariva ai membri dell’equipaggio contorta e illogica, per poi rivelarsi in grado di scansare gravi perigli come tempeste, bassi fondali e, a detta di alcuni, mastodontici mostri marini! Nondimeno, la sua consulenza si è rivelata rimarchevole anche in questioni collaterali come la distribuzione del carico nelle stive, meticolosamente bilanciato in modo da smorzare il rollio.
Linea 27: Linea 27:
 A detta di molti, il Capitano è un inventore assai prolifico che, tuttavia, raramente riesce a concludere un progetto prima che un’altra “mirabile idea” affolli la sua mente. Non a caso, i mozzi hanno spesso scorto nel suo alloggio un’incredibile quantità di modellini incompleti. A volte è capitato che un intraprendente discepolo sia riuscito a sottrargli uno dei prototipi, prima che finisse per smontarlo e riassemblarlo, riuscendo così a terminarne l’opera. Argani in grado di sollevare tronchi di vecchie querce con l’ausilio di solo un uomo, scandagli realizzati con lunghe serpentine di bambù e lenti di quarzo in grado di scrutare sotto la chiglia della nave, questo e molto altro ancora è stato tratto dall’irrequieto genio della Falena. A detta di molti, il Capitano è un inventore assai prolifico che, tuttavia, raramente riesce a concludere un progetto prima che un’altra “mirabile idea” affolli la sua mente. Non a caso, i mozzi hanno spesso scorto nel suo alloggio un’incredibile quantità di modellini incompleti. A volte è capitato che un intraprendente discepolo sia riuscito a sottrargli uno dei prototipi, prima che finisse per smontarlo e riassemblarlo, riuscendo così a terminarne l’opera. Argani in grado di sollevare tronchi di vecchie querce con l’ausilio di solo un uomo, scandagli realizzati con lunghe serpentine di bambù e lenti di quarzo in grado di scrutare sotto la chiglia della nave, questo e molto altro ancora è stato tratto dall’irrequieto genio della Falena.
  
-La sua ambiguità si riflette anche nella abitudini mondane; basta dare uno sguardo alla scrivania, per metà in perfetto ordine con oggetti impilati con cura religiosa e per metà alla mercé di un autentico caos, composto da resti di cibo e mucchi di arnesi. Allo stesso modo la sua lunga giornata, spesso insonne perché egli è solito dimenticare di coricarsi, è divisa tra capillari ispezioni in cui dispensa brillanti soluzioni, un addestramento metodico nelle arti d’arme e lunghe perlustrazioni del Ghetto in cui i suoi sensi sembrano catturare ogni vicolo, piazza, androne o scalinata in una “invisibile mappa”. Il tutto contrapposto a lunghe passeggiate senza meta, in cui la sua attenzione vaga come quella di un gatto errabondo, e, soprattutto, alle fasi in cui finisce per cedere alla Trance.+La sua ambiguità si riflette anche nella abitudini mondane; basta dare uno sguardo alla scrivania, per metà in perfetto ordine con oggetti impilati con cura religiosa e per metà alla mercé di un autentico caos, composto da resti di cibo e mucchi di arnesi. Allo stesso modo la sua lunga giornata, spesso insonne perché egli è solito dimenticare di coricarsi, è divisa tra capillari ispezioni in cui dispensa brillanti soluzioni, un addestramento metodico nelle arti d’arme e lunghe perlustrazioni del Ghetto in cui i suoi sensi sembrano catturare ogni vicolo, piazza, androne o scalinata in una “invisibile mappa”. Il tutto contrapposto a lunghe passeggiate senza meta, in cui la sua attenzione vaga come quella di un gatto errabondo, e, soprattutto, alle fasi in cui finisce per cedere alla **Trance**.
  
 Sembra che questo singolare fenomeno sia in qualche modo legato all’Archeosofia della Falena. In pratica, il Capitano si sofferma a lungo di fronte a un’immagine o manufatto, fissandolo e biascicando strane frasi, le quali sottintendono che egli si stia in qualche modo ‘immedesimando’ in quel soggetto. A titolo d’esempio, si dice sia stato scorto barcollare per oltre un’ora di fronte a un vaso dipinto con una scena di caccia al cinghiale, ripetendo tra sé e sé “Non è saggio braccare una madre vicina alla prole…”. La parte più sorprendente dell’episodio è che quando il suo nostromo è tornato a controllare cosa stesse facendo, Falena era svanito e nessuno sapeva dove fosse andato. Il Capitano è ricomparso solo per cena, sedendosi allegramente accanto agli ospiti, i quali non hanno potuto far a meno di scorgere alcune macchie di sangue secco sul bordo della sua veste. Sembra che questo singolare fenomeno sia in qualche modo legato all’Archeosofia della Falena. In pratica, il Capitano si sofferma a lungo di fronte a un’immagine o manufatto, fissandolo e biascicando strane frasi, le quali sottintendono che egli si stia in qualche modo ‘immedesimando’ in quel soggetto. A titolo d’esempio, si dice sia stato scorto barcollare per oltre un’ora di fronte a un vaso dipinto con una scena di caccia al cinghiale, ripetendo tra sé e sé “Non è saggio braccare una madre vicina alla prole…”. La parte più sorprendente dell’episodio è che quando il suo nostromo è tornato a controllare cosa stesse facendo, Falena era svanito e nessuno sapeva dove fosse andato. Il Capitano è ricomparso solo per cena, sedendosi allegramente accanto agli ospiti, i quali non hanno potuto far a meno di scorgere alcune macchie di sangue secco sul bordo della sua veste.
  
-Nessuno, oltre Capitani e Governatori, ha avuto il privilegio di vedere l’Archeofatto della Falena, detto Florilegio. Non mancano altresì pettegolezzi di ficcanaso e ruffiani che sostengono di avergli dato una sbirciata mentre era serbato all’interno dell’alloggio. Queste voci incerte e confuse citano una “bizzarra scatola con molteplici vani”, dalla quale il Capitano era solito cavare fuori complessi “congegni di misura” e comuni strumenti da disegno come gessetti e pennelli.+Nessuno, oltre Capitani e Governatori, ha avuto il privilegio di vedere l’Archeofatto della Falena, detto **Florilegio**. Non mancano altresì pettegolezzi di ficcanaso e ruffiani che sostengono di avergli dato una sbirciata mentre era serbato all’interno dell’alloggio. Queste voci incerte e confuse citano una “bizzarra scatola con molteplici vani”, dalla quale il Capitano era solito cavare fuori complessi “congegni di misura” e comuni strumenti da disegno come gessetti e pennelli.
  
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la_falena.1757062777.txt.gz · Ultima modifica: 2025/09/05 10:59 da admin

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