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Linea 5: Linea 5:
 ==== La Fede del Vecchio Mondo ==== ==== La Fede del Vecchio Mondo ====
  
-Nonostante i giorni presso il **Ghetto **cancellino la memoria dei presenti come le onde cancellano le impronte sulla sabbia, i pionieri non perdono la fede. Molti uomini di fede di ogni provenienza si sono uniti ai Governatorati per questa impresa nonostante la certezza che avrebbero dovuto sacrificare il loro passato per portarla a compimento.+Nonostante i giorni presso il **[[:il_guf|Ghetto ]]**  cancellino la memoria dei presenti come le onde cancellano le impronte sulla sabbia, i pionieri non perdono la fede. Molti uomini di fede di ogni provenienza si sono uniti ai Governatorati per questa impresa nonostante la certezza che avrebbero dovuto sacrificare il loro passato per portarla a compimento.
  
 Alcuni credevano che la loro fede sarebbe stata più forte della magia dell’isola, altri erano sicuri che il loro **Nume **li avrebbe benedetti… si sbagliavano tutti. Col passare dei giorni le preghiere che venivano naturali come il respiro si persero e di lì a poco svanirono i volti e i nomi dei Numi del **Vecchio Mondo**. Alcuni credevano che la loro fede sarebbe stata più forte della magia dell’isola, altri erano sicuri che il loro **Nume **li avrebbe benedetti… si sbagliavano tutti. Col passare dei giorni le preghiere che venivano naturali come il respiro si persero e di lì a poco svanirono i volti e i nomi dei Numi del **Vecchio Mondo**.
Linea 11: Linea 11:
 Per porre rimedio a questa perdita che piagava il cuore di ogni credente, i pionieri crearono luoghi di raduno dove chi condivideva la stessa fede potesse narrare ai propri compagni ciò che ricordava, nella speranza che in questi nuovi ricordi si potesse salvare l’essenza della loro fede. Per porre rimedio a questa perdita che piagava il cuore di ogni credente, i pionieri crearono luoghi di raduno dove chi condivideva la stessa fede potesse narrare ai propri compagni ciò che ricordava, nella speranza che in questi nuovi ricordi si potesse salvare l’essenza della loro fede.
  
-I seguaci degli astri del cielo si riunivano di notte, sotto le stelle. I loro santuari erano decorati con pitture di angeli dalle ali colorate, figli del **Nero **e della **Bianca**. Tutte le sere si raccontavano della caduta del primordiale paradiso e della battaglia che ne seguì, di come gli angeli avessero mandato i loro messi dai mortali per diffondere i loro dettami. Ma gli angeli sono molti, le loro dottrine diverse come le stelle del cielo e, nonostante gli sforzi dei fedeli, molto è stato perso.+I seguaci degli astri del cielo si riunivano di notte, sotto le stelle. I loro santuari erano decorati con pitture di angeli dalle ali colorate, figli del **[[:il_cosmo|Nero ]]**e della **[[:il_cosmo|Bianca]]**. Tutte le sere si raccontavano della caduta del primordiale paradiso e della battaglia che ne seguì, di come gli angeli avessero mandato i loro messi dai mortali per diffondere i loro dettami. Ma gli angeli sono molti, le loro dottrine diverse come le stelle del cielo e, nonostante gli sforzi dei fedeli, molto è stato perso.
  
-Dove il buon cibo, la bella musica e il vino ardente scorrono a fiumi si radunavano i servi della Piaga. Lontano dallo sguardo altrui portavano avanti i loro riti orgiastici in onore dei **Due Numi della Piaga**. Se è vero che il tempo ha cancellato molti dei dettagli della loro fede, non è riuscito a smussarne il senso: l'Uomo e i suoi desideri sono l'anima del culto. L'incrollabile ambizione a realizzarli è la prece più mirabile.+Dove il buon cibo, la bella musica e il vino ardente scorrono a fiumi si radunavano i servi della Piaga. Lontano dallo sguardo altrui portavano avanti i loro riti orgiastici in onore dei **[[:il_cosmo|Due Numi della Piaga]]**. Se è vero che il tempo ha cancellato molti dei dettagli della loro fede, non è riuscito a smussarne il senso: l'Uomo e i suoi desideri sono l'anima del culto. L'incrollabile ambizione a realizzarli è la prece più mirabile.
  
 Coloro che veneravano le forze della **Madre **si riunivano nelle zone verdi, quando il sole raggiungeva lo zenit, per condividere i loro ricordi. Per secoli le loro pratiche sono state condivise solo in forma orale quindi i loro sforzi hanno portato frutto e le loro tradizioni sono sopravvissute. Ognuno di loro portò un seme dai boschi della sua terra natia, per portare un pezzo della loro casa anche ai confini del mondo. Questi semi vennero piantati a formare un piccolo boschetto nel Ghetto, per ricordare che la Madre era sempre con loro. Coloro che veneravano le forze della **Madre **si riunivano nelle zone verdi, quando il sole raggiungeva lo zenit, per condividere i loro ricordi. Per secoli le loro pratiche sono state condivise solo in forma orale quindi i loro sforzi hanno portato frutto e le loro tradizioni sono sopravvissute. Ognuno di loro portò un seme dai boschi della sua terra natia, per portare un pezzo della loro casa anche ai confini del mondo. Questi semi vennero piantati a formare un piccolo boschetto nel Ghetto, per ricordare che la Madre era sempre con loro.
Linea 33: Linea 33:
 In questo quadro già difficile vanno tenuti di conto i diversi approcci al divino delle genti che si sono imbarcate nell’Impresa. Differenti come le terre di provenienza risultano infatti i modi dei Governatorati di rapportarsi con i Numi. In questo quadro già difficile vanno tenuti di conto i diversi approcci al divino delle genti che si sono imbarcate nell’Impresa. Differenti come le terre di provenienza risultano infatti i modi dei Governatorati di rapportarsi con i Numi.
  
-I prodi del **Leir **da sempre hanno coltivato la loro fede nella Natura e negli antenati per tradizione orale. Fosse durante i banchetti, durante gli eventi della comunità o durante gli eventi naturali, come solstizi o eclissi, i **Teosofi **del Nord erano soliti raccontare storie degli spiriti naturali o dei Semidei terreni onde spiegare al popolo il mistico fenomeno che stavano vivendo e rinsaldare il legame tra l’uomo e il Mondo.+I prodi del **[[:il_leir|Leir ]]**da sempre hanno coltivato la loro fede nella Natura e negli antenati per tradizione orale. Fosse durante i banchetti, durante gli eventi della comunità o durante gli eventi naturali, come solstizi o eclissi, i **Teosofi **del Nord erano soliti raccontare storie degli spiriti naturali o dei Semidei terreni onde spiegare al popolo il mistico fenomeno che stavano vivendo e rinsaldare il legame tra l’uomo e il Mondo.
  
 Queste storie spesso cambiavano di anno in anno e da Teosofo a Teosofo, arrivando spesso ad includere gli antenati del luogo al fine di spiegare ai presenti che divino e mondano sono legati a doppio filo. Inoltre, negli ultimi anni hanno cominciato a fare la loro comparsa Teosofi degli Astri tra le genti del Nord; essi sono stati accolti calorosamente, perché là dove si muovono molti Numi si trova sempre spazio per uno nuovo, ed ora le loro storie si mescolano con quelle più antiche. Queste storie spesso cambiavano di anno in anno e da Teosofo a Teosofo, arrivando spesso ad includere gli antenati del luogo al fine di spiegare ai presenti che divino e mondano sono legati a doppio filo. Inoltre, negli ultimi anni hanno cominciato a fare la loro comparsa Teosofi degli Astri tra le genti del Nord; essi sono stati accolti calorosamente, perché là dove si muovono molti Numi si trova sempre spazio per uno nuovo, ed ora le loro storie si mescolano con quelle più antiche.
  
-Gli schivi uomini delle **Piane **sono stati i primi ad aver incontrato i **Vhalgast**, i messi degli Astri, e da essi hanno appreso i riti e le liturgie con cui comunicare con le lontane stelle. Nonostante la loro natura nomade, i Teosofi delle Piane tenevano un attento calendario liturgico secondo il quale guidavano la loro tribù nomade. Le tappe di questo calendario li portavano a raggiungere le **Are **durante precise ricorrenze onde poter celebrare l’adeguata liturgia. Questo percorso liturgico era unico di ogni tribù, basato sull’esoterica arte che questi coltivavano o sui Numi a cui si erano consacrati. In lento declino risultava invece la venerazione della Natura, anche se molte tribù ancora offrivano le loro preci presso i luoghi benedetti dal **Calderone**.+Gli schivi uomini delle **[[:le_piane|Piane ]]**sono stati i primi ad aver incontrato i **[[:dai_longevi_agli_effimeri|Vhalgast]]**, i messi degli Astri, e da essi hanno appreso i riti e le liturgie con cui comunicare con le lontane stelle. Nonostante la loro natura nomade, i Teosofi delle Piane tenevano un attento calendario liturgico secondo il quale guidavano la loro tribù nomade. Le tappe di questo calendario li portavano a raggiungere le **Are **durante precise ricorrenze onde poter celebrare l’adeguata liturgia. Questo percorso liturgico era unico di ogni tribù, basato sull’esoterica arte che questi coltivavano o sui Numi a cui si erano consacrati. In lento declino risultava invece la venerazione della Natura, anche se molte tribù ancora offrivano le loro preci presso i luoghi benedetti dal **Calderone**.
  
 Infine, per i faccendieri del Garadh la situazione venutasi a creare con l’Impresa calzava a pennello. Da sempre un popolo pragmatico e dedito al risultato, contava pochi Teosofi effettivi al suo interno. Questo certo non vuol dire che gli uomini del Sud non avessero contatti col divino, anzi era l’opposto. Nei loro numerosi viaggi i commercianti avevano avuto modo di entrare in contatto con molte tribù e molti insediamenti e da ognuno di essi avevano riportato a casa una tradizione, una prece o un segno scaramantico che i locali avevamo garantito loro li avrebbe protetti nei lunghi giorni di viaggio. Quest’accozzaglia di superstizioni raccolte dalle più remote regioni del Vecchio Mondo ha dato vita ad una pseudo religione ove i praticanti di sovente invocano il nome di più di una decina di Numi e Spiriti per benedire le loro attività giornaliere. Infine, per i faccendieri del Garadh la situazione venutasi a creare con l’Impresa calzava a pennello. Da sempre un popolo pragmatico e dedito al risultato, contava pochi Teosofi effettivi al suo interno. Questo certo non vuol dire che gli uomini del Sud non avessero contatti col divino, anzi era l’opposto. Nei loro numerosi viaggi i commercianti avevano avuto modo di entrare in contatto con molte tribù e molti insediamenti e da ognuno di essi avevano riportato a casa una tradizione, una prece o un segno scaramantico che i locali avevamo garantito loro li avrebbe protetti nei lunghi giorni di viaggio. Quest’accozzaglia di superstizioni raccolte dalle più remote regioni del Vecchio Mondo ha dato vita ad una pseudo religione ove i praticanti di sovente invocano il nome di più di una decina di Numi e Spiriti per benedire le loro attività giornaliere.
Linea 45: Linea 45:
 ==== L'Alfabeto Sacro ==== ==== L'Alfabeto Sacro ====
  
-{{:alfabeto_sacro.jpg?nolink&600  |alfabeto_sacro.jpg}}Gli antichi affreschi del Ghetto includevano una di matrice di ventuno simboli cui una didascalia in lingua elfica dava il nome di "Alfabeto Sacro". Quanti cercavano di serbare la memoria delle fedi del vecchio mondo, furono persuasi che quelle icone erano legate ai Numi del Cosmo e delle lande terrene.+Gli antichi affreschi del Ghetto includevano una di matrice di ventuno simboli cui una didascalia in lingua elfica dava il nome di "Alfabeto Sacro". Quanti cercavano di serbare la memoria delle fedi del vecchio mondo, furono persuasi che quelle icone erano legate ai Numi del Cosmo e delle lande terrene.
  
 Tuttavia, le menti annebbiate dall'oblio del Ghetto non riuscirono mai ad associare con certezza ogni simbolo a uno dei divini patroni. Pertanto, molti scelsero seguendo il cuore una delle icone, sperando che essa fosse quella del proprio dio. Tuttavia, le menti annebbiate dall'oblio del Ghetto non riuscirono mai ad associare con certezza ogni simbolo a uno dei divini patroni. Pertanto, molti scelsero seguendo il cuore una delle icone, sperando che essa fosse quella del proprio dio.
Linea 56: Linea 56:
  
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 ==== Il culto di SofoS ==== ==== Il culto di SofoS ====
  
-Da questa situazione è nato il culto del **Nume dell’Ascesa SofoS**. Gente smarrita ha trovato negli affreschi, presumibilmente legati alla **Prima Impresa** di **Elmorion**, il Dio in cui riporre le proprie speranze. Gli affreschi, che mai ritraggono l’aspetto del Nume, raccontano della volontà di SofoS di permettere all’uomo di migliorare sé stesso e ascendere al divino, mostrando i suoi tre araldi: falene, scarabei e ragni, così comuni nell’isola e i suoi due servitori, il **Patrono del Guf** e il **Custode della Soglia**.+Da questa situazione è nato il culto del **Nume dell’Ascesa SofoS**. Gente smarrita ha trovato negli affreschi, presumibilmente legati alla **[[:l_impresa_della_valmoridel|Prima Impresa]]**  di **Elmorion**, il Dio in cui riporre le proprie speranze. Gli affreschi, che mai ritraggono l’aspetto del Nume, raccontano della volontà di SofoS di permettere all’uomo di migliorare sé stesso e ascendere al divino, mostrando i suoi tre araldi: falene, scarabei e ragni, così comuni nell’isola e i suoi due servitori, il **Patrono del Guf** e il **Custode della Soglia**.
  
 Negli antichi disegni lasciati nel Ghetto i tre insetti fungono da mediatori tra il divino e l’uomo, ognuno rappresenta una faccia della divina podestà. Lo **Scarabeo **rappresenta l'anima del tempo, capace di discernere le radici del passato attraverso i cimeli del presente. La **Falena **rappresenta l’anima dello spazio. capace di percepire la realtà sia nella forma fisica che in quella metafisica e di muoversi fra esse con un battito d’ali. Il **Ragno **rappresenta l’anima della sorte e del destino, capace di discernere il legame tra il presente e il futuro in base a tutte le potenziali scelte e variabili del karma, e destreggiarsi tra i molteplici possibili futuri. Negli antichi disegni lasciati nel Ghetto i tre insetti fungono da mediatori tra il divino e l’uomo, ognuno rappresenta una faccia della divina podestà. Lo **Scarabeo **rappresenta l'anima del tempo, capace di discernere le radici del passato attraverso i cimeli del presente. La **Falena **rappresenta l’anima dello spazio. capace di percepire la realtà sia nella forma fisica che in quella metafisica e di muoversi fra esse con un battito d’ali. Il **Ragno **rappresenta l’anima della sorte e del destino, capace di discernere il legame tra il presente e il futuro in base a tutte le potenziali scelte e variabili del karma, e destreggiarsi tra i molteplici possibili futuri.
Linea 78: Linea 80:
  
 Proprio a causa della sua recente formazione il culto non ha ancora una gerarchia definita, anche se già si individuano alcune figure di spicco come rappresentanti della novella fede, tra cui due soggetti chiamati **Taranis **e **Iman**. Entrambi si contendono il primato di aver sentito per primo la voce del Nume dell’Ascesa, ma al momento i loro sforzi sono incentrati nello scoprire quanto più possibile sul loro patrono. Proprio a causa della sua recente formazione il culto non ha ancora una gerarchia definita, anche se già si individuano alcune figure di spicco come rappresentanti della novella fede, tra cui due soggetti chiamati **Taranis **e **Iman**. Entrambi si contendono il primato di aver sentito per primo la voce del Nume dell’Ascesa, ma al momento i loro sforzi sono incentrati nello scoprire quanto più possibile sul loro patrono.
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la_teosofia.1757249897.txt.gz · Ultima modifica: 2025/09/07 14:58 da admin

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