lo_scarabeo
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| - | Le poche testimonianze di cui è rimasta memoria di quanto occorso nei lunghi mesi di navigazione e quelle durante la permanenza nel Ghetto suggeriscono come le espressioni elementari dello Scarabeo siano orientate sulla manipolazione temporale, in particolare sul rallentare o accelerare fenomeni fisici. Si fa menzione di ferite che magicamente si richiudono, come se non fossero mai esistite, di raccolti che crescono in una notte invece che in un' | + | Le poche testimonianze di cui è rimasta memoria di quanto occorso nei lunghi mesi di navigazione e quelle durante la permanenza nel **[[: |
| - | Oltre a questi poteri, che possono apparire banali agli ingenui, anche se a ben riflettere essi potrebbero rappresentare la salvezza e la potenza di un regno, l’Anima dello Scarabeo ha veri e propri prodigi da offrire ai novelli Archeosofi. Nei Governatorati si vocifera molto a riguardo, nonostante al momento nessuno dei membri degli equipaggi sia stato in grado di evocarne le più avanzate malie. Gli Archeosofi che si accostano a quest’arte bramano la capacità di scorgere tra le pieghe del tempo eventi occorsi nel passato, onde trovar risposte altrimenti perdute, oppure di sbirciare nel futuro, siano essi pochi istanti, appena sufficienti per anticipare le mosse di un avversario o evitare un pericolo mortale, oppure allungando lo sguardo al volgere delle ere. C’è chi dice che quanti sapranno dominare l’Anima dello Scarabeo rallenteranno il proprio invecchiamento, | + | Oltre a questi poteri, che possono apparire banali agli ingenui, anche se a ben riflettere essi potrebbero rappresentare la salvezza e la potenza di un regno, l’Anima dello Scarabeo ha veri e propri prodigi da offrire ai novelli Archeosofi. Nei **Governatorati** si vocifera molto a riguardo, nonostante al momento nessuno dei membri degli equipaggi sia stato in grado di evocarne le più avanzate malie. Gli Archeosofi che si accostano a quest’arte bramano la capacità di scorgere tra le pieghe del tempo eventi occorsi nel passato, onde trovar risposte altrimenti perdute, oppure di sbirciare nel futuro, siano essi pochi istanti, appena sufficienti per anticipare le mosse di un avversario o evitare un pericolo mortale, oppure allungando lo sguardo al volgere delle ere. C’è chi dice che quanti sapranno dominare l’Anima dello Scarabeo rallenteranno il proprio invecchiamento, |
| - | Sull’Apoteosi dello Scarabeo, poi, si narrano racconti degni dei migliori bardi di Whanel. Il mito che si è diffuso al riguardo è quello della Stasi, ossia la facoltà di fermare il corso del tempo, generando una sorta di bolla temporale in cui muoversi mentre tutto il resto del mondo all’esterno rimane cristallizzato. Tuttavia, gran parte di queste storie sono venate dal timore di cosa possa accadere a chi rimane troppo a lungo all’interno di questa sorta di “zona morta”. C’è chi sostiene che al suo interno ci siano degli elementi inalterabili, | + | Sull’Apoteosi dello Scarabeo, poi, si narrano racconti degni dei migliori bardi di Whanel. Il mito che si è diffuso al riguardo è quello della **Stasi**, ossia la facoltà di fermare il corso del tempo, generando una sorta di **bolla temporale** in cui muoversi mentre tutto il resto del mondo all’esterno rimane cristallizzato. Tuttavia, gran parte di queste storie sono venate dal timore di cosa possa accadere a chi rimane troppo a lungo all’interno di questa sorta di “zona morta”. C’è chi sostiene che al suo interno ci siano degli elementi inalterabili, |
| Chi può dire quanto ci sia di vero in questi racconti, e quanto invece siano soltanto dicerie sparse in giro dal volgo ignorante… Quel che è certo è che gran parte degli avventurieri giunti a Novisterra sono pronti a correre tremendi rischi, pur di acquisire il potere di ottenere ciò che bramano. | Chi può dire quanto ci sia di vero in questi racconti, e quanto invece siano soltanto dicerie sparse in giro dal volgo ignorante… Quel che è certo è che gran parte degli avventurieri giunti a Novisterra sono pronti a correre tremendi rischi, pur di acquisire il potere di ottenere ciò che bramano. | ||
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| - | “Posso perdere una battaglia, ma non perderò mai un minuto.” | + | ===== Il capitano ===== |
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| - | Napoleone Bonaparte - | + | |
| Se dovessimo descrivere il Capitano dello Scarabeo con poche parole, senza dubbio i più lo definirebbero “qualcuno che parla e agisce come se avesse a disposizione tutto il tempo del mondo”. Questo suo modo di fare è legato forse alla sua indole, o forse agli occulti poteri che governa. | Se dovessimo descrivere il Capitano dello Scarabeo con poche parole, senza dubbio i più lo definirebbero “qualcuno che parla e agisce come se avesse a disposizione tutto il tempo del mondo”. Questo suo modo di fare è legato forse alla sua indole, o forse agli occulti poteri che governa. | ||
| - | Fin da prima di imbarcarsi, Scarabeo ha pianificato con ferrea determinazione ogni dettaglio e momento dell’impresa. Ha organizzato l’arrivo dei vari gruppi di avventurieri al porto e la costruzione delle tre navi, in base ai fondi a disposizione, | + | Fin da prima di imbarcarsi, Scarabeo ha pianificato con ferrea determinazione ogni dettaglio e momento dell’impresa. Ha organizzato l’arrivo dei vari gruppi di avventurieri al porto e la costruzione delle tre navi, in base ai fondi a disposizione, |
| Uno dei nostromi racconta – per quanto possa essere attendibile il suo ricordo – che una sera, poco prima del tramonto, il capitano della Falena ha gridato dal ponte di prua avvertendo dell’arrivo di una violenta tempesta. Il nostromo ha osservato l’orizzonte inondato di arancio: non si vedeva una nuvola in cielo. Lo Scarabeo però non ha perso tempo a discutere. Ha ordinato all’equipaggio di issare le vele e metter mano ai remi, virando in direzione opposta a quella indicata dalla Falena. In breve, il cielo alle loro spalle si è fatto scuro. Il nostromo è pronto a giurare di aver sentito tuoni minacciosi, mentre prendeva il timone per eseguire gli ordini, e subito dopo di aver dovuto strizzare gli occhi per il vento che all’improvviso gli ha sferzato la faccia, mentre le navi sfrecciavano rapide come stelle cadenti sulla superficie liscia del mare. Pochi attimi, poi tutto era finito: l’aria era tornata calma e la luna già brillava in cielo. Il nostromo afferma di non averla vista sorgere… e che, guardandosi alle spalle, il cielo ormai cullato dalla notte era di nuovo terso. | Uno dei nostromi racconta – per quanto possa essere attendibile il suo ricordo – che una sera, poco prima del tramonto, il capitano della Falena ha gridato dal ponte di prua avvertendo dell’arrivo di una violenta tempesta. Il nostromo ha osservato l’orizzonte inondato di arancio: non si vedeva una nuvola in cielo. Lo Scarabeo però non ha perso tempo a discutere. Ha ordinato all’equipaggio di issare le vele e metter mano ai remi, virando in direzione opposta a quella indicata dalla Falena. In breve, il cielo alle loro spalle si è fatto scuro. Il nostromo è pronto a giurare di aver sentito tuoni minacciosi, mentre prendeva il timone per eseguire gli ordini, e subito dopo di aver dovuto strizzare gli occhi per il vento che all’improvviso gli ha sferzato la faccia, mentre le navi sfrecciavano rapide come stelle cadenti sulla superficie liscia del mare. Pochi attimi, poi tutto era finito: l’aria era tornata calma e la luna già brillava in cielo. Il nostromo afferma di non averla vista sorgere… e che, guardandosi alle spalle, il cielo ormai cullato dalla notte era di nuovo terso. | ||
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| Sebbene costretto a rinunciare ai suoi amati libri all’ingresso nel Ghetto, Scarabeo non ha accantonato le sue abitudini. Non a caso, molti hanno scorto le sue dita muoversi con gesti ritmici e delicati, come se stesse sfogliando delle pagine. A chi chiede il perché di quella pantomima, Scarabeo rivolge un sorriso serafico: e dice “Se non posso leggere ciò che è scritto su carta, posso leggere ciò che è impresso nella mia anima”. | Sebbene costretto a rinunciare ai suoi amati libri all’ingresso nel Ghetto, Scarabeo non ha accantonato le sue abitudini. Non a caso, molti hanno scorto le sue dita muoversi con gesti ritmici e delicati, come se stesse sfogliando delle pagine. A chi chiede il perché di quella pantomima, Scarabeo rivolge un sorriso serafico: e dice “Se non posso leggere ciò che è scritto su carta, posso leggere ciò che è impresso nella mia anima”. | ||
| - | Un’altra sua mania è quella di esplorare ogni rudere e ogni pietra del Guf, alla ricerca di quelle che definisce “curiose ed emozionanti testimonianze del passato”. Grazie ai portenti della sua Archeosofia, | + | Un’altra sua mania è quella di esplorare ogni rudere e ogni pietra del **Guf**, alla ricerca di quelle che definisce “curiose ed emozionanti testimonianze del passato”. Grazie ai portenti della sua Archeosofia, |
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| + | Nonostante spesso abbia usato l’Archeofatto dello Scarabeo per tali opere, le sue azioni sono state sempre molto discrete e nessuno, oltre gli altri Capitani e i Governatori, | ||
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| - | Nonostante spesso abbia usato l’Archeofatto dello Scarabeo per tali opere, le sue azioni sono state sempre molto discrete e nessuno, oltre gli altri Capitani e i Governatori, | + | <WRAP center round box 85%> |
| - | [RACCONTO – RIQUADRO A PARTE] | + | //L’ora era tarda e la taverna Non Mi Ricordo cominciava lentamente a svuotarsi. Gli avventori si alzavano dai tavoli, lasciando alle spalle i piatti sporchi del buon stufato di manzo dell’oste e numerosi boccali di birra vuoti. Così, se al mattino dopo si fossero trovati la mente annebbiata e i ricordi sbiaditi, avrebbero potuto incolpare l’alcol, oltre alla magica amnesia del Ghetto.// |
| - | L’ora era tarda e la taverna Non Mi Ricordo | + | //Il proprietario della taverna, un intraprendente avventuriero del Garadh, aveva abbracciato in pieno quella filosofia, tanto da scegliere per il suo locale il bizzarro nome di Non Mi Ricordo. |
| - | Il proprietario della taverna, un intraprendente avventuriero del Garadh, aveva abbracciato in pieno quella filosofia, tanto da scegliere per il suo locale il bizzarro nome di Non Mi Ricordo. Era stata in realtà una scelta obbligata, dato che da un giorno all’altro gli avventori tendevano a dimenticarne il nome, tra le altre cose. | + | //“Dove sei stato ieri sera?”// |
| - | “Dove sei stato ieri sera?” | + | //“Alla taverna”// |
| - | “Alla taverna” | + | //“Quale”// |
| - | “Quale” | + | //“Accidenti, non mi ricordo…”// |
| - | “Accidenti, non mi ricordo…” | + | //Così l’oste aveva colto l’occasione di battezzare in quel modo il locale. Rendeva tutto molto più semplice… e lui era un uomo semplice. Tendeva a vivere nel presente. Il tempo scorreva strano nel Ghetto, quasi da non rendersene conto, così l’oste si accontentava di far quadrare i conti a fine giornata e di raggranellare le monete che gli sarebbero servite nel momento in cui, alla fine, avessero lasciato quelle mura.// |
| - | Così l’oste | + | // |
| - | Controllò che la cameriera che aveva assunto da poco – o da tanto? Non era sicuro di ricordarlo con precisione – sgombrasse per bene i tavoli ormai vuoti, portando i piatti in cucina, poi afferrò uno straccio e cominciò a lustrare il bancone, mentre con la coda dell’occhio studiava gli ultimi avventori rimasti nella stanza. | + | //C’erano ancora due tavoli occupati.// |
| - | C’erano ancora due tavoli occupati. | + | //A quello vicino al grande focolare, che riscaldava l’ambiente, sedeva lo Scarabeo.// |
| - | A quello vicino al grande focolare, che riscaldava | + | //Era lì da ore. Aveva sbocconcellato il suo stufato e bevuto solo qualche sorso, gli occhi concentrati su un grosso tomo rilegato in pelle che ormai doveva aver letto da cima a fondo, sfruttando il chiarore rosseggiante delle braci. Nonostante |
| - | Era lì da ore. Aveva sbocconcellato il suo stufato e bevuto solo qualche sorso, gli occhi concentrati su un grosso tomo rilegato in pelle che ormai doveva aver letto da cima a fondo, sfruttando il chiarore rosseggiante delle braci. Nonostante l’aria all’interno | + | // |
| - | All’estremità opposta della sala sedeva una tavolata di individui quanto mai eterogenei. L’oste riconobbe tra loro due guerrieri del Leir, un gruppetto di esponenti del VITRIOL - era difficile dire se fossero uomini o donne, dato che le lunghe vesti li ricoprivano da capo a piedi, lasciando scoperti solo gli occhi – e un paio di compatrioti del Garadh, clienti abituali della sua taverna. | + | //E rinomati bari.// |
| - | E rinomati bari. | + | //L’oste non era un fautore del gioco d’azzardo, |
| - | L’oste non era un fautore | + | //Quei tipi del Garadh non avevano mai perso una partita, da quello che ricordava. Quindi le opzioni erano due: o erano estremamente fortunati, o erano imbroglioni matricolati.// |
| - | Quei tipi del Garadh | + | // |
| - | L’oste | + | //Il gruppetto confabulava fitto al tavolo e di tanto in tanto uno di loro lanciava occhiate di sbieco verso lo Scarabeo. |
| - | Il gruppetto confabulava fitto al tavolo e di tanto in tanto uno di loro lanciava occhiate di sbieco verso lo Scarabeo. | + | // |
| - | Sensazione che si fece più pressante quando vide i due di Garadh alzarsi dal tavolo, insieme a un compagno del Leir e uno del VITRIOL, e avvicinarsi al tavolo dello Scarabeo. | + | //“Ehi, capitano, vi andrebbe una partita per finire la serata in bellezza? |
| - | “Ehi, capitano, vi andrebbe una partita per finire | + | //A quelle parole, lo Scarabeo alzò lentamente |
| - | A quelle parole, lo Scarabeo alzò lentamente la testa dal suo libro e scrutò i quattro uomini | + | //“Una partita tra amici…” continuò il tipo del Garadh, con un sorriso disarmante, che l’oste giudicò falso come la dentiera della sua vecchia nonna… come si chiamava? Beh, pace all’anima sua, tanto un giorno o l’altro si sarebbe dimenticato di averla avuta, una nonna.// |
| - | “Una partita tra amici…” continuò | + | //“E magari ci giochiamo un po’ di monete,” aggiunse a bassa voce il tipo del VITRIOL, con una lieve intonazione femminile.// |
| - | “E magari ci giochiamo un po’ di monete,” aggiunse a bassa voce il tipo del VITRIOL, con una lieve intonazione femminile. | + | //“Ne abbiamo parecchie.”// |
| - | “Ne abbiamo parecchie.” | + | //Il guerriero del Leir tirò fuori un sacchetto di cuoio e lo gettò sul tavolo. Si aprì con un tintinnio metallico, lasciando intravedere il brillio delle monete triangolari al suo interno.// |
| - | Il guerriero del Leir tirò fuori un sacchetto di cuoio e lo gettò sul tavolo. Si aprì con un tintinnio metallico, lasciando intravedere il brillio delle monete triangolari al suo interno. | + | //“E anche queste.”// |
| - | “E anche queste.” | + | //Dalle tasche comparvero delle gemme di varie forme e dimensioni. L’oste strabuzzò gli occhi: era davvero un gruzzolo niente male.// |
| - | Dalle tasche comparvero delle gemme di varie forme e dimensioni. L’oste strabuzzò gli occhi: era davvero un gruzzolo niente male. | + | //Lo Scarabeo ripose con cura il libro nella sua sacca di cuoio. “Temo di non aver altrettanti soldi con me.”// |
| - | Lo Scarabeo ripose con cura il libro nella sua sacca di cuoio. “Temo di non aver altrettanti soldi con me.” | + | //“Non è un problema, |
| - | “Non è un problema,” si affrettò ad assicurare | + | //“Sì,” gli fece eco il guerriero |
| - | “Sì,” gli fece eco il guerriero del Leir. “Perché | + | //L’oste si accorse di aver cominciato a lustrare |
| - | L’oste si accorse di aver cominciato a lustrare il bancone in modo spasmodico. I Capitani non mostravano mai i loro Archeofatti in pubblico, li custodivano gelosamente. Si aspettava un secco diniego, perciò rimase stupito quando lo Scarabeo annuì. | + | // |
| - | “Perché no? Sedetevi pure.” | + | //Il gruppetto si affrettò a obbedire. I due del Garadh aveva un’espressione soddisfatta dipinta in faccia.// |
| - | Il gruppetto si affrettò | + | //“Volete giocare |
| - | “Volete giocare a SeneS?” domandò lo Scarabeo. | + | //Il guerriero del Leir sbuffò.// |
| - | Il guerriero del Leir sbuffò. | + | //“Ancora non ho capito le regole…” borbottò.// |
| - | “Ancora non ho capito | + | //“Il mio amico è un po’ testone,” intervenne candidamente il tipo del Garadh. “Per lui ci vorrebbe qualcosa di più semplice… tipo con i dadi o con le carte… guarda caso, ho sempre un mazzo di carte con me.”// |
| - | “Il mio amico è un po’ testone,” intervenne candidamente il tipo del Garadh. “Per lui ci vorrebbe qualcosa di più semplice… tipo con i dadi o con le carte… guarda caso, ho sempre un mazzo di carte con me.” | + | //Lo Scarabeo non si scompose.// |
| - | Lo Scarabeo non si scompose. | + | //“Vada per le carte.”// |
| - | “Vada | + | //L’oste desiderò poter scomparire dietro il bancone. Stava sudando freddo. Quella situazione non gli piaceva |
| - | L’oste desiderò poter scomparire dietro il bancone. Stava sudando freddo. Quella situazione non gli piaceva per niente. Aveva avuto un cane, un tempo… non ne ricordava il nome né la razza, ma rammentava benissimo che la bestia si faceva accarezzare dietro le orecchie e scodinzolava allegro, sembrando un amicone pacifico… eppure non esitava ad avventarsi contro chiunque osasse toccare il suo osso. | + | //Quel ricordo gli riaffiorava alla mente fissando l’aria pacifica del Capitano.// |
| - | Quel ricordo gli riaffiorava alla mente fissando l’aria pacifica del Capitano. | + | //Uno a uno, i giocatori cominciarono a pescare carte, tenendolo coperte di fronte a sé, e misero la posta sul tavolo. Lo Scarabeo allungò la mano verso la scarsella che teneva al fianco, ma non tirò fuori nulla.// |
| - | Uno a uno, i giocatori cominciarono a pescare carte, tenendolo coperte di fronte a sé, e misero la posta sul tavolo. Lo Scarabeo allungò la mano verso la scarsella che teneva al fianco, ma non tirò fuori nulla. | + | // |
| - | “Vedrete | + | //“Volete dire quando…” esclamò allegramente |
| - | “Volete dire quando…” esclamò allegramente | + | //L’oste continuò a fingere di lucidare |
| - | L’oste continuò a fingere di lucidare il bancone, senza perdere di vista la partita. Dopo pochi scambi, gli altri giocatori furono rapidamente eliminati e rimasero in gioco soltanto | + | //“La posta è alta, eh?” commentò |
| - | “La posta è alta, eh?” commentò | + | // |
| - | L'oste si trovò a spronare, nella sua mente, | + | // |
| - | “È il momento di scoprire | + | //Il tipo del Garadh, con un sorriso trionfante, mise in mostra |
| - | Il tipo del Garadh, con un sorriso trionfante, mise in mostra le sue carte. | + | //“Mi spiace, ma avete perso!”// |
| - | “Mi spiace, ma avete perso!” | + | //Un attimo di silenzio sospeso, poi lo Scarabeo mostrò la sua mano.// |
| - | Un attimo di silenzio sospeso, poi lo Scarabeo mostrò la sua mano. | + | // |
| - | “Davvero? | + | //Il guerriero del Leir emise un singulto, il tipo del VITRIOL fece un gesto di scongiuro, i bari del Garadh strabuzzarono gli occhi.// |
| - | Il guerriero del Leir emise un singulto, il tipo del VITRIOL fece un gesto di scongiuro, i bari del Garadh strabuzzarono gli occhi. | + | //“Non… Non è possibile! Voi non potete avere quelle carte…”// |
| - | “Non… Non è possibile! Voi non potete avere quelle carte…” | + | //“Perché siete sicuro di averle messe più in basso?” domandò tranquillamente lo Scarabeo.// |
| - | “Perché siete sicuro di averle messe più in basso?” domandò tranquillamente lo Scarabeo. | + | //“Sì… no… cioè…” il tipo del Garadh si trovò senza parole e rimase ad ansimare come un pesce fuor d’acqua.// |
| - | “Sì… no… cioè…” il tipo del Garadh si trovò senza parole e rimase ad ansimare come un pesce fuor d’acqua. | + | //“In ogni modo, direi che ho vinto.”// |
| - | “In ogni modo, direi che ho vinto.” | + | //Il Capitano dello Scarabeo fece scivolare monete e gemme dentro la sua borsa, poi si alzò mettendosela sulle spalle.// |
| - | Il Capitano dello Scarabeo fece scivolare monete e gemme dentro la sua borsa, poi si alzò mettendosela sulle spalle. | + | //“Grazie della partita. Buonanotte, signori.”// |
| - | “Grazie della partita. Buonanotte, signori.” | + | //Mentre passava accanto al bancone per uscire, vi lasciò una manciata di monete.// |
| - | Mentre passava accanto al bancone | + | // |
| - | “Questo per la cena. Tieni pure la mancia”. | + | //L’oste si affrettò a far sparire i soldi nelle tasche del suo grembiule. |
| - | L’oste si affrettò a far sparire i soldi nelle tasche del suo grembiule. “Sapevate fin dall’inizio che si trattava di un baro?” | + | //“In vita mia ho visto trucchi ben migliori”, |
| - | “In vita mia ho visto trucchi ben migliori”, | + | //Poi varcò la porta della taverna e sparì nella notte.// |
| - | Poi varcò la porta della taverna e sparì nella notte. | + | </ |
lo_scarabeo.1757061973.txt.gz · Ultima modifica: 2025/09/05 10:46 da admin
