Un duro addestramento

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“Lucien dice che il mio ruolo è un altro”
“Vedi Lucien qui?”
“No, il fatto è che… UMPH! AHI!!”
“Questo lo hai visto?”
Il bastone da allenamento finì proprio sullo zigomo sinistro del giovane. “Ma sei scemo?”
“No. Sono serio. Ricordi cosa ti ha detto il gentilissimo Markov? Fai cacare. Hai il fisico di un vecchio valdemarita che ha passato la vita sdraiato su un divano morbido a mangiare cibi unti e grassi, ingoiando pasticcini e bignè come chicchi d’uva. Avanti. Riprova a colpirmi!”
Il giovane, punto nel profondo, scrollò la testa e attaccò in modo ferale, cercando di arrivare al costato con un bastone simile a quello che lo aveva percosso. Passo obliquio, cambio guardia, colpo deciso sul fil delle reni e il ragazzo era a terra.
“NON PUOI PENSARE CHE SOLO ATTACCANDO A TESTA BASSA TU POSSA VINCERE GLI SCONTRI!! AVANTI!!”
Il ragazzo con la faccia nella polvere, stava ansimando dallo sforzo e dalla rabbia. Negli ultimi tre giorni, ovvero da quando erano arrivati all’Accademia dei Virtuosi, si trovavano in quell’arena minore tutte le notti. E la macchiavano di rosso.
Soprattutto del giovane. Anzi, in quasi la totalità del giovane. Un paio di colpi, inizialmente, avevano colto di sorpresa il suo istruttore, ma una volta prese le misure, era solo il sangue di Jagosh quello che zampillava.
Logan forse lo trattava troppo duramente. Alla fine era stato anche grazie al suo dono che ora poteva vendicarsi contro gli esseri che gli avevano mozzato la vita. Mentre rifletteva se il suo “insegnare” fosse adeguato, il giovane si alzò di scatto, quasi come un animale, e lo abbrancò alla vita, facendolo cadere e sedendocisi sopra. Lesto gli menò una testata in pieno volto e il sangue andò a sporcare la sua barba brizzolata.
“Oh! Ti sono scese le palline?” chiese tra il divertito e il furioso il gardanita. “Hai finito di prendermi per il culo, vecchiaccio?!”
“Non ho nemmeno iniziato…” Lo prese per le orecchie e se lo tirò alla fronte. Anche il giovane evidentemente stava avvertendo il tipico sapore ferrigno del sangue in gola. I due, esausti e doloranti si sdraiarono a terra uno a fianco all’altro. Dopo qualche giro di clessidra, passati ansimando, il primo che aprì bocca fu Logan:” Non voglio certo insegnare a te che hai già oltre tre anni di Ventura sulla schiena, che gli scontri non sono mai leali, onesti o equi. Voglio solo che ti rendi conto che ciò che ti faccio io adesso, non è nemmeno una frazione di quello che ti farebbero i nemici di Khartas. Tienilo bene a mente.”
“Logan… Grazie.” Disse il ragazzo che veloce vibrò un colpo di bastone sulla testa del suo nuovo “parente acquisito” che lo colse di sorpresa e gli aprì una profonda ferita sulle fronte. “Questo è tuo, me lo avevi lasciato prima sul fianco” lo schernì subito dopo.
“Figlio di put…”
Un altro colpo si abbattè su di lui, facendogli morire sul nascere l’insulto. “Non parlare di chi non conosci…”
L’uomo più maturo allora rotolò di lato velocemente e riguadagnò una posizione eretta, imitato subito dal suo scolaro. “Bene, allora qualcosa ti ho insegnato. Ma ti manca questo…” Con un calcio sollevò una nube di polvere che andò proprio in faccia al ragazzo, accecandolo istantaneamente. Mentre menava fendenti a casaccio, l’altro prese la rincorsa, spiccò un salto e buttando il peso all’indietro lo colpì con entrambe le piante dei piedi sul petto, scaraventandolo al suolo. Poi gli strisciò sopra e si avvicinò all’orecchio.
“Prego Jagosh. Ora puoi raccogliere i tuoi resti e andare a fare un bagno. Poi passa dal cerusico e fatti dare un’aggiustata. Ci vediamo domani sera.”
“… PTHU!!…” uno sputo rosso venne lanciato in aria “…a domani, vecchio maledetto”
Logan rise di gusto. Il ragazzo imparava velocemente.

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