Giorno decimo quarto, nona luna, anno ottavo del R.E. “Ma quindi… siamo di nuovo nel sottobuio?!?” Aveva subito pensato a lei, non appena processata l’informazione. E non perse un momento per andare a cercarla: a sera inoltrata la trovò, nel punto preciso dove le indicarono.
Categoria: La Scacchiera
Nel vento
”Ti racconto una storia, quella di una principessa, in attesa del suo principe, il suo cavaliere.Sola e malinconica, attendeva speranzosa. Si palesarono diverse persone, alcune gioiose, altre arrabbiate ma, tutti divennero suoi amici, spalle su cui contare, piangere e compagni con cui scherzare.L’attesa d’incontrare il
Bastardi senza gloria
Nessun racconto avrebbe mai reso giustizia. Nessuno di loro era un eroe. Nessuno era mai stato senza macchia. Tutto era caos in quel gruppo, anche chi doveva guidarli era imperfetto come tutti loro, proprio per questo vinsero, anche la morte stessa. Perché nella disperazione, quando
Vivere come si vuole
(Scritto a quattro mani con il Fraaaank <3) – Zio! – Il giovane varcò la soglia della tenda a braccia aperte e sfoggiando un sorriso smagliante. – Ti aspettavo… Bentornato Piccolo! – Ranjan si alzò con una certa difficoltà dal suo scranno mastodontico zeppo di
MORS OMNIA SOLVIT
Alexandra si muoveva nella stanza scrutando con attenzione ogni oggetto, selezionando con cura i ricordi che voleva portare con sé. Sopra il tavolo una sacca aperta ancora mezza vuota. Aveva deciso di partire per Scientiar e di trascorrere con i vecchi compagni quello che rimaneva
Caro Diario
Caro diario,oggi è stato uno di quei giorni in cui ho avuto molta paura: paura di perdere i miei amici, paura di perdere le fiere, Kyome e tutti gli altri. Dopo una battaglia che pareva infinita, contro l’Immacolato e tutti quegli esseri strani che abbiamo
Due madri
“Elia, lo so, sicuramente non ti chiami così, ma tua madre, la tua vera madre, aveva scelto questo nome, prima di morire. Se lo sentiva che eri un maschio e suo nonno si chiamava così: un tizio burbero e silenzioso, il pezzo migliore della sua
Corrispondenza interrotta
Vensen, Non so se queste parole ti raggiungeranno mai. E forse non devono. Forse è solo una vigliacca illusione quella di credere che scriverti possa curare qualcosa.Ma stanotte ho bisogno di farlo. Perché il silenzio che porto dentro è diventato più pesante del freddo. Ho
Ti regalo il mio
Avevo forse sei o sette anni. L’estate al Pian dei Gelsi era tiepida e dolce, con il vento che sapeva di fiori e di resina, e le notti si stendevano sulle colline come coperte ricamate di stelle. I gelsi, vecchi e contorti, chinavano i rami
Buio totale
~~~ Stavolta il campo è stato approntato in modo ancora più furtivo del solito… Anche se è difficile prevedere quanto la luna ci aiuterà o meno a nasconderci, non posso fare a meno di studiarne gli intenti… È notte fonda e a breve inizia la
