Strumenti Utente

Strumenti Sito


5.1._retrospettiva

Capitolo I "C'era una volta", Anno V E.R.

Le Masnade s'incontrano per la prima volta in occasione del solenne Campomagno presso il Vico di Velathri. In questo frangente le schiere si mettono al servizio degli eccentrici Altomastri e alcuni membri di queste iniziano il loro apprendistato presso le misteriose Camarille . L'evento viene funestato dall'avvento del Cenacolo del Troll, una congrega di folli accoliti che venerano i più temuti predatori della Scacchiera. A guidare l'assalto è il grottesco ibrido uomo-troll Zannaforte, il quale rapisce numerose donne, tra cui una giovane popolana chiamata Ester. Nel corso del Campomagno fa la sua comparsa anche il Grande Bizzarro, un mostruoso abominio che si ritiene sia stato vomitato da uno dei Pozzi, forse come “dono” dopo che il figlio di Ester, Emil, è stato gettato al suo interno. Si presume che il responsabile della triste fine di Emil sia il burbero padre Rudolf, marito di Ester, il quale viene giustiziato all'interno della “Sala della Caligine” per poi tornare in forma di bieco non-morto, al quale sarà affibbiato il soprannome di Spaventapasseri.

Le autorità delle Masnade, oltre perseguire le commissioni concepite dagli Altomastri, coltivano ciascuna alterni obiettivi. I virtuosi paladini e gli scaltri galeotti dello Spiantato calcano la segreta via che condusse nella Scacchiera il corpo moribondo Sant'Elleron, sommo Martire del Cavalierato. Le implacabili donne e uomini d'arme del Crepuscolo braccano in ogni dove i fuggiaschi imperiali e, soprattutto, il loro ignoto leader che risponde allo pseudonimo di “Sire Scevro di Macchia” o, semplicemente, Immacolato. I sottili e furtivi agenti del Sussurro si prodigano per raccogliere i fondi necessari a saldare il debito che li lega all'avida Gilda dei Liberimercatori nonché a coltivare il loro cupo culto della morte, altresì detta la “tetra sposa”.

Le lune successive vedono le Masnade intente a contrastare le scellerate gesta del Cenacolo, talvolta entrando in contrasto con gli schivi Druidi che mal sopportano le “genti delle case di pietra”. Gli Altomastri accolgono sempre le Masnade di buon grado presso i loro Vichi ma ogni volta che i tre si presentano fuori dai loro confini, mostrano sempre un'aria alquanto preoccupata e spesso prendono frettolosamente congedo senza motivo apparente.

Lo scontro con il Cenacolo giunge al suo apice quando Zannaforte sprona la sua orda contro le Masnade. Tuttavia, in quel momento lo Spaventapasseri compare, trascinando con sé Ester e scagliandola tra le grinfie del Grande Bizzarro, il quale trucida la donna senza pietà. La vista del corpo straziato di Ester, inspiegabilmente, suscita un tremendo furore in Zannaforte che, abbandonati i ranghi del Cenacolo, finisce per essere ucciso dalle Masnade.

Gli Alfieri delle Masnade

Cadetti delle Masnade

Gli Altomastri

Il Grande Bizzarro

Lo Spaventapasseri

Zannaforte


Capitolo II "Stretta la foglia", Anno VI E.R.

I superstiti del Cenacolo del Troll tornano a radunarsi, spinti da un'ignota guida, cercando di ottenere macabri feticci celati nelle viscere di strani esemplari di troll, detti Lunatici. Nel frattempo, alcuni membri delle Masnade iniziano ad avere inquietanti incubi, i quali hanno per protagonista un'entità mascherata che compie esecrabili atti di sangue.

In occasione del Campomagno presso il Vico di Nebin , viene rinvenuto all'interno di un lugubre manicomio un antico artefatto, detto Mano della Gloria. Gli accoliti della Camarille degli Esoteri resuscitano il folle uomo cui venne strappata la mano, Nemo, detto “Principe del Malgoverno”, scoprendo così come l'artefatto possa esser usato per esercitare poteri mistici nei luoghi presso cui costui era solito 'regnare'. Sempre in questo frangente, si rivela il “nuovo volto” del Cenacolo, ossia il Sabba, una singolare setta formata dai tre Flagelli: l'agghiacciante Spaventapasseri, la bislacca strega Katarina e lo squilibrato sciamano Misha. Infine, dai sinistri incubi delle Masnade emerge un'entità dall'aspetto di una donna scuoiata, la quale si presenta come Redivivo e mostra di essere legata al temuto Immacolato.

Per resistere alle insidie del Sabba, gli Altomastri e le Masnade stipulano un patto di non belligeranza e reciproca difesa con gli schivi Druidi, aiutandoli a soggiogare un antico drago, Voraal “Re di Soldraco”, il quale serba nelle sue viscere un'inesauribile sorgente della nebbia stregata del “mondo sotto”. Nonostante questo successo, le genti della Scacchiera non riescono a sventare il fosco complotto del Redivivo, il quale s'incarna nel corpo di una sventurata vittima sacrificale. In quest'occasione si scopre che il Redivivo aveva realizzato il 'prototipo' della maschera maledetta che in seguito è stata indossata dall'Immacolato. Inoltre, si fa strada l'ipotesi che il “Sire Scevro di Macchia” non sia un soggetto unico bensì uno spirito vissuto in molteplici corpi attraverso i secoli, assimilando ogni singola anima onde divenire sempre più ingegnoso e potente.

Presso il Vico di Velathri le Masnade svelano il vero volto che si celava dietro il Sabba, ossia quello di Ester. Si scopre così come sin dalle origini della vicenda la donna fosse coinvolta nelle cupe mosse del Cenacolo e, in seguito, in quelle del Sabba… ella difatti aveva partorito prima il mezzo-troll Zannaforte e in seguito aveva gettato nel Pozzo il secondogenito Emil, addossando la colpa al marito Rudolf e tramutandolo poi nel bieco Spaventapasseri. Successivamente, Ester si era fatta rapire dal figlio Zannaforte e, a sua insaputa, aveva inscenato la sua morte per mano del Grande Bizzarro, inducendolo così a perdere il senno e ad andare incontro alla morte. Infine, Ester aveva formato il Sabba, sempre restando nascosta dietro la facciata di 'burattino' mosso dallo Spaventapasseri, quando in realtà i ruoli dei due erano l'opposto. Sono le Masnade a porre fine alle malie di Ester, esponendola ancor una volta agli artigli del Grande Bizzarro e privandola della protezione dello Spaventapasseri. La donna muore così per mano del figlio Emil, tramutato in Bizzarro per opera del potere dei Pozzi.

La Mano della Gloria

Il Redivivo

Voraal, Re di Soldraco


Capitolo III "Larga la via", Anno VII E.R.

La prima fatidica svolta ha luogo in una sperduta magione aristocratica dove le Masnade incontrano una tenebrosa dama che indossa una maschera di teschio con corna d'ariete affusolate, la quale si presenta come Vecchia Signora. Sebbene ella parli per enigmi, i presenti si persuadono che ella incarni la morte stessa e intuiscono che gli Altomastri abbiano un qualche 'debito' nei suoi confronti. L'Immacolato fa la sua prima comparsa al cospetto delle Masnade, mostrando d'essere un nemico apparentemente imbattibile e sempre in grado di anticipare le mosse dei suoi avversari.

Durante il Campomagno presso il Vico di Ramana, gli Altomastri rivelano le loro origini. Costoro quattro anni fa non erano che una compagnia di modesti saltimbanchi, i quali avevano inscenato il loro ultimo spettacolo innanzi a una cupa nobildonna che solo in seguito avrebbero compreso essere la Vecchia Signora… non a caso, la morte stessa aveva chiesto ospitalità presso il loro bivacco perché la loro ora era ormai prossima! Di lì a poco i tre sfortunati artisti furono difatti aggrediti da un feroce troll ma mentre giacevano esangui, furono salvati dagli Appesi, gli occulti numi che alimentano l'immenso potere dei Pozzi. Sempre grazie al racconto degli Altomastri si scopre che gli Appesi, all'alba dei tempi, erano esemplari della stirpe dei Titani, artefici delle lande terrene. Il “patto ancestrale” gli avrebbe imposto di penetrare nel sottosuolo per cedere a un sonno eterno ma gli Appesi decisero di sfuggire a tale destino, disponendosi capovolti e riuscendo così a restare vigili. Nelle ere successive, gli Appesi interagirono con i popoli del “mondo di sopra” grazie ai Pozzi, donando loro strani manufatti e creature in cambio di offerte gettate in quelle buie voragini. Nel caso degli Altomastri, gli Appesi furono rapiti dalle loro avvincenti storie e gli spiegarono come sfuggire all'abbraccio fatale della Vecchia Signora. Da allora, gli Altomastri appresero come creare incanti detti “specchietti per le allodole” che avevano lo scopo d'attrarre la morte lontano dai Vichi… ed ecco perché gli Altomastri erano costretti a fuggire all'improvviso quando si trovavano fuori dai loro borghi; nella fattispecie, in ognuna di quelle occasioni, la loro irriducibile inseguitrice si presentava sotto mentite spoglie onde tentare di ghermirli!

Tuttavia, nei giorni del Campomagno la situazione precipita nel caos. Gli Altomastri riescono a imprigionare la Vecchia Signora e recuperano il Grimorio degli Esangui sul quale sono riportati i nomi dei debitori nei confronti della morte, vale a dire i loro stessi nomi. Tutto sembra andare secondo il piano dei tre, il Grimorio viene gettato nel Pozzo di Ramana e gli Appesi ricambiano donando una pergamena simile, nella quale figurano i loro stessi nomi, giacché anche i Titani da millenni sfuggono al tocco letale della Signora. Il Grimorio degli Appesi viene consegnato ai Druidi che hanno aiutato gli Altomastri a irretire la Signora ed essi lo danno quindi in pasto al drago Voraal per invocare un sortilegio che avrà l'effetto di sigillare tutti i Pozzi della Scacchiera. In quel momento, a seguito di un ignoto complotto, la Vecchia Signora esce dalla sua cella e costringe gli Altomastri a fuggire, infilandosi nel Pozzo! La morte stessa entra nel Pozzo per tallonare le sue prede e poco dopo l'incanto dei Druidi chiude il varco. Così svaniscono i tre reggenti dei Vichi e la “mietitrice”.

La scomparsa della morte nelle Caselle impedisce a tutti, anziani, malati e feriti di trapassare ma la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente. Le mosse dell'Immacolato lasciano trasparire l'inquietante proposito di ricreare i tre oggetti, detti “pegni fatali” , i quali rappresentano il potere fatale della Signora. Nel frattempo, una strana infestazione, simile a una massa di carne che cresce in tratti di suolo, chiamata Rizoma, si diffonde nella Scacchiera. Le Masnade cercano consiglio presso Palazzo Alicante, regia ambasciata, scoprendo come gli Altomastri non siano stati gli unici a studiare il mito della morte per sfuggirle. Dagli appunti della benevola Donna Melagra emergono le “regole fatali” , le quali spiegano l'esistenza di più Signore nel vecchio mondo, ciascuna legata a una “giurisdizione” e costrette a rispettare vincoli ben precisi nell'esercizio della loro 'autorità'. In questo frangente, si conclude il piano perpetrato dai superstiti del Cenacolo, i quali ottengono di ricomporre il corpo di Panzurian, Re dei Troll, scatenando l'ennesima calamità nei confini della Scacchiera.

Lo scellerato disegno dell'Immacolato si compie presso Nebin dove il “Sire Scevro di Macchia” assurge come Novella Signora, mostrando di poter uccidere chiunque nelle Caselle! In ogni caso, le Masnade, dopo essere riuscite a contattare gli Altomastri ancora prigionieri del “mondo di sotto”, riescono a scampare al potere mortifero dell'acerrimo nemico, scrivendo i propri nomi in un nuovo Grimorio che gettano nel Pozzo locale. Sebbene i fatti siano a dir poco incresciosi, le Masnade maturano anche solidi successi come l'eliminazione di Vanquo, un Pogruk (mind-flayer) che serviva l'Immacolato, e un'improbabile alleanza con gli infidi ratkin del Sottomondo.

La Vecchia Signora

Panzurian, Re dei Troll


Capitolo IV "Dite la vostra", Anno VIII E.R.

Mentre le Masnade brancolano nel buio, gli agenti della Novella Signora emanano cinque infami editti che mirano a concentrare la popolazione della Scacchiera all'interno di miseri “ghetti” allestiti presso i Vichi; in aggiunta, la Novella Signora interdice i confini della Scacchiera e promette spietate rappresaglie nei confronti di chiunque aggredirà i suoi seguaci. Tuttavia, il letale potere della Novella Signora non sembra assoluto: le Masnade sfuggono ad esso grazie al loro Grimorio ma i fatti presto dimostrano che la nuova incarnazione della morte può colpire le sue vittime solo trovandosi al loro cospetto.

Nel frattempo, gli Altomastri, sfruttando il Rizoma che unisce il “mondo di sopra” e “quello di sotto”, riescono a portare le Masnade nelle viscere della terra. In particolare, questo rito richiede l'unione del sogno di un soggetto del mondo terreno, rappresentato da Gwen, una sventurata fanciulla che non sa di essere morta, con un feticcio del “mondo di sotto” , ossia il Cuore di Gomulcha, ultimo resto dell'Appeso che in passato fu raggiunto e ucciso dalla Vecchia Signora.

Nel Sottobuio le Masnade affrontano assieme agli Altomastri scenari surreali all'interno dei sogni degli Appesi, i quali dormono a turni per scampare allo sguardo della Vecchia Signora. Una volta uscite da questi incubi a occhi aperti, le Masnade sferrano altri due colpi micidiali a danno dell'Immacolato: uccidendo il sadico Norcino, un malvagio troll dalle fattezze suine che serviva il “Sire Scevro di Macchia”, e distruggendo la sua maschera originale, la quale era stata gettato anni addietro in un Pozzo dalla cerusica del Crepuscolo Cristilde.

Prima di tornare nel “mondo di sopra”, giunge il momento di venire a patti con le Vecchia Signora. Gli Altomastri tornano in possesso del Grimorio degli Esangui che serba il loro “debito fatale”, gli Appesi fanno altrettanto con il loro Grimorio, mentre le Masnade decidono di consegnare quello con i loro nomi alla Signora, ottenendo una dilazione in cambio della possibilità di tentare di deporre la Novella Signora.

Quando le Masnade giungono in superficie, nel loro mondo sono trascorsi circa tre mesi e l'Immacolato, privo di avversari, è riuscito ad allestire un terribile tranello. Il Re Eterno, Kanzor, viene attirato all'interno della Scacchiera e sebbene la Novella Signora non abbia il potere di uccidere chi è nato sotto le piume dell'Angelo Nero Alhazhar, riesce comunque a relegarlo in un dedalo mistico. Agendo in extremis, le Masnade ottengono altresì di sottrarre alla Signora l'Elmo di Vahallion, corona del Re, il quale rappresentava il vero obiettivo dell'Immacolato. L'ira della Novella Signora si abbatte su parenti e gregari delle Masnade, i quali cadono come mosche al loro cospetto!

La Scacchiera resta così divisa in due “giurisdizioni fatali”, quella del “mondo di sopra”retta dalla Novella Signora e quella del “mondo di sotto” retta dalla Vecchia Signora. La scadenza della dilazione concessa dalla Vecchia Signora alle Masnade si avvicina inesorabilmente e nemmeno gli occulti poteri delle Camarille e degli Appesi possono contrastare l'inesorabile ascesa della Novella Signora. Le Masnade non hanno possibilità di contattare quanti si trovano fuori dalla Scacchiera mentre il loro nemico potrebbe attrarre altre vittime che, al pari del Re Eterno, finirebbero per cadere nelle sue grinfie. Se anche un'intera divisione della regia armata marciasse sul confine della Scacchiera, che fine farebbero i suoi membri una volta varcata la soglia della “giurisdizione” che spetta alla Novella Signora?

Così i protagonisti di questa vicenda, una singolare fiaba che forse non sarà mai scritta tra le pagine delle leggendarie epopee, vanno incontro al loro fato.

5.1._retrospettiva.txt · Ultima modifica: 2025/06/17 23:18 da admin