D’Amore e di Guerra

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Il cuore che batteSG___Love_and_war_139808645va all’impazzata, la testa dolorante e confusa. Il giovane rimase per diversi minuti di fronte all’entrata serrata, prima di rendersi conto di quanto era successo in quei pochi secondi e di quanto facesse male. Poi una fitta terribile al naso e un fiotto di sangue che a mala pena riuscì a fermare.

“Niente! Coglione! Ma niente sai!” Chiocciò una strana lingua di fiamma proveniente dalle raffinate candele accese, poste sul pregiato mobilio. “Ah, ah, sfigato!!”

Khalid non ascoltò. Non perchè avesse la forza di non sentire la presa in giro della Salamandra, era il forte dolore al naso che lo distraeva.

“Per quale maledetto motivo le porte Thersiane sono così pesanti..” pensò ancora rantolante il giovane.

Poi giunse una flebile voce dal corridoio. Era l’anziano locandiere, apparentemente ancora sveglio: “Tutto bene signore?” Chiese.

“Ehm…” Il giovane leone si sentiva più un gattino smarrito adesso “Si e no.”

L’inserviente, ricco di quell’esperienza comune a chi per anni aveva lavorato in tali strutture, replicò mestamente: “Venite con me, posso mettervi del ghiaccio su quel naso.”

Il confuso Khalid ancora non capiva molto bene, l’agitazione imperava nella sua testolina stordita.

Prima di trovarsi al di fuori dell’edificio, solo in mezzo alla strada ciottolata dell’austero feudo di Eicheburg, ricevette dall’anziano un gentile primo soccorso.
Il Locandiere, di sicuro una persona dall’intuito fuori dal comune, cercò di consolare il ragazzo con parole di sostegno. Qualcosa tipo “La prima volta non va mai in porto” o “L’amore non è bello se non è litigarello”, ma Khalid non se ne sarebbe ricordato in futuro. Era ancora troppo agitato per comprendere veramente quanto stava accadendo attorno a lui.

Copertosi nel mantello, nuovamente all’aria aperta, il dolore e la confusione lasciarono spazio ad un senso di forte malinconia e tristezza. Quella difficile sensazione che si prova quando si desidera ardentemente qualcosa, ma si capisce definitivamente che non si potrà mai avere. Come se fosse arrivato così vicino, quasi a toccare ciò che bramava e, beffardamente, fosse stato gabbato. Senza capirne realmente la motivazione.

Ecco si, probabilmente la cosa peggiore nella testa dello sconfitto giovane Athariano era il non afferrare, il non capire cosa fosse andato storto o dove avesse sbagliato. Ripassò nella sua mente ogni passo, ogni parola, per quel che poteva ricordare, e…patatrack!

No, via. Proprio non capiva quale fosse stato l’errore. Mano a mano però che la mente si faceva sempre più lucida, qualcosa parve chiaro. Ciò che così tanto bramava, ciò che con tanto ardore e passione l’avevo spinto a giungere qui, adesso lo terrorizzava da morire!

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