È solo un’altra pagina da scrivere

Erano successe davvero troppe cose… non sapeva neanche da dove partire per riassumere gli avvenimenti in quel libretto che tante volte aveva sopperito alla mancanza di memoria.
A volte poi era davvero difficile tirare le fila, rivivendo nella mente le giornate trascorse…
Così difficile che era la terza volta che poggiava la matita… e per la terza volta la punta si ruppe.

“Cazzo! Allora vaffanculo pure a te matita del cazzo!”

Alexa si voltò con le sopracciglia alzate: erano già nella branda e stava aspettando da un po’ che Ciri spengesse la lanterna per dormire, ma non sembrava che la cosa sarebbe successa a breve… quindi tanto valeva parlare:

“Hai resistito fin troppo prima di sbottare contro la matita… deve essere una serata particolarmente tranquilla…”

Ciri lasciò perdere il coltello che aveva già afferrato per fare ancora una volta la punta a quell’oggetto demoniaco creato per sfidare la sua pazienza!
Sbuffò volgendo lo sguardo al soffitto blu e oro della tenda.

“Perché sono così incazzata? Si, lo so, sono LA STRONZA, a giro penso di aver trattato di merda tutte le persone con cui viaggiamo… quindi perché non faccio altro che pensare alla mia incazzatura con Iena e Sheila?”

“Sheila??… Anzi no guarda: non voglio sapere… concentriamoci sul resto: perché ti fa così incazzare ripensarci?”

“Così non è valido: l’ho chiesto prima io a te!”

“Ti senti in colpa per aver trattato male qualcuno?” Questo lo chiese con un sorrisetto beffardo, sapeva già la risposta, che non tardò ad arrivare:

“Puah! Figurati” disse quasi mettendosi a ridere!

“Beh… allora… deve essere il fatto che in quello che hanno detto c’è un fondo di verità…”

Stavolta la faccia di Ciri si tramutò dal divertito allo sconvolto e quasi offeso:

“Ma davvero pensi che mi possano dare la colpa di quello che decidono di non fare?”

“Non sono io a pensarlo… di certo però tua madre ti ha cresciuta come una guida… e tu ti senti sempre responsabile per quelli che hai attorno… anche quando vuoi far credere il contrario… e anche quando quelli che hai intorno non ti chiedono di farlo!”

Abbandonò la faccia indispettita per fare un profondo respiro, osservando Alexa che come sempre le scavava dentro con un semplice sguardo.

“Cazzo…”

Calò il silenzio… era di quelli che Alexa aveva imparato a riconoscere e ad attenderne l’interruzione: quando diceva certe cose a Ciri doveva lasciarle il tempo di pensare, di scendere un po’ più in profondità fino a trovare il cuore del problema.
Stavolta sembrava più difficile del solito: ormai stavano zitte da così tanto che un occhio esterno avrebbe potuto pensare che il discorso fosse finito…
Poi l’effetto era sempre il solito: quando riusciva ad individuare il nodo di queste faccende, scioglierlo provocava un’intensa inondazione di sentimenti contrastanti: amore, rassegnazione, speranza, nostalgia, orgoglio, rammarico, ansia, rabbia, disgusto… tutti si infiltravano in ogni pensiero contribuendo a formare un fiume di parole che più di una volta in passato l’avevano trasformata nella famigerata “stronza”:

“La verità è che mi gira il cazzo di non aver avuto la forza di ucciderla assieme a tutti i miei compagni… assieme a tutti quelli che si sono messi nelle sue mani certi che ci avrebbe protetto… assieme a chi le ha voluto bene come se fosse una di noi o a chi la guardava come un esempio da seguire, imparando e crescendo con lei…
Capisci qual è il problema? La sua è stata un’azione deliberata: non le piaceva più ciò che era diventata e ha ben visto di dare un colpo di spugna… e poi si è fatta amare e voler bene… cosa voleva fare? Aggrapparsi ai nostri sentimenti per potersi perdonare? Usarci per poter dire che almeno un po’ di bene lo aveva fatto?
È proprio per il bene che le ho voluto che non posso perdonarla… e avrebbe dovuto capire che alcune cose non possono essere dimenticate da alcune persone: poteva andare a farsi perdonare in qualunque parte di Whanel e magari ci sarebbe riuscita! Ma non nella scacchiera! Non nel Crepuscolo… e non accanto a Ottavia!
… se io sto così, pensa a come può stare lei…
Era il nostro Cadetto, era la persona che ci teneva in vita… si è fatta vedere più volte per due giorni interi e sai che non ci ha neanche mai chiesto come stesse Ottavia? Forse non le serviva più: sapeva di non poter avere il suo perdono quindi puntava sulla nostra misericordia?
Mi ero promessa di porre fine in prima persona alla vita di Cristilde… per Ottavia… per tutti quelli che l’avevano amata… e invece non ce l’ho fatta… nonostante tutto ciò che penso su di lei, sono stata debole e ho fatto vincere i miei ricordi… ora posso solo ringraziare chissà chi per essere stato più forte di me…
E in tutto ciò, devo pure ascoltare lezioni di morale dall’Immacolato? Che ci addita come ‘persone da cui poter apprendere la crudeltà’… davvero? Un abominio che vuole disporre della vita di chiunque, uscito da un pozzo per colpa di un altro abominio che voleva cancellare il male che aveva fatto, mi fa lezioni di morale?
Aaaaaaaah!
Cazzo!

Vaffanculo!”

Quasi le gridò quelle ultime parola di sfogo…
Poi tornò il silenzio…
Stavolta la conversazione era davvero finita: Alexa sapeva di non dover aggiungere altro, poteva solo starle vicino ed abbracciarla.

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