Grizzly

[Su richiesta del giocatore di Grizzly, prosegue il ciclo Fiera Tensione]



Caelen è il fratello minore di Montgomery, ma di minore ha ben poco, difatti è un uomo di stazza non indifferente e la sua sola presenza spesso basta per placare gli animi prima che si scaldino troppo.
Nasce sei anni dopo il fratello maggiore e questa differenza di età nella piccola ma popolosa Leith, specialmente di fanciulli e ragazzi, è già più che sufficiente per far scegliere al giovane Caelen di frequentare i coetanei, anche se pareva sempre il più grande di tutti, piuttosto che il fratello e il loro cugino alla lontana Erik.
Un giorno, però, venne convocato con fare solenne da Montgomery ed Erik. Come sempre, si aspettava fosse l’incipit di uno scherzo, una burla che i grandi erano soliti fare il piccolo Caelen (che ormai rivaleggiava già con loro per altezza e forza fisica).
Ciò che accadde dopo fu l’inizio della fine del Sept Scott e di tutto il villaggio di Leith.
Durante la latitanza, invece che sviluppare un sentimento quasi di avversione verso il cugino che aveva dato il via all’escalation di eventi, si riconobbe molto nel pensiero di ribellione che si stava iniziando a far strada tra le menti della povera gente; i quasi tre millenni di dominio imperiale avevano scavato solchi ormai indicibili nella povera gente e questo non era più tollerabile. Avrebbe tanto voluto poter far parte della generazione che cambiava tutto questo.
In breve i vecchi abitanti del villaggio di Leith (o, ormai, sarebbe meglio dire ex villaggio, dato che ne rimaneva giusto un cumulo di resti fumanti) iniziarono a capire che prima o dopo sarebbero stati trovati e trucidati come monito per tutto l’Impero, allora i più giovani e scavezzacollo decisero di iniziare a proteggere i profughi allontanandosi dal grosso del gruppo e guidando attacchi mordi e fuggi per poter distogliere l’attenzione dai villici in fuga.
Caelen si unì con gioia a questo gruppo, capeggiato da suo cugino e dalla sua portentosa spada, mentre Montgomery decise di farlo più per tenere d’occhio il fratellino che per i motivi più alti che venivano declamati a mò di sermone prima di ogni scontro.
La vita era certamente dura e pericolosa, ma il senso di fratellanza, di aiuto reciproco, di assistenza che provò in quei giorni, tuttora, viene quasi rimpianto con nostalgia: forse le genti hanno scordato cosa significava vivere sotto il dominio dei Quattro.
Ci fu poi un incontro che cambiò per sempre la vita a Caelen, molto di più di quanto successe per il fratello, più grande e già con carattere ben formato.
Sulle Cime Guardiane del Nord più isolate, quelle al confine orientale più estremo, incontrarono durante una marcia forzata, un gruppo di pelle verdi. Non sapeva bene cosa fossero, ma aveva sentito parlare degli orchi, anche se non ne aveva mai visto uno con i suoi occhi.
Ovviamente la tensione si alzò subito alle stelle, dato che entrambi i gruppi erano pesantemente armati e sul chi vive, ma fortunatamente non erano tutti bruti pronti a venire alle mani… E neppure tra i pelle verde…
Parlando scoprirono di avere molto in comune: gli umanoidi dalle zanne prominenti e la stazza massiccia erano giunti dalle Cime Guardiane per difendere le terre per conto del Clan della Zanna Spezzata e avevano una gran voglia di spaccare molti grugni imperiali.
Si scoprirono così fratelli, non tanto di sangue quanto di vita stessa e per alcune lune decisero di aiutarsi gli uni con gli altri, come animali in simbiosi: i gardaniti mettevano la conoscenza di quei luoghi e la loro capacità tattica, i loro compagni la forza e l’inclinazione alla vita selvaggia.
Questo scambio fu estremamente fruttuoso, giacchè i primi impararono a cavarsela ancora meglio nelle loro vallate mentre i secondi, loro ospiti, appresero tattiche di guerra prima sconosciute.
Tant’è che molti armigeri imperiali caddero sotto le lame di questo gruppo improbabile.
Caelen, dal canto suo, fece amicizia con uno di loro in particolare: un certo Nazood Iglakh, che gli raccontò una vita di rabbia scellerata e priva di scopo finchè non trovò la sua pace proprio nell’abbracciare la lotta eterna come credo. Quell’essere, così lontano da loro, si era riconosciuto nel culto di Alhazhar, gettandosi in battaglia sempre con ira funesta, ma focalizzandola e incanalandola laddove facesse più comodo, anziché a casaccio come succedeva in passato.
Questa storia colpì molto il giovane uomo, al punto che anche lui si iniziò a domandare quale e se avesse un nume a cui appellarsi, soprattutto nel momento del bisogno, come era quello in cui stava vivendo.
Infine arrivò il momento della battaglia finale.
Il Clan della Zanna Spezzata decise però di non prendervi parte, in quanto temeva che nel caos dello scontro, perchèdovettero tornare a offrire protezione al villaggio. Si sarebbero quindi diretti verso casa.
Per quanto riguarda invece l’assedio alla Capitale, il manipolo rimasto proveniente dal villaggio di Leith si unì al grosso degli eserciti del Nord e per un momento Caelen parve notare che un condottiero che recava le insegne di un lupo con due teste, osservava da lontano suo cugino, fissandolo con occhi chiari come la nebbia mattutina d’autunno. Quando gli sguardi dei due si incrociarono, Erik alzò lo spadone in segno di saluto e lo sconosciuto ricambiò il saluto abbassando leggermente il capo e alzando una mano in sua direzione.
Non ebbe mai modo di chiedere ad Erik chi fosse quell’uomo, anche perché ciò che accadde dopo non aiutò di certo lo scambiò di storie e racconti.
Quando la polvere si posò e suo fratello propose di unirsi in un gruppo di sfortunati, reietti, indesiderati o, alla meglio, desiderosi di una sana dose di lontananza dallo schifo del mondo civile, lui accettò subito, sia per l’affetto fraterno, sia nella speranza più o meno vana di incontrare di nuovo qualche esponente del Clan delle Zanne Spezzate.

Caelen è ovviamente molto legato al fratello Montgomery per motivi di sangue, e intrattiene spesso discorsi di fede con Ian (Lince) anche se non ne ha lo stesso fervore o convinzione, e quindi altrettanto spesso, si vanno a creare scambi surreali riguardo questione alte che si scontrano con i bisogni terra terra e con le dosi di alcol ingenti che vengono consumate durante questi conciliaboli.
È uno dei combattenti con armi pesanti delle Fiere assieme a Eva (Volpe) con cui spesso gareggia e tiene il conto di nemici abbattuti, punzecchiandosi a vicenda.