Lettere perdute I

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Giorno Decimo Ottavo della Luna di Kainus Yano

Cara Maryon,

non sono neanche tre lune che me ne sono andata dalla carovana e già mi ritrovo qui a scriverti… sinceramente credevo che avrei resistito un po’ di più!

Se ti raccontassi tutto ciò che mi è successo in così poco tempo non mi crederesti! Ti dico solo che adesso faccio parte di una compagnia (Pupoljaka… forse hai sentito parlare dei guai in cui già ci siamo cacciati… prega anche tu Sirio acciocché tutto si sistemi…) e che insieme abbiamo già attraversato tutto l’oriente!

Nel nostro viaggio abbiamo incontrato non sai quante persone, ma una in particolare ma ha colpito: è una alemarita e si chiama Yelena… appena l’ho vista mi ha ricordato Katarina… ti ricordi quante volte mi dicevi che dovevo andare a giocare con lei ed i suoi amici?… mi dicevi che la sua compagnia mi avrebbe fatto bene e che forse stando con lei sarei riuscita a cambiare me stesa ed  il mio destino… mi sono ricordata di queste parole in un sogno che ho fatto stanotte, ho rivisto gli occhi lucidi con i quali pronunciavi queste parole, ho sentito nuovamente la tua mano accarezzarmi i capelli dolcemente… non mi hai mai detto cosa intendevi con quelle parole, chissà, forse Sirio ti ha svelato qualche particolare del mio passato o del mio futuro, qualche dettaglio che non so per quale motivo non hai mai voluto rivelarmi…

Col passare degli anni smettesti di dirmi quelle parole… forse col mio atteggiamento finii col prosciugare ogni tua speranza di un mio cambiamento… vedendo Yelena ho capito come avresti voluto che io diventassi, forse, nonostante i tuoi insegnamenti su Sirio, l’unica cosa che ti interessava veramente era che io fossi allegra, spensierata e che sapessi divertirmi insieme ai miei coetanei…

Ma perché non mi è mai riuscito? Perché ogni volta che i bambini mi dicevano di andar a giocare con loro ero più attratta dall’ombra della foresta più vicina? Perché mi è sempre piaciuto così tanto riuscire a camminare talmente in silenzio da arrivare alle spalle degli animali che pullulavano nei boschi senza che se ne accorgessero?

Sei stata una brava “mamma” Maryon ma evidentemente neanche tu sei in grado di cambiare il destino… forse era semplicemente scritto che io diventassi così, forse era scritto in quel foglio sporco che mi ritrovasti addosso la prima volta che ci siamo incontrate… più ci penso e più odio il mio nome, più ci peno e più mi viene voglia di strapparlo quel foglio… ma perché non ci riesco? Perché quando sono intenzionata a farlo in mille pezzi l’unica cosa a cui riesco a pensare è a chi posso chiedere qualche informazione a riguardo? E perché ci sto pensando anche ora, mentre ti scrivo questa lettera?

Come vorrei che tu mi dessi delle risposte ad almeno qualcuna di queste domande! O forse sarebbe semplicemente troppo facile saperle così, forse è come hai sempre detto tu, che uno se le deve sudare le risposte alle proprie domande… beh, non ho paura di sudare e questo lo sai bene Maryon! Appena la questione con Sathor si sarà appianata ricomincerò la ricerca del mio passato…

Spero che questa lettera ti arrivi, l’ho consegnata ad una carovana i cui membri mi hanno detto che sarebbero passati nel luogo dove solitamente facevamo sosta in questo periodo… comunque se non ti arriva, ti racconterò tutto non appena ci rivedremo di persona…

Ti mando un grande bacio, quello sono sicura che ti arriverà!

                                                                                        Izzie

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