Lezioni di Anatomia, Anno 13°

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Non era ancora giunta l’alba e la giovane Miralys si alzò dal proprio letto.
 Aveva quattordici anni ma ogni mattina sapeva di doversi svegliare a quell’ora per aiutare il padre in uno dei lavori più in voga in tutte le regioni di Arath: il Boia. scostò le coperte e si mise seduta mettendosi le sue scarpine di lana e la vestaglia della madre ormai piena di buchi a causa delle tarme. Purtroppo sua madre era morta di una strana morte in Arath: la morte per malattia. La piccola fanciulla non sapeva bene come ci si occupasse di una casa e prima che quei buchi apparissero non era a conoscenza delle tarme, delle maledettissime farfalline che avevano infestato il suo baule ben tre estati prima mangiando ogni suo abito invernale anche la vestaglia.
 L’unica consolazione era il fatto che fosse cresciuta e gli abiti mangiati le stavano ormai stretti. Si avviò al piano sottostante dove il fuoco nel camino si era ormai spento. Prese della legna, l’esca e l’acciarino accese il fuoco con abilità e lo alimentò con qualche piccolo ceppo per poi cuocere su una padella due uova fritte e un pezzo di pancetta, talmente magro e rinsecchito che poteva sembrare carne secca. Finito di cuocerlo riversò su una scodella il contenuto e lo posò sul tavolo con accanto un cucchiaio.
 Si avvicinò di nuovo al camino il cui fuoco cominciava a ingrossarsi; mise un paiolo pieno di acqua sopra di esso, poi  uscì di casa, rabbrividendo dal freddo, avviandosi all’orticello per prendere qualche verdura, per poi andare sul retro dove munse la capra che avevano preso all’asta dei beni di un giustiziato.
Fatto questo rientrò in casa dove trovò suo padre seduto sulla sedia sveglio e vestito di tutto punto.
 Era un uomo grande, grosso e calvo con una cicatrice che gli andava sopra l’occhio destro, azzurro per la cecità mentre l’altro era nero, lucido e sempre all’erta. Avrebbe avuto l’aspetto più terribile di ogni altro boia se non fosse stato per la larga bocca sempre pronta al sorriso, con denti sani e chiari. L’occhio color inchiostro brillò alla vista della sua bambina.

– Mira! Ben alzata! Oggi mi aspetta un’altra mattinata di lavoro interessante!! All’alba c’è l’impiccagione del bracconiere Hadolf, all’ora di pranzo c’è la decapitazione del tagliagole Caius e stasera avremo uno spettacolo pirotecnico da offrire con la messa al rogo di Luterzia che ha avvelenato la nuora e da preparare il patibolo per domani mattina…pensavo di metterci quella strana polvere che ho comprato da quel ratkin due lune fa. Se Nevyn ti lasciasse un po’ libera potresti venire ad assistere ed aiutarmi. Così potresti annotare tutto sul tuo libricino!!! Su, siediti accanto a me, e facciamo colazione!!. –

La fanciulla scosse la testa rassegnata per poi sorridere al padre. Un boia, il migliore secondo lei. Non era uno di quelli che faceva il suo lavoro perché doveva farlo o per sete di sangue…ma per amore del lavoro stesso. Non era come i soliti boia che prendono una sedia, poi un cappio e impiccano il condannato lì per lì. Lui costruiva per ognuno un patibolo diverso e per ognuno di loro creava qualcosa di speciale. Era la mano che compiva la “giustizia” e credeva di dover qualcosa a quelle persone o almeno il diritto di essere ricordata per una morte esemplare. La gente non andava a veder giustiziare uno dei tanti delinquenti, no, veniva a vedere lo spettacolo e i modi diversi in cui morivano i condannati.
Una volta per il rogo di Otto Quant gli aveva cosparso i capelli di olio infiammabile e poi aveva acceso il fuoco prima dai capelli per poi andare su tutto il resto del corpo. Arrivato al piccolo mucchio di legno ai piedi di questo, c’era stata una piccola esplosione, sprigionando tante luci colorate e così anche i pezzi del malcapitato.
 Uno spettacolo mai visto prima a cui, quelli che non si erano ritirati vomitando, avevano applaudito. Ma stavolta la polverina l’avrebbe usata meglio di sicuro. Bevve il latte di capra e andò a prepararsi per la giornata che aveva da venire, una delle sue normalissime giornate. Di solito la mattina aiutava il padre ad allestire la forca, il pomeriggio alle faccende di casa per poi aiutare Nevyn in negozio dove rimaneva anche la sera, quando faceva lezione ai pochi ragazzi che venivano ad ascoltare i suoi precetti.
Da due anni avevano incominciato le lezioni di Anatomia animale, dopo che le aveva insegnato a riconoscere le piante officinali e in che modo seguire la via in Sirio. Ma quel giorno era tra i più importanti: gli avrebbe insegnato anatomia umana. Entrò nella capanna in cui Nevyn abitava e in cui aveva allestito il suo negozio di erbe. Ad aspettarlo erano in tre, un giovane di qualche anno più grande di lei che era rimasto zoppo a causa di una caccia al cinghiale e un altro dall’aspetto malaticcio. Era l’unica fanciulla e non molti seguivano gli insegnamenti di Nevyn. Erano cose da mollacchiosi e per chi non era abbastanza abile per combattere. Quale rude stupidità albergava nelle genti di Arath!! Che spreco di menti lucide e pensanti! Ma tutto ciò era dovuto allo stolto che sedeva sullo scranno di Arath, corrotti Nobilotti capaci solo a mangiare, ingrassare ed ad essere adulati. Era giovane ma già erano chiare le cose ai suoi occhi. In tutte quelle morti di cui il padre era la mano,  era palese l’attuazione del volere di quella classe nobiliare di abusi e potere, che traeva divertimento dalla morte di quelle persone. Era convinta che solo pochi dei condannati avessero realmente meritato la condanna. Ma quella era la vita in Arath, la sua vita e forse il padre con il suo operato la rendeva meglio di come poteva essere. Miralys si riscosse dai suoi pensieri ed entrò nel negozio. Il vecchio li accolse allegramente, con le mani che quasi tremavano dall’euforia, vestito di una tunica bianca e un grembiule.

– Bene, miei allievi. Venite pure con me sul retro, oggi abbiamo un ospite interessante!! –

I ragazzi seguirono l’anziano fino a giungere in una stanza dallo strano odore. Al centro vi era un tavolo coperto da un telo bianco e con sopra un cadavere. Era completamente nudo, con gli occhi chiusi e intorno al collo aveva grandi lividi viola così come in tutto il corpo. Quello sul collo il segno della corda, lei stessa ne aveva tolto il cappio, il resto la violenza delle guardie in cella. Accanto al tavolo vi era un carrello su cui c’era un catino poggiato dove, immerse in un liquido trasparente e dall’odore pungente, vi erano un piccolo coltello, una piccola sega, scalpelli, martelli e un attrezzo strano, che non aveva mai visto.

– Bene, ecco l’ospite. Questo è Hadolf. Gentilmente il boia Rockraven ci ha concesso di studiare il corpo dato che nessuno lo ha reclamato per la sepoltura. Meglio, sarà utile per la via della conoscenza che vi state apprendendo a seguire, miei giovani accoliti. Bene, avvicinatevi.-

Miralys fu la prima ad avvicinarsi senza timore. Quante volte aveva aiutato il padre a togliere gli attrezzi della morte dai cadaveri lordando di quel sangue le sue stesse mani. Aveva assistito ad ogni “ spettacolo” che così tanto allietavano gli Arathiani. Lei non temeva più tutto ciò ma neanche veniva inebriata da quelli spettacoli. L’unico modo per sopravvivere a certe cose era essere freddi, distanti.

Oh, Mira, vedo dai tuoi occhi che vuoi essere ben più che una semplice osservatrice….bene, vieni qui. –

L’accolita annuì e si guardò intorno. i suoi compagni di studio erano sbiancati ed entrambi avevano portato la mano al viso nel vano tentativo di ripararsi dal fetore del corpo morto; la fanciulla rigirò lo sguardo verso il maestro e poi verso il cadavere, per poi porsi accanto a Nevyn e agli strumenti del cerusico.

– Bene Miralys per prima cosa prendi il bisturi, si ecco brava il coltello fine. Suvvia Armand, Augustus, avvicinatevi o non vedrete nulla!!! Bene Mira, ora incidi da dove sporge questo osso fino alla fine della cassa toracica. –

La fanciulla fece l’incisione con mano ferma, sotto la supervisione di Nevyn.

– Proprio così, perfetto. Ora lascia che faccia io, non è un lavoro né tanto pulito nè facile. –

Nevyn prese il posto della fanciulla mentre questa guardava attenta ogni movimento del maestro. Con gesti rapidi e sicuri aprì la cassa toracica rompendo l’osso dello sterno in modo tale da poter vedere gli organi interni.

– Bene, ora userò un ritrovato creato da me stesso. Si chiama divaricatore. Come sapete le ossa hanno le loro posizioni e non è facile arrivare agli organi interni. Per fare ciò è possibile usare questa piccola griglia con questo piccolo arnese che può spostare i tessuti e mantenere le ossa un po’ discostate. Serve soprattutto per i tessuti che tenderebbero ad afflosciarsi non permettendoci la visuale. Bene, questo va posto…-

La giovane arathiana osservava attenta ogni movimento, da quando l’aveva inserito tra i tessuti a quando aveva usato quella rudimentale manovella per allargare il campo visivo. Interessate oggetto per permettere lo studio.
La lezione durò per ore, ormai era notte tarda e mentre gli altri allievi erano tornati a casa nauseati, Miralys era rimasta col maestro, aiutandolo a ricucire il malcapitato.

– Bene Mira, così. È stato utile per la conoscenza ma è giusto, per quanto sia un condannato, rispettare le sue spoglie. Direi che qualunque reato abbia commesso, ha ripagato la sua colpa o almeno, è giusto che l’occhio di Sirio lo guidi al suo destino, dopo che tanto ci ha donato. Si, punti piccoli e uno vicino all’altro, perfetto. Ora che abbiamo finito, prendi i miei unguenti rituali dalla vetrina. –

Miralys si mosse silenziosamente verso la vetrina chiusa a chiave. Lì c’erano gli unguenti più importanti, quelli che lui consacrava a Sirio. Nevyn cominciò ad ungere il corpo con quell’unguento dal profumo dolce ed intenso, cantando una litania e disegnando dei simboli sopra l’uomo, raffiguranti l’occhio onnisciente. Miralys cantò insieme a lui la litania guardando i movimenti circolari, seguendo la voce che cambiava di tono.

– Che Sirio ti guidi al tuo destino –

Pose sulla fronte il simbolo del terzo occhio, l’occhio che guida, che tutto vede.

Bene, Miralys. Questo è bene farlo, se senti che una anima ne ha bisogno, se senti di poter dare a quell’anima la tua benedizione. –

La fanciulla strabuzzò gli occhi, per poi abbassare lo sguardo al pavimento.

Non mi sento degna di essere io a benedire gli altri, maestro. Come posso io benedire i loro corpi se io stessa li aiuto a portarli alla morte? Quale benedizione può dare la figlia di un boia? –

Nevyn rimase ad osservarla per qualche istante assorto nei suoi pensieri.

– Ricordati. Tu sei Miralys Rockraven, non solo la figlia del boia. Sei un’accolita dell’occhio onnisciente e ciò che fai è aiutare tuo padre, mia cara. –

Miralys alzò lo sguardo, facendo un sorriso storto.

Si, ecco come indorarmi la pillola. Mi parlate sempre chiaro, fatelo anche adesso o lo farò io. Ogni giorno lordo le mie mani del loro sangue, non faccio nulla per evitare loro qualcosa. –

Nevyn guardò l’accolita, divertito. Che fanciulla dalla mente brutale. Una mente Arathiana.

– Le tue mani si sporcano, ma sono altre mani che pagheranno per queste scelte, sappilo. Non è la mano del boia a compiere il peggiore dei delitti, ma è il nobile che gli ordina di farlo. Non nego che la mano che compie il gesto è quella su cui, agli occhi di tutti, ricade la colpa, ma…un boia senza il volere del suo podestà, nulla può compiere. –

La giovane scosse la testa in senso di diniego.

Oh beh, questo è certo. In Arath è un lavoro come un altro. Forse uno dei più redditizi. Ma credo sia anche una cosa che segna la tua vita per sempre, maestro, non solo a chi lo fa, ma anche a chi gli sta intorno. –

Miralys aveva usato un tono sarcastico, duro e tagliente. Il sacerdote guardò dritta negli occhi la giovane accolita. Sotto la scorza dura, quella ragazza era sempre così arrabbiata. Tratteneva molte delle cose che provava e quello che a lui diceva era solo una piccolissima parte di quello che in realtà aveva da dire.

Ricorda Mira. Sei tu a decidere in che modo un’esperienza ti può segnare, se nel bene o nel male. Non esistono coincidenze. Le cose non accadono senza motivazione; sta a noi, al nostro discernimento, a fare in modo che certe cose ci tocchino o meno, ci segnino come spade o, semplicemente, scorrano via come l’acqua del fiume. Non è giusto lamentarsi di ciò che si ha o no. Ognuno ha quello che ha, né più né meno. –

Miralys Si passò una mano tra i folti e scomposti capelli, che ricadevano in morbide linee sulle spalle. Gli occhi nocciola, stretti in una espressione dura, guardarono il maestro.

– Non mi avete intesa, maestro. Ciò che dite è giusto ma ancora non ne vedo i risultati se non che sono più cinica e fredda dei miei coetanei. –

– Beh, questo già è un’ottima cosa per un cerusico. Poi per ora non vedi quello che c’è oltre perché non guardi bene. Non guardare solo ciò che è davanti ma anche ciò che viene dopo. Ma il cammino della conoscenza è lungo e ancora c’è tempo per imparare. –

Miralys si guardò le mani pallide, macchiate di sangue. Come i corpi freddi e pallidi che vedeva tutti giorni.

Spero solo…di averlo, quel tempo. –

Il maestro non rispose a quell’interrogativo lasciato al fato. Ancora la fanciulla era giovane e non capiva. Un’altra volta gli avrebbe spiegato, un altro giorno avrebbe compreso. Pose un lenzuolo di lino sopra il cadavere per poi passare uno straccio bianco bagnato alla giovane, per pulirsi le mani. La lezione per quel giorno era finita, ma altre ne avrebbe avute per tutta vita.

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Commenti

commenti

14 comments

  1. La prima parte di questo pezzo è praticamente il primo bg che abbia mai fatto di Mira.
    Ci sono taaaante modifiche, anche perchè le cose si sono definite meglio con il tempo:P

  2. Direi che è proprio bellino assai!!!!
    (Però c’è qualche errore di battitura di tanto in tanto, maledetta!!!)

    Certo che Miralys che studia da medico legale mi mancava proprio, all’appello… com’è arathiana inside…

  3. in effetti……….

    c’erano pezzi che ho cancellato, riscritto ed erano rimasti i rimasugli…..e manco pochi….
    beh, ora dovrebbe essere quasi a posto 😛

    Comunque Mira è partita come medico…è per quello che ha trattare ferite. :P( anche se solo di I)

  4. il titolo:”lezione di anatomia…”continua a portare sempre di più acqua al mio mulino….
    nevyn è pedofilo!!!!

    menco

  5. Non male davvero!

    interessante soprattutto xchè mi ha fatto attraversare vari stadi di umore durante la lettura…
    sono partito dal:

    “..mi fanno sempre tenerezza le tristi storie dei barbon… ehm..della gente comune…sniff…mi ricorda la storia della piccola pastorella” (Misha)

    per passare al:
    “…oddio.. ma che è?? Un macellaio creativo!?! Oppure un genio incompreso…lo Spielberg delle esecuzioni…” (Fabio)

    e ancora al:
    ” Oma allora Nevyn è davvero un PEDOFILO!!!!” (Misha e Fabio)

    e poi al:
    “è davvero ammirevole il suo impegno e la costanza nello studio, a quell’età non è certo la fede in un dio a spingere una ragazzina a sacrificarsi tanto x la conoscenza” (Misha)

    per finire con:
    “incredibile come una ragazzina abbia saputo reagire agli orrori che la vita le ha messo davanti… certo che però non deve essere facile x lei… ci sono pesi che uno si porta nel cuore per tutta la vita… chissà se ci saranno gioie in grado di controbilanciare tali pesi…” (Fabio)

  6. che nevyn è un pedofilo oramai è appurato ( lo vedi quello piccola mira? si chiama rigor mortis e alle donne piace;P) cmq gran bel racconto anche se mi ha spiazzato i modi tanto “creativi” nelle condanne!

  7. Che sangue freddo per una ragazzina! Sono sempre più curiosa di conoscere l’intera storia di Miralys. Uff, qui sono l’unica che non fa il vostro gdr, sono ignorante!!!!

  8. beh… effettivamente queste racconti per chi non conosce l’ambientazione è un pò un dramma capirli!;) cmq se ti interessa abbiama stampato l’ambientazione di whanel:P

  9. Misha/Fabio (in riferimento agli ultimi pensieri): ricorda, fratello. La sfiga è per sempre!

    Tutti: Ma certo che Nevyn è pedofilo!!! Ma, scusate, c’erano ancora dei dubbi? Pedofilo e anche un po’ necrofilo, diciamocelo!!!

    Eli: non ti preoccupare, ti diamo tutte le delucidazioni che vuoi… 😀 tanto, fra tutti, non abbiamo una cippa da fare! (Dahal, STUDIA!!!) Tu chiedi e ti sarà dato…

  10. [quote=”Lipsak”]Misha/Fabio (in riferimento agli ultimi pensieri): ricorda, fratello. La sfiga è per sempre![/quote]

    Ma non era “un diamante è x sempre”???
    aaaah… capisco… abbiamo la sfida De Beers!!!

  11. Beh, una risposta a tutti:

    Se fosse pedofilo, lo farei capire subito 😛

    O forse è più vicino alla pedofilia Greca, come quella che c’è tra un maestro e il discepolo.

    Magari gli piaccioni i maschi e non le femmine 😛
    Cosa vi dice che Miralys non sia la sua preferita per una relazione platonica e uno degli altri due accoliti magari è il suo vero amante? 😀
    O forse…non lo è nessuno, chissà.
    Magari ha trovato la sua bella e
    ancora non ve l’ho presentata 😛
    Mi scuso per il grande sangue freddo che ha la piccola quattordicenne ma è un pò come i simpson quando guardano grattachecca e fichetto…diventano insensibili alla violenza…
    MA forse….la sensibilità verrà fuori tutta insieme….;)

  12. Ottimo, direi un esemplare taglio a Y, mancavano solo il bilancino per gli organi e il filo per la ricucitura… una dissezione con i fiocchi! Miralys resterà sempre la mia anatomo-patologa preferita!

  13. purtroppo, non anatomia… :p

    ma CSI si!!!

    Ero scesa in particolari…ma poi mi so no limitata…non volevo fare strafalcioni di fronte a un dottore!!!!;)
    poi…meglio evitare certi particolariii!!!

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