Una notte passata in bianco, come da bambini. Ma questa volta non raccontavano storie di guerrieri, contadini o mostri né cercando messaggi nascosti leggendo le prime lettere di ogni pagina di un libro. Questa volta, fu molto più lunga, intensa, atroce, piena di risate ma anche di pianti, soffocati alla luce di un ormai morto falò.
Cosa che non li fece desistere dal restare insieme ore e ore, incuranti del sonno e del peso di quella lunga giornata, a parlare ancora e ancora, a guardarsi negli occhi e a ricevere quei suoi abbracci che da molto non sentiva più stringere attorno a sé. E stringeva, col terrore che svanisse da un momento all’altro.
Come biasimarla, d’altronde. Ha passato più di dieci anni a cercarlo, con la convinzione che ancora camminava su questa terra, mentre lui invece ignorava completamente fosse viva, con la morsa del senso di colpa stretta in gola, ogni volta che volgeva lo sguardo al passato, a quella dannata battaglia, a quella dannata freccia.
In pochi istanti, tutto si è ribaltato. Sono qui, insieme, legati probabilmente dal destino, invincibili contro tutto e tutti, nati e cresciuti combattenti, tutto per arrivare a questo momento.
Diede un ultimo bacio a Rhose, posando le labbra appena sulla sua fronte. Avrebbero dormito poche ore, prima d’esser svegliati dalle preghiere di Balthazar, dalle cantilene di Sigrun e da quel suo amico ubriacone inginocchiato tra le sacche in cerca di birra per la colazione.
In un attimo, raggiunse la sua branda per coricarsi. Avrebbe dovuto anche lui, ma restò sognante ad occhi aperti, immaginando i mille momenti che avrebbero potuto condividere assieme per recuperare il tempo mai concesso dal fato. Vomitevole.
Lascia che ti culli anche questa notte, mio dolce cavaliere. Una lenta ninnananna che faccia sprofondare tutto nell’oblio, una fitta tenebra per annebbiare ogni pensiero, una ragnatela per imprigionare ogni tuo ricordo.
Abbandonati alla furia, la cieca rabbia che più ti contraddistingue in battaglia. La migliore delle battaglie ti attende, nutri il ferro col sangue e canta la mia ira.
