Nei Boschi di Eisenstein

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I rumori del bosco erano rilassanti, finalmente non era circondata da gente folle che dipingeva maiali o prendeva misteriosamente fuoco. C’erano solo uno sbuffare incessante e un piagnucolio noioso a distrarla dai suoi calcoli
–       Nebel!- si voltò perdendo il segno sul libro – Si può sapere cosa cavolo sbuffi?!?-
Alla parola “cavolo” cadde una pigna e tutti si paralizzarono dal terrore per alcuni secondi, poi, non vedendo budella, ripresero a camminare come se nulla fosse.
–       Bhe….- Il cavaliere calciò un sasso – Oggi sarebbe il mio compleanno…-
–       Brava!- Urania fece un unico puntiglioso applauso – È il compleanno del povero Nebel e tu ci porti in giro per i boschi dimenticati dagli astri per…per?-
–       Ho deciso, amati e fedeli compagni di ventura,- Hildegard assunse quella posa epica che faceva diventare lo sguardo di Urania piatto
–        Che è arrivato, per me, il tempo di assumere un famiglio!-
–       Assumere?- Nicolas alzò il naso dalla mappa – Perchè non si evoca?cioè i maghi veri non evocano i famigli?-
–       “I maghi veri non evocano i famigli?”- la maga gli fece il verso con la mano – Ehm………no.-
–       Pff…menti?- Urania la punse con le pupille
–       Si.-
–       Ecco. Quindi?andiamo all’ufficio collegamento schifi volanti?-
–       Bhe, amata cugina,- Era più ruffiana del solito – Inizialmente pensavo ad un boscaiolo Gardanita..-
Nebel la fissò alcuni secondi vacui
–       Ma un boscaiolo Gardanita non è un famiglio!-
–       Bhe…dipende…da cosa ci dev…-
–       HILDEGARD!- di nuovo una puntura di pupille
–       Bhe sono di bell’aspetto, stupidi come le zampogne e ti aprono i barattoli…e prendo il libri in alto!-
–       Ma un famiglio non deve essere una cosa carina e che vola?- Nebel la guardò sognante
–       Chiedi a Vladilena!- disse Nicolas ridendo, poi presagì il dolore dello spadone dell’Öbermarschall e smise subito guardandosi le spalle.
–       Io credo,- Urania si avvicinò all’orecchio della cugina – che parlasse di Caroline..-
–       Ehi!- il cavaliere le guardò che sghignazzavano da brave galline – Vi ho sentito!-
–       Si si Nebbio…insegui le farfalle…dicevo, alla fine ho trovato l’animale adatto.-
–       Da assumere…-
–       Si Nic…un drago rosso!-
Il gruppo si fermò e Urania strinse l’alabarda
–       Ma che sei scema?!? Stiamo andando a casa di un drago rosso?!?-
–       Caverna, cugina…-
–       Tuo padre ha messo nelle tette quello che avrebbe dovuto metterti nel cervello!-
–       Stiamo calmi!- Hildegard estrasse, spocchiosa, un foglietto dal bustino – Secondo i miei calcoli, se Fieran è una lucertola, quindi dai 20 ai 25 centimetri, i draghi rossi saranno al massimo 15 o 20 centimetri..gli ho già preparato un lettino e una ciotolina- la maga mimava con le dita la carineria dei suppellettilini del suo famiglio – E, ovviamente, un fiocchetto!-
–       Io…ma…io…non ho parole! In un bosco con mia cugina a parlare di di roba di 20 centimetri!! Mi sembra di essere tornata a quando andavi all’accademia militare!-
–       Ah….- Nicolas chiuse il libro e si mise a seguire la scena divertito
–       Allora!- la maga indicò una caverna – siamo arrivati, non mi fate fare brutta figura!-

Davanti alla grotta lugubre, un vecchio allampanato sedeva dietro un banchetto
–       Vende limonate?- Nebel si avvicinò – Buon uomo salve. La mia amica, insomma, oggi nemmeno tanto, sapete sono cavaliere non posso mentire, stava cercando una bestiola che vive qui dentro..ne sa nulla?-
Il vecchio lo gurdò vacuo ed emise un sibilo
–       Si…MI SENTE SIGNORE? SI CERCAVA IL DRAGO?-

Nicolas osservava l’uomo da un pò. Ad una prima analisi avrebbe detto che era un morto rianimato, poi si pulì gli occhiali e vide chiaramente che era un morto rianimato. Allora, cercando di dissimulare il terrore, tiracchiò la mantella di Nebel
–       Ehm..nebel.-
–       Un Attimo Nic, sto parlando col signore.-
–       Ecco…si..a proposito del signore…-

Hildegard si era tuffata nella caverna, seguita dalla cugina che continuava ad infamarla.
–       È anche il compleanno del povero Nebel!-
–       Ho capito ma…ouch!- inciampò in qualcosa e rovinò a terra – Aia Scheiße!-
–       Parla ammodo!-
–       Ma che cacchio…tho, guarda bella armatura d’oro…regaliamola a Nebbio!-
–       Che ci fa qui dentro una roba del genere?-
–       I draghi accumulano i tesori…- rispose la maga scocciata
–       Si, strega, ma se questo drago è di 25 centimetri come ha portato una roba simile qui dentro?-
Hildegard si appuggiò alla parete fredda e umida per levarsi dei sassetti che le erano finiti nello stivale
–       Non lo so, avrà chiesto aiuto a…-
Urania sbiancò. La parete era fredda, umida e molliccia, molliccia come una gengiva, una gengiva da cui uscivano delle stalattiti, proprio uguali a dei denti….

–       AAAAAAAH! Che schifo levamelo!- Nebel cercava di colpire solo il cadavere che stava strozzando il povero Nicolas, ma il cerusico continjava a muoversi per lo schifo, poi il cavaliere assestò un colpo d’ascia e Nic si trovò coperto di interiora non morte, con la mano del vecchio ancora attaccata al collo.
–       Che schifo, nebel, ma bel colpo…mirato?-
–       Eee…un pò a caso…-
–       Mmm, bene a sapersi, magari la prossima volta ricordati che il cerusico sono io…-
Un’esplosione vomitò urania e Hildegard fuori dalla caverna.
–       Hildegard!?!- Nebel si copriva con le asce
–       CORRETE!!!-

Corsero a perdifiato per quelle che a loro sembrarono ore, inseguiti da un enorme drago rosso telepate che li insultava per essere entrati senza bussate mentre dormiva beato. Si nascosero per quattro ore i in un cespuglio, finchè il drago, annoiato, non si stufò.

-Hildegard, di grazia…- Nebel teneva ferma Urania per evitare che la sbranasse – Che cacchio di calcoli hai fatto?-
– Mi sono anche fatta aiutare!-
-e da chi?!-
– Quella guardia carina… Lo spilungone!-
– PAUL?!?-
– Si! Bravo!-
-PAUL “IO NON CREDO ALLA MATEMATICA”??-
-si?-
-Era anche il mio compleanno!-
– Mamma mia, che piagnucolio! Primo è stato fichissimo…-
– Ti. Ammazzo.- Urania stringeva l’alabarda
– secondo…si può sapere come cavolo,- alla parola cavolo uno scoiattolo fece cadere una ghianda e tutti si paralizzarono, poi, mon vedendo sangue, hildegard riprese – fai a sapere che oggi è il tuo compleanno?? Non ti ricordi nulla!-
– ..Ho scelto a caso…-
– Proprio il giorno del famiglio?-
– Vabbè era un giorno come un altro!-
– scusa,- Nicolas prese parola – non si può fare domani?-

Nebel si illuminò e Hildegard sbiancò
–       Che succede domani?-
–       Ecco ehm….vedete…un vero mago dovrebbe avere una cavalcatura adeguata…-
–       E?- urania affilava l’alabarda con un sasso
–       C’è un tizio a nord…che vende dei cavallini carini…-
–       Che cavalli sono, Hildegard?-
–       Normali…carini…mi pare si chiamino…. Incubi…-

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