Gli incubi di Katrinalea – II

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– Nooo, Ullian, non farlo!!! Non accettare!!!
– Mi dispiace, Katrinalea, ma la mia parola è una sola…
– NOOOOOOOOOOOOO, cretino, manda me! Te non sai reggere in mano nemmeno un ferro da calza!!! Non puoi vincere in un duello contro quella carogna sathoriana!
– Mia cara, sono spiacente, ma ormai ho accettato…

Katrinalea si aggrappava al bavero dell’ampia giacca del marito come se lo volesse strozzare. – Ma brutto idiota, non capisci che quello ti massacrerà? Manda me, manda ME, almeno qualche speranza di sopravvivenza ce l’abbiamo!
Ma Ullian non ne voleva sapere, e rimaneva serafico e impassibile dinanzi alla sua sconvolta e alterata consorte. Poco distante, Viligelmo Longini se ne stava dritto e impassibile come un fuso, scrocchiandosi le mani e togliendosi lentamente i guanti, che venivano riposti con silenziosa devozione da Ludovico Guastardo.
– No, Katrinalea, quando dico no è no… e poi kraliević Longini mi ha dato la possibilità di scegliere le condizioni del duello… Il posto e l’ora… ovvero qui e adesso… e anche la modalità di combattimento…
– …e tu che accidenti avresti scelto, che a malapena reggi in mano una forchetta?
– Elementare, Katrinalea… IL SUMO!

Con un unico fluido movimento, Ullian si scrollò di dosso la giacca e apparve in tutta la sua rotondità avvolto unicamente da un panno rosso fuoco intorno alle pudenda. All’unisono, con uno scrollone delle muscolose spalle, anche il corpo liscio fino a sembrar unto del bel Viligelmo brillò alla luna piena, anch’esso coperto solo da un mawashi (1) nero con borchie dorate simili a monete. Nel frattempo, Ludovico Guastardo tracciava il dohyo (2) (un po’ uncinato per via dell’andatura zoppa del sathoriano) intorno ai contendenti. Mentre i due sfidanti si fronteggiavano a suon di shiko (3), una versione soave di Estrella con maschera da geisha e kimono a fiori rosa pesca e color ciclamino danzava armoniosamente al centro del dohyo sventolando ventagli colorati, accompagnata dal suono degli shamisen mirabilmente suonati dalla carovana del Papavero al completo…

– AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!!!!!!!!!!!!!!!!!

……….

Katrinalea Goska si svegliò in un bagno di sudore.
Si voltò verso Ullian, addormentato beatamente accanto a lei: egli era seminudo, coperto solo da un panno colorato all’altezza dei fianchi, abbrancato a una ciotola di riso semivuota, con un ventaglio ancora infilato in una narice e un altro che sbucava da non si può dire dove.
– Maledizione, dobbiamo smetterla di rimpinzarci di sushi dopo mezzanotte e poi giocare allo shogun e al suo yakko (4)… questi giochini da Dragoni di Giada non fanno per noi…

NOTE:

(1) Le mutande dei lottatori di sumo, ovviamente.

(2) L’area di combattimento, avevate intuito bene!

(3) Il movimento tipico in cui un lottatore di sumo alza la gambina e poi la lascia cadere distruggendo parte del pavimento.

(4) Servitore, ovviamente. Non sto nemmeno a specificare chi faceva chi.

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