Nel vento

”Ti racconto una storia, quella di una principessa, in attesa del suo principe, il suo cavaliere.Sola e malinconica, attendeva speranzosa. Si palesarono diverse persone, alcune gioiose, altre arrabbiate ma, tutti divennero suoi amici, spalle su cui contare, piangere e compagni con cui scherzare.L’attesa d’incontrare il suo cavaliere ancora persiste ma con loro, il viaggio divenne meno pesante e difficile.Anche nelle scelte difficili, questi amici mai l’abbandonarono o dimenticarono. Mai.Porta questa storia con te mia piccola Principessa.Un giorno, anche il tuo lieto fine arriverà, scaldando il cuore di tutti.”

Cecily era seduta sul letto e mimava ciò che diceva con grandi gesti e mimiche facciali degne di un saltimbanco.

”Ha scritto questa storia il mio amico Allan! Era un cavaliere che uccideva i mostri cattivi! Ero triste, perché dovevo partire, dovevo lasciare tutti e avevo paura, allora lui ha fatto questo per me”.

”E tutto questo in un sogno solo” Un uomo appoggiato alla scrivania ascoltava silenzioso e curioso, commentando solo ora dopo un lunghissimo racconto.

Aveva dei vestiti comodi e un grembiule azzurro, forse il governante di casa.

Di fianco a lui una ragazzina di qualche anno più piccola ascoltava a bocca aperta.

”Ma il drago era blu come nel libro??”

”No era verde!!I draghi sono verdi e le principesse combattono! Te lo dico io!”

”Tuo padre non vuole che dici certe cose!”

”Mordecai non mi sgridava mai!”

Con il broncio si sistemò i capelli lunghi biondi e profumati. Lisciando il vestito lilla si ricompose.

”La vita era difficile e faceva paura ma, ho conosciuto tante persone speciali, che brillavano…come gli astri”

Guardò dei piccoli pezzettini di carta che aveva in mano, andò alla finestra e dicendo poche parole le lasciò volare al vento. Sembravano fiocchi di neve, luci magiche, piume bianche, margheritine profumate. Volarono lontano finché scomparvero nella luce abbagliante dei cieli di Valdemar.

Balthazar stava cavalcando al fianco di Aaron, oramai erano diventati un duo formidabile. Mentre osservava la grande distesa di campi e intravvedeva il villaggio dove erano diretti, qualcosa sfiorò il suo viso e lo prese al volo con la mano. Un piccolo fiore tra le sue forti mani risplendeva come un gioiello. Un sorriso nascosto e tanta nostalgia. Lo mise dentro alla scarsella, come portafortuna di una dama che ha sempre creduto in lui.

Mordecai era intento a leggere un libro, la sua stanza era un castello fatto di appunti e manufatti. Aveva scritto molto e la sua mano doleva. Distese il palmo sulla superficie dello scrittoio per sentire giovamento e allungò il braccio. In quel momento dal lucernario un piuma bianchissima, cominciò danzando a ballare e volteggiare. Lui la osservava con curiosità. La piuma ricadde sul suo mignolo. Che fosse casualità o superstizione, la sua mente andò a lei.

Allan e Sig si stavano allenando come ogni mattina. Non rinunciavano mai a una bella dose di spadate. Stremati e assetati si sedettero ai bordi del campo di addestramento e si misero a bere acqua fresca.

Due piccole coccinelle si avvicinarono con volo lieve e soave. Come per gioco si fermarono vicino all’orecchio di entrambi. ”Ciiiao”

Silenzio. ”Sig hai sentito anche tu la sua vocina?” ”Non sono mica sorda, salutava sempre così ogni volta”. Silenziosi e senza spiegazione, fecero dei lunghi sospiri.

”Mi manca…”

” Manca a tutti, dannata ragazzina…”

Tenendo in mano le coccinelle per poi rilasciarle su albero lì vicino, si sentirono felici. Come se quella cosa appena successa li unisse a tutti coloro che avevano perso lungo il viaggio. Forse alla fine avrebbero riabbracciato tutti davvero.

Anche Vidar e molti altri vissero questi piccoli…episodi. Magia? Mondi paralleli? Superstizione? Non importava.

”Figlie mie è tardi, si va dormire, buonanotte!”Il padre chiuse la porta, la lanterna si allontanò.

”Notte padre”

Tra le coperti tirate fino al mento e un fioca lucina, una testolina si issò dal letto.

”Cecy io ti credo”

”Devi crederci, non è un sogno! E’ stata l’avventura più leggendaria che si sia mai letta!”

”Va bene, allora domani la scriviamo!”

”Bello, brava, ottima idea!!”

Si misero comode, cercando di dormire.

Dopo pochi istanti la testolina riemerse di nuovo.

”Cecy?”

”Eh”

”Ci aggiungiamo che il drago era blu?”

”No era verde!!”

”Mmm va bene, notte”.

E ogni notte sognava qualcosa che avevano vissuto, come se qualcuno volesse non farle dimenticare nulla. Forse era lei stessa nel sogno di qualcun’ altro.

Ma quella piccola creatura era stata per molti un piccolo segno di speranza, di forza e di coraggio.

Viceversa tutti loro erano stati la sua famiglia.

Grazie a tutti voi.