“Semper in itinere, numquam remota”

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Avrebbe voluto esserci per la chiusura del Regio Conclave, lo doveva alla sua corte, che senza dubbio si aspettava di vederla: ed invece, aveva deciso di andare dove c’era bisogno di essere, in mezzo alle insurrezioni del suo popolo, al quale, sopra a chiunque altro, doveva la sua dedizione.

Si era lasciata Vencenslot alle spalle ma più ci pensava e meno ne era preoccupata.

Sir Aiden avrebbe saputo tenere in modo eccelso la corte in sua vece e lady Kaireen non si sarebbe certamente fatta sfuggire nemmeno un dettaglio: un suo resoconto equivaleva ad essere stata lì.

Abigaille avrebbe dispensato il suo solido ottimismo anche nei momenti più bui: con quello si che non poteva competere! Mentre Endimion, poteva metterci la mani sul fuoco, avrebbe sollevato ogni perplessità possibile ed inimmaginabile: Kerumnos poi ci avrebbe certamente messo una pezza, e, col suo fare pacato, avrebbe ricondotto tutti al raziocinio.

In ogni caso, lady Ellis avrebbe saputo moderare i toni: lei ed Ulrich avrebbero placato gli animi dei più ferventi, e se non bastavano, ci avrebbe pensato Brunilde a stemperare la tensione… Codamozza? Beh lui, silenzioso ed isolato, avrebbe partorito uno dei suoi tanti colpi di genio.

E se, nonostante tutto, ingerenze esterne avessero reso necessario menare le mani? Lei era la più temuta tra gli armati di Gardan… o no? Forse un tempo, adesso c’erano le “sue” Zanne: agguerrite, solide e preparate… Evelyn, William, Kylie e Davor uniti erano una potenza che nemmeno lei avrebbe voluto avere contro; con o senza Iglak, che con lei, più di quanto nessun altro potesse mai capire, condivideva l’amore per la libertà.

“Perdonate, voi sareste…?”

La voce dell’attendente, di cui aveva già bellamente scordato il nome, la riportò alla tenda improvvisata a sala concilio: poche miglia la separavano da Vencenslot ma sembrava già un altro mondo.

“Molto divertente, procedi pure, sergente…”

Mentre la guardava con aria interrogativa, il ragazzo tentennò sul da farsi, indeciso sul come agire in seguito: lei si concesse invece qualche altro passo lungo il viale dei ricordi.

Altri dei suoi cortigiani non rivedeva da un po’, o non avrebbe rivisto, per i motivi più disparati: Gwendoline, Sigfried, Fionghall, Vjodlav, Ainar… eppure anche loro, lontani per certi versi in modo irrecuperabile, facevano parte di un unico grande disegno, che travalicava lo spazio ed il tempo.

Erano tutti legati, lei compresa, da un caldo sorriso, una canata feroce, una battaglia impossibile o un ballo festoso: per questo non aveva timore ad allontanarsi.

Era sempre in viaggio ma, grazie a loro, mai lontana.

“Perdonate devo insistere, non potete trattenervi qui senza…” il sergente riprese a parlare petulante e mentre cercava di inquadrarlo meglio, capì: non si era scordata il suo nome, era nuovo, non l’aveva mai visto! Fece per aprire bocca ma ad interrompe il giovane sergente ci pensò un Alan livido di rabbia, giunto nel feudo non più di qualche ora prima.

“Come osi, razza di pivello! Mostra rispetto o ti insegno io le buone maniere: sei innanzi a sua Grazia Lady Logan MacDussel, Frenhines dell’Orsa Bianca, Asso dell’Ordine dei Cavalieri della Spina d’Acciaio, Generale d’Armata del Regno Eterno!”

Il ragazzo si genuflesse subito, prostrato e rosso come un tizzone ardente: titubante cercò lo sguardo della sua Signora, provando a immaginare quale punizione l’avrebbe atteso.

Dal canto suo, Logan si limitò a sollevare le sopracciglia in modo sornione, profondendosi in un semplice quanto laconico “Scoccia…”.

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