dopo…

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Leggero…mi sentivo leggero…ma qualcosa mi impediva di librarmi verso quel sentiero luminoso e bellissimo, cangiante e multicolore, non avevo mai visto qualcosa di più bello…Nemmeno il Doge mi aveva mai colpito così tanto come quel sentiero! Quando sentii una voce chiamare il mio nome mi voltai ed eccola lì… ma come era possibile…. Isabeau?

“Ti stavo aspettando Etienne……”

“Ma tu sei morta ma cherè…? Ah già sono morto anche io parbleu! …”

Isabeau rise: “Sei sempre lo stesso amico mio. Stare qui ad aspettarti almeno mi ha concesso il privilegio di capire alcune cose… Guarda, concentrati, pensa al tuo corpo e le nebbie di diraderanno….”

Improvvisamente mi vidi adagiato privo di vita su quel divano orrendo…come era possibile …era proprio un brutto divano! Cavoli lo avevo fatto sul serio ero stato proprio coraggioso, avevo preso una spada, gli avevo accarezzato la barba e lo avevo salutato …lui non aveva compreso nulla? Oppure aveva capito tutto? Chissà……mi guardava con tenerezza con quei suoi bellissimi occhi scuri, non li scorderò mai come il suo sorriso… Ed ecco c’è anche Artemisa, ma cosa fa? ha invocato un portento, un vero e proprio miracolo ma, ahimè, non c’è più tempo amica mia… Cosa è questo suono? chi grida così sguaiato? Di chi sono queste urla? Ohhhhh…la mia Fey, questa è la sua voce sono le sue urla… lei lo sta chiamando per me, la mia Fey mi è stata fedele anche nella morte…posso osare dire che è stata mia amica? Lo spero!

Eccolo è arrivato è qui..spero di non avergli dato un dispiacere ma questa era la unica soluzione.ma cosa fa…. Mi bacia!….

Piangevo, guardando il riflesso della vita che andava avanti senza più Etienne, ma anche da morto certe cose non sarebbero cambiate mai…mentre Isabeau mi porgeva un fine fazzoletto di pizzo ricamato, etereo quanto inutile!

“Ora dobbiamo solo aspettare il tuo funerale. Hai lasciato detto tutto Etienne?” disse con dolcezza Isabeau

“Si si JeanCloude sa quello che deve sapere..Voglio tornare all’arboreo sofà, te lo rammenti?”

“come potrei dimenticare? Era un luogo bellissimo e quante risate abbiamo fatto seduti su quegli scranni di legno…Ti ricordi quando hai deciso che volevi un tavolo fatto dai nani…povero Jc è impazzito per trovarti un nano vero e per convincerti che aveva scolpito lui il tavolo! E poi la scacchiera di marmo, Etienne…quanto divertimento!!” disse con un sorriso amaro che le solcava il viso

“Vuoi mettere Isabeau? ora c’è quella bellissima scacchiera di marmo a grandezza d’uomo…ti ricordi quanta fatica per trovare i pezzi, meno male che JC mi ha suggerito di non farli ammazzare ogni volta, cosi avrei avuto dei pezzi addestrati e sempre belli…JC sa sempre come accontentarmi…”
D’improvviso un pensiero mi attraversò: “Ma perché tu sei qui Isabeau?”
La donna si concesse qualche secondo prima di rispondere, osservando qualcosa che non riusciva a vedere: “Perché sapevo che mi avresti raggiunta… Ne ero stranamente certa…E volevo essere qui ad accoglierti al momento giusto… Scusami Etienne se ti ho lasciato solo, ma non potevo più vivere…La mia bambina…La mia patria…La cecità che ho dimostrato…Il mio onore calpestato…E per cosa? Sono stata una sciocca Etienne, ho deluso tutti, ma prima ancora me stessa…”

“Vieni qui amica mia, potevi aspettarmi avrei aggiustato tutto assieme te, scusami tu se non ti sono stato vicino, se fossi stato li ti avrei aperto gli occhi, o forse almeno ci avrei provato, io e te siamo sempre stati uniti nella vita da che ci siamo incrociati, non ci siamo più lasciati! Che cosa strana sai, non te lo ho mai detto ma ho sempre pensato che un giorno o l’altro ti avrei sposato, ti avrei ridato il sorriso… ma poi…beh sai la questione di Artemisia….”

Isabeu rise divertita: “Etienne, ora che sei morto il tuo cuore brilla più dei tuoi vestiti… Quando hai deciso di sposare Artemisia ci hai stupito tutti. Per la prima volta abbiamo visto chi sei realmente… Un uomo buono e leale, che rinunciava alla sua felicità per amore….Perchè tu lo amavi, vero?”.

“Con tutto me stesso Isabeau, e pur non potendolo mai avere, io ho fatto tutto quello che potevo per renderlo felice…ma non potevo vivere in quel mondo fatto di tu, dove la gente ti tocca e crede di essere uguale a te e me! Io non sono uguale a loro, l’uguaglianza è assenza di immaginazione!” dissi con voce rabbiosa “Eterna gloria, eterna memoria…Ho fallito Isabeau, nessuno si ricorderò di me!”

“Sciocchino…loro ci vogliono bene – non sai neppure tu quanto – e finchè ce ne vorranno noi saremo immortali…Mi dispiace Etienne, la storia del “TU” e di tutte quelle idee di uguaglianza sono in parte colpa mia, e me ne sento responsabile… Un peso che non mi lascia neppure adesso!”

Lo sguardo di Isabeu si perse lontano, oltre le nebbie, come a cercare qualcosa…Dopo attimi che parvero lunghi una vita riprese “Forse però è meglio così…Io e te rappresentiamo gli echi di un mondo che non c’è più e che, se fossimo stati in vita, avremmo rimpianto o provato a ricreare… Invece credo che le cose debbano andare avanti e che magari andranno avanti meglio così, anche e soprattutto senza due che come noi, forse non si sarebbero mai adattati al cambiamento…”

                                                              ****

“Qui il tempo scorre in modo diverso senza una logica precisa Etienne…. Li vedi? Sono venuti tutti a salutarti… Ma…Cosa ti ha messo tra le mani Jean Claude?”

Etienne piangeva le sue lacrime sembravano diamanti splendenti che svanivano mentre toccavano terra…Etienne stava cambiando, il suo spirito tornava ad un tempo felice e spensierato mentre il suo corpo veniva consumato da quel fuoco che avrebbe purificato tutto …tra le sue mani quell’anello era tornato ad essere ciò che era sempre stato, una fine saliera d’argento! Il volto di un Etienne bambino guardava stupito una Isabeau ringiovanita, fresca come una rosa, quando una voce li interruppe…

“Etienne piccolo mio….”

I due si voltarono. Dietro di loro c’erano una donna molto molto anziana con una parrucca e degli splendidi abiti e una bimba sorridente vestita da cavallerizza che li osservavano, mano nella mano, come aspettandoli su una splendida scala….

Isabeau la riconobbe subito… Quella era la sua bambina, la sua Eve… Ma chi era quella donna che le teneva la manina e la proteggeva?

“GrandMerè, Grandmerè….siete voi nonna!” Disse quello strano Etienne tornato bambino

“Piccolo bricconcello hai preso di nuovo la mia saliera vero? Andiamo su che ci stanno aspettando e sai quando io odi arrivare in ritardo……” poi voltandosi verso la compagna di suo nipote la donna disse: “Dame Isabeau lieta di rivedervi. La vostra gravidanza so che è andata bene e avete una pelle splendida! Sono lieta che abbiate seguito i consigli di vostra madre sulla cura della pelle… Mentre ero qui ho trovato una cosa molto preziosa che credo vi appartenga” disse guardando la bambina …. Ma Isabeau stava già correndo verso la sua piccolina….
Mentre Isabeau abbracciava la sua bambina ricoprendola di baci, la donna sorrideva benevola!

“Andiamo Etienne è tempo di andare piccolo. Ora mi dovrai aiutarei a salire queste scale e dovrai raccontarmi tutto…che avventure hai vissuto questa volta assieme alla tua saliera d’argento? In quali incredibili luoghi ti ha portato? ….Ma guarda, ha qualcosa di strano, è differente… Guarda come brilla…che bella questa scritta cosa dice? Leggimela piccolo mio che non ci vedo bene….”
Il piccolo Etienne orgoliosamente lesse “Ovunque andrai la tua saliera sarà con te”

La nonna sorrideva “E’ vero. La tua saliera Etienne sarà sempre con te e tu sarai sempre con lei, ma si sa alle saliere piace andare e venire come piace a loro…Ma ricorda bisogna lasciare andare per poter un giorno nuovamente accogliere!”

Le risa dei due bimbi rallegravano la scala mentre le donne non li perdevano di vista e piano piano la luce li accolse…
Dall’altra parte era giunta l’oscurità. Il falò era terminato. Rimanevano solo le braci, il buio, il silenzio rotto dal pianto di un uomo che singhiozzava nascosto da solo nel bosco per non farsi sentire dagli altri!

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