Morte alle Spalle

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Un’altra persona camminava assieme alla compagnia Popoliaka.  Si ostinava a stare accanto a Shillark Ala di Corvo, accompagnata solo dal suono delle litanie di Izzie.  Gli occhi della giovane Baba rilucevano umidi e rabbiosi, le labbra strette in una piega rancorosa. Come un fuoco sembrava bruciarle dentro, il fuoco della vendetta. Mai, mai era stato così grande il desiderio di poter combattere in prima linea. La paura era sempre stata compagna, silente e in agguato. Ma… la Morte di Shillark… Zadnja che rischiava di soccombere sotto i colpi dell’orco… quel fuoco si era accesso. Avrebbe voluto gettarsi contro il mostro, andargli incontro, riempirlo di fendenti!

Continuava a camminare la giovane Baba, sempre accanto a quel corpo, con le lacrime che sgorgavano da sole. E arrivarono al tempio.

…………………………………..

Appena gli altri si allontanarono dal corpo lasciando ognuno qualcosa, Yelena si avvicinò con passo deciso. Con fare stizzoso diede un piccolo scappellotto al capo dell’alfiere, per poi parlargli con voce bassa e rabbiosa.

Ma ti sembra questo il modo di fare???

Guarda che figure mi stai facendo fare!

È inaccettabile, inaccettabile! Te ne rendi conto????

Appena oggi, ti ho tatuato il Gas Mazel e te, te ne vai a morire???

E NO! NON TE LO PERMETTO TESTA DI LEGNO DI UNO SHILLARK!

CHI TI CREDI DI ESSERE??? SONO UN ANGELO NERO, BLABLABLA, GRAAANDE ALFIERE! Proprio un grande alfiere, manco un giorno sei durato! ah e pensi di aver concluso qui?? Sei proprio un illuso, ah!

La giovane continuava a dargli piccole botte, impettita dalla rabbia. Il sacerdote aveva detto che era indeciso, ma quale indeciso. Torni o non torni. Anzi, cavolo, torni!

 Su, muoviti, vai a prendere la spada!  prendi e muovi quelle gambe! E il viso! E tutto ecco! Almeno ti posso prendere a schiaffi! Poi se non ti muovi, arriva Malusha e ti seppellisce!

La voce era come tagliente e amareggiata, udibile come bisbigli da più lontano, bisbigli rabbiosi. Pian piano che il corpo non reagiva la giovane Baba si mise a mani conserte sul grembo. Non si era accorta delle mani sporche del sangue dell’alfiere. Alla fine, era naturale, con tutti i fendenti che si era preso…Shillark Ala di Corvo era  morto. Bisognava solo vedere se lo sarebbe rimasto oppure no. Guardò il portafortuna da lei fatto, per augurargli la buona sorte. Proprio buona gliel’aveva augurata.

Oh, io devo andare. Rimarrei, ma se continuo a stare qui senza far niente  ti darei così tante botte da rimandarti dal tuo Urama. Cioè, non che ti ci voglia rimandare, sia ben chiaro! Vado a avvertire Kohorta baba E NON SARà CONTENTA! NONO! Sai come è cattiva Kohorta baba se la fai incazzare? Quindi… scegli bene. Poi… guarda Izzie, è distrutta! Se non torni, il suo dolce visino sarà sempre adombrato dalla tristezza. Su! Fallo almeno per lei. Fallo per chi ha bisogno di te. Per tutti i tuoi compagni, non essere così egoista.

La giovane, con le lacrime che uscivano da sole, estrasse Scaramanzia. La guardò per alcuni istanti  per poi scrollare la testa. La posò accanto al corpo senza vita.

 Non ho fiori da lasciarti, non sono una Pupoljaka… ti lascio Scaramanzia. Riportamela, al più presto. Poi forse, dico forse, potrei riparlarti.

Gli accarezzò appena la fronte e le braccia dove erano tatuati gli occhi del Gas Mazel.

Arrivederci, Shillark  Ala di Corvo. Baba Yelena ti attende.

La Zelena Baba si incamminò lungo la navata, non voltandosi indietro. Sebbene piccole gocce seguissero la sua scia.

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