Zadnja Nada – Ultima speranza II

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–    Tu non dovresti essere con una certa carovana per proteggerla?
–    Non lo so… non ho molte certezze al momento…
–    Non credi che ora che Shillark è morto loro potrebbero aver bisogno di te?
–    Ma tu… come…?
–    L’importante non è come, ma è perché tu ti trovi qui.
–    Perché… sono debole…
–    Se tutti facessimo delle scenate da poppanti per ogni persona cara che perdiamo a quest’ora, avremmo dovuto tutti suicidarsi. La morte è solo l’ultima tappa della vita e bisogna accettarla.
–    Si questo lo so, ma non voglio che qualcuno a me caro perda la vita in questo modo…
–    Se non vuoi che risucceda allora devi essere pronto a tutto.
Senza neanche rendersene conto Zadnja si trovava a due passi e mezzo dal pallido individuo, il quale menò un rapido fendente con la lunga lama ricurva, trapassando ogni difesa del giovane alfiere. Il corpo si fece più pesante che mai, la mente invece leggera ritornò ai primi istanti di cui aveva memoria.

–    Pfui, sei stato fortunato ragazzo, un altro paio di centimetri e non avresti salutato la prossima alba.
–    Ikkaku smettila! Non vedi che è affamato chissà da quanto tempo è che non mangia!
–    Bah arriva qua, non si presenta neanche e ci ruba anche il cibo.
Il ragazzo fece un cenno con il capo come per scusarsi con quella bizzarra coppia, ingollò il pezzo di carne e infine parlò.
–    Avete ragione scusate. Il mio nome è Zadnja, Zadnja Nada. Oltre a questo non ho altre memorie…
–    Zadnja Nada… Che nome strano! Io invece mi chiamo Ophelia, mentre quel brutto antipaticone Ikkaku, ma questo lo avevi capito di sicuro!
Lo spadaccino osservò meglio i due strani individui, la ragazza portava una lunga treccia ed era assorta da una calma invidiabile, il viso adornato da un pacifico sorriso; il compare invece pareva il suo opposto, era pelato con uno strano tatuaggio simile a tre occhi che gli copriva la testa intera, non si fermava un momento e nella cintola c’era un fodero con una lama.
–    Ancora non vi ho ringraziato per il pasto che mi avete dato, se posso fare qualcosa per contraccambiare la vostra gentilezza sarei felice di farlo.
–    Di cosa stai parlando! Forse non lo saprai ma per noi alemariti è un piacere aiutare chi ne ha bisogno, soprattutto ora che si è risvegliato Mac-Craos…
–    Cosa?? Un Principe di Ombramorte? Non era una semplice fola per far impaurire i bambini?
–    Tsk, ma di che pianeta sei tu??
–    È buffo – proseguì la donna – come ti ricordi a malapena chi sei, ma ti ricordi la leggenda del gabbo alemarita…
–    Io… non…

Zadnja non riuscì a finire la frase che un gigantesco troll delle rocce si palesò da quella che sembrava un’innocua stalattite e, imbracciato un tronco sradicato come fosse un randello,  tentò di colpire il membro più indifeso dei tre. Come per automatismo Zadnja estrasse la spada per parare il colpo del gigante riuscendoci per il primo colpo, ma la bestia ne portò subito un altro atterandolo.
Con un balzo lo spadaccino pelato si frappose tra i due contendenti menando dritti e rovesci contro lo sfidante più grande, facendolo indietreggiare di qualche passo.
I colpi ripetuti dell’uomo sembravano non sortire alcun effetto contro la spessa pelle della creatura, era ricoperta ovunque da quella dannata cute dura come la pietra. No, non ovunque.
Lo spadaccino si rese conto che lungo la gola, l’epidermide si assottigliava fino a mostrare la carne della creatura, peccato che la sua gola si trovasse a più di due metri e mezzo.
Nella confusione dello scontro Zadnja era riuscito a ruzzolare dietro le gambe del troll, e dopo essersi alzato, tirò un fendente con tutta la forza che aveva in corpo nella contro articolazione della bestia facendola inginocchiare al suolo. Ikkaku scattò immediatamente sfruttando il momento per saltare addosso al gigante e passargli la gola da parte a parte. La creatura dapprima vacillò per poi crollare esanime a terra con un tonfo sordo.
Lo spadaccino pelato poi si avvicinò a passo lento al suo compagno della battaglia:
–    Sei forse un cretino? Ti avrebbe potuto uccidere, se non sei in grado di poterti difendere per te non fare gesti da eroe!
Zadnja sicuramente non si aspettava delle congratulazioni dall’individuo, ma almeno un grazie credeva di meritarselo; invece il discorso che gli aveva appena fatto lo lasciò sbigottito senza riuscire a rispondere come voleva.


Ici cudoviste.

Vattene mostro.

Si sentì solo, mentre nella tua testa migliaia di voci come un singolo coro ripetevano quelle parole senza significato alle sue orecchie. Non sapeva cosa stesse succedendo nella sua testa, si rese solamente conto di non esser riuscito a trattenere una lacrima, che gli rigò il viso polveroso.
–    Ti sembra il modo per ringraziare l’aiuto di un brat, Ikkaku?
Era Ophelia ora a parlare, la quale sembrava letteralmente scoppiare dalla rabbia.
–    Ma ha cercato di farsi uccidere come un cretino, ti dico!
–    IKKAKU!
–    Ok… ok… non ti agitare… scusa
–     Sarà meglio, Zadnja è tutt’apposto? –    Credo mi sia entrata un po’ di polvere nell’occhio, non è niente… mi dispiace se vi ho fatto preoccupare, mi dispiace. Non so cosa mi sia preso di preciso, mi è venuto tutto così istintivo…
–    Eccolo abbiamo anche l’istintivo ora…
–    Ikkaku ma la vuoi piantare una volta per tutte? Zadnja tranquillo, è andato tutto bene alla fine, anzi ti voglio ringraziare perché mi hai protetta. Ho saputo che tra due lune vi sarà un concilio a Sathor, e saranno presenti tutte le persone più famose d’oriente tra cui Velik e Kohorta Baba! Loro sicuramente potranno far qualcosa per te, che ne dici?
–    Sarebbe magnifico… ti ringrazio.
–    Basta che ci mettiamo il meno possibile- aggiunse Ikkaku – non mi va di viaggiare con persone troppo istintive.

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