Accidere ex una scintilla incendia passim

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Prime ore di un mattino terso e soleggiato, nel campo principale dello Spiantato si sentono già le avvisaglie di un ottimo inizio di giornata. Le urla di Balthazar si sentono anche dai campi delle altre Masnade.

”Che gli Astri mi chiudano questa bocca, sono stato via solo una notte. Ogni volta che vi lascio soli, succede sempre qualcosa!? Perchè avete le facce piene di lividi e i vestiti strappati?”.

I due si guardano: non erano messi poi cosi male…”Ma…Balthasar non è come sembra!”.

”A me sembra che ci siano quattro guardie e più di dieci detenuti nelle tende dei cerusici…”

”Ma nessun morto!” Si difende uno dei due figuri.

”E ci mancavano dei morti! Alla gogna vi metto, disgraziati!”.

”So che non sembra ma, è tutto un grosso equivoco…E’ colpa di Patrick, il secondino di turno, giuro…Giuriamo” Sguardo complice ”Potrai chiedere a lui…Quando si sveglia”.

”E tu Aaron hai qualcosa da aggiungere?”.

”Quello che ha detto Klim, a me fanno solo male la faccia e le costole.”

Versandosi un bicchiere d’acqua, si siede sbuffando. ”Dai sentiamo l’ennesimo racconto mirabolante degli Elite dello Spiantato, veritiero mi raccomando…”

Dopo gli avvenimenti di Soldraco, Balthazar e Aaron avevano deciso di mettere quest’ultimo in una specie di custodia cautelativa per se stesso e per gli altri. A farne le veci si fece avanti Klim in quanto suo amico d’infanzia e in prova come Prefetto. I due furono mandati avanti per raggiunge il campo prima della Masnada; al loro seguito alcune guardie e dei prigionieri da trattenere in attesa di giudizio. Giunti alle prigioni del campo dello Spiantato, Klim come da procedura si diresse alla guardiola per consegnare i detenuti a Patrick. Con minuzia si prodigò di differenziare le destinazioni: la cella comune per i furfanti e la cella singola per Aaron.

”Dopo aver consegnato il malloppo, me ne sono andato per compilare i documenti, poi per il resto chiedi a lui!” Klim si gira e guarda Aaron incitandolo a proseguire.

”Non so come, alla fine alle celle non ci ha portato Patrick ma il secondino…quello nuovo”

”Di nome?” Chiede Balthazar.

”A boh…ho provato a dirgli che non doveva mettermi con i detenuti ma non mi ha creduto e mi ha minacciato di non darmi il rancio!”

Poco tempo dopo, gli sgherri delle prigioni riconoscendo Aaron come un Elitè iniziarono a dargli noia e a schernirlo come se avessero inteso che l’uomo era nel posto sbagliato. Un energumeno alto circa due metri, peloso e puzzolente osservava Aaron già da un po’, alla fine disse ”Dalle stelle e alle stalle eh, come sei finito in mezzo ai topi di fogna? Hai rubato le donazioni dei fedeli?” Aaron si alzò scocciato e sbuffando si avvicinò al prigioniero dicendo “No no amico mio è che non ho pagato tua madre dopo essermela fatta e Balthazar lo ha scoperto…per cui eccomi qui”

Aaron rise, i galeotti amici dello sfortunato risero, lui stesso rise…Aaron prese un pugno in faccia dritto sul naso.

Da lì ci fu una sinfonia di pugni, calci e signori e signore anche sgabelli. Il magro volò come un airone dritto nel secchio per gli sputi, Aaron schivava come se fosse una ballerina vestita di nero, il grasso lo usava come palla da rimbalzo. Per un breve periodo il peloso guardava senza intervenire, poi ringalluzzito dalla rissa, prese la panca comune, la roteò come una clava e cercò di schiacciare tre persone contro le sbarre. Urla e grida d’incitamento o forse di dolore, intervallate da preghiere di aiuto echeggiavano insieme ai rumori del ferro e del legno dentro la piccola cella. Ormai era un tutti contro tutti, Aaron cercava di nascondersi in mezzo a quel caos ma il sangue al naso dimostrava il contrario. Sentendo tutto quel frastuono, arrivò Klim insieme alla altre guardie ma, aperta la cella, ne scaturì la più grande rissa che il campo dello Spiantato avesse mai visto.

Prigionieri contro guardie, Elite contro prigionieri, guardie contro guardie, prigionieri contro prigionieri e Elite contro tutti.

Tutti erano messi male, senza fiato e senza forze. Cogliendo un’opportunità di vittoria il peloso prese Aaron per la gola sollevandolo. Klim vedendo l’amico in difficoltà saltò sulle spalle del gigante schiacciando i suoi occhi per fargli mollare la presa. Aaron con un sforzo immane cominciò a muovere su e giu le gambe, colpendo più volte il grosso pube dell’ omone. Un grido maschio ma anche femmineo uscì dal profondo del peloso, che si accasciò come un feto sul pavimento.

Tutti si fermarono sentendo quelle grida.

Il rapporto dei danni cita: tre sgabelli rotti, una panca spezzata, due braccia rotte, sei dita lussate, quattro caviglie slogate, otto costole incrinate, troppi occhi neri da contare e un pube inutilizzabile.

” Sedata la rissa abbiamo sistemato la situazione e poi…eccoci qua ”.

”Quindi Patrick confermi quello che hanno detto?”

”Ma io non sono Patrick, Alfiere…”

Disperato e senza più parole, Balthazar, alza il dito indicando l’uscita della tenda, cacciando via tutti.

Che fatica essere lo Spiantato!

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