Cortesia

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Rei

I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.


– Il Cha No Yu, figlia mia, è un rito spirituale e sociale davvero importante, può essere svolto secondo stili diversi ed in forme diverse. Ad esempio, a seconda delle stagioni, cambia la posizione del bollitore dell’acqua… mi stai ascoltando?-

La donna, vestita da un leggero kimono fiorito e i capelli raccolti sulla nuca, poggiò sul tatami la piccola tazza in porcellana e richiamò l’attenzione della figlia battendo lievemente le mani. Kasumi si voltò e sistemò il proprio kimono come meglio poté, non era proprio abituata a portare tanti strati di tessuto tutti assieme che le impedivano di muoversi. La madre se ne accorse, era annoiata e perdeva la concentrazione ad ogni piccolo rumore di disturbo esterno. In ogni caso la cerimonia del thè era assai importante e finalmente era riuscita a strapparla un attimo dalle attenzioni del padre. Prima di ricominciare il discorso Aiko spostò un ciuffo di capelli rossi dal viso della bambina e le accarezzò una guancia bianca come la porcellana della tazzina.

– Dicevamo… Esistono quattro principi costitutivi della cerimonia del thè: armonia, che comprende la relazione ospite-invitato, gli oggetti scelti, il cibo servito e tutte devono riflettere il ritmo impermanente delle cose e della vita. Poi c’è il rispetto, il riconoscimento in ogni persona, ma anche nei più semplici oggetti, della presenza di una innata dignità. La tranquillità, l’essere lontano dal mondo, all’unisono con i ritmi della natura, liberato dai vincoli del mondo materiale e dalle…-

Nuovamente, Aiko si fermò a metà del discorso. La bambina guardava con occhi sbarrati al di là della porta scorrevole che dava sul piccolo giardino della casa, non aveva ascoltato una singola parola di ciò che aveva detto. Lo aveva capito, non era tagliata per quella vita. Era solare, piena di energie, e voleva imparare tutto ciò che poteva da Heikichi. Le tolse il fiocco dietro alla schiena del kimono e le lasciò solo uno strato per farla correre meglio. Quando capì cosa stesse facendo la madre, Kasumi iniziò a scalpitare per poter raggiungere il giardinetto, abbracciò Aiko e le diede un bacio su di una guancia. 


Il samurai si stava allenando con il bokken fendendo precisi colpi all’aria, le mani ben ferme sull’impugnatura e i piedi nudi saldamente ancorati all’erba. Non appena si sentì chiamare dalla figlia si mise in ginocchio e aprì le braccia per accoglierla.

 Non voglio imparare come dare il thè, mi insegni come si impugna una katana, per favore?-

Heikichi non riuscì a dire di no a quegli occhioni luccicanti e la mano che piano piano tirava gli hakama. 

 Prima che tu prenda un’arma, voglio dirti una cosa molto importante: devi essere rispettosa. Non devi usare un’arma per sentirti migliore di altri, lei è la propaggine del tuo braccio, lei ti rappresenta, e in battaglia rispecchia il tuo animo. Non farti soggiogare dai sentimenti ostili, altrimenti sarà solo una discesa verso l’oblio più oscuro. Capito, Kasumi?-

– Certo che ho capito! Adesso mi insegni ad usarla?-

Heikichi sorrise, aveva capito due parole di tutto ciò che aveva detto ma un giorno le sarebbe stato utile.


 Addio, Kasumi… vorrei poterti abbracciare…-

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