Il mondo ha bisogno di eroi

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” Mio Leone,
Le giornate passano velocemente, anche se il tempo è diventato un concetto piuttosto relativo.
La missione che ci siamo prefissati è complessa, ma se ci riusciva quella melma di Oleg, noi non faremo fatica; la parte più difficile è reperire le informazioni, la ricerca.
I miei alleati sono meravigliosi, ma lo sai, lo sono sempre stati. Meike non alza il naso dai libri ed è felice di non doverseli portare in giro tutto il giorno, la biblioteca del palazzo che ho chiamato ” fortezza del tempo” o ” fichissima e segreta fortezza del tempo” è gigante, vorrei che tu potessi vederla…”

La maga si asciugò una lacrima. Il trambusto intorno a lei la distolse per un attimo dalla scrittura.
Un’altra esplosione, rumori di passi veloci, urla di Meike che rimproverava Nicolas e Codamozza, tutto nella norma.

“Andare in giro nel tempo è stimolante, ho raccolto un numero considerevole di oggetti curiosi che nessuno, a parte “i custodi del tempo” vedrà mai, il mio personale museo delle nostre piccole vittorie. Il brutto è non poter dire a nessuno quanto siamo eroici, ma se nessuno lo scopre, vuol dire che facciamo bene il nostro lavoro”

La porta dello studio si aprì
– Hildie? Come fai a essere il più grande mago del tempo ed essere sempre in ritardo?-
– Hai ragione Max,- Hildegard si alzò e si ricompose – Scrivo altre due righe e arrivo…-
Maximilian rimase sulla porta ad osservarla impaziente.

“Mi manchi da morire, mi manca Vael, mi manca Urania…mi manca il nipote che avrei voluto conoscere.

Se mai le mie parole dovessero arrivarti, ovunque tu sia, rendimi fiera.”

Piegò la pergamena, aprì la finestra e la incendiò lasciando volare le ceneri al vento.

-Come sai se può ricevere le tue lettere?- Il sacerdote si avvicinò
-Non lo so, ma mi piace crederlo.-
-Stai bene?- Maximillian le poggiò una mano sulla spalla.
– Devo farlo, siamo eroi! Dobbiamo essere forti per chi non può esserlo. Adesso mettiti la maschera! Non vorrai mica che ti riconoscano la pelata?-
-Intanto, sei una stronza….però la maschera mi da un tono da duro…non ho ancora capitolo il nostro simbolo!-
-È il ciuffo buffo di cronicus! Andiamo! Ci servono fondi e Meike dice che sul finire dell’epoca imperiale c’era una piratessa con una ciurma di spastici pieni di soldi!-
-Codamozza è pronto, tienilo d’occhio, se finiamo su una nave e quella affonda, sarà il primo a scappare!-
********************
-ODDEI!-
Il Rahis fece un balzo indietro appena in tempo per evitare che la missiva, comparsa con una fiammata, gli bruciasse la barba
-Ma come diavolo fa vostra moglie a fare questa cosa delle missive? Di maghi ne ho visti, ma questo è…la devo bruciare?-
-No, mio signore- rhinad prese la missiva sorridendo e sventolandola affinchè si spegnesse – diciamo solo che, ultimamente, ha imparato a gestire meglio il suo tempo nello studio…-
-Strega! Comunque…dov’è Vael?-
Una voce arrivò da dietro il cespuglio
– L’ho preso! Ho preso un drago! Ha un sacco di denti!-
Vael corse verso il gruppetto con un grosso rettile culone e perplesso, stretto in una presa degna di un’arena
– Vael è un coccodrillo!UN COCCODRILLO!-
Vael posò la bestia, che si tuffò scocciata nella sua pozza.
-Insegnerò io a tuo figlio come si distinguono gli animali, prima che voglia adottare una viverna al posto di un canino!- Rhinad rise e cercò Urania con lo sguardo, che rideva come una matta.
– Cosa dice mia cugina in quella missiva? Ha gettato la spugna sul fatto che non chiamerò mio figlio “Hildegardo Siegrfriedo Kasparein”?-
Rhinad si sedette con lei.
-Leggiamola, anche se tra quattro giorni saremo di nuovo a Thersa, potrai chiederglielo tu stessa!-

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