Gonnelle di Tartan, parte 3

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Cristilde la trascinò via senza che lei potesse opporsi, vide Istrice immobile che nemmeno si voltò a guardarla, avrebbe voluto gridargli qualcosa, ma era comunque accanto ad un’autorità.
Però Istrice era sfacciato e testardo, era certa che lui l’avrebbe seguita all’ospedale da campo!

“Cosa è successo a questa mano?”
Cristilde e un assistente la controllavano incuriositi.
“ un Erigassiano che si fa chiamare Pepe Bum Bum.. la sua faccia per la precisione..”
“Mmm” Cristilde prese dalle mani di Iena una tazza di un intruglio di erbe “ Bevete, perché farà un male cane!”
“ Oh NEIN danke,” Sigrun buttò un’altra occhiata all’ingresso della tenda “Preferirei restare lucida, stanotte..”
“Appena metto le mie mani sulla tua ferita non resti lucida, svieni, quindi, fidati, meglio questa melma.. inoltre Sigrun, conosco quello sguardo.. Non verrà.”
Sigrun si voltò di scatto
“.. Sei piena di speranza e sei innamorata, ma ti deludono sempre, fidati. Sono un’esperta..” e le porse la tazza.
Sigrun la guardó per un secondo stupita, poi la prese e la buttò giù prima che le venisse da piangere, tra il dolore della mano rotta e quello della coltella di Cristilde, ritenne che stordirsi sarebbe stata la cosa giusta.

“innamorata” adesso forse era esagerato…
Eppure lui aveva quel solito sguardo da cerbiatta.. Come mai non riusciva a capirlo? Le sembrava sincero e poi però non riusciva mai a prevedere cosa avrebbe fatto.

“ mi dispiace”; delle migliaia di combinazioni di due parole aveva scelto “ mi dispiace”! “Sediamoci insieme, pezzo di Torta.. baciami ora..no! “Mi dispiace”
Chissà cosa aveva capito Istrice: “ mi dispiace, non sei abbastanza “, “mi dispiace, ho altri mille lord ad aspettarmi” , “ mi dispiace, è finita come è iniziata”… Invece nella sua testa era chiaro in quel momento di panico:
“ mi dispiace di aver fatto tardi, di non avervi chiesto un appuntamento ufficiale… di non essere corsa da voi ogni singola notte..”
Forse lo aveva ferito.. o forse non l’aveva seguita perché era con Volpe.. o forse..
“ Sigrun, a posto! Quasi come nuova!”
“Grazie Cadetto, siete sempre impeccabile.”
“Ascoltate,” Cristilde prese un pezzo di tessuto per pulirsi le mani “ volete che gli dica qualcosa?”
“ A chi???!?”
“A Istrice, avete ragionato a voce alta, le erbe lo fanno..”
“ non vi chiederei mai di abbassarvi al ruolo di messaggero, inoltre temo di dover, in modo molto Thersiano, metterci una pietra sopra.”
“Non lo so Sigrun, sono giorni che vaga per l’accampamento con una missiva consumata in mano, chiedendo di continuo se c’è posta per lui.. io gli dico che sono stata tutta la notte in infermeria con voi e che non avete smesso di aspettarlo… poi farà lui!”
Le parole di Cristilde furono le prime a toglierle peso dal cuore invece di aggiungerlo. Sorrise felice, per la prima volta dopo giorni.
“ Grazie Cristilde, siete un angelo!”

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